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L’Università
Pontificia Salesiana
L’Università
Pontificia Salesiana si appresta a celebrare 25 anni di vita come Università,
che si sommano ad altri trenta non meno importanti come Pontificio Ateneo. Il
cammino percorso in questi anni manifesta uno sviluppo verificabile attraverso
vari elementi. Il numero di studenti è passato dai 600 nel 1973 ai circa 1400
di oggi. La domanda non ha conosciuto flessione; anzi, deve essere contenuta e
regolata, conformemente alle possibilità delle strutture e del personale. Oltre
ai salesiani, vi sono 390 religiosi, 150 diocesani, 590 laici provenienti da
tutti i continenti.
Si è
affermata con un volto originale tra le Università romane per l’orientamento
educativo e pastorale e per lo stile di famiglia della comunità universitaria.
Nell’ultimo tempo ha dato vita a interessanti iniziative pastorali a servizio
degli studenti. Oltre all’opera di insegnamento, ricerca, estensione culturale
e servizi alla Chiesa, presta assistenza a svariati settori della missione
salesiana, a livello regionale e mondiale, tra i primi quello della formazione.
E' da
riaffermare la sua funzione insostituibile "al servizio della
Congregazione e come qualificata espressione della sua missione nella Chiesa,
con un suo specifico potenziale culturale e formativo". Esprime ai massimi
livelli il dialogo tra carisma salesiano e istanze culturali e compie in questo
senso una missione di frontiera. Per questo nel CG24 si è detto:
"L’attuale sviluppo della Congregazione e la sua espansione mondiale, le
sfide della missione e l’esigenza di qualità nella sua espressione
pedagogico-pastorale, la prospettiva della nuova evangelizzazione e
dell’inculturazione, la cura della comunione e l’attenzione alle diverse
espressioni del nostro carisma rendono di grande importanza e attualità la
funzione dell’UPS nel quadro della realtà salesiana.".
Nel
rispetto della natura, dei criteri di funzionamento e dei livelli di intervento
di una istituzione universitaria, che è pontificia, ecclesiastica e salesiana,
è da sostenere l’identità della nostra Università e la qualità del suo
contributo nell’ambito culturale, ecclesiale e salesiano.
E' da
assicurare il suo sviluppo secondo un progetto organico, periodicamente
verificato, a cui corrisponda la consistenza numerica e qualitativa del corpo accademico.
La partecipazione dei laici è già calcolata. Ma sarebbe una perdita farlo
soltanto perché non si prepara un numero sufficiente di salesiani per operare
in questo livello.
Attenzione
alla significatività, caratterizzazione salesiana, capacità di dialogo
culturale e religioso, unità e organicità del progetto, promozione di uno stile
di comunità accademica sono aspetti da tener presenti nel massimo centro di
studio della Congregazione.
Il
Rettor Maggiore col suo Consiglio e la stessa Università sono impegnati nella
verifica della situazione e nella formulazione di un progetto operativo
organico che tracci le linee di sviluppo per i prossimi anni.
Quanto
detto sopra suppone un deciso investimento da parte della Congregazione per
quanto riguarda il personale. La geografia odierna della Congregazione richiede
una Università sempre più internazionale. E' da considerarsi normale la
richiesta alle Ispettorie di personale qualificato o da qualificare per un
servizio nell’UPS, e la disponibilità dei confratelli che fossero cooptati a
trasferirsi a Roma. Tale criterio, d’altra parte, sta già maturando in
Congregazione. Lo si vede nella generosità con cui Ispettorie e confratelli
hanno risposto agli ultimi appelli.
E' da
valorizzare pure il servizio dell’UPS per la qualificazione del personale
salesiano. In essa competenza e prospettiva salesiana sono offerte in una
sintesi singolare che viene dall’insieme dell’esperienza, oltre che dalla
scelta e organizzazione dei contenuti. Per cui per noi non è "uguale"
ad altre Università. Verificati ancora una volta i risultati osservabili nella
Congregazione, ripeto la valutazione data al CG24: "A parte piccole
riserve, spesso ripetute eccessivamente (e delle quali si è disposti a tener
conto), il saldo della frequenza degli studenti a questi Centri è altamente
positivo per le persone, per le Ispettorie e per la Congregazione. Non ne
vediamo una sostituzione vantaggiosa".
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