6.3 L’identità
spirituale
L’identità di persone e gruppi,
in molti ambienti ecclesiali, è ancora troppo sostenuta da elementi di
appartenenza puramente esteriori. Di tali elementi esterni, che in giusta
misura aiutano a connotare la scelta di uno stato di vita e un carisma
specifico, noi risultiamo alquanto privi purtroppo, al punto di affermare
talvolta di non possedere una nostra specifica identità.
Il fare e tacere (Carisma
VII) che ha tenuto umile e nascosto il nostro Fondatore nel suo molteplice
impegno, non ha favorito l’apparire e l’affermarsi di atteggiamenti distintivi
esternamente visibili. Ma ciò non significa che egli non ci abbia lasciato
tratti notevoli di una forte identità spirituale.
Oggi i giovani sono attratti in
modo globale ma altrettanto volubile, da identiche mode e linguaggi. Il loro
esteriore conformismo nasconde la ricerca di una identità del mondo giovanile,
che sia capace di affermarsi con propri e profondi valori.
In un mondo come quello attuale,
fortemente spersonalizzante, la maturità dell’educatore si esprime soprattutto
in una capacità forte di relazione che si spoglia degli elementi esterni di
identificazione per creare uno ‘spazio libero’ in cui l’altro possa esprimere
liberamente se stesso.
L’identità, specie quella di
natura spirituale, si fonda sulle convinzioni interiori più che sugli elementi
esterni di identificazione, utili all’inizio di un cammino ma sempre di per sé
contingenti.
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