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La violenza giovanile
13) Ciò che ho detto finora potrebbe dare l’impressione che io pensi che la
difesa dei diritti dell’infanzia riguardi quasi esclusivamente i paesi in via
di sviluppo. Non è così, purtroppo! Nelle aree economicamente sviluppate i
problemi sono enormi. Uccisioni commesse dai minori accadono con frequenza
allarmante. Omicidi di massa in un certo numero di scuole negli anni recenti
hanno sbigottito il mondo. Non è facile spiegare il fenomeno di ragazzi e
adolescenti che uccidono. Certo, il facile accesso alle armi è indubbiamente il
principale fattore. Che nei paesi nei quali è facile acquistare tali armi vi
sia la più alta percentuale di omicidi non può essere una coincidenza da
scartare.
In alcuni paesi le scuole – particolarmente quelle pubbliche – stanno sperimentando
un notevole scadimento della disciplina, accompagnato da una crescita della
violenza. Per quanto possa sembrare incredibile, in alcune di queste scuole la
polizia di stato è costretta a farsi carico delle normali funzioni di sicurezza
e di disciplina. Molti giovani non sono motivati e restano nella scuola contro
la loro volontà. Credo che la scuola dell’obbligo sia una giusta politica, se i
programmi scolastici sono adatti alle capacità e ai bisogni dei giovani, e se
gli insegnanti sono allo stesso tempo preparati e seriamente impegnati.
Diversamente la scuola non ha senso. I giovani non riescono a provare il
piacere di imparare. Si aggiunge poi che l’alto tasso di disoccupazione in
alcune regioni porta i giovani a concludere che l’istruzione non fa molta
differenza. Non sorprende perciò che in tanti abbandonino la scuola.
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