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Juan E. Vecchi
Rettore Maggiore
SDB
"Io per voi studio..."

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  • 7. Le persone
    • Una consegna alle comunità: curare la qualità della vita e del lavoro
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Una consegna alle comunità: curare la qualità della vita e del lavoro

La "qualità culturale e pastorale" trova uno stimolo, un ambiente e quasi una scuola nello stile di vita della comunità. L’esperienza dice che dopo qualche tempo in comunità di un certo tipo siamo cresciuti nella visione del campo giovanile e dei problemi educativi, nel rapporto con i laici, nella capacità di condivisione, nel discernimento. Mentre in altre siamo più tentati dalla dispersione, viviamo più "di corsa", all’insegna dell’emergenza, ci abituiamo a una forma eccessivamente individuale, cediamo all’abitudine, ci isoliamo mentalmente.

E' dunque determinante l’impostazione della vita e del lavoro nella comunità locale. E siccome viviamo oggi in una comunicazione a raggio ampio, pure in quella ispettoriale. Non sono indifferenti – in entrambe – il livello di interessi, la qualità dell’informazione, la comunicazione di esperienze, il tipo di rapporto con i giovani, con i laici, con il contesto del territorio.

Le nostre comunità hanno subito dei cambiamenti nella loro composizione e nella loro vita. Si sono modificati il rapporto con l’opera educativa e i compiti attribuiti ai confratelli in essa, il collegamento con l’ambiente esterno sociale ed ecclesiale, il modello operativo per compiere la missione. D’altra parte, l’insistenza degli ultimi anni ha portato risultati positivi quanto all’assunzione delle nuove esigenze; si sono moltiplicati i momenti di interscambio e i processi che favoriscono il riflettere, il condividere, il discernere, il pregare, il lavorare "insieme".

Oggi ci sembra chiaro che, se si vuole evitare lo stress, l’attivismo, la superficialità, è necessario impostare un ritmo quotidiano e settimanale che favorisca il recupero delle forze e il rilancio della qualità della vita, anche nell’aspetto culturale, ponendo le condizioni per offrire ai confratelli un contenuto aggiornato di riflessione. La qualità della vita e del lavoro trovano sostegno e alimento nella programmazione annuale che può provvedere offerte particolari per la qualificazione dei singoli e della comunità.

Su questa linea sono stati pensati la giornata della comunità, valido strumento di crescita insieme, i momenti di riunione dei Consigli e delle équipes, la partecipazione della comunità in esperienze formative con i collaboratori laici e con altri cerchi di persone (ambito ecclesiale, della vita religiosa, educativo), l’elaborazione e verifica del PEPS da valorizzare come momento formativo.

Il direttore, opportunamente preparato e sostenuto dal Consiglio e dai confratelli, è chiamato a favorire un ambiente e una forma di rapporti interni ed esterni, che "qualificano" i confratelli. A lui corrisponde in primo luogo far circolare e valorizzare alcuni stimoli privilegiati, come gli orientamenti dei Pastori della Chiesa, specialmente del Papa, i documenti dei Capitoli, le lettere del Rettor Maggiore; ed anche approfittare con intelligenza di altre occasioni più semplici come le "buone notti", la lettura spirituale, l’informazione salesiana ed ecclesiale.

Un ambiente indispensabile ad ogni comunità locale è la biblioteca e la corrispondente sala di lettura. La sua cura e il materiale che in essa si espone sono indicativi: hanno un’utilità reale e, come nel caso della cappella, anche un valore simbolico nell’insieme della casa.

L’uso comunitario che se ne fa è cambiato. Si sono moltiplicate infatti le vie personali alla lettura (libri, riviste, CD, internet). La sua funzione è, comunque, ancora attuale e necessaria per offrire, anche ai laici collaboratori e agli esterni, il nostro patrimonio specifico di storia, pedagogia e spiritualità, così come il pensiero fondamentale della Chiesa e i "grandi libri" della riflessione cristiana. Non dovrebbe mancare, con le dovute proporzioni, nemmeno nelle residenze missionarie, nelle quali si deve poter contare su un sufficiente appoggio per l’aggiornamento pastorale e raccogliere quello che serve a una buona conoscenza della cultura locale.

Va poi incoraggiata l’iniziativa di avere in Ispettoria una o alcune biblioteche il più complete possibile riguardo al carisma e all’opera salesiana a livello mondiale e locale e agli scritti che possono dare un’idea del contesto sociale e politico in cui sono nate e si sono sviluppate le opere dell’Ispettoria.





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