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Il rifiuto ai bambini della loro
infanzia
14) In tutto ciò che è stato detto sinora osserviamo un comune
denominatore: le società – le nazioni, i loro governi, i loro cittadini –
violano i diritti dei bambini non permettendo loro di essere “bambini”. Il
rispetto che loro dobbiamo, richiede che noi li dobbiamo prendere per come sono
e li dobbiamo aiutare a trasformarsi nei fanciulli che debbono essere e che hanno
il diritto di essere. Il cardinale William Keeler ha severamente criticato le
società che negano ai bambini la loro infanzia, la loro spontaneità,
l’innocenza e la loro capacità di sapersi stupire: “una cultura che deride,
minaccia, soffoca o uccide quella innocenza e quella capacità di stupirsi è una
cultura che merita un giudizio severo”.
Concludo questa sezione con una storia assai commovente. Voi potete trarre
le vostre conclusioni. Una città di 13.000 abitanti è stata testimone del
suicidio di otto adolescenti nei tre anni passati. Uno, un ragazzo di quindici
anni, si è ucciso nella sua camera con la pistola del padre. Era proprio il
tempo prima di Natale. Ha lasciato poche righe per i genitori, i quali si erano
separati da dieci anni: “Non so proprio cosa dire in queste dannate faccende,
ma voglio che voi sappiate che io vi amo, mamma e papà. Non sono ora a lezione
d’inglese, cosicché la mia ortografia non ha bisogno di essere perfetta”. Ha
invitato sua madre a “smettere di fumare” ed ha chiesto ai genitori di
risposarsi. “Abbiate cura del mio gatto… infine metto il mio testamento in
questa lettera”. Ha lasciato una collezione di campioni dello sport a un amico,
e il suo fucile ad aria compressa a un altro. A un altro ancora ha lasciato il
suo equipaggiamento sportivo preferito, ricordando che si trovava nel suo zaino
ed aveva bisogno di essere lavato. Non ha mai detto perché si è tolta la vita.
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