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Fratel John Johnston, FSC
Superiore Generale
Su la difesa dell’infanzia il regno di Dio – la miss. Lasall.

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  • V.      LA DIFESA DEL FANCIULLO: UN NUOVO OBIETTIVO PER LA MISSIONE LASALLIANA
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Argomento di questa Lettera

 

La tesi di questa lettera pastorale è che la situazione dei fanciulli poveri nel mondo odierno è di uno scandalo indescrivibile, e che il nostro carisma lasalliano ci invita a fare della solidarietà con i fanciulli trascurati, abbandonati, emarginati e sfruttati un obiettivo su cui centrare particolarmente l’interesse nella nostra missione.

Questa posizione è conforme a quella del Papa quando sprona gli uomini e le donne consacrate ad “occuparsi di ciò che il mondo trascura, rispondendo generosamente e con audacia, anche se con interventi necessariamente su piccola scala, alle nuove povertà, soprattutto nei luoghi più abbandonati”.(VC, 63)  Giovanni Paolo II ha scritto queste parole nel bel mezzo di una riflessione sull'incidenza che il diminuito numero delle vocazioni sta avendo sulle attuali attività apostoliche ed anche sul futuro di alcuni Istituti. In questo contesto si spiega l’espressione del Pontefice “anche se necessariamente su piccola scala”. Però, considerata nel contesto della “missione condivisa” – e della nostra forza di 67.000 docenti lasalliani e di molte migliaia di altri collaboratori – la nostra risposta ai bisogni dei fanciulli poveri può essere “su vasta scala”. 26) La Dichiarazione dice che l’Istituto troverà in una maggiore sensibilità di fronte ai bisogni dei giovani, oggi,  una “indispensabile fonte di rinnovamento”. (Dich. 23, 1) Noi, Fratelli delle Scuole Cristiane – e tutti gli altri membri della Famiglia Lasallianadobbiamo essere solidali con i ragazzi svantaggiati a livello locale, nazionale e internazionale; dobbiamo immedesimarci apertamente delle loro lotte, ed essere creativamente ed efficacemente attivi verso di loro, mediante la nostra missione di educazione umana e cristiana. Questa particolare attenzione può permetterci di dare un contributo maggiore alla richiesta di giustizia a favore dei minori. Nello stesso tempo può essere una fonte efficace di rinnovamento per l’Istituto e per la missione lasalliana. La sociologa Suor Patricia Wittberg dice che “se ha motivo di essere la vita religiosa nella Chiesa cattolica durante il ventesimo secolo, allora il suo carisma di base – ossia il significato fondamentale di ciò che essa è, e del perché esistedeve rispecchiare la più profonda angoscia, l’assenza di sicurezza o l’ansia” uno degli aspetti, perlomeno, della cultura contemporanea. (Pathways to Re-Creating Religious Communities, p.77) Sono del parere che uno degli aspetti della cultura contemporanea che provoca angoscia, frustrazione e collera sia quello dei ragazzi sfruttati e abbandonati. La recente esperienza di questi ultimi giorni conferma la mia posizione. La polizia italiana ha scoperto l’esistenza di bambini schiavi. Ragazzi privi di documenti, entrati clandestinamente nel paese insieme agli adulti, che sono diventati i loro “padroni”. Alcune sere fa la televisione italiana ha trasmesso un film straordinario sulla vita di Iqbal Masih, il giovane pachistano che, a quattro anni di età, è stato venduto dai suoi genitori, assai poveri, a sfruttatori del lavoro di bambini schiavi. Riuscito a fuggire all’età di dieci anni, ha cominciato a parlare contro la schiavitù dei minori e per la libertà di tutti i bambini pachistani. Nel 1995, individui che traevano guadagno da questa aberrazione, lo hanno ucciso brutalmente: aveva dodici anni. Tali situazioni – e tante altre simili – sono fonte di angoscia, di frustrazione e di collera. Noi, Fratelli delle Scuole Cristiane, dovremmo essere all’avanguardia nella lotta per la giustizia a favore di questi ragazzi. La messa a fuoco del problema può darci una nuova vita. Credo che possa attirare al nostro Istituto dei giovani coraggiosi, generosi e aperti ai valori ideali, i quali credono in Gesù Cristo e sono pronti a seguirlo come religiosi consacrati.

 




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