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9. Testimoniamo
la ricchezza spirituale del nostro essere in stili di vita nuovi
In una
prospettiva di rinnovamento – cioè di assunzione responsabile e condivisa degli
elementi di novità che il tempo ci impone – possiamo pertanto riprendere
coraggio, ricavando proprio dalla necessità e dall’urgenza di superamento dei
nostri limiti, quella spinta interiore che ci farà creativi e spiritualmente
liberi nel camminare e sostenerci insieme.
Non si
può che partire dal di dentro, dal profondo di noi stessi. Se ci muoveranno
convinzioni comuni e forti sulla potenzialità di trasformazione che è presente
e latente in noi – come consacrati – e nei nostri giovani – come amati e
chiamati da Dio –, poi non ci spaventerà più la novità del cammino, dei
rapporti, degli stili di vita, di organizzazione e di intesa carismatica.
È inutile e vano parlare di
rifondazione della vita consacrata e decidere di avviare modalità organizzative
nuove, solo favorendo o tollerando lo sforzo di singoli e restando, in
maggioranza, gli stessi di sempre.
La convinzione di partenza è
credere che quella conversione rigeneratrice che abbiamo chiamato ‘rinascita’ è
veramente possibile per ciascuno di noi, non una volta per tutte e come per
magia, ma come frutto della corrispondenza vigile alla grazia di ogni giorno.
È questa spiritualità del nostro
essere e del nostro agire quotidiano che fonda la nostra opzione di vita e
ispira le scelte di ogni momento al fine ultimo della salvezza e del Vangelo
del Regno.
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