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Fratel John Johnston, FSC
Superiore Generale
Su la difesa dell’infanzia il regno di Dio – la miss. Lasall.

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  • V.      LA DIFESA DEL FANCIULLO: UN NUOVO OBIETTIVO PER LA MISSIONE LASALLIANA
    • Solidarietà con i fanciulli poveri
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Solidarietà con i fanciulli poveri

 

27) La solidarietà con i fanciulli poveri è un modo concreto di rispondere al nostro voto di associazione per l’educazione dei fanciulli poveri. Essa può dare a tutti noi il modo di vivere il nostro quarto voto, anche se non siamo a diretto contatto con la gioventù povera. Non è sufficiente che alcuni Fratelli e collaboratori Lasalliani educhino i poveri. Tutti i Fratelli e tutti i collaboratori lasalliani, quali che siano le loro particolari attività apostoliche, debbono essere solidali con i poveri. “E’ necessario che ogni Fratello faccia proprio il modo di procedere di San Giovanni Battista de La Salle per arrivare ai poveri con cuore di povero”. “Qualunque sia il tipo dell’impegno, i Fratelli si dimostreranno sempre solidali sia verso i poveri sia relativamente alle provvidenze del loro Istituto a loro favore” (Dich. 34, 2; 32, 1)

Giovanni Paolo II, parlando della solidarietà come di una virtù cristiana, la definisce come “una ferma e perseverante determinazione ad impegnarsi per il bene comune; ossia, per il bene di tutti e di ciascun individuo, poiché noi siamo tutti realmente responsabili di tutti”. (Sollicitudo rei socialis, 38, 40) Questa lettera è un invito a tutti noi – Fratelli e collaboratori – ad impegnarci con ferma e perseverante determinazione per il bene dei ragazzi che sono vittime della cattiveria umana.

Noi esprimiamo solidarietà ai fanciulli poveri quando, mediante le parole, gli atti e la qualità della nostra presenza, manifestiamo loro profondo amore e rispetto. Essendo solidali, ci sforziamo di aiutarli a crescere nella loro “capacità di ripresa”. Gli esperti che curano i ragazzi svantaggiati descrivono questa capacità di ripresa come la capacità di operare bene malgrado lo stress o l’avversità. La capacità di ripresa resiste alla distruzione dello spirito dell’uomo. Rafforza la capacità di costruire positivamente la vita nonostante le circostanze difficili.

Tuttavia, la sollecitudine per i bisogni delle singole persone e le attività apostoliche in favore dei poveri “non dispensano dallo sforzo d’instaurare un ordine sociale più giusto mirante all’eliminazione della povertà” (Dich. 30, 3) Conseguentemente dobbiamo coltivare la consapevolezza dei nostri studenti, insegnando loro la dottrina sociale della Chiesa e incoraggiandoli a “partecipare effettivamente alla lotta cui la Chiesa invita gli uomini per il trionfo della giustizia e della pace”. Siamo obbligati ad aiutarli a “prendere coscienza concreta delle umane sofferenze” e a destare in essi “il senso di fraternità universale”. (Dich. 32, 1, 2)

28) La solidarietà con i poveri – con i fanciulli poveri particolarmentedovrebbe essere evidente nelle impostazioni riguardanti la missione di ogni Provincia, di ogni scuola e istituzione apostolica e nei relativi programmi annuali. Deve essere evidente anche nel programma annuale della comunità e dei nostri programmi personali. Inoltre, la solidarietà con i poveri e con i ragazzi trascurati dovrebbe diventare un fattore dominante e determinante nelle decisioni che i Visitatori, i Capitoli di Provincia, i Consigli di Istituto e gli Amministratori, i Religiosi e le Comunità educative prendono sulla missione presente e futura della Provincia. (Dich. 34, 2, 4)

 




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