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I ragazzi e i conflitti armati
12) L’UNICEF dichiara che durante l’ultima decade sono stati uccisi in
conflitti armati circa due milioni di bambini. Amnesty international sostiene
che i militari li prendono sempre più come bersaglio, solo perché essi
provengono da certe aree geografiche, oppure per motivi politici e religiosi, o
anche per la diversa origine delle loro famiglie. Da quattro a cinque milioni
di bambini sono stati resi invalidi, dodici milioni sono rimasti senza tetto,
dieci milioni hanno subiti traumi e un milione è rimasto orfano. Secondo
Amnesty più di cento milioni di mine antiuomo sono state poste in più di
cinquanta paesi. Il 90% di coloro che sono stati uccisi dalle mine sono civili,
un terzo dei quali ragazzi. Giovanni Paolo II esprime sbalordimento per il
fatto che “noi siamo ora testimoni di un incredibile e inumano paradosso:
vengono ancora poste delle mine in luoghi che ne sono stati appena liberati”.
(Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, 11)
Nel loro libro ben documentato, Children, the Invisible Soldiers, Rachel
Brett e Margaret Mc Callin stimano che circa duecentocinquanta mila ragazzi al
disotto dei diciotto anni fanno servizio in forze armate governative o in
gruppi armati dell’opposizione. Non è possibile essere più precisi poiché sono
“invisibili”, cioè coloro che li usano negano la loro esistenza. E’ più facile
arruolare ragazzi che adulti, sia con la persuasione che con la forza. Questi
soldati vengono sfruttati come combattenti, poiché sono meno inclini a discutere
gli ordini e più portati ad essere coraggiosi. Alcuni ragazzi sono stati
reclutati come ribelli o nelle forze di opposizione già a nove anni. Una
pubblicazione del Servizio dei Rifugiati dei Gesuiti afferma che ragazzi tra i
dodici e i sedici anni costituiscono l’85% delle forze ribelli in alcuni paesi.
Il rapporto dice che questi ragazzi vengono indotti ad uccidersi anche tra di
loro per spezzarne la resistenza a commettere atrocità. Le ragazze vengono
abitualmente violentate e usate come schiave del sesso come ricompensa e
incentivo per i soldati. Una famigerata banda rivoluzionaria di guerriglieri ha
scritto un manuale per ragazzi di dieci anni. Questi guerriglieri hanno formato
generazioni di giovani rivoluzionari per mezzo di questo manuale.
Molto spesso, alla fine di tali conflitti, questi ragazzi soldati restano
disorientati, senza un impiego e, ancora armati, sono lasciati girovagare per
le strade e spesso cadono nell’illegalità.
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