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6. Alcune
scelte concrete per investire nella qualità
Nel
discorso conclusivo del CG24 ho specificato la portata concreta
dell’investimento preferenziale per la formazione. "Investire – dicevo –
vuol dire stabilire e mantenere delle priorità, assicurare le condizioni,
operare secondo un programma che metta al primo posto le persone, le comunità,
la missione. Investire in tempo, in personale, in iniziative, in risorse
economiche per la formazione è compito e interesse di tutti".
Ora vi
propongo alcuni impegni da privilegiare. Mi riferisco successivamente all’area
delle persone e a quella delle strutture (opere), partendo da
alcune constatazioni ormai comuni e condivise.
La
prima: la principale risorsa della Congregazione sono i confratelli. Condizione
indispensabile per la significatività della missione è dunque la loro preparazione.
Certi aspetti "sono nella nostra vita più esposti all’usura o alla
sclerosi e richiedono un’attenzione particolare. La cultura si evolve
rapidamente, si espandono le conoscenze, le informazioni arrivano a getto
continuo, mentre la mentalità sui valori e sulle concezioni di vita presenta
sempre nuovi interrogativi. E', quella culturale, una dimensione che richiede
sforzo paziente e continuo".
Una
seconda constatazione: a poco servirebbero le iniziative straordinarie, se non
si curasse allo stesso tempo la qualità della vita quotidiana e la continuità
dello sforzo. Poca incidenza avrebbero le opportunità offerte a singole
persone, se non si badasse allo stile di vita comunitaria e al modo di portare
avanti il lavoro apostolico.
Di
conseguenza, lo sguardo va rivolto alle persone e alle strutture; l’invito a
rendersi responsabile della qualità va indirizzato simultaneamente ad ogni
confratello, ad ogni comunità e ad ogni Ispettoria.
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