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Gesú non ha fondato un ordine di celibatari o di vergini, né
ha prescritto il matrimonio come un consiglio speciale, né ha fondato un ordine
di “poveri sbandati”. Lui ha vissuto qualcosa di più bello e di più difficile:
la libera e fraterna amicizia con gli apostoli, con uomini e donne, senza
fissazioni possessive, senza blindare il suo cuore ma sempre in apertura e in
forma disarmante e libera (castità). Ha mantenuto lungo tutta la vita un buon
rapporto con se stesso, con le cose materiali (povertà) insegnando e vivendo,
mettendo tutto a servizio del bene comune, ha vissuto un legame intimo e
profondo con la volontà del Padre (obbedienza) ricercata e amata anche quando
era misteriosa.
Ai giovani che entrano nella vita religiosa Cavanis si
continuano a spiegare, a partire dalle Costituzioni, i voti, o meglio, i Consigli evangelici di
povertà, castità e obbedienza. Da parte
dei giovani c’é molta perplessità, come risposta, quando ricevono le dovute
spiegazioni con i dovuti se, ma, però, ecc. Pare che i voti religiosi, così
come sono vissuti o spiegati, si sono “fermati” nel tempo. Ma intanto il treno
del tempo nel quale tutti siamo imbarcati corre veloce sulle rotaie della
modernità e della post-modernità. Molti
si chiedono quale il significato dei voti? Quale buona nuova trasmettono? I
voti sono strumenti di trasformazione della società e di libertà per la persona
che li emette? Quale libertà e libertà da che cosa e da chi?
Bisogna parlarne in
forma critica e criteriosa perché i discorsi tanto valgono quanto provano o
solo possono essere accetti se evidenziano quello che provano. In genere,
per esempio, i giovani di oggi sanno tutto a riguardo della sessualità ma sono
estremamente ignoranti a riguardo della castità che é il modo cristiano di
vivere la sessualità. Ora quello che é la grammatica per il linguaggio é la
castità per la sessualità. E ancora, i giovani che entrano nella vita religiosa
sono formati oggi alla comune legge del lavoro/studio. Nel cammino di
formazione non si rischia di alimentare, però, persone piccolo/borghesi e
mediocri? Quale formazione al lavoro/studio si fa nelle nostre case di
formazione? Quando parlo di formazione al lavoro/studio non intendo
necessariamente un lavoro produttivo. Intendo semplicemente serietà e
professionalità nel far bene quello che si fa, senza perdite di tempo, in attività che servano alla comunità, alla
Chiesa, ai più poveri. Religiosi parassiti a chi servono? Studio/lavoro: si
spende un fiume di soldi per la formazione intellettuale, favorendo una
mentalità infantile a riguardo della vita e dopo, quando si spera che
finalmente il religioso aiuti a caricare il peso del quotidiano...lui se ne va,
a volte con la petulanza di esigere qualcosa di consistente, per ricominciare.
Senza dubbio é necessario, anche, ripensare il concetto di
disciplina per evitare di formare o deformare piccoli tiranni, egoisti,
problematici, dipendenti e senza carattere pronti a correre in braccio alla
mamma o dentro la tasca del papà...superiore religioso! Incapaci di resistere
ad una correzione... perché la correzione traumatizza. E l’obbedienza? E la
mobilità missionaria? La “formazione” che é data non insiste troppo sul “voler
vivere dove e come meglio ci si realizza personalmente”, non vedono fantasmi di
autoritarismo in qualsiasi intervento dei superiori, la cui funzione, oggi, si
riduce a risolvere i “casi difficili” e non ad allargare e aumentare il
servizio missionario in mezzo alla gioventú e dove più c’é necessità di questo
servizio?
Mai saremo i religiosi, soprattutto come formatori, che noi
stessi tanto sogniamo di essere. Facilmente diventiamo funzionari ecclesiastici
che forse non conoscono e accettano nemmeno i propri limiti. La formazione spirituale non é imparare una
serie di informazioni o tradizioni e costumi, così come non é un insieme di
riti e dottrine ma una relazione di intimità, di rispetto e di affetto con il
Mistero che chiamiamo Padre Nostro. La formazione spirituale si mostra
nella veracità umile del comportamento, nel servizio abnegato, nella purezza di
cuore, nella limpida castità, nella libertà piena dalle cose, nel fare in tutto
e sempre la Volontà del Padre.
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