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P. Diego Spadotto
Appr. stregone? Appr. factotum o “Uomo di Dio”

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Chi é il religioso Cavanis? Quale il suo posto dentro la Chiesa? Il religioso Cavanis ha chiara la sua identità? Qual’é la formazione alla vita consacrata Cavanis? Queste e altre domande potrebbero moltiplicarsi senza fine e molte sarebbero le risposte. L’eccesso, però, di domande o di vaghe risposte genera confusione e disagio. Cerchiamo di mettere un po' di ordine: la vita del religioso Cavanis é, nel cuore della Chiesa, memoria dell’insegnamento e dell’esempio di vita di Cristo, é testimonianza della sua vita povera, casta e obbediente, é profezia che orienta il cammino missionario e la storia.

Quello che ci pare chiaro, allora, e che potrebbe riassumere varie risposte é il seguente:

    Non esiste vita religiosa Cavanis in astratto. La scoperta della vita religiosa Cavanis

e di cosa essa sia si fa “dal di dentro”, vivendo in costante ricerca e “novità di Spirito”. La formazione alla vita religiosa Cavanis é un processo di accoglienza e assimilazione, per mezzo di esperienze vitali sull’esempio di Antonio e Marco Cavanis, della persona di Gesú Cristo, convertendosi a Lui che ci mostra e ci porta al Padre, accettando, senza porre condizioni, la radicalità della fede in Lui, perdendo la vita con Lui e per Lui, “lasciando che i bambini vadano a lui” ed essendo con Lui “veri Padri della gioventú”. La formazione alla vita religiosa Cavanis non coincide semplicemente con la trasmissione di certi contenuti. Chi entra oggi nella vita religiosa Cavanis ci deve entrare (e se non lo sa deve esserglielo detto chiaramente, perché questa é la “parte migliore” di cui parla Gesú) prima di tutto per cercare il Signoree per “essere religioso” cioè vincolato a Lui nel progetto del Regno di Dio. Incontrare il Signore consiste nel cercarlo senza stancarsi mai, dice San Gregorio di Nissa. Cercare e incontrare non sono due cose distinte, ma il premio della ricerca é la propria ricerca.”

    É fondamentale nel processo di formazione, iniziale e permanente, aguzzare la vista

per discernere ciò che é essenziale, valido e ciò che può essere e deve essere rinnovato. Entrare nella vita religiosa significa entrare in una storia, quella nostra Cavanis é storia di 200 anni, in un’esperienza umana, spirituale, ecclesiale e apostolica. Entrare nella vita religiosa Cavanis significa accettare liberamente di essere introdotto in questa storia. Chi introduce in questa storia non dovrebbe più essere identificato come qualcuno che “possiede sapere e potere”, trasmettitore di norme e contenuti, ma come un mistagogocome un compagno di viaggio che introduce nel mistero del Signore che ci insegna a sacrificare la vita perché altri abbiano vita in abbondanza. Oggi nessun religioso nega che l’estrema fragilità della risposta vocazionale dei chiamati, anche dentro la nostra Congregazione, dipende, quasi esclusivamente, dalla confluenza della mancanza di ricerca del Signore, per causa di deficienze e omissioni nel cammino di formazione iniziale, con la non percezione o ammissione, da parte dei candidati, della loro nuda fragilità.

Questa situazione di fragilità e non definizione, frutto anche della mancata chiarezza nel presentare obiettivi specifici, proposte ed esigenze concrete, si ripercuote nel quotidiano che non é più vissuto come unamissionema come un tentativo di realizzazione personale. Questa sfasatura, con il tempo, genera frustrazione e tristezza. Allora la persona non vive più il presente ma il passato e il quotidiano, quando molto, diventa una vaga filantropia senza fede. Così tante belle professioni di fede davanti a numerosi testimoni (1Tm 6,12) si sciolgono come neve al sole, lasciando strascichi de delusione e amarezza. Come classificare questi comportamenti: immaturità? Ipocrisia? Scandalo? Paura? Leggerezza? Mancanza di senso del sacro? O tutto questo messo insieme! Senza dubbio nel comportamento di molti giovani e non giovani religiosi Cavanis predomina, oggi, il “valore estetico ed emotivo”. Per questo si mette ogni cura nel registrare e fissare l’aspetto esteriore dei fatti con fotografie, cassette, filmati...poco si percepisce il senso del mysterium”, la presenza del Signore, l’impegno assunto con Lui e nonostante il “non conformatevi con la mentalità di questo mondo (Rm 12,2) é più facile e attraente conformarsi e continuare a parlare o a esibire inviti alla vita religiosa, a “percorrere cielo e terra” per fare un proselito e ricercare luoghi e facoltà che “formano meglio”, il tutto in modo agitato, vago e generico, piuttosto che assumere atteggiamenti contro-culturali di testimonianza e radicalità. Formazione alla vita religiosa non é questione di “luogo”, una città vale l’altra, né di Istituti Accademicimigliori” e che “offrono titoliriconosciuti e carissimi! Formazione alla vita religiosa Cavanis é “assimilare Cristo povero, casto, obbediente e servo, secondo lo stile proprio della nostra famiglia religiosa e dentro il suo carisma.

Un formatore alla vita religiosa si chiedeva, tempo addietro: “Ora, se noi formiamo religiosi che dopo più di dieci anni di accompagnamento e formazione alla vita religiosa, continuano ancora imbevuti dello “spirito del tempo” e di questo tempo (!), mi chiedo francamente se non sto perdendo tempo!”

3. Per non perdere tempo. Domandiamoci seriamente se non é, forse, la formazione alla vita religiosa Cavanis che é che ha perso la direzione certa o non esiste di fatto formazione alla vita religiosa Cavanis ma solo ricerca di corsi, titoli di studio, facoltà e studi accademici? La formazione alla vita religiosa propria di una Congregazione si realizza in una casa/comunità dove si vive lo spirito dei Fondatori o nelle università? Il religioso é come un ponte con una testata in Dio e l’altra nell’umanità.Usando l’immagine della costruzione di un ponte, chiediamoci: sarà che il “materiale”che stiamo usando é dei migliori? Ma anche, la mano d’opera é preparata? Il terreno e le fondamenta sono solide? E se un domani il ponte cade chi risponderà?

Per non perdere tempo, ecco alcuni punti fermi che non sono né vecchinuovi, sono semplicemente evangelici.

Il primato della vita spirituale. Non si dica che questa é una verità elementare che tutti sanno. Questa verità non può mai essere data per scontata vista la nostra tendenza naturale a chiuderci a Cristo e ai valori radicali del suo Vangelo. Le cose essenziali della fede non sono mai possesso pacifico. Bisogna conquistarle e riconquistarle ogni giorno. La vita spirituale non é l’insieme di quelle tre o quattro preghiere più o meno comunitarie che si recitano nelle nostre comunità religiose! Bisogna riaffermare che il fondamento e l’asse della vita religiosa é un rapportoteologale” e non ecclesiale, pastorale, sociale o altro tipo di rapporto. Tutto questo fa parte della vita religiosa con certezza...solo che viene dopo il rapporto teologale! La vita religiosa o é ancorata nella vita di Cristo o non é ancorata da nessuna parte... In pratica cosa significa tutto questo? Significa semplicemente: spiritualità! Spiritualità come cammino e coltivo della fede, della meditazione della Parola del Signore, dello spirito di orazione, della lunga e quotidiana preghiera personale (per inciso é bene ricordare che se uno non ha tempo per pregare, se non crea in se stesso l’abitudine personale e spontanea de pregare, non esiste preghiera), della liturgia delle ore, di una relazione con Dio Padre. Senza questa relazione regolare che conosce ritmo e disciplina, non si va distanti e non si sarà mai luce, sale e lievito, con tutta quella carica di significato legata a questi simboli evangelici. Si cadrà alla prima crisi... e se non é nella prima, sarà nella seconda o nella terza. La maggior parte dei religiosi Cavanis oggi ha un ritmo di preghiera personale deficiente e insufficiente... per questo hanno poca autonomia missionaria, un impegno fraterno e apostolico mediocre. Sono come un aereo con poco cherosene, hanno una limitata autonomia di volo. Il religioso Cavanis, in questo millennio, é chiamato ad essere un educatore dei giovani nella e per la preghiera, un educatore nel cammino esperienziale di Dio. Ma chi non fa un’esperienza forte di Dio nel tempo della formazione iniziale, sarà sempre una persona che dovrà essere trainata e nella missione di educatore nella fede sarà incapace di creatività, vivrà competendo o imitando.




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