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Juan E. Vecchi
Rettore Maggiore
SDB
"Io per voi studio..."

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  • 7. Le persone
    • Una parola ai singoli confratelli: "Attende tibi"
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7. Le persone

Una parola ai singoli confratelli: "Attende tibi"

La mistica del lavoro appare come una nostra caratteristica; un po’ dovunque si ammira la nostra disponibilità e intraprendenza. Dobbiamo ringraziare il Signore per questa capacità di dedizione totale, che lo Spirito ha formato in Don Bosco e che vediamo ogni giorno in tanti confratelli. Essa non è impedimento alla crescita, anzi nella nostra spiritualità è uno dei percorsi fecondi. Ma richiede gli adeguamenti che oggi connotano il lavoro, nel quale la manualità e lo sforzo fisico sono un aspetto minore. A volte lo stile di vita che assumiamo e il ritmo di movimento possono logorare la nostra esperienza spirituale, sfuocare la nostra immagine di fronte a giovani e adulti, minare la nostra capacità di influire, a causa della dispersione e molteplicità.

Nel nostro Fondatore ammiriamo l’armonia costante tra dedizione e profondità, tra iniziativa molteplice e unità di vita. Don Bosco si è logorato fisicamente, ma ha coltivato quello sguardo di sapienza, quella intelligenza delle cose alla luce dello Spirito, quell’unione con Dio che hanno dato un profilo originale – la chiamiamo santità salesiana – alla sua esperienza personale.

Pensando alla diversità di situazioni e condizioni di vita di ciascuno ed evocando alcune affermazioni di Vita Consecrata riguardo al significato e al valore della nostra vocazione, oso rivolgere ad ognuno alcune domande di riflessione: Ci diamo il tempo per riprendere con sempre maggiore profondità la nostra vita nello Spirito? Alimentiamo il gusto di una più ampia conoscenza di quanto riguarda il mistero cristiano e le questioni che si riferiscono all’uomo? Quanto all’arricchimento culturale, nel senso dato in queste pagine, qual è il nostro programma in termini di aree, obiettivi e tempo? Come si compie in noi l’io per voi studio di Don Bosco?

Ci può essere il rischio che si formi una certa abitudine secondo la quale lavoro e riflessione sembrano porsi in concorrenza, specialmente quando il ritmo incalzante spinge all’immediato e sembra non lasciare spazio per altro. Si può far strada la convinzione che la cultura personale come riflessione sulla realtà alla luce della fede abbia poco a vedere con l’operare caritatevole in favore dei ragazzi poveri.

Quando il CG23 afferma che l’interiorità apostolica è insieme carità pastorale e capacità pedagogica, ci invita proprio ad unire creatività e competenza, azione e riflessione come necessarie, entrambe, nella vita salesiana.

La nostra Regola di vita accumula in rapida successione una serie di indicazioni delle quali bisogna cogliere l’intenzione unica. Parla di un salesiano che cerca di "rispondere alle esigenze sempre nuove della condizione giovanile e popolare"; si abilita "a svolgere con maggior competenza il proprio lavoro"; coltiva "la capacità d’imparare dalla vita", specialmente nel rapporto con i giovani e con gli ambienti popolari e valorizza l’efficacia formativa delle diverse situazioni e proposte. "Mediante iniziative personali e comunitarie" coltiva la vita spirituale salesiana, provvede al proprio aggiornamento teologico, mantiene la competenza professionale e la creatività pastorale. "Ciascun confratello, dicono i Regolamenti, migliori la sua capacità di comunicazione e dialogo; si formi una mentalità aperta e critica e sviluppi lo spirito di iniziativa per rinnovare opportunamente il proprio progetto di vita. Ognuno coltivi l’abitudine alla lettura e allo studio delle scienze necessarie alla missione"; "ricerchi con i superiori il campo di qualificazione... conservi la disponibilità caratteristica del nostro spirito e sia pronto a periodiche riqualificazioni". E' quanto basta per dirci che c’è un dono da coltivare con pazienza per poterlo donare sempre fresco e in pienezza. E in ciò funziona sempre il programma ascetico: lavoro e temperanza, il che comporta di misurarsi sul meno importante o addirittura inutile e dispersivo e darsi con lena all’essenziale.

In questi anni si sono moltiplicate le iniziative di qualificazione, riqualificazione e aggiornamento. In non poche Ispettorie vi sono proposte ben articolate e organiche. Tocca a ciascuno trarne il massimo profitto.

Ma c’è bisogno anche di un impegno quotidiano personale. La mentalità comune, i giornali, i modelli della pubblicità costituiscono quasi una scuola che ci comunica una cultura estranea e spesso contraria alla nostra "cultura di riferimento". Se non frequentiamo una scuola alternativa (meditazione, revisione di vita, letture, informazioni, studio, condivisione, discernimento, ecc.) saremo insensibilmente orientati verso una visione della vita, verso un progetto di esistenza che non combaciano più con ciò che abbiamo professato. C’è sempre da domandarsi quali sono i canali che nutrono il nostro pensiero e la nostra sensibilità, come costruiamo e illuminiamo in noi il rapporto fede-cultura, senso pastorale-domande emergenti.

Diamoci tempo per coltivare il nostro progetto di vita, per gustare la nostra esperienza di consacrati, verificare il nostro cammino di crescita, prevenire il logorio e padroneggiare l’affanno, testimoniare e condividere la sorgente profonda del nostro agire.

Diamoci tempo per "abilitarci a svolgere con maggior competenza il nostro lavoro", lavoro di educatori, di animatori, di pastori. Accompagnare le persone, orientare le comunità è un compito esigente e non facile. Vi sono alcuni ambiti che nel contesto attuale culturale e religioso rivestono una particolare difficoltà e importanza, come ad esempio: il campo etico-morale, i problemi della vita, la pedagogia spirituale e sacramentale, i temi relativi al rapporto fede-cultura, la dimensione sociale e della solidarietà.

Questo "darsi tempo", costituirà un messaggio per i laici e uno stimolo per i giovani che si sentono chiamati alla vita salesiana. Oggi all’immagine del religioso lavoratore e intraprendente, socialmente utile, bisogna unire quella profetica di chi fa una esperienza personale portatrice di senso, guidata dalla sapienza del Vangelo.





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