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Fratel John Johnston, FSC
Superiore Generale
Su la difesa dell’infanzia il regno di Dio – la miss. Lasall.

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  • V.      LA DIFESA DEL FANCIULLO: UN NUOVO OBIETTIVO PER LA MISSIONE LASALLIANA
    • Come possiamo, oggi, essere solidali con i fanciulli e i giovani poveri?
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Come possiamo, oggi, essere solidali con i fanciulli e i giovani poveri?

 

Ciò che segue non è una lista autoritaria e definitiva di azioni concrete. E’ una lista di possibilità che spero possa servire come punto di partenza. Per semplificare la presentazione ho usato la prima persona plurale ad indicare i Fratelli e gli altri Lasalliani.

Come logica prosecuzione dei cinque “colloquia”, possiamo fare della difesa dei fanciulli e dei loro diritti il tema principale del 43° Capitolo Generale. Questo Capitolo dell’Anno Giubilare può adottare la difesa dei fanciulli bisognosi come particolare obiettivo per la missione lasalliana nel mondo durante i prossimi sette anni.

 Possiamo organizzare a livello regionale e provinciale raduni di Fratelli che sono interessati a sessioni di discussione e di esplorazione di proposte innovative.

29) Sia a livello provinciale che locale, possiamo dichiararci – per iscrittoimpegnati alla difesa dei fanciulli, in quanto dimensione integrante della missione della Provincia.

Possiamo mandare ad effetto la raccomandazione del Capitolo Generale di fare una valutazione dell’efficacia dei nostri programmi e della nostra azione per “la promozione della giustizia, specialmente in ciò che concerne l’alfabetizzazione, i valori dell’educazione, i diritti del fanciullo e il sostegno della loro causa”. (Circ. 435, pp.25, 26)

Possiamo fornire il materiale necessario per una formazione continua degli insegnanti, del personale, dei genitori, dei membri del consiglio e degli ex-alunni sulla dottrina sociale della Chiesa e sugli orientamenti dell’Istituto. Possiamo organizzarecolloquia”, seminari, letture, discussioni, laboratori per i membri della Famiglia lasalliana. Alcuni di questi programmi possono utilizzare - come punto di partenza - gli atti dei cinque colloquia. Tutto questo materiale sarà argomento di un Bulletin dell’Istituto, attualmente in preparazione.

Convinti che la scuola – che è lo “strumento privilegiato” della nostra missionedebba essereaccessibile ai poveri” (Regola, 3) possiamo incrementare fondi per borse di studio in modo da fornire - per quanto possibile - parziale o piena assistenza ad altrettanti giovani bisognosi.

Possiamo creare programmi educativi per formare tutti i nostri giovani alla consapevolezza delle conseguenze della povertà e della inadeguatezza delle strutture sociali. Possiamo aiutarli a sviluppare una coscienza sociale e ad accettare una loro responsabilità per favorire un cambiamento. Nello spirito degli articoli 14 e 40 della Regola possiamo sviluppare programmi che includano informazioni appropriate, una istruzione sulla dottrina sociale della Chiesa, esperienze pratiche di lavoro con i poveri e l’opportunità di fare una riflessione su tale esperienza alla luce del Vangelo.

30) Quelli tra di noi che sono impegnati nell’insegnamento superiore possono dare effettuazione alla raccomandazione dell’ultimo Capitolo Generale di promuovere la ricerca sulle cause della povertà e della ingiustizia sociale e sul modo di eliminarle. (Circ. 435, p. 26) Possiamo organizzare conferenze e seminari sul tema dello sfruttamento dei fanciulli. Possiamo entrare a far parte degli organismi politici come difensori dei fanciulli. Mediante dottorati ad honorem o altri segni di stima, possiamo dare i giusti riconoscimenti a quelle persone che dedicano la loro vita a promuovere i diritti umani dei fanciulli. Con l’aiuto dei nostri programmi di formazione del corpo docente, possiamo fare in modo che i futuri insegnanti conoscano bene la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, e le conseguenti implicazioni per gli insegnanti e gli educatori. Possiamo promuovere la nozione che “ogni scuola è un centro di incontro”. Caldeggiare, quindi, la creazione di programmi che possano essere estesi al quartiere o alla città. Stimolare gli insegnanti, i genitori, gli ex-alunni e gli alunni stessi a partecipare a programmi di servizio a favore dei ragazzi bisognosi. Possiamo incoraggiare i lasalliani - Fratelli, collaboratori, genitori, ex-alunni, membri del consiglio, alunni - a impegnarsi attivamente con le organizzazioni internazionali, nazionali, civiche, cattoliche ed ecumeniche, dedite a lottare sul piano politico contro le strutture ingiuste e l’inadeguata protezione legale dei giovani. Credo che le nostre associazioni di ex-alunni possano impegnarsi sempre più attivamente in questa attività. Possiamo promuovere con maggior vigore lo sviluppo dei Giovani Lasalliani e dei Volontari Lasalliani con programmi di breve o lungo termine, con la raccomandazione di impegnarsi in modo particolare per i ragazzi e i giovani abbandonati ed emarginati. Il movimento dei Giovani Lasalliani cresce di continuo in forza ed efficacia. Abbiamo varie strutture per volontari a tempo pieno con risultati sorprendenti, però il numero di volontari nell’Istituto è ancora troppo piccolo. D’altra parte, durante le vacanze il numero dei volontari cresce in modo rilevante. Molti di questi volontari, sia ex-alunni che adulti, hanno dato la loro partecipazione tre o quattro volte. L’ultimo Capitolo Generale ha raccomandato a quei Fratelli che hanno la possibilità dell’anno sabbatico, o di altre occasioni simili,  ad includere nel loro programma “l’impegno con i meno fortunati”.  Possiamo cercare di mettere in pratica gli articoli 40a e 19a che affidano alle varie province lo sviluppo di un piano per far sì che il servizio diretto dei poveri divenga progressivamente di “effettiva priorità”, sia nell’area geografica della provincia che all’estero. Noi, Fratelli, possiamo caldeggiare le proposte di “affidare agli altri alcune opere della provincia per poter rispondere a richieste più urgenti”. Inoltre possiamo offrirci personalmente per “essere mandati dove i bisogni si fanno sentire maggiormente”. (Regola 19a, 40a)

31) Per rendere più sentita la presenza della Chiesa tra i poveri, possiamo intensificare gli sforzi attuali e dare inizio a nuove comunità e a “progetti di inserimento” nelle zone povere. (Circ. 435, pp. 25, 55) “Non sono poche le comunità che vivono e operano tra i poveri e gli emarginati, ne abbracciano la condizione e ne condividono le sofferenze, i problemi e i pericoli” (VC, 90) Nelle regioni povere del mondo in modo particolare, ma anche nei settori impoveriti dei paesi industrializzati, possiamo rafforzare la nostra presenza lasalliana nell’educazione elementare e secondaria. Nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, il Papa parla della necessità di un’educazione elementare adeguata e manifesta la sua preoccupazione, poiché “in alcune delle più povere regioni del mondo, attualmente sono in diminuzione le possibilità di istruzione, particolarmente nel settore dell’istruzione primaria”. Aggiunge che “qualche volta sembra che il denaro sia disponibile per progetti prestigiosi e per l’educazione secondaria, ma non per la scuola primaria” (8) Parecchie province, negli anni recenti, hanno dato inizio a nuove e valide scuole primarie e medie per le “minoranze”. Possiamo anche esplorare la possibilità di “scuole itineranti”, simili alla rete dei furgoni-scuola in Francia, già menzionati.

Possiamo potenziare i programmi vigenti e stabilire nuovi centri per i ragazzi di strada, per gli orfani e per quelli abbandonati. Abbiamo un numero abbastanza rilevante di tali istituzioni in vari paesi. Sono differenti per forma e organizzazione, ma tutti sono al servizio di ragazzi e giovani poveri. Talvolta tali centri sono sotto la direzione dell’Istituto. In altri casi i Fratelli e i collaboratori laici collaborano nell’attuazione di programmi, che sono diretti congiuntamente da parecchi istituti religiosi, da conferenze religiose, da associazioni ecumeniche o da organizzazioni municipali. In alcune scuole i Fratelli, i collaboratori laici, i genitori, gli ex-alunni e gli alunni dedicano parecchie ore ogni settimana in progetti a favore dei ragazzi di strada.

La “prevenzione” è un aspetto importante di alcune istituzioni e di alcuni programmi. Cercano di aiutare le famiglie in difficoltà, affinché i loro figli non finiscano sulla strada. Altri hanno asili che si prendono cura dei bambini e dei fanciulli, mentre le loro madri sono al lavoro. Alcuni centri forniscono alloggio temporaneo per i ragazzi di strada. Altri invece sono aperti tutto il giorno: in essi i ragazzi possono giocare, riposare, ricevere cure mediche, fare il bagno, essere seguiti e, ciò che è più importante, fanno esperienza di attenzioni affettuose. 32) Possiamo mantenere la nostra lunga tradizione lasalliana di lavorare con quei ragazzi che hanno problemi di comportamento, procurando loro un’assistenza specializzata nelle nostre scuole, oppure potenziando o creando centri destinati specificamente a tale scopo. Ne abbiamo molti di tali centri, ma a causa del diminuito numero dei Fratelli, del cambiamento delle politiche governative e delle ristrettezze finanziarie, al presente sono meno che nel passato. Nelle nostre scuole possiamo provvedere le attrezzature e le cure necessarie per quei ragazzi che hanno menomazioni fisiche o mentali, ma che possono lavorare in un ambiente scolastico normale. Possiamo anche lavorare direttamente o indirettamente con ragazzi che sono gravemente invalidi, particolarmente quando sono trascurati o magari abbandonati. Nelle aree in cui abbiamo istituzioni per ragazzi handicappati, possiamo migliorare la qualità della nostra formazione professionale, e cercare di coinvolgere le nostre comunità educative nel nostro lavoro.

 




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