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Nel Rispetto dei Diritti Umani, il
Segreto della Pace Vera
Ho ancora un altro motivo per citare il saluto di Paolo ai cristiani di
Corinto. Il suo appello a “confortare gli altri nelle loro avversità” è
pertinente con il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1999 di
Giovanni Paolo II: Nel Rispetto dei Diritti Umani, il Segreto della Pace Vera.
Come ha fatto l’anno scorso, il Papa richiama il 50° anniversario della
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Questo storico documento
afferma che il riconoscimento della dignità dell’uomo, inerente a tutti i
membri della famiglia umana, e dei suoi diritti uguali e inalienabili
costituisce la base della libertà, della giustizia e della pace. Tutti gli
esseri umani sono nati liberi e uguali nella loro dignità e nei loro diritti, e
quindi debbono comportarsi gli uni verso gli altri in spirito di fraternità. Il
rispetto dei diritti umani è perciò universalmente riconosciuto come la base di
una coesistenza pacifica tra le nazioni.
5) Tuttavia, scrive il Pontefice, il numero delle vittime della povertà,
dei conflitti o dell’oppressione è grande. Occorre che sia riconosciuta la loro
dignità, in modo che possano partecipare a pieno titolo alla vita della
società. Con toccante sensibilità nei riguardi delle vittime più deboli e più
vulnerabili, il Papa affronta il problema: “Quanti ragazzi sfruttati non sanno
neppure di avere dei diritti”! Questa osservazione, così pertinente con la mia
lettera pastorale, richiama il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace
del 1996 del Santo Padre: Diamo ai bambini un futuro di pace! Nel messaggio
egli richiama l’attenzione sui minori che sono vittime di conflitti armati o di
violenze fisiche e sessuali, su quelli che vivono nella strada, che sono
analfabeti, inclini a divenire tossicodipendenti, ad essere coinvolti in
attività criminali o ad essere obbligati a prestare servizio come soldati, ai
quali si insegna ad uccidere. Ci ricorda, infine, quelli che soffrono le
conseguenze di famiglie infelici, malsane o “andate in rovina”.
Questi ragazzi sono l’oggetto della presente lettera. Fratelli, rivolgo
queste parole innanzitutto a ciascuno di voi. Penso che come cristiani, come
uomini consacrati, come Fratelli delle Scuole Cristiane, come animatori della
Famiglia Lasalliana possiamo e dobbiamo rispondere con amore e creatività al
grido dei ragazzi oppressi e sfruttati. Penso che l’impegno a difenderli debba
essere una risposta urgente, necessaria e valida agli obblighi inerenti al
nostro quarto voto: associazione per l’educazione umana e cristiana dei poveri.
Dobbiamo intensificare i nostri sforzi per fare dell’educazione dei fanciulli e
degli adolescenti poveri la nostra “effettiva priorità”. (Regola 40a) Allo
stesso tempo dobbiamo combattere contro la povertà, l’ingiustizia, la
manipolazione e lo sfruttamento che impediscono loro di “essere ragazzi” e si
fanno beffe della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
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