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Juan E. Vecchi
Rettore Maggiore
SDB
"Io per voi studio..."

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  • 7. Le persone
    • Un orientamento per le Ispettorie: fare un "piano" per la qualificazione dei confratelli
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Un orientamento per le Ispettorie: fare un "piano" per la qualificazione dei confratelli

La qualificazione del personale deve costituire in questo periodo un impegno prioritario di governo: cerchiamo di governare formando coloro che animano e dirigono, orientiamo preparando meglio gli operatori nei diversi settori.

Un’indicazione in questa direzione ci viene da tutte le organizzazioni. La qualificazione dei quadri dirigenti, dei responsabili intermedi e quella degli stessi operai è sempre sotto attenzione da parte della dirigenza. Nel nostro caso, alla responsabilità personale e comunitaria sopra evidenziata deve aggiungersi quindi un’azione ispettoriale programmata e costante.

Alcuni passi in questo senso li abbiamo già compiuti. Cito, come esempi, la preparazione e l’accompagnamento dei direttori. Alcune Ispettorie hanno stabilito incontri delle équipes ispettoriali con un momento formativo programmato all’inizio dell’anno dal Consiglio ispettoriale; realizzano la settimana di riflessione spirituale o pastorale, offerta a tutti i confratelli, secondo un programma pluriennale. Altre hanno preparato un piano di qualificazione dei quadri dirigenti e si sono impegnate, spesso con sforzo economico e di personale, nell’offrire ogni anno ad alcuni confratelli la possibilità di specializzarsi. Ci sono poi quelle che con sacrificio provvedono del personale preparato a qualche centro di studi. E altre che, riconoscendo l’impossibilità di farlo da sole, hanno stabilito accordi di collaborazione a livello interispettoriale, contribuendo con confratelli qualificati.

Si tratta solo di un campione che dimostra un’urgenza percepita e in parte assunta. Il panorama della Congregazione è molto più ricco e vario e, di conseguenza, presenta anche delle zone d’ombra. E' il caso, dunque, di proporre per tutti un’azione ispettoriale più decisa e organica.

Tradurre tale azione in misure concrete implica, tra l’altro:

– Fare un elenco completo delle qualificazioni, anche parziali, di tutti i confratelli per una loro miglior valorizzazione. Capita spesso che competenze acquisite in anni di studio non vengano messe a frutto in forma continuata o comunitaria; lo stesso si dovrà fare a livello di Congregazione, ricordando che già il CGS invitava a programmare scambi di personale tra i centri di studio.

Individuare le aree in cui la preparazione culturale e la competenza professionale appaiono più urgenti secondo il proprio contesto, lo stato del personale e la collocazione pastorale ed educativa della Congregazione in prospettiva di presente e di futuro;

Qualificare il maggior numero possibile di confratelli per i diversi campi e dimensioni della missione salesiana, soprattutto per quelle considerate più significative oggi. Ciò viene raccomandato a tutte le Ispettorie, ma in particolare a quelle che hanno un numero consistente di vocazioni. Esse devono qualificare confratelli non solo in funzione delle necessità immediate e dei progetti particolari dell’Ispettoria, ma secondo il criterio di sviluppare al massimo le risorse umane perché siano disponibili per i bisogni e i fronti di impegno della Congregazione.

Alle iniziative esemplari di tipo interispettoriale se ne aggiungono oggi altre in forza della mondialità e trasversalità che caratterizzano l’azione in ogni campo. Siamo tutti i giorni alle prese con la ricerca di personale preparato per comunità di formazione in zone emergenti, per progetti di vasta portata che la Chiesa ci vuole affidare in contesti di prima evangelizzazione, per la nostra Università, per un servizio qualificato di riflessione e progettazione nella Direzione Generale. Sarebbe grave mortificare talenti soltanto perché non si calcola di poterli impiegare nel proprio ambito ristretto.

Impegnare i confratelli qualificatiin compiti i specifici all’interno del progetto dell’Ispettoria e della Congregazione. La migliore preparazione di cui parliamo tende a migliorare il nostro lavoro ed è orientata ad esso. Capita alle volte che confratelli arricchiti di una competenza non vedono altra forma di metterla a frutto se non aprendo un fronte proprio o inserendosi in progetti esterni alla Congregazione.

Insistere sulla permanenza dei confratelli nell’ambito della propria qualificazione. Soprattutto nei centri di studi bisognerà dare continuità e consistenza ai corpi docenti e alle équipes, per creare una tradizione di riflessione e pedagogia formativa.

Tutto ciò suppone l’elaborazione e la messa in atto di un piano ispettoriale di qualificazione del personale, annualmente verificato, e una accorta amministrazione delle risorse. Lo chiedeva il CG23 quando scriveva: "Ogni Ispettoria elabori un piano organico di formazione permanente dei confratelli in ordine al loro rinnovamento spirituale, alla qualificazione pastorale e alla competenza educativa e professionale". Ed è ciò che la programmazione di questo sessennio cerca di concretizzare stabilendo di: "Richiedere alle Ispettorie un programma di qualificazione del personale, verificarlo periodicamente e favorirne la realizzazione".

Cari Ispettori, a voi la responsabilità e la speranza di questo orientamento. Conosco le difficoltà in cui parecchi di voi si dibattono ogni anno per coprire i posti di lavoro e soffro con voi il numero ridotto di nuove vocazioni. Dobbiamo però non solo gestire le crisi, ma seminare per il futuro. La richiesta del programma di qualificazione sarà un momento di comunicazione fraterna per prendere coscienza di tante risorse ancora da sfruttare e per aiutarci a sviluppare tutti i doni che il Signore manda a questa nostra carissima Congregazione. Scegliete con oculatezza il personale da preparare e siate magnanimi nell’assicurare all’Ispettoria le condizioni per un futuro che certamente offrirà altri modelli di presenza per i quali conviene attrezzarsi.

Nel piano va considerato anche il compito di assicurare la memoria storica salesiana, come comunicazione di un’esperienza riflettuta, che esprime concretamente l’identità vissuta in diversi contesti e culture, in momenti storici ordinari e in situazioni eccezionali.

La Congregazione ha voluto la fondazione dell’Istituto Storico Salesiano. E' la manifestazione di una sua preoccupazione, che deve avere il corrispondente in ogni Ispettoria. Chi trascura la memoria perde le radici. Oggi ci troviamo di fronte ad una espansione salesiana di 150 anni, estesa in tutti i continenti che deve ancora essere raccontata. Non possiamo perdere un patrimonio così prezioso. Pensiamo al valore che potrebbe avere per noi e per i confratelli di domani la storia dell’impiantazione e della crescita della Congregazione nei diversi contesti o quella di certe nazioni, che hanno ricuperato recentemente la libertà. E' evidente che non basta aver creato la struttura o fondato un Istituto, se non ci fossero poi gli uomini che vi lavorano con passione e amore.

Ogni Ispettoria senta la responsabilità di conservare, di studiare, di comunicare la propria storia secondo criteri, che potranno essere opportunamente indicati. Per farlo sono indispensabili ricerche specializzate, ma è anche importante quella attenzione quotidiana, che si manifesta nella cura per la cronaca, nella custodia degli archivi, nella conservazione della documentazione significativa.




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