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Un
orientamento per le Ispettorie: fare un "piano" per la qualificazione
dei confratelli
La
qualificazione del personale deve costituire in questo periodo un impegno
prioritario di governo: cerchiamo di governare formando coloro che animano e dirigono,
orientiamo preparando meglio gli operatori nei diversi settori.
Un’indicazione
in questa direzione ci viene da tutte le organizzazioni. La qualificazione dei
quadri dirigenti, dei responsabili intermedi e quella degli stessi operai è
sempre sotto attenzione da parte della dirigenza. Nel nostro caso, alla
responsabilità personale e comunitaria sopra evidenziata deve aggiungersi
quindi un’azione ispettoriale programmata e costante.
Alcuni
passi in questo senso li abbiamo già compiuti. Cito, come esempi, la
preparazione e l’accompagnamento dei direttori. Alcune Ispettorie hanno
stabilito incontri delle équipes ispettoriali con un momento formativo
programmato all’inizio dell’anno dal Consiglio ispettoriale; realizzano la
settimana di riflessione spirituale o pastorale, offerta a tutti i confratelli,
secondo un programma pluriennale. Altre hanno preparato un piano di
qualificazione dei quadri dirigenti e si sono impegnate, spesso con sforzo
economico e di personale, nell’offrire ogni anno ad alcuni confratelli la
possibilità di specializzarsi. Ci sono poi quelle che con sacrificio provvedono
del personale preparato a qualche centro di studi. E altre che, riconoscendo
l’impossibilità di farlo da sole, hanno stabilito accordi di collaborazione a
livello interispettoriale, contribuendo con confratelli qualificati.
Si
tratta solo di un campione che dimostra un’urgenza percepita e in parte
assunta. Il panorama della Congregazione è molto più ricco e vario e, di
conseguenza, presenta anche delle zone d’ombra. E' il caso, dunque, di proporre
per tutti un’azione ispettoriale più decisa e organica.
Tradurre
tale azione in misure concrete implica, tra l’altro:
– Fare
un elenco completo delle qualificazioni, anche parziali, di tutti i confratelli
per una loro miglior valorizzazione. Capita spesso che competenze acquisite in
anni di studio non vengano messe a frutto in forma continuata o comunitaria; lo
stesso si dovrà fare a livello di Congregazione, ricordando che già il CGS
invitava a programmare scambi di personale tra i centri di studio.
– Individuare
le aree in cui la preparazione culturale e la competenza professionale appaiono
più urgenti secondo il proprio contesto, lo stato del personale e la
collocazione pastorale ed educativa della Congregazione in prospettiva di
presente e di futuro;
– Qualificare
il maggior numero possibile di confratelli per i diversi campi e dimensioni
della missione salesiana, soprattutto per quelle considerate più significative
oggi. Ciò viene raccomandato a tutte le Ispettorie, ma in particolare a quelle
che hanno un numero consistente di vocazioni. Esse devono qualificare
confratelli non solo in funzione delle necessità immediate e dei progetti
particolari dell’Ispettoria, ma secondo il criterio di sviluppare al massimo le
risorse umane perché siano disponibili per i bisogni e i fronti di impegno
della Congregazione.
Alle
iniziative esemplari di tipo interispettoriale se ne aggiungono oggi altre in
forza della mondialità e trasversalità che caratterizzano l’azione in ogni
campo. Siamo tutti i giorni alle prese con la ricerca di personale preparato
per comunità di formazione in zone emergenti, per progetti di vasta portata che
la Chiesa ci vuole affidare in contesti di prima evangelizzazione, per la nostra
Università, per un servizio qualificato di riflessione e progettazione nella
Direzione Generale. Sarebbe grave mortificare talenti soltanto perché non si
calcola di poterli impiegare nel proprio ambito ristretto.
Impegnare
i confratelli qualificatiin compiti i specifici all’interno
del progetto dell’Ispettoria e della Congregazione. La migliore preparazione di
cui parliamo tende a migliorare il nostro lavoro ed è orientata ad esso. Capita
alle volte che confratelli arricchiti di una competenza non vedono altra forma
di metterla a frutto se non aprendo un fronte proprio o inserendosi in progetti
esterni alla Congregazione.
Insistere
sulla permanenza dei confratelli nell’ambito della propria qualificazione.
Soprattutto nei centri di studi bisognerà dare continuità e consistenza ai
corpi docenti e alle équipes, per creare una tradizione di riflessione e
pedagogia formativa.
Tutto
ciò suppone l’elaborazione e la messa in atto di un piano ispettoriale di
qualificazione del personale, annualmente verificato, e una accorta
amministrazione delle risorse. Lo chiedeva il CG23 quando scriveva: "Ogni
Ispettoria elabori un piano organico di formazione permanente dei confratelli
in ordine al loro rinnovamento spirituale, alla qualificazione pastorale e alla
competenza educativa e professionale". Ed è ciò che la programmazione di
questo sessennio cerca di concretizzare stabilendo di: "Richiedere alle
Ispettorie un programma di qualificazione del personale, verificarlo
periodicamente e favorirne la realizzazione".
Cari
Ispettori, a voi la responsabilità e la speranza di questo orientamento.
Conosco le difficoltà in cui parecchi di voi si dibattono ogni anno per coprire
i posti di lavoro e soffro con voi il numero ridotto di nuove vocazioni.
Dobbiamo però non solo gestire le crisi, ma seminare per il futuro. La
richiesta del programma di qualificazione sarà un momento di comunicazione
fraterna per prendere coscienza di tante risorse ancora da sfruttare e per
aiutarci a sviluppare tutti i doni che il Signore manda a questa nostra
carissima Congregazione. Scegliete con oculatezza il personale da preparare e
siate magnanimi nell’assicurare all’Ispettoria le condizioni per un futuro che
certamente offrirà altri modelli di presenza per i quali conviene attrezzarsi.
Nel
piano va considerato anche il compito di assicurare la memoria storica
salesiana, come comunicazione di un’esperienza riflettuta, che esprime
concretamente l’identità vissuta in diversi contesti e culture, in momenti
storici ordinari e in situazioni eccezionali.
La Congregazione
ha voluto la fondazione dell’Istituto Storico Salesiano. E' la manifestazione
di una sua preoccupazione, che deve avere il corrispondente in ogni Ispettoria.
Chi trascura la memoria perde le radici. Oggi ci troviamo di fronte ad una
espansione salesiana di 150 anni, estesa in tutti i continenti che deve ancora
essere raccontata. Non possiamo perdere un patrimonio così prezioso. Pensiamo
al valore che potrebbe avere per noi e per i confratelli di domani la storia
dell’impiantazione e della crescita della Congregazione nei diversi contesti o
quella di certe nazioni, che hanno ricuperato recentemente la libertà. E'
evidente che non basta aver creato la struttura o fondato un Istituto, se non
ci fossero poi gli uomini che vi lavorano con passione e amore.
Ogni
Ispettoria senta la responsabilità di conservare, di studiare, di comunicare la
propria storia secondo criteri, che potranno essere opportunamente indicati.
Per farlo sono indispensabili ricerche specializzate, ma è anche importante
quella attenzione quotidiana, che si manifesta nella cura per la cronaca, nella
custodia degli archivi, nella conservazione della documentazione significativa.
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