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Una
vita consacrata inculturata e profetica
Nelle
risposte ricevute nella preparazione del Sinodo si percepiva da molti che
"la vita consacrata è apprezzata per il suo agire, ma spesso non è capita
nel suo essere; spesso è lodata per il suo impegno nel mondo, ma in certi
ambienti, come spesso accade tramite i mezzi di comunicazione, la sua immagine
è travisata, al punto da renderla agli occhi della gente una realtà senza
senso".
Là
dove la secolarizzazione è penetrata nella vita pubblica e privata, non è tanto
in questione la sua utilità, soprattutto in certe aree di servizio (siamo
apprezzati come educatori!), quanto il suo significato, la leggibilità della
sua testimonianza di Dio, la capacità di comunicare il messaggio che intende
dare.
D’altra
parte, "lo stile di vita evangelico – dice l’Esortazione Apostolica Vita
Consecrata – è una fonte importante per la proposta di un nuovo modello
culturale. Quanti fondatori e fondatrici, cogliendo alcune esigenze del loro
tempo, pur con tutti i limiti da essi stessi riconosciuti, hanno dato loro una
risposta che è diventata proposta culturale innovativa… Il modo di pensare e di
agire di chi segue Cristo più da vicino, infatti, dà origine ad una vera e
propria cultura di riferimento".
Essere
consapevoli e testimoniare il valore e il senso della presenza di Dio nella
vita, in un contesto culturale che non si spinge oltre l’orizzonte temporale e
privilegia la funzionalità e l’utilità immediata, implica una profonda
comprensione della propria identità consacrata e del suo valore educativo, così
come una rinnovata capacità di inserirsi nell’ambiente come profezia e lievito.
Ma
proprio per questo ci si deve rendere consapevoli, personalmente e
comunitariamente, attraverso il discernimento, la creatività e la coerenza,
come, quando e dove applicare alcuni criteri che portano verso una espressione
efficace della scelta fatta: assumere dell’ambiente quello che è legittimo,
immettere in esso il nuovo che viene da Cristo, dare o ridare significato a quello
che è ancora ambiguo, contestare quello che congiura contro la persona.
La
vita consacrata non può appiattirsi sulla mentalità "corrente".
Richiede vigilanza, di spirito e di mente in primo luogo, e capacità di
interagire e reagire, di proporre e di sfidare.
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