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Elías Royón, SJ
Animazione vocazionale “per contagio”…

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L’esortazione apostolica Vita Consecrata

L’esortazione apostolica post-sinodale Vita Consecrata (= VC) fa presente in vari modi questa caratteristica della "visibilità" della vita consacrata. La leggiamo già nel primo numero del documento: la vita consacrata con la professione dei consigli evangelici rende possibile che i tratti caratteristici di Gesù acquistino una "visibilità" permanente in mezzo al mondo (VC 1). Nella cultura contemporanea, spesso così secolarizzata ma comunque sensibile al linguaggio dei segni, la Chiesa attende dalla vita consacrata il contributo significativo di rendere visibile la presenza ecclesiale nella vita quotidiana (VC 25). Questo contributo significativo che si attende dalla vita consacrata sulla visibilità della Chiesa si esprime nell’Esortazione in vari modi. Il suo primo obiettivo sarà quello di "rendere visibili le meraviglie che Dio realizza nella fragile umanità dei chiamati" (VC 20),giungendo ad essere le loro stesse persone un vero segno di Cristo nel mondo ed il loro stile di vita trasparenza dell’ideale evangelico (VC 25). Ma forse è nella vita fraterna della comunità dove viene maggiormente posto l’accento di questa visibilità: "per presentare all’umanità di oggi il suo vero volto, la Chiesa – afferma il Papa – ha urgente bisogno di comunità fraterne"... desidera porre dinanzi al mondo l’esempio delle comunità religiose ricche di gioia e di Spirito che indicano in modo chiaro e concreto i frutti del comandamento nuovo (VC 45).

In un mondo diviso ed ingiusto, alle comunità di vita consacrata viene affidato il compito di promuovere la spiritualità della comunione; comunità che sono luoghi di trasparenza delle beatitudini e luoghi in cui l’amore è chiamato a diventare logica di vita e fonte di gioia (VC 51).

D’altro canto, il vissuto radicale della sequela di Gesù viene presentato dall’Esortazione come una "terapia spirituale" per l’umanità, perché rifiuti l’idolatria delle creature e renda visibile, in mezzo al mondo, il Dio vivo (VC 87), un’audace testimonianza profetica per il mondo contemporaneo (VC 85).

Infine il Papa nell’esortare a infondere slancio nuovo alla pastorale vocazionale, considerando il problema vocazionale come un’autentica sfida che riguardi tutti nella Chiesa, ricorda che l’invito di Gesù "venite e vedrete" continua ad essere oggi la regola d’oro dell’animazione vocazionale (VC 64): quei primi discepoli "andarono e videro dove viveva e rimasero con Lui quel giorno" (Gv 1,39) e dovette impressionarli tanto quella esperienza che molti anni dopo Giovanni ricorda che "erano circa le quattro del pomeriggio". Gesù li aveva affascinati, sedotti, si era prodotto il contagio.

I giovani di oggi sono più interessati alla testimonianza della vita delle persone che alle loro dichiarazioni di intenti ed esigono segni che lascino trasparire la coerenza di vita. La propria necessità di sicurezza conduce il giovane a considerare imprescindibile per prendere una decisione di questo tipo l’esperienza di essere attratti dalla vita di altri in modo tale da avvolgere tutto l’insieme della persona.

E non solo tra i giovani, ma anche nel popolo di Dio e nei nostri stessi Istituti si percepisce la richiesta di visibilità per la vita consacrata. Non sarà questo un cammino che sostiene e spinge a continuare lo sforzo di "rinnovamento"che la vita consacrata intuisce come necessario in questo momento?





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