|
Testo
Chi é il
religioso Cavanis? Quale il suo posto dentro la Chiesa? Il religioso Cavanis ha
chiara la sua identità? Qual’é la formazione alla vita consacrata Cavanis?
Queste e altre domande potrebbero moltiplicarsi senza fine e molte sarebbero le
risposte. L’eccesso, però, di domande o di vaghe risposte genera confusione e
disagio. Cerchiamo di mettere un po' di ordine: la vita del religioso Cavanis
é, nel cuore della Chiesa, memoria dell’insegnamento e
dell’esempio di vita di Cristo, é testimonianza della sua vita
povera, casta e obbediente, é profezia che orienta il
cammino missionario e la storia.
Quello che ci
pare chiaro, allora, e che potrebbe riassumere varie risposte é il seguente:
Non esiste vita religiosa Cavanis in astratto. La
scoperta della vita religiosa Cavanis
e di cosa essa sia
si fa “dal di dentro”, vivendo in costante ricerca e “novità di Spirito”. La formazione alla vita religiosa Cavanis é
un processo di accoglienza e assimilazione, per mezzo di esperienze vitali
sull’esempio di Antonio e Marco Cavanis, della persona di Gesú Cristo,
convertendosi a Lui che ci mostra e ci porta al Padre, accettando, senza porre
condizioni, la radicalità della fede in Lui, perdendo la vita con Lui e per
Lui, “lasciando che i bambini vadano a lui” ed essendo con Lui “veri Padri
della gioventú”. La formazione alla vita religiosa Cavanis non coincide
semplicemente con la trasmissione di certi contenuti. Chi entra oggi nella vita
religiosa Cavanis ci deve entrare (e se non lo sa deve esserglielo detto
chiaramente, perché questa é la “parte migliore” di cui parla Gesú) prima di
tutto per “cercare il Signore” e per “essere religioso” cioè vincolato
a Lui nel progetto del Regno di Dio. “Incontrare
il Signore consiste nel cercarlo senza stancarsi mai, dice San Gregorio di
Nissa. Cercare e incontrare non sono due cose distinte, ma il premio della
ricerca é la propria ricerca.”
É fondamentale nel processo di formazione, iniziale
e permanente, aguzzare la vista
per discernere ciò
che é essenziale, valido e ciò che può essere e deve essere rinnovato. Entrare
nella vita religiosa significa entrare in una storia, quella nostra Cavanis é
storia di 200 anni, in un’esperienza umana, spirituale, ecclesiale e
apostolica. Entrare nella vita religiosa Cavanis significa accettare liberamente di essere introdotto in questa storia. Chi
introduce in questa storia non dovrebbe più essere identificato come qualcuno
che “possiede sapere e potere”, trasmettitore di norme e contenuti, ma come un “mistagogo” come un compagno di viaggio
che introduce nel mistero del Signore che ci insegna a sacrificare la vita
perché altri abbiano vita in abbondanza. Oggi nessun religioso nega che l’estrema fragilità della risposta
vocazionale dei chiamati, anche dentro la nostra Congregazione, dipende,
quasi esclusivamente, dalla confluenza della mancanza di ricerca del Signore, per causa di deficienze e omissioni nel
cammino di formazione iniziale, con la non
percezione o ammissione, da parte dei candidati, della loro nuda fragilità.
Questa situazione
di fragilità e non definizione, frutto
anche della mancata chiarezza nel presentare obiettivi specifici, proposte ed
esigenze concrete, si ripercuote nel quotidiano che non é più vissuto come una “missione” ma come un tentativo di
realizzazione personale. Questa sfasatura, con il tempo, genera frustrazione e
tristezza. Allora la persona non vive più il presente ma il passato e il
quotidiano, quando molto, diventa una vaga filantropia senza fede. Così tante “belle professioni di fede davanti a
numerosi testimoni” (1Tm 6,12) si sciolgono come neve al sole, lasciando
strascichi de delusione e amarezza. Come classificare questi comportamenti:
immaturità? Ipocrisia? Scandalo? Paura? Leggerezza? Mancanza di senso del
sacro? O tutto questo messo insieme! Senza dubbio nel comportamento di molti
giovani e non giovani religiosi Cavanis predomina, oggi, il “valore estetico ed
emotivo”. Per questo si mette ogni cura nel registrare e fissare l’aspetto
esteriore dei fatti con fotografie, cassette, filmati...poco si percepisce il
senso del “mysterium”, la presenza del
Signore, l’impegno assunto con Lui e nonostante il “non conformatevi con la mentalità di questo mondo” (Rm 12,2) é più
facile e attraente conformarsi e continuare a parlare o a esibire inviti alla
vita religiosa, a “percorrere cielo e terra” per fare un proselito e ricercare
luoghi e facoltà che “formano meglio”, il tutto in modo agitato, vago e
generico, piuttosto che assumere atteggiamenti contro-culturali di
testimonianza e radicalità. Formazione alla vita religiosa non é questione di
“luogo”, una città vale l’altra, né di Istituti Accademici “migliori” e che
“offrono titoli” riconosciuti e carissimi! Formazione
alla vita religiosa Cavanis é “assimilare Cristo povero, casto, obbediente e
servo, secondo lo stile proprio della nostra famiglia religiosa e dentro il suo
carisma.
Un formatore
alla vita religiosa si chiedeva, tempo addietro: “Ora, se noi formiamo
religiosi che dopo più di dieci anni di accompagnamento e formazione alla vita
religiosa, continuano ancora imbevuti dello “spirito del tempo” e di questo
tempo (!), mi chiedo francamente se non
sto perdendo tempo!”
3. Per non perdere tempo. Domandiamoci
seriamente se non é, forse, la formazione alla vita religiosa Cavanis che é che
ha perso la direzione certa o non esiste di fatto formazione alla vita
religiosa Cavanis ma solo ricerca di corsi, titoli di studio, facoltà e studi
accademici? La formazione alla vita religiosa propria di una Congregazione si
realizza in una casa/comunità dove si vive lo spirito dei Fondatori o nelle
università? Il religioso é come un ponte con una testata in Dio e l’altra
nell’umanità.Usando l’immagine della costruzione di un ponte, chiediamoci: sarà
che il “materiale”che stiamo usando é dei migliori? Ma anche, la mano d’opera é
preparata? Il terreno e le fondamenta sono solide? E se un domani il ponte cade
chi risponderà?
Per non perdere tempo, ecco alcuni punti fermi che non
sono né vecchi né nuovi, sono semplicemente evangelici.
Il primato della
vita spirituale. Non si dica che questa é una verità elementare che
tutti sanno. Questa verità non può mai essere data per scontata vista la nostra
tendenza naturale a chiuderci a Cristo e ai valori radicali del suo Vangelo. Le cose essenziali della fede non sono
mai possesso pacifico. Bisogna conquistarle e riconquistarle ogni
giorno. La vita spirituale non é l’insieme di quelle tre o quattro preghiere
più o meno comunitarie che si recitano nelle nostre comunità religiose! Bisogna
riaffermare che il fondamento e l’asse della vita religiosa é un rapporto
“teologale” e non ecclesiale, pastorale, sociale o altro tipo di rapporto. Tutto
questo fa parte della vita religiosa con certezza...solo che viene dopo il
rapporto teologale! La vita religiosa o
é ancorata nella vita di Cristo o non é ancorata da nessuna parte... In
pratica cosa significa tutto questo? Significa semplicemente: spiritualità!
Spiritualità come cammino e coltivo della fede, della meditazione della Parola
del Signore, dello spirito di orazione, della lunga e quotidiana preghiera
personale (per inciso é bene ricordare che se uno non ha tempo per pregare, se
non crea in se stesso l’abitudine personale e spontanea de pregare, non esiste
preghiera), della liturgia delle ore, di una relazione con Dio Padre. Senza
questa relazione regolare che conosce ritmo
e disciplina, non si va distanti e non si sarà mai luce, sale e lievito, con tutta quella carica di significato legata
a questi simboli evangelici. Si cadrà alla prima crisi... e se non é nella
prima, sarà nella seconda o nella terza. La maggior parte dei religiosi Cavanis
oggi ha un ritmo di preghiera personale deficiente e insufficiente... per
questo hanno poca autonomia missionaria, un impegno fraterno e apostolico
mediocre. Sono come un aereo con poco cherosene, hanno una limitata autonomia
di volo. Il religioso Cavanis, in questo
millennio, é chiamato ad essere un educatore dei giovani nella e per la
preghiera, un educatore nel cammino esperienziale di Dio. Ma chi non fa
un’esperienza forte di Dio nel tempo della formazione iniziale, sarà sempre una
persona che dovrà essere trainata e nella missione di educatore nella fede sarà
incapace di creatività, vivrà competendo o imitando.
|