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cittadella 4
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71 ma
69 città
68 una
67 vi
65 l'
Francesco Guicciardini
Memorie di famiglia

IntraText - Concordanze

città
   Capoverso
1 1| esaltazione perpetua di questa città e della libertà sua; l'altra 2 2| delle prime famiglie della città; ed ha avuti abondantissimamente 3 2| gli onori e gradi della città, ed insino a oggi quindici 4 4| uomo che fussi allora nella città. Nello stato ebbe molte 5 5| la prima volta trovò la città in gran tumulto, perché 6 5| molti de' primi uomini della città; ed attendendo egli a quietare 7 5| dubitando che tranquillata la città non fussino castigati de' 8 5| magistrato, cacciato della città, e fatto cavaliere.~ 9 6| altro, e con più danno della città, perché la moltitudine si 10 6| necessaria e di meno danno alla città che se violentemente ne 11 6| perché si mutò lo stato della città, e fu, come è detto, onorato 12 23| imbasceria fu perché, sendo la città in lega co' viniziani ed 13 25| venuto a Lucca, e sendosi la città ristretta col papa a tenere 14 25| volersi accordare colla città con condizioni oneste, vi 15 27| Ebbe poi nella città grandissima autorità, e 16 27| Gino fu el primo uomo della città, e truovò molte lettere 17 27| che avevono a fare colla città, diritte a Cosimo, Neri 18 28| altro respetto, e però la città desiderava che el conte 19 31| autorità grande ebbe nella città, massime dal 34 al 41, fu 20 32| secondo la natura della città, che allotta era più fiera 21 34| dispetto a Piero, perché la città era divisa] Ebbe molte degnità 22 34| Ebbe molte degnità nella città e fu de' dieci di balìa, 23 34| costume del popolo, nella città molto male di loro, uno 24 36| onori e dignità e nella città e nel territorio nostro 25 72| aveva sempre avuta colla città nostra; ed e converso la 26 72| re di Ragona contro alla città, casa e stato suo, e confortarlo 27 73| Pisa a guardia di quella città per e' sospetti s'avevano 28 75| ricondurlo ed accordarlo colla città nostra; e così seguì lo 29 75| e si desiderava per la città che tale proibizione si 30 76| altra volta, e trovò la città in grande alterazione per 31 76| erano molto quiete, e la città stava in timore del re Alfonso; 32 77| offerirgli le cose della città.~ 33 79| dispiaciuto sommamente alla città per la amicizia, coniunzione 34 79| largamente tutte le forze della città e tutto quello che cadessi 35 79| seguì vergogna grande alla città ed in particulare agli oratori, 36 79| venendo, giustificata la città el meglio potettono, si 37 80| facile, riputandosi che la città fussi alterata per la novità 38 83| cercava insignorirsi di quella città, e dubitandosi che col favore 39 83| in opinione diversa colla città, e freddo alla difesa di 40 83| al duca la opinione della città, e mantenere sanza rispetto 41 83| richiedendo el favore della città, vi fu mandato a Ferrara 42 84| Miniato vicario, e sendo la città nelle pratiche fra re e 43 84| natura che esequendosi, la città si congiugneva col re e 44 84| marzo 1472, e perché la città era in quiete ed el magistrato 45 85| legazione satisfece molto alla città. Ed a Vinegia fu onorato 46 87| cosa accaduta in questa città rare volte e forse non mai, 47 88| continuandosi questa guerra e la città trovandosi tuttavia al disotto, 48 88| seguente, non avendo la città altro soccorso, era necessario 49 88| effetti, ne dette aviso alla città, e molto più largamente 50 89| commessione avessi dalla città, che per essere vecchio 51 91| dependendo allora le cose della città più da Lorenzo solo, che 52 106| trovandosi a Napoli per la città nostra oratore Pandolfo 53 106| finito, sendo divisa la città fra la parte di Piero di 54 107| sommamente essere amico della città. Seguitorono el cammino 55 110| faccendo vedevano quella città andare in mano de' viniziani, 56 110| offendeva lui. Deputò la città messer Otto Niccolini e 57 113| dette che pensare assai alla città, e però risolvendosi a fare 58 114| Milano e noi, e però sendo la città congiunta collo stato di 59 114| veduto dal signore, ed alla città non potette più satisfare 60 118| e' fiorentini rimesso in Città di Castello messer Niccolò 61 118| Iacopo imbasciadore per la città. E di poi sendosi transferiti 62 121| duca di Calavria ed alla città mirabilmente. Fatta la pace, 63 126| e gli altri onori della città copiosissimamente. Andò 64 127| fussi el primo uomo della città. Fu molto bene voluto universalmente 65 127| bene, ed ancora fuori della città da' soldati e condottieri 66 135| cittadini, tutti e' primi della città, e con autorità pienissima 67 135| mandassino in nome della città due imbasciadori, e' quali 68 135| quanto allo estimo e nella città quale disegnava volere rassettare 69 135| disegno di reformare quella città si interruppe.~


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