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183 el
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131 poi
Francesco Guicciardini
Memorie di famiglia

IntraText - Concordanze

el
    Capoverso
1 2| famiglia nostra, ma truovo ebbe el priorato circa al milletrecento, 2 2| insino a oggi quindici volte el gonfaloniere della giustizia, 3 4| figliuolo di messer Piero, morto el padre, per paura che el 4 4| el padre, per paura che el corpo suo non fussi staggito 5 4| io non so particularmente el numero, ma fra gli altri 6 4| vicario di San Miniato, el quale uficio esercitò con 7 4| in una loro sala, benché el suo successore per invidia 8 5| in gran tumulto, perché el popolo, a tempo di Salvestro 9 5| quietare queste turbazione, el popolo minuto ed e' Ciompi, 10 5| di loro da chi intesono el trattato e di poi Salvestro, 11 5| di poi prese per forza el palagio del podestà, ed 12 5| altri. Ed in questo tumulto el gonfaloniere Luigi fu fatto 13 5| uomini arsa la casa, toltogli el magistrato, cacciato della 14 6| dovevano mai abandonare el palagio. Io non intendo 15 6| e gli tradirono; sì che el gonfaloniere non merita 16 6| avere a ultimo abandonato el palagio, perché questa deliberazione 17 6| da' Ciompi, non ritenne el titolo; ma preselo poi, 18 7| populo; perché dubitando el populo come è sua usanza, 19 8| animo; e non credo che fussi el più savio cittadino del 20 8| dimostrorno; perché quando el padre morì ebbe a restituire 21 9| onorarlo nel passare per el nostro. Fu podestà di Prato 22 10| 1418 a Mantova, che vi era el papa, credo, non so a che 23 16| essersi accordato nuovamente el signor Guidantonio co' fiorentini, 24 18| giovane ed innanzi morissi el padre, sviato e disubidiente; 25 18| uno certo fervore di età, el quale raffreddandosi cogli 26 20| con un notaio per rogare el contratto e pigliare la 27 20| sì, anzi cacciò di casa el notaio e chi comperava, 28 21| questi signori di Romagna, el duca di Urbino, el signore 29 21| Romagna, el duca di Urbino, el signore di Camerino, el 30 21| el signore di Camerino, el marchese Niccolò da Ferrara 31 21| figliuolo, Niccolò Fortebracci, el conte Francesco Sforza; 32 22| mesi, insino a tanto che el forte della guerra si transferì 33 22| guerra si transferì verso el Borgo a San Sepolcro ed 34 22| messer Maso degli Albizzi; el quale sendo ammalato per 35 27| Cosimo e Neri di Gino fu el primo uomo della città, 36 28| de' viniziani, acciò che el duca, insospettito di Parma, 37 28| la città desiderava che el conte tornassi a campo a 38 29| trattandosi di soccorrere el castello, vi fu mandato 39 29| con Neri di Gino a vedere el modo; e' quali si risolverono 40 30| Lombardia fra la lega ed el duca, essendo a rincontro 41 30| duca, essendo a rincontro el conte e Niccolò Piccinino, 42 31| Martinengo; dove ammalato el medesimo o el sequente 43 31| ammalato el medesimo o el sequente che arrivò, che 44 33| Acciaiuoli, che allora era el primo cittadino di Firenze, 45 33| di Averardo de' Medici, el quale morì sanza figliuoli 46 34| Messer Giovanni fu el minore figliuolo di messer 47 34| ottobre, ed a' 9 di novembre el marchese di Mantova lo fece 48 34| ognuno desiderava essere el primo nelle cose dello stato, 49 34| durò molti giorni, perché el capitano desiderava servire 50 36| iurisdizione. E prima, vivente el padre, sendo ancora giovane, 51 36| guadagnare che per onore, perché el padre sendo povero si ingegnava 52 49| Agnolo Acciaiuoli a visitare el re Ferrando.~ 53 50| a incontrare ed onorare el papa che andava a Mantova.~ 54 52| Di luglio 1464, andando el conte Iacopo Piccinino a 55 52| incontrarlo ed onorarlo su per el nostro.~ 56 53| ed a 9 di novembre, el di san Salvadore, fu 57 73| lo anno seguente, sendo el re a campo a Piombino, e 58 73| ordinare lo esercito per levare el re da campo a Piombino, 59 73| re da campo a Piombino, el re impaurito non gli aspettò 60 74| che l'anno sequente 1450 el conte Francesco prese Milano, 61 74| mandassi uno sufficiente; el quale vi mandò Luigi, e 62 74| grandissima satisfazione del duca, el quale molto male volentieri 63 75| Tornò a Firenze el giugno 1453 e fu mandato 64 75| giugno 1453 e fu mandato el novembre commissario insieme 65 75| alla volta di Pisa. Di poi el marzo sequente andò imbasciadore 66 75| quello di Arezzo a dare el guasto a Foiano; fu etiam... 67 75| licenziavano da' soldi loro el conte Iacopo Piccinino, 68 75| trattava a Napoli, e che el conte Iacopo uscì de' terreni 69 76| morì: e per questi rispetti el gonfaloniere non eseguì 70 77| figliuolo di re Alfonso, morto el padre, si era nuovamente 71 77| andassino a Napoli a visitare el re Ferrando, e rallegrarsi 72 78| ubidienza; ed avendo fatto el papa loro grandissima raccoglienza, 73 79| venendo, giustificata la città el meglio potettono, si tornorono 74 79| Luigi di quivi andò a finire el suo uficio di Certaldo; 75 80| Venne lo anno seguente el movimento di Bartolommeo 76 80| numero assai, ed intendendosi el movimento di Bartolommeo 77 80| esequì molto bene, perché el duca Galeazzo, non solo 78 80| cagione perché dubitassi el campo non avessi qualche 79 81| Sendo di poi succeduto el fatto d'arme alla Mulinella, 80 83| per sua boti, e cercando el duca Galeazzo ottenere da 81 83| del ducato, e richiedendo el favore della città, vi fu 82 84| restrinse per cinque anni el modo di creare gli accopiatori. 83 84| Italia, fu gonfaloniere el marzo 1472, e perché la 84 84| la città era in quiete ed el magistrato con poche faccende, 85 85| perturbate le cose di Italia, ed el re Ferrando ristrettosi 86 85| fede per la guerra faceva el turco a' viniziani ed altri 87 86| sendo stato morto in Milano el duca Galeazzo, e desiderandosi 88 86| volentieri stato quello per el guadagno grande vi si faceva, 89 86| cento ducati di provisione el mese per uno da Madonna, 90 87| lo anno medesimo venendo el duca di Calavria insieme 91 87| stare a petto a' nimici, el duca prese ciò che e' campeggiò 92 87| benché a torto ma secondo el costume de' popoli, si dette 93 87| grande carico a chi aveva el governo del campo.~ 94 88| governo con favore del re el signore Lodovico Sforza 95 88| signore Lodovico Sforza ed el signore Ruberto da Sanseverino, 96 88| perché e' si giudicava el paese nostro essere tanto 97 88| imbasciadore messer Luigi; el quale subito andato via 98 88| altre condizioni della pace el re non volessi si cavassi 99 89| Colle ed altri luoghi che el re ci restituì. E di poi 100 91| scrivevano; ma di poi per essersi el duca in tutto dato al re 101 91| contraria via al re, ed el re avendolo per inimico, 102 91| re avendolo per inimico, el duca etiam gli cominciò 103 91| né da Piero né da Cosimo, el re non fece quel conto di 104 106| che vi era allora signore el conte Francesco; ma disegnando 105 106| donna, si fece prolungare el tempo della andata, e non 106 106| festa, vi fu mandato Iacopo, el quale solo eseguì la commessione 107 106| altre cerimonie, perché el che egli entrò in Napoli, 108 106| andò vicario a Anghiari, el quale uficio finito, sendo 109 107| Ferrara col duca Borso, el quale con tutti e' modi 110 107| della città. Seguitorono el cammino a Vinegia, dove 111 107| che era molto stimato, el quale andò loro a dolersi 112 108| Bergamo in Romagna, e mandando el re Ferrando per li oblighi 113 109| donna, ed intendendo come el duca ne faceva pazzie, gli 114 109| Stettevi pochi , perché trovò el duca molto renitente a volere 115 110| Arimino, e preparandosi el re Ferrando, duca Galeazzo 116 110| Santità, avevano tolto a soldo el signore Ruberto e promessogli 117 112| in ogni modo perché era el bisogno loro per la guerra 118 112| concorrere a qualche provisione, el papa etiam fu constretto 119 112| fiorentini. Ma sendo in segreto el duca malcontento di questa 120 112| che venutone contenzione, el duca non volle ratificare 121 112| scrivessi espressamente el contrario; pure finalmente 122 112| Venne in quegli giorni el duca a Firenze, e partendosi 123 112| dare effetto a questa lega. El duca lo vedde molto volentieri 124 113| nostre gente, recuperare el contado ed ordinare quello 125 113| necessario allo accamparsi. El quale riebbe tutto el contado 126 113| accamparsi. El quale riebbe tutto el contado innanzi che el duca 127 113| tutto el contado innanzi che el duca giugnessi, e di poi 128 114| mandato imbasciadore Iacopo, el quale vi stette circa a 129 114| Firenze di settembre, ed el marzo sequente fu creato 130 115| seguita per conto de' Pazzi. El medesimo anno venendo a' 131 115| dette agli inimici. E benché el capitano duca di Ferrara 132 116| sendo venuto all'improvviso el signore Ruberto da Sanseverino 133 116| Pisa, dove poi sopravenne el duca di Ferrara nostro capitano, 134 116| cacciorono gli inimici, el duca e messer Bongianni 135 116| dove aveva a intervenire el signore Ruberto Malatesta 136 116| Malatesta nostro capitano, ed el signore Carlo da Montone 137 116| la riputazione sua. Venne el signore Ruberto, e conte 138 116| luogo grosso, ne veniva el duca di Calavria in aiuto, 139 116| duca di Calavria in aiuto, el quale avendo uno esercito 140 116| in aiuto di quella banda el signor Matteo de Capua con 141 116| da' dieci che facessino el medesimo, e per loro ordine 142 117| avessi mai più a tornare, el popolo cominciò forte a 143 118| colorire alcuno disegno, perché el conte Girolamo che era in 144 118| quali si aggiunse ancora el pontefice, una dieta a Cremona 145 118| Ferrara l'anno sequente el cardinale di Mantova legato 146 118| Mantova legato del papa, ed el duca di Calavria, Iacopo 147 120| potessi giustamente porre el campo a Pietrasanta; e però 148 120| vicini; in modo che sendo el campo ridotto in gran pericolo, 149 120| partito costretti levare el campo. Ma a Firenze si deliberò 150 120| s'ebbe Pietrasanta; ed el medesimo, innanzi s'avessi, 151 121| a sollecitargli Iacopo, el quale con le ragioni vive 152 121| genti, che ne era capitano el conte di Pitigliano, ed 153 122| perché aveva guasto drento el petto; e finalmente a 154 124| Attese sempre a spegnere el male né volse mai essere 155 125| clemenzia del padre e non usare el ferro o rimedi aspri se 156 126| dello animo, pure dimostra el suo naturale buono, col 157 126| legazioni e pesi grandi. El suo parlare non fu copioso 158 126| fortuna, perché con tutto el patrimonio fussi piccolo, 159 127| autorità e balìa, e quanta ha el popolo di Firenze, a diciassette 160 127| adirò qualche volta seco, ma el più delle volte lo sopportò, 161 127| tempo doppo Lorenzo e' fussi el primo uomo della città. 162 127| principi, ed infra gli altri el duca Galeazzo nel 76 che 163 128| messer Luigi Guicciardini, el quale acquistò sendo a Pisa 164 128| ragione canonica; e perché el padre gli aveva già fatti 165 128| benefici e degnità, ed aveva el modo a fargliene avere degli 166 128| quattrocento ducati; ed el canonicato aveva avuto dalla 167 131| parendogli fussi tempo a colorire el disegno suo, doppo molte 168 131| in ultimo sendo vacato el vescovado di Cortona, lasciatosi 169 131| tutti e' sua parenti, ed el parere di quegli che gli 170 131| quale cosa gli costò tra el pagamento ne fece al papa 171 131| trecento. E però lui doppo el fatto considerando che pazzia 172 131| venne a Firenze, ed essendo el male suo convertito in quartana, 173 131| nel quale voleva lasciare el suo mobile a' parenti più 174 132| Firenze a poltroneggiare, che el pensare a mangiare è una 175 132| drento uno quattrino: solo el vescovado acquistò da sé 176 135| pienissima quanto tutto el popolo, tra' quali era Iacopo; 177 135| publicazione e potere portare el capello sino a certo tempo, 178 135| nondimeno che morendo interim el papa si intendessi publicato 179 135| sopravenendo di poi nuove che el papa di chi a ogni ora si 180 135| stato poco più che mezzo el tempo, morì Lorenzo, in 181 136| l'anno seguente, che fu el settembre 1492, a Firenze, 182 136| anno, ed avendo trovato el signore Lodovico male disposto, 183 136| a placare ed assicurare el signor Lodovico; ma tutto


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