8.1 Compagni
di viaggio
Una di queste esperienze è il volontariato,
ad esempio, che può portare anche il non credente a interrogativi sul senso
della vita e sulla fede, come sulle varie fedi che intessono la dimensione
religiosa dell’umanità, di fronte ai quali la spiritualità è una prima comune
risposta.
La necessità di un accompagnamento
della persona, rispettoso e discreto nell’accettazione dei tempi lunghi e delle
resistenze, richiede in questo contesto un atteggiamento educativo che non
ponga l’accento sulla meta da raggiungere (come potrebbe essere l’adesione alla
Chiesa e la pratica sacramentale) ma sui passi che è possibile fare insieme
nell’oggi.
L’amicizia e la comunione
che si stabiliscono, specie coi giovani – troppo spesso isolati e ostili nei
confronti delle strutture del mondo adulto – non sono dei semplici mezzi, ma
segni eloquenti di una cultura umanizzante e fondamentalmente evangelica.
Il camminare insieme, l’essere
compagni di viaggio, il ritmare il passo su quello degli altri, la coscienza
che si dà qualcosa e che nello stesso tempo si riceve: questa è la vera
competenza che ci è chiesta, non tanto con un atteggiamento di maestri, ma
come amici e fratelli dei nostri giovani, nell’offrire loro la prospettiva
di una seria esperienza spirituale.
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