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Fratel John Johnston, FSC
Superiore Generale
Su la difesa dell’infanzia il regno di Dio – la miss. Lasall.

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  • IV.  SECONDO LE NECESSITA’ DEL REGNO DI DIO
    • Il Regno di Dio e la Missione Lasalliana
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Il Regno di Dio e la Missione Lasalliana

 

Fratelli, noi ci consacriamo totalmente alla costruzione del Regno di Dio come cooperatori, ministri, collaboratori, ambasciatori di Gesù Cristo. De La Salle dice che noi dobbiamorappresentareGesù. I nostri alunni dovrebbero poter riconoscere Cristo in noi e ricevere il nostro insegnamento come se fosse Gesù Cristo ad insegnare. Giovanni Paolo II usa un linguaggio simile quando parla alle persone consacrate: “Le persone consacrate rendono visibile, nella loro totale consacrazione e dedizione, l’amorevole e salvifica presenza di Cristo”. (Vita Consecrata, 76) Dio vuole che noi “rappresentiamo” (ri-presentiamo) Gesù, il quale “era così pieno della compassione e dell’amore proprio di Dio, che ogni grido di dolore o di angoscia riceveva da lui una immediata risposta di guarigione e di nuovo vigore”. (Donald Senior, Jesus, a Gospel Portrait, p. 116) In risposta alla missione ricevuta dal Padre, Gesù si è consacrato totalmente alla proclamazione e all’edificazione del Regno. Poiché siamo “divenuti Cristo”, anche noi ci consacriamo alla proclamazione e all’edificazione del Regno di Dio. Poiché la natura del Regno è “comunione tra tutti gli esseri umani –  tra di noi e con Dio – “noi edifichiamo il Regno di Dio quando promoviamo la fraternità universale. La teologia del Regno di Dio, perciò, offre a noi, ed anche ai nostri collaboratori, un quadro assai utile per comprendere la nostra missione lasalliana. 23) Noi contribuiamo alla costruzione del Regno mediante l’educazione umana e cristiana di circa 800.000 giovani in più di ottanta paesi. Questi appartengono ad una affascinante diversità di razze, di nazionalità, di culture, di retaggi etnici, di lingue e di religioni. Alcuni paesi sono ben sviluppati o anche moderatamente sviluppati dal punto di vista economico, altri lo sono solo moderatamente o sono estremamente poveri. Alcuni paesi godono di una relativa pace e stabilità, altri soffrono per la violenza e perfino per la guerra. Noi cerchiamo di aiutare i giovani di tutte queste nazioni a svilupparsi secondo i loro doni personali e i loro talenti, quali che siano. Nello stesso tempo li aiutiamo a cercare di essere veri figli e figlie di Dio, fratelli e sorelle tra di loro e fratelli e sorelle con gli altri. Come ho già scritto qualche anno fa, nel nostro mondo lasalliano abbiamo giovanispesso nella stessa scuola o istituzione – che “vivono” la loro fede cattolica ed altri che non sono cattolici; giovani che sono cristiani, ma non cattolici; giovani che professano altre religioni sparse nel mondo o solo locali; giovani che sono indifferenti o perfino ostili verso religioniistituite”. In questa varietà di “situazioni” la Chiesa riconosce il “dialogo” e la “proclamazione” come espressioni distinte dell’evangelizzazione, ma intimamente unite tra di loro. Le scuole lasalliane sono scuole cattoliche e proprio per questo motivo sono luoghi nei quali gli insegnanti accettano tutti i loro alunni, qualunque sia la loro razza, cultura, situazione economica, credenza religiosa o mancanza di fede. Il rispetto, proveniente dall’affetto che essi mostrano per tutti i loro alunni, è il primo gradino del dialogo. Come dice Giovanni Paolo II: “La Chiesa, proprio perché è cattolica, è aperta al dialogo con tutti gli altri cristiani, con i seguaci di religioni non cristiane, e quindi con tutti i popoli di buona volontà (p. 141)… Cristo vuole suscitare la fede nei cuori degli uomini… ma lo vuole nel pieno rispetto della dignità umana. In chi cerca veramente la fede, è già presente una fede implicita, e quindi è soddisfatta anche la condizione necessaria per la salvezza”. (Oltrepassare la soglia della speranza, pp. 141, 193) Comprendere il Regno di Dio “come una comunione tra tutti gli esseri umani, gli uni con gli altri e con Dio” ci aiuta a riconoscere la difesa dei fanciulli e della loro umana dignità, come dimensioni integrali della nostra totale consacrazione a Dio e come discepoli di Giovanni Battista de La Salle. Il Papa dichiara che “Costruire il Regno significa lavorare per la liberazione dal male in tutte le sue forme” e menziona esplicitamente la necessità di “aiuto ai poveri e ai fanciulli… La Chiesa è chiamata ad essere dalla parte di coloro che sono poveri ed oppressi in qualsiasi modo”. Egli invita tutti i cattolici ad esaminare la loro vita “a proposito della loro solidarietà verso i poveri”. Inoltre di fronte al potere politico o economico che sfrutta e viola i diritti umani dei fanciulli, la Chiesa deveprendere una posizione coraggiosa e profetica”.  (RM, 15, 20, 560, 43)

 

 




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