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I.
LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA
Amnesty International asserisce che i fanciulli, in quanto esseri umani,
sono dotati di tutti i diritti stabiliti nella Dichiarazione Universale dei
Diritti dell’Uomo. La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, accettata
dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata poi da circa
180 paesi, ha definito principi e norme universali per lo stato giuridico del
fanciullo. Il Summit Mondiale per l’Infanzia nel 1990 ha contribuito a “creare
un interesse internazionale a favore di tali diritti”, e diversi paesi hanno
fatto passi concreti per migliorarne lo stato giuridico. “Questo, tuttavia, è
soltanto l’inizio. La maggior parte del lavoro sta davanti a noi”. (Brochure, Swedish Save the Children, 3)
Oggi la società, attivamente o passivamente, inconsciamente o meno, spesso
mostra noncuranza per i diritti dei fanciulli e li priva della loro infanzia.
Penso che molti di noi, allorché ci troviamo di fronte a delle violazioni,
siamo soliti addurre il pretesto dell’impotenza o della inutilità. Troppo
spesso chiudiamo gli occhi e la bocca e inconsciamente facciamo la parte del
sacerdote e del levita nella parabola del Buon Samaritano. In una delle opere
di George Bernard Shaw, un personaggio afferma: “Il peccato peggiore verso i
nostri simili non è quello di odiarli, ma di essere indifferenti verso di loro;
è l’essenza della cattiveria”.
Le informazioni sulle violazioni dei diritti umani del fanciullo abbondano
nei libri, nelle riviste, nei giornali e in diversi rapporti. Quelli tra di voi
che hanno la possibilità di “navigare in internet” possono facilmente trovare
un numero straordinario di “items” riguardanti tutti gli aspetti delle mancanze
di rispetto a questi diritti, come pure informazioni di gruppi e organizzazioni
che si dedicano alla loro promozione. Non è mio proposito, perciò, fare una
presentazione esauriente e ponderata delle violazioni di tali diritti.
8) Mia intenzione, invece, è di delineare alcune situazioni che possono
servire come punto di riferimento per la nostra riflessione. I cinque
“colloquia” – sulle famiglie, la globalizzazione, l’urbanizzazione, le nuove
tecnologie dell’informazione e la comunicazione della fede – mi hanno aiutato
ad essere più sensibile che mai su tali violazioni.
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