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Il Regno di Dio
21) Dopo aver ricevuto lo Spirito Santo nel battesimo, Gesù percorre le vie
della Galilea per predicare il Vangelo e per dire che il Regno di Dio è vicino.
Esorta la gente a pentirsi e a credere nel Vangelo. Proclama il Regno con ciò
che dice, con ciò che fa e soprattutto con ciò che egli è. Proclamare e
stabilire il Regno è lo scopo della sua missione: “Debbo proclamare la buona
novella del Regno di Dio… poiché sono stato mandato per questo”. (Lc 4, 13) Il
Regno di Dio è “vicino”, ossia, è già presso di noi e opera in mezzo a noi.
Gesù stesso rivela questo Dio che regna. Si rivolge a Dio con il termine
familiare Abba, Padre. Per mezzo delle parabole raffigura questo Padre
sensibile ai bisogni e alle sofferenze di ogni essere umano, pieno di amore e
di compassione e pronto a concedere il perdono. Si entra nel Regno di Dio per
mezzo della fede e della conversione e non per motivi di appartenenza etnica.
Dio invita ogni persona a “pentirsi” e a “credere”. (Redemptoris Missio, 13)
Gesù rivela gradualmente le caratteristiche e le esigenze del Regno mediante le
sue parole, le sue opere e la sua persona. Il Regno mira a trasformare il
rapporto tra gli uomini e si attua progressivamente man mano che essi imparano
ad amarsi, a perdonarsi, a servirsi a vicenda… La natura del Regno è la
comunione di tutti gli esseri umani tra di loro e con Dio… Il cristianesimo è
aperto alla fratellanza universale, perché tutti gli uomini sono figli dello
stesso Padre e fratelli in Cristo”. (RM, 14, 15, 43) Il Regno perciò è
destinato a tutti. Dio chiama tutte le persone ad esserne membri, incluse
quelle che sono al margine della società. Gesù avvicinava specialmente queste
persone: “Egli proclama di essere stato mandato per annunziare ai poveri il
lieto messaggio. A tutte le vittime del rifiuto e del disprezzo dichiara:
«Beati voi poveri»; inoltre a questi emarginati fa già vivere un’esperienza di
liberazione stando con loro, andando a mangiare con loro, trattandoli come
uguali e amici, facendoli sentire amati da Dio e rivelando così la sua immensa
tenerezza verso i bisognosi e i peccatori”. (RM, 14) Secondo il Papa, la
liberazione e la salvezza portate dal Regno di Dio hanno delle dimensioni sia
fisiche che spirituali. La salvezza e il perdono sono gesti caratteristici
della missione di Gesù. Egli manifesta la sua grande compassione di fronte al
dolore umano. Le guarigioni sono segni della salvezza spirituale, della
liberazione dal peccato. Sono segni che il Regno di Dio è venuto. 22) Giovanni
Paolo II dice che “la Chiesa non è fine a se stessa, essendo ordinata al Regno
di Dio, di cui è germe, segno e strumento. Ma, mentre si distingue da Cristo e
dal Regno, la Chiesa è indissolubilmente unita a entrambi” La Chiesa è al
servizio del Regno. Chiama alla fede e alla conversione, stabilisce comunità di
fede cristiana, è segno dei “valori evangelici” e ne promuove la diffusione nel
mondo. La Chiesa contribuisce alla diffusione del Regno mediante “la
testimonianza, il dialogo e la promozione umana; con l’impegno per la giustizia e la pace, con l’educazione, la
cura dei malati, e l’assistenza ai poveri e ai fanciulli… Costruire il Regno
significa lavorare per la liberazione dal male sotto tutte le sue forme… La
Chiesa è chiamata a dare la sua testimonianza a Cristo, assumendo posizioni
coraggiose e profetiche di fronte alla corruzione del potere politico ed
economico” (RM, 18, 20, 15, 43)
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