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Come possiamo, oggi, essere solidali
con i fanciulli e i giovani poveri?
Ciò che segue non è una lista autoritaria e definitiva di azioni concrete.
E’ una lista di possibilità che spero possa servire come punto di partenza. Per
semplificare la presentazione ho usato la prima persona plurale ad indicare i
Fratelli e gli altri Lasalliani.
Come logica prosecuzione dei cinque “colloquia”, possiamo fare della difesa
dei fanciulli e dei loro diritti il tema principale del 43° Capitolo Generale.
Questo Capitolo dell’Anno Giubilare può adottare la difesa dei fanciulli
bisognosi come particolare obiettivo per la missione lasalliana nel mondo
durante i prossimi sette anni.
Possiamo organizzare a livello
regionale e provinciale raduni di Fratelli che sono interessati a sessioni di
discussione e di esplorazione di proposte innovative.
29) Sia a livello provinciale che locale, possiamo dichiararci – per
iscritto – impegnati alla difesa dei fanciulli, in quanto dimensione integrante
della missione della Provincia.
Possiamo mandare ad effetto la raccomandazione del Capitolo Generale di
fare una valutazione dell’efficacia dei nostri programmi e della nostra azione
per “la promozione della giustizia, specialmente in ciò che concerne
l’alfabetizzazione, i valori dell’educazione, i diritti del fanciullo e il
sostegno della loro causa”. (Circ. 435, pp.25, 26)
Possiamo fornire il materiale necessario per una formazione continua degli
insegnanti, del personale, dei genitori, dei membri del consiglio e degli
ex-alunni sulla dottrina sociale della Chiesa e sugli orientamenti dell’Istituto.
Possiamo organizzare “colloquia”, seminari, letture, discussioni, laboratori
per i membri della Famiglia lasalliana. Alcuni di questi programmi possono
utilizzare - come punto di partenza - gli atti dei cinque colloquia. Tutto
questo materiale sarà argomento di un Bulletin dell’Istituto, attualmente in
preparazione.
Convinti che la scuola – che è lo “strumento privilegiato” della nostra
missione – debba essere “accessibile ai poveri” (Regola, 3) possiamo
incrementare fondi per borse di studio in modo da fornire - per quanto
possibile - parziale o piena assistenza ad altrettanti giovani bisognosi.
Possiamo creare programmi educativi per formare tutti i nostri giovani alla
consapevolezza delle conseguenze della povertà e della inadeguatezza delle
strutture sociali. Possiamo aiutarli a sviluppare una coscienza sociale e ad
accettare una loro responsabilità per favorire un cambiamento. Nello spirito
degli articoli 14 e 40 della Regola possiamo sviluppare programmi che includano
informazioni appropriate, una istruzione sulla dottrina sociale della Chiesa,
esperienze pratiche di lavoro con i poveri e l’opportunità di fare una
riflessione su tale esperienza alla luce del Vangelo.
30) Quelli tra di noi che sono impegnati nell’insegnamento superiore possono
dare effettuazione alla raccomandazione dell’ultimo Capitolo Generale di
promuovere la ricerca sulle cause della povertà e della ingiustizia sociale e
sul modo di eliminarle. (Circ. 435, p. 26) Possiamo organizzare conferenze e
seminari sul tema dello sfruttamento dei fanciulli. Possiamo entrare a far
parte degli organismi politici come difensori dei fanciulli. Mediante dottorati
ad honorem o altri segni di stima, possiamo dare i giusti riconoscimenti a
quelle persone che dedicano la loro vita a
promuovere i diritti umani dei fanciulli. Con l’aiuto dei nostri programmi
di formazione del corpo docente, possiamo fare in modo che i futuri insegnanti
conoscano bene la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, la
Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, e le conseguenti implicazioni per gli
insegnanti e gli educatori. Possiamo promuovere la nozione che “ogni scuola è
un centro di incontro”. Caldeggiare, quindi, la creazione di programmi che
possano essere estesi al quartiere o alla città. Stimolare gli insegnanti, i
genitori, gli ex-alunni e gli alunni stessi a partecipare a programmi di
servizio a favore dei ragazzi bisognosi. Possiamo incoraggiare i lasalliani -
Fratelli, collaboratori, genitori, ex-alunni, membri del consiglio, alunni - a
impegnarsi attivamente con le organizzazioni internazionali, nazionali,
civiche, cattoliche ed ecumeniche, dedite a lottare sul piano politico contro
le strutture ingiuste e l’inadeguata protezione legale dei giovani. Credo che
le nostre associazioni di ex-alunni possano impegnarsi sempre più attivamente
in questa attività. Possiamo promuovere con maggior vigore lo sviluppo dei
Giovani Lasalliani e dei Volontari Lasalliani con programmi di breve o lungo
termine, con la raccomandazione di impegnarsi in modo particolare per i ragazzi
e i giovani abbandonati ed emarginati. Il movimento dei Giovani Lasalliani
cresce di continuo in forza ed efficacia. Abbiamo varie strutture per volontari
a tempo pieno con risultati sorprendenti, però il numero di volontari
nell’Istituto è ancora troppo piccolo. D’altra parte, durante le vacanze il
numero dei volontari cresce in modo rilevante. Molti di questi volontari, sia
ex-alunni che adulti, hanno dato la loro partecipazione tre o quattro volte.
L’ultimo Capitolo Generale ha raccomandato a quei Fratelli che hanno la
possibilità dell’anno sabbatico, o di altre occasioni simili, ad includere nel loro programma “l’impegno
con i meno fortunati”. Possiamo cercare
di mettere in pratica gli articoli 40a e 19a che affidano alle varie province
lo sviluppo di un piano per far sì che il servizio diretto dei poveri divenga
progressivamente di “effettiva priorità”, sia nell’area geografica della
provincia che all’estero. Noi, Fratelli, possiamo caldeggiare le proposte di
“affidare agli altri alcune opere della provincia per poter rispondere a
richieste più urgenti”. Inoltre possiamo offrirci personalmente per “essere
mandati là dove i bisogni si fanno sentire maggiormente”. (Regola 19a, 40a)
31) Per rendere più sentita la presenza della Chiesa tra i poveri, possiamo
intensificare gli sforzi attuali e dare inizio a nuove comunità e a “progetti
di inserimento” nelle zone povere. (Circ. 435, pp. 25, 55) “Non sono poche le
comunità che vivono e operano tra i poveri e gli emarginati, ne abbracciano la
condizione e ne condividono le sofferenze, i problemi e i pericoli” (VC, 90)
Nelle regioni povere del mondo in modo particolare, ma anche nei settori
impoveriti dei paesi industrializzati, possiamo rafforzare la nostra presenza
lasalliana nell’educazione elementare e secondaria. Nel Messaggio per la
Giornata Mondiale della Pace, il Papa parla della necessità di un’educazione
elementare adeguata e manifesta la sua preoccupazione, poiché “in alcune delle
più povere regioni del mondo, attualmente sono in diminuzione le possibilità di
istruzione, particolarmente nel settore dell’istruzione primaria”. Aggiunge che
“qualche volta sembra che il denaro sia disponibile per progetti prestigiosi e
per l’educazione secondaria, ma non per la scuola primaria” (8) Parecchie province,
negli anni recenti, hanno dato inizio a nuove e valide scuole primarie e medie
per le “minoranze”. Possiamo anche esplorare la possibilità di “scuole
itineranti”, simili alla rete dei furgoni-scuola in Francia, già menzionati.
Possiamo potenziare i programmi vigenti e stabilire nuovi centri per i
ragazzi di strada, per gli orfani e per quelli abbandonati. Abbiamo un numero
abbastanza rilevante di tali istituzioni in vari paesi. Sono differenti per
forma e organizzazione, ma tutti sono al servizio di ragazzi e giovani poveri.
Talvolta tali centri sono sotto la direzione dell’Istituto. In altri casi i
Fratelli e i collaboratori laici collaborano nell’attuazione di programmi, che
sono diretti congiuntamente da parecchi istituti religiosi, da conferenze religiose,
da associazioni ecumeniche o da organizzazioni municipali. In alcune scuole i
Fratelli, i collaboratori laici, i genitori, gli ex-alunni e gli alunni
dedicano parecchie ore ogni settimana in progetti a favore dei ragazzi di
strada.
La “prevenzione” è un aspetto importante di alcune istituzioni e di alcuni
programmi. Cercano di aiutare le famiglie in difficoltà, affinché i loro figli
non finiscano sulla strada. Altri hanno asili che si prendono cura dei bambini
e dei fanciulli, mentre le loro madri sono al lavoro. Alcuni centri forniscono
alloggio temporaneo per i ragazzi di strada. Altri invece sono aperti tutto il
giorno: in essi i ragazzi possono giocare, riposare, ricevere cure mediche,
fare il bagno, essere seguiti e, ciò che è più importante, fanno esperienza di
attenzioni affettuose. 32) Possiamo mantenere la nostra lunga tradizione
lasalliana di lavorare con quei ragazzi che hanno problemi di comportamento,
procurando loro un’assistenza specializzata nelle nostre scuole, oppure
potenziando o creando centri destinati specificamente a tale scopo. Ne abbiamo
molti di tali centri, ma a causa del diminuito numero dei Fratelli, del
cambiamento delle politiche governative e delle ristrettezze finanziarie, al
presente sono meno che nel passato. Nelle nostre scuole possiamo provvedere le
attrezzature e le cure necessarie per quei ragazzi che hanno menomazioni
fisiche o mentali, ma che possono lavorare in un ambiente scolastico normale.
Possiamo anche lavorare direttamente o indirettamente con ragazzi che sono
gravemente invalidi, particolarmente quando sono trascurati o magari
abbandonati. Nelle aree in cui abbiamo istituzioni per ragazzi handicappati,
possiamo migliorare la qualità della nostra formazione professionale, e cercare
di coinvolgere le nostre comunità educative nel nostro lavoro.
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