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5. Chi
o che cosa ci legittima a fare ai giovani offerte e proposte di spiritualità
vera
Una
volta era scontato considerare i ministri del culto, i consacrati o i monaci –
nelle varie chiese e confessioni – come professionisti riconosciuti della
religione e quindi maestri agli altri di spiritualità. Oggi molto meno. Altre
cattedre, da quelle vane: astrali o magiche, a quelle professionali:
psicologiche o paramediche, si contendono il campo del profondo dell’animo
umano.
Abbiamo bisogno di coraggio se
vogliamo affrontare la sfida di parlare di ‘spiritualità vera’ in un mondo che,
da una parte, lascia cadere le forme antiche di spiritualità ed emargina i
maestri tradizionali dello spirito, dall’altra, offre motivazioni
spiritualistiche di tutti i tipi e per tutti i gusti.
Non ci meravigliamo: quando Dio
viene rigettato, innumerevoli idoli si affollano per prendere il suo posto.
La fonte del coraggio apostolico
è la Parola di Dio mediata a noi dalla Regola. Proprio dall’eredità che ci
hanno lasciato i confratelli, che osservando la Regola si sono santificati,
possiamo ricavare molti elementi che ci incoraggiano e legittimano nell’offerta
di spiritualità ai giovani.
È utile
anche in questa lettera circolare dare
uno sguardo, richiamando insieme alcuni passaggi del CG XX, agli articoli della
Regola che delineano i tratti della nostra genuina spiritualità.
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