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Rendere visibile l’amorevole e
salvifica presenza del Cristo
4) E’ questo Padre tenero, compassionevole e misericordioso “che ci dà ogni
possibile conforto” e “ci consola in ogni nostra avversità”. Al tempo stesso,
però, Dio si aspetta che noi – in quanto cristiani, in quanto persone
consacrate – sappiamo dare questo conforto e questa consolazione “agli altri in
ogni loro avversità”. (2 Cor 1, 2-4) Come uomini religiosi consacrati, dobbiamo
essere segno dell’amorevole
compassione di Dio. Diventiamo tali allorché viviamo la nostra vocazione
sinceramente, “rendendo così visibile l’amorevole e salvifica presenza di
Cristo”. (Vita Consecrata, 76) Parlando direttamente alle persone consacrate,
il Papa dice: “Voi, in modo tutto particolare, potete e dovete dire che non
solo appartenete a Cristo, ma che siete divenuti Cristo”. (VC, 109) Quando
“diveniamo” Cristo, noi riveliamo – o piuttosto Cristo rivela per mezzo di noi
– il volto di Dio, Padre “compassionevole e misericordioso”. Nel modo in cui
pensiamo, giudichiamo ed agiamo, noi “diciamo” a tutti coloro con cui siamo in
contatto che “Dio è amore” e “ha mandato il suo unico Figlio nel mondo perché
noi possiamo avere la vita per mezzo di lui”. (1 Gv 4,9)
A somiglianza di Gesù, perciò, dobbiamo essere uomini premurosi, teneri e
compassionevoli, uomini che sanno andare effettivamente verso chi è nel
bisogno, uomini che difendono i diritti del povero e dell’oppresso, uomini
capaci di “rendere testimonianza con la franchezza del profeta, il quale non
teme di rischiare anche la vita” (VC, 85)
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