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| Francesco Guicciardini Scritti minori IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1 1, 1| eccetto che nello anno 1478, nel quale e' Pazzi, famiglia
2 1, 1| de' Medici morì lo anno 1492 a' dì... di aprile essendo
3 | 21
4 | 43
5 3, 3| e più forte vinculo che abbino li uomini, e però dissono
6 3, 3| ed è necessario dire che abondi la timidità. Questa ragione
7 1, 7| età lo provide di entrate abundante. Quanto fu mirabile nella
8 1, 3| gloria, perché nella città accrebbe sempre con concordia ed
9 1, 3| si augumentò, perché si acquistorno per forza, di mano de' genovesi,
10 1, 3| importanzia al dominio fiorentino; acquistossi Fivizzano ed una grande
11 3, 1| lungamente ventilata con vive ed acute ragione nelle scuole delli
12 1, 9| altri con quella umanità, affabilità e sanza fasto alcuno, come
13 2, 1| medicina che lo offendessi. Aggiugnesi, il che non debbe essere
14 | ai
15 1, 2| confederati, ed all'ultimo aiutandoli e' confederati freddamente,
16 3, 5| poterla mai in tempo alcuno aiutare; né come possa lodarsi questo
17 1, 2| varia, sendo e' fiorentini aiutati dallo stato di Milano e
18 1, 4| nondimeno li più pronti e vivi aiuti furono e' nostri. Seguì
19 1, 2| guerra tanto pericolosa. Aiutò Dio la sua buona intenzione,
20 1, 8| contemplazione di chi, edificò allato alle mura uno bellissimo
21 1, 7| miraculo della età nostra, allettato da tanta virtù di Lorenzo,
22 | allo
23 | almeno
24 2, 1| volessi ne' tempi futuri fare alterazione nella città, di procedere
25 3, 4| delli stati andarsi tuttodì alternando, e dove è oggi la vittoria
26 3, 2| mosso da odio della servitù, amando quella per giudicarla cosa
27 1, 10| uomo tanto eccellente e che amava sì ardentemente la patria,
28 3, 5| come possa lodarsi questo amazzare, procedendo da poco animo
29 1, 1| Sisto e del re Ferrando, amazzarono Giuliano suo fratello, e
30 3, 6| generosi si sono spontaneamente amazzati, non solo per fare qualche
31 3, 6| per beneficio di altri, si amazzò in Utica. Seguitollo Marco
32 1, 10| dessi per virtù, non per ambitione e corruttele, che vivendo
33 1, 4| a Lorenzo che attesa la ambizione de' pontefici, tanta grandezza
34 1, 6| ebbe alcuni di loro tra li amici intimi, e fu operatore che
35 1, 2| proposito lo essere suo amico che inimico, o non potendo
36 3 | III. Se lo ammazzarsi da sé medesimo per non perdere
37 2, 3| omo certo santissimo ed ammirabile, e che, essendosi mosso
38 3, 9| tanto più è da laudare ed ammirare la constanzia e grandezza
39 1, 8| venissino a Firenze, tra' quali amò singularmente messer Mariano
40 | anche
41 3, 4| umane e massime delli stati andarsi tuttodì alternando, e dove
42 1, 2| tanto periculo, e per questo andò personalmente a Napoli a
43 1, 7| republica, e sopra tutti Angelo Poliziano, quale sendo poverissimo
44 1, 9| donarli una giraffa ed altri animali di quelle regioni.~
45 3, 5| da commendare quello che animosamente sopportando ogni difficultà
46 3, 3| primo articulo dello uomo animoso è di non si fare una cosa
47 3, 5| libertà ed al suo stato antico, che togliendosi la vita;
48 | anzi
49 1, 10| si vedeva tale indole ed apparivano tali segni di probità e
50 1, 10| perché pochi giorni innanzi apparsono in cielo molti fuochi, sentissi
51 3, 7| uomini, e' quali a una voce appetiscono el vivere, che e' non pare
52 3, 1| lucidamente da Cicerone e Cesare; approvata ancora colla autorità di
53 1, 1| lo anno 1492 a' dì... di aprile essendo di età di anni 43
54 1, 8| scultura, della pittura, della architettura, dando guadagno ed emolumento
55 1, 1| messer Francesco Salviati arcivescovo di Pisa, fatta una coniurazione
56 1, 10| eccellente e che amava sì ardentemente la patria, fussi morto sì
57 3, 2| di animo, perché non si ardisce a potere sofferire e' mali
58 1, 7| grandissima gloria fu uno amore ed ardore immenso che gli ebbe alle
59 1, 10| fuochi, sentissi urli per la aria, e la testudine di Santa
60 1, 2| riuscire loro con fraude ed arti occulte, mandorono uno potente
61 3, 3| di animo, perché el primo articulo dello uomo animoso è di
62 2, 2| vedere quanto sia dura ed aspra la separazione; e nondimeno
63 2, 4| legge e la forza; né debbe assicurarsi per averlo conosciuto ne'
64 3, 1| ingegno e da uno che fussi assuefatto nelle scuole della filosofia,
65 3, 7| la quale, essendo loro assueti a vivere liberi e con onore,
66 2, 2| perdere. Denominansi tutti li atti delli uomini o buoni o mali
67 3, 9| mancassi loro lo animo; anzi attribuire a una somma generosità lo
68 1, 3| imperio publico ma ancora si augumentò, perché si acquistorno per
69 1, 2| Sendo di poi puniti li autori, ne seguitò una guerra gravissima,
70 1, 3| e' portava alla patria, ave[ndo], perché quella stessi
71 | avea
72 | averlo
73 | averne
74 | avesse
75 1, 2| guerra per inimicizia che avessino con la republica, ma per
76 | avevano
77 | avuto
78 1, 9| che el grande soldano di Babillonia mandò insino a Firenze uomini
79 1, 4| la protezione di alcuni baroni che si erano ribellati dal
80 1, 7| dice del cavallo troiano, Bartolommeo Scala esaltato da lui e
81 3, 9| libertà, sendo già scoperta la bassezza dello animo loro di potere
82 2, 3| naturali, el quale quando non basta a condurre una cosa al fine
83 3, 1| non per utilità di altri, basterà che io ne parli grossamente
84 1, 8| bellissimo monasterio; fece una bellissima libreria empiendola di quanti
85 1, 8| edificò allato alle mura uno bellissimo monasterio; fece una bellissima
86 3, 1| arebbe sanza controversia bisogno di essere discussa da più
87 1, 1| quale fu uomo claro per bontà di natura e per essere clementissimo.
88 1, 10| modo che la morte sua fu calamitosa a tutti, perché è opinione
89 1, 2| esercito sotto el duca di Calavria e duca di Urbino contro
90 3, 6| giornata contro a' tiranni ne' campi Filippici, ed essendo rotto (
91 1, 8| ordinare una capella di cantori che forse non la aveva tale
92 1, 8| in Firenze ordinare una capella di cantori che forse non
93 1, 10| secondogenito messer Giovanni cardinale, nel quale, benché allora
94 1, 7| da' teneri anni educato in casa sua e sumministratoli danari,
95 2, 1| communemente tutti li esempli cattivi sono nati ed hanno preso
96 1, 7| molti dotti come si dice del cavallo troiano, Bartolommeo Scala
97 2, 2| essere violate una volta per cavare di questa violenzia la sua
98 1, 10| vivendo lui, che era come uno censore delli altri potentati, non
99 | certamente
100 3, 6| prudenzia e gravità che era chiamato ornamento della gioventù
101 1, 6| favorire supremamente le chiese ed opere pie.~
102 3, 1| altri molto lucidamente da Cicerone e Cesare; approvata ancora
103 1, 10| sanza causa parse che e' cieli mostrassino molti prodigi
104 1, 10| giorni innanzi apparsono in cielo molti fuochi, sentissi urli
105 | circa
106 2, 3| introdurre colle persuasioni e co' modi civili ed usitati
107 1, 9| In coeteris el vivere suo fu civile
108 3, 6| el popolo romano per la collegazione di Marco Antonio ed Ottavio
109 1, 7| fu sanza dubio el primo collegio di Italia.~
110 2, 1| alle arme ed alla forza con colore di volere fare bene, e giustificarsene
111 3, 9| ignominia lo ubidire sanza loro colpa alla necessità della fortuna;
112 1, 10| sono inclusi in Firenze combatterono tra loro medesimi. La città,
113 2, 1| buono vivere e le legge comincia a guastarle. Non può essere
114 1, 10| poco doppo la morte sua cominciò a perturbarsi e venire in
115 1, 2| confederati freddamente, cominciorono le cose loro a declinare;
116 3, 5| effetto pare molto più da commendare quello che animosamente
117 1, 8| Constantino Lascari con commessione comperassi tutti e' libri
118 1, 7| sumministratoli danari, libri ed ogni commodità alle lettere; e di poi crescendo
119 2, 1| collo esemplo passato; come communemente tutti li esempli cattivi
120 3, 3| che uno minore; e puossi comparare a uno che vuole più tosto
121 1, 8| Lascari con commessione comperassi tutti e' libri notabili
122 1, 3| parte di Lunigiana, parte comperata, parte lasciata da alcuni
123 1, 5| Lodovico, lui era mediatore e compositore, e la fede che ciascuno
124 3, 3| timidità. Questa ragione conchiude non solo che sia sanza animo
125 3, 2| sullo odio della servitù; conciosiaché lo amore e l'odio sieno
126 1, 2| innanzi partissi da Napoli concluse la pace, e contrasse con
127 1, 1| Piero, e' cittadini tutti concordi perpetuorono a Lorenzo suo
128 1, 4| alla quale benché ancora concorressino el re Ferrando e lo stato
129 2, 2| che non si riparando la conduca in una ruina certa, né si
130 2, 3| alli estraordinari, e le conduce a perfezione con miracoli
131 3, 3| Questo medesimo si conferma vivamente, perché non è
132 3, 4| Confermasi questa opinione medesima
133 3, 2| consequentemente bisogna confessare che e' vi sia la paura della
134 2, 2| legata con più vinculi che la congiunzione della anima col corpo, il
135 3, 6| servissi, si fece capo della coniura contro a lui; e di poi essendo
136 1, 1| arcivescovo di Pisa, fatta una coniurazione con occulto favore di papa
137 1, 3| si terminò bene, e vi si conobbe drento la sua prudenzia,
138 2, 3| perdizione della sua patria e conoscendo quale sia el riparo, debbe
139 2, 3| questa via se non la avessi conosciuta lecita o permessa.~
140 2, 2| se le potessino parlare consentirebbono in questo caso di essere
141 3, 2| quello che l'uomo odia, e consequentemente bisogna confessare che e'
142 2, 3| legge ed alla libertà per conservarle lungamente. E che questa
143 3, 8| la patria in libertà. Ma considerando che e' non era in potestà
144 2, 2| Da altro canto si può considerare, (presupponendo che lo stato
145 1, 5| sua, e la paura che per consiglio suo la città nostra non
146 1, 10| in tanto lutto una sola consolazione, e questa è della speranza
147 2, 2| darli remedio se non col constrignerli), che gli è pure meglio
148 1, 7| Marsilio Ficino! Ioanni Pico conte della Mirandula, miraculo
149 1, 8| predicatori di Italia, a contemplazione di chi, edificò allato alle
150 3, 7| tanto terribile e tanto contraria al desiderio naturale di
151 1, 2| Napoli concluse la pace, e contrasse con quel re una amicizia
152 2, 2| legge quello che per non contravenire loro le lasci rovinare,
153 3, 1| oscura. La quale arebbe sanza controversia bisogno di essere discussa
154 1, 5| tutto governare a lui. Nelle controversie che nascevano tra el re
155 1, 10| vivendo lui insino alla età conveniente avessi sanza alcuno dubio
156 1, 9| suntuoso, e così in tutta la conversazione sua viveva colli altri con
157 1, 9| di virtù, li faceva con conviti e con doni onore supremo,
158 3, 2| lo amore e l'odio sieno correlativi, né possino essere l'uno
159 1, 2| per causa di lui solo non corressi tanto periculo, e per questo
160 1, 1| età di anni 43 vel circa. Cosimo avolo suo, uomo di singulare
161 | Costoro
162 | Costui
163 1, 4| furono e' nostri. Seguì la creazione di papa Innocenzio, el quale
164 3, 2| sofferire e' mali che e' crede essere nella servitù. Né
165 1, 7| commodità alle lettere; e di poi crescendo la età lo provide di entrate
166 1, 9| cosa mirabile; e molti re cristiani tennono in particulare amicizia
167 1, 9| grande con lui; né solo in Cristianità, ma eziandio alli infedeli
168 1, 8| aveva tale alcuno principe cristiano. Finalmente fu di ingegno
169 1, 7| uomini dottissimi; massime Cristoforo Landino, del quale sendo
170 3, 8| in potestà loro, tanto di cruciati o tormenti che per questo
171 | cum
172 3, 7| perché mancassi loro el cuore a soportarli; ma che più
173 3, 3| naturalmente è appetito dalli omini lo essere. E però
174 | dallo
175 1, 7| casa sua e sumministratoli danari, libri ed ogni commodità
176 1, 8| pittura, della architettura, dando guadagno ed emolumento a
177 3, 3| qualche scrittore santo che e' dannati nello inferno, dove non
178 3, 5| faccendo nocumento a sé con danno di altri; ed in effetto
179 1, 4| grandezza della Chiesa sarebbe dannosa alli altri, e però confortò
180 3, 5| stato desiderato, è ancora dannoso ad altri; e massime quando
181 3, 1| forza da sé medesimo, né dare termino alla sua vita fuora
182 2, 1| uno esemplo pessimo; e si darebbe occasione a chi volessi
183 2, 2| divisione de' cittadini darli remedio se non col constrignerli),
184 3, 6| patria, come feciono e' Decii, del quale caso non occorre
185 1, 2| cominciorono le cose loro a declinare; e perché el papa e re usavano
186 1, 5| suo la città nostra non declinassi a una delle parte, operava
187 1, 4| però confortò la città a defendere quello stato, ed eccitò
188 3, 3| e chi incorre in questo defetto manca di animo, ed è necessario
189 | degli
190 1, 2| Sisto ed el re Ferrando, deliberando tentare apertamente e colle
191 2, 1| essere la città libera e deliberare liberamente, presuppone
192 1, 5| nelle cose di Italia non si deliberava cosa alcuna grave sanza
193 1, 7| le lettere greche, prima Demetrio, di poi Constantino Lascari,
194 2, 2| violata, la lascia perdere. Denominansi tutti li atti delli uomini
195 3, 7| a vivere gloriosamente e dependendo da sé solo, debbe con ogni
196 3, 7| La vita in sé è da essere desiderata, e da fuggire quanto si
197 3, 5| occasione di tornare allo stato desiderato, è ancora dannoso ad altri;
198 3, 7| terribile e tanto contraria al desiderio naturale di tutti li uomini,
199 3, 4| simile ragione è spezie di desperazione, la quale viene da mancamento
200 3, 7| tanto eccelsi e generosi si dessino la morte per paura de' mali
201 3, 1| sanza difficultà, attesa la determinazione della legge cristiana che
202 2, 1| liberamente, presuppone che la determini da sé medesima a posta sua
203 1, 1| Medici morì lo anno 1492 a' dì... di aprile essendo di
204 | dice
205 2, 3| Dicono questi sacri scrittori che
206 1, 4| confortò la città a pigliare la difesa di quello duca, alla quale
207 1, 8| guardare a spesa alcuna. Dilettossi oltre a questo assai della
208 1, 8| Usava ogni diligenzia che tutti e' religiosi eccellenti
209 2, 2| anima col corpo, il che si dimostra per vedere quanto sia dura
210 1, 5| Queste opere e processi sua dimostrono apertamente quale fussi
211 1, 10| perturbarsi e venire in discordia, donde seguì la entrata
212 1, 5| si procedeva a maggiore discordie, in modo che lui era come
213 3, 1| libro; ma faccendosi questo discorso da me per esercizio proprio
214 3, 1| controversia bisogno di essere discussa da più sottile ingegno e
215 3, 1| Con tutto che questa disputa sia oggi sanza difficultà,
216 2, 1| difficultà e poche ragione da disputarla, perché nessuna cosa è più
217 3, 3| essere al non essere; e però disse qualche scrittore santo
218 3, 3| equiparare alla morte, la quale dissolve la anima dal corpo, che
219 3, 3| abbino li uomini, e però dissono e' filosofi che la morte
220 1, 10| potentati, non seguiva tanta disunione; in forma che non sanza
221 1, 4| alcuno de' potentati non diventassi sì grande che fussi pericoloso
222 1, 4| Ferrara, parendoli che e' diventassino molto potenti, confortò
223 3, 6| occorre parlare perché è diverso dal tema proposto, ma ancora
224 2, 2| corruttele della città o divisione de' cittadini darli remedio
225 2, 4| con unguenti e medicine dolci, vengono al ferro ed al
226 1, 10| che di uno padre publico, dolendosi ognuno che uno uomo tanto
227 3, 4| vittoria e lo imperio, essere domani la perdita e la servitù,
228 1, 4| appetito loro immodico del dominare, lui per resisterli sempre
229 1, 3| di grande importanzia al dominio fiorentino; acquistossi
230 1, 9| uomini sua a visitarlo ed a donarli una giraffa ed altri animali
231 1, 10| perturbarsi e venire in discordia, donde seguì la entrata de' franzesi
232 1, 9| faceva con conviti e con doni onore supremo, come quello
233 1, 7| e vi furono molti uomini dottissimi; massime Cristoforo Landino,
234 1, 2| Durò questa guerra più di dua anni e con fortuna varia,
235 3, 1| fatto questa quistione più dubia e più oscura. La quale arebbe
236 1, 4| Lodovico governatore del ducato di Milano, quale procedeva
237 | due
238 2, 2| dimostra per vedere quanto sia dura ed aspra la separazione;
239 1, 9| appetito di gloria e di eccellenzia era equale a ogni principe.
240 3, 7| da dire che uomini tanto eccelsi e generosi si dessino la
241 | eccetto
242 2, 2| sogliono in ogni proibizione eccettuare e' casi della necessità.
243 1, 4| defendere quello stato, ed eccitò al medesimo el signore Lodovico
244 1, 8| a contemplazione di chi, edificò allato alle mura uno bellissimo
245 1, 7| poverissimo fu da' teneri anni educato in casa sua e sumministratoli
246 3, 3| maggiore che e' non è, ed eleggendo di volere più tosto uno
247 1, 7| esaltato da lui e quale fece eleggere con onorato stipendio per
248 3, 4| temporale, sanza dubio più tosto eleggerebbe la servitù, aspettando che
249 1, 6| dimostrazione di religione, con elemosine assai e con favorire supremamente
250 1, 10| sanza alcuno dubio a essere eletto.~ ~~ ~
251 1 | I. Elogio di Lorenzo De’ Medici.~ ~
252 1, 8| architettura, dando guadagno ed emolumento a tutti li omini eccellenti
253 1, 8| una bellissima libreria empiendola di quanti libri rari e preziosi
254 1, 10| discordia, donde seguì la entrata de' franzesi in Italia e
255 1, 7| crescendo la età lo provide di entrate abundante. Quanto fu mirabile
256 1, 9| gloria e di eccellenzia era equale a ogni principe. Con queste
257 3, 3| tutti, che nessuno male è da equiparare alla morte, la quale dissolve
258 1, 3| provincia, che morirono sanza eredi.~
259 3, 6| Marco Bruto suo nipote, uomo eruditissimo nelli studi di filosofia,
260 1, 6| fu operatore che fussino esaltati alle prime degnità della
261 1, 7| troiano, Bartolommeo Scala esaltato da lui e quale fece eleggere
262 3, 1| da Dio; nondimeno volendo esaminarla colle ragione naturale e
263 2, 1| come communemente tutti li esempli cattivi sono nati ed hanno
264 3, 6| speranza di rifare nuovi eserciti, o almeno salvarsi in molte
265 1, 2| occulte, mandorono uno potente esercito sotto el duca di Calavria
266 3, 1| questo discorso da me per esercizio proprio e non per utilità
267 1, 6| cittadini nobili di mandarlo in esilio; a' quali tutti lui tornato
268 1, 10| inferiore al padre, ed una espettazione ferma di tutti che avessi
269 | essendosi
270 | esservi
271 1, 9| eziandio apresso le nazione esterne, che fu cosa mirabile; e
272 2, 3| modi ordinari, viene alli estraordinari, e le conduce a perfezione
273 2, 2| meglio provedere con modo estraordinario alla salute publica che
274 3, 5| grande male sia la morte, e faccendo nocumento a sé con danno
275 3, 1| non lessi mai libro; ma faccendosi questo discorso da me per
276 3, 2| de' casi proposti, non lo facci per fuggire qualcosa, la
277 | faceva
278 | facevano
279 2, 1| Questa quistione pare prima facie che abbi poca difficultà
280 3, 8| altri simili, ingegno e facultà di sapere vivere in servitù,
281 2, 4| patria, perché li omini sono fallacissimi, ed anche el potere fa molte
282 1, 9| arte e virtù fu di tanta fama e riputazione non solo in
283 1, 1| 1478, nel quale e' Pazzi, famiglia potente nella città e nobile,
284 1, 9| umanità, affabilità e sanza fasto alcuno, come se fussi stato
285 1, 7| perdonando a spesa né a fatica o incommodità alcuna, si
286 | fatta
287 | fatte
288 1, 1| coniurazione con occulto favore di papa Sisto e del re Ferrando,
289 1, 6| con elemosine assai e con favorire supremamente le chiese ed
290 3, 3| che vuole più tosto due ferite che una, il che chi facessi
291 1, 1| Giuliano suo fratello, e lui ferito con grandissimo periculo
292 1, 10| padre, ed una espettazione ferma di tutti che avessi a essere
293 3, 4| sogliono mai stare lungamente ferme: veggiamo le cose umane
294 1, 4| feciono la impresa di pigliare Ferrara, parendoli che e' diventassino
295 2, 4| medicine dolci, vengono al ferro ed al fuoco; ma bene concludo
296 1, 7| dottrina platonica Marsilio Ficino! Ioanni Pico conte della
297 1, 10| speranza che si aveva de' figlioli, massime del secondogenito
298 3, 6| contro a' tiranni ne' campi Filippici, ed essendo rotto (con tutto
299 | Finalmente
300 3, 4| avessi in processo di tempo a finire, che la morte la quale sa
301 1, 3| grande importanzia al dominio fiorentino; acquistossi Fivizzano ed
302 1, 1| perché a' tempi sua la fiorì di tutte quelle prosperità
303 1, 7| spezie di dottrina ed arte. Fiorironvi a' tempi sua li studi di
304 1, 3| fiorentino; acquistossi Fivizzano ed una grande parte di Lunigiana,
305 3, 2| libertà ha di necessità fondamento in sullo odio della servitù;
306 2, 1| lo intendersi che la sia forzata e violentata, perché li
307 1, 1| città e nobile, e messer Francesco Salviati arcivescovo di
308 1, 10| donde seguì la entrata de' franzesi in Italia e la ruina universale;
309 1, 1| amazzarono Giuliano suo fratello, e lui ferito con grandissimo
310 1, 2| potuto riuscire loro con fraude ed arti occulte, mandorono
311 3, 7| che sono in quello che lui fugge, ma per non volere maculare
312 1, 10| testudine di Santa Liberata fu fulminata; e' lioni che sono inclusi
313 1, 10| apparsono in cielo molti fuochi, sentissi urli per la aria,
314 2, 4| vengono al ferro ed al fuoco; ma bene concludo ancora
315 2, 1| a chi volessi ne' tempi futuri fare alterazione nella città,
316 1, 3| acquistorno per forza, di mano de' genovesi, Petrasanta e Serezzana,
317 1, 8| singularmente messer Mariano da Ghinazzano, uno de' primi predicatori
318 3, 6| ricaduto in servitù, venne a giornata contro a' tiranni ne' campi
319 1, 10| morte sua, perché pochi giorni innanzi apparsono in cielo
320 3, 8| vivendo vedrebbono forse uno giorno tornare la patria in libertà.
321 1, 10| la patria, fussi morto sì giovane. Rimase in tanto lutto una
322 1, 7| nobilità ed ogni spezie di giovani si dette alli studi. Fece
323 1, 10| del secondogenito messer Giovanni cardinale, nel quale, benché
324 3, 5| quale potrebbe molto più giovare vivendo ed aspettando qualche
325 2, 1| libertà. Male adunche si può giovarli colla forza, poi che si
326 3, 6| chiamato ornamento della gioventù romana. Costui, con tutto
327 1, 9| visitarlo ed a donarli una giraffa ed altri animali di quelle
328 1, 1| re Ferrando, amazzarono Giuliano suo fratello, e lui ferito
329 2, 1| colore di volere fare bene, e giustificarsene collo esemplo passato; come
330 3, 7| ignominia; e chi è uso a vivere gloriosamente e dependendo da sé solo,
331 3, 5| di potere a qualche tempo godere la libertà.~
332 2, 1| poca considerazione in chi governa le republiche, che quando
333 1, 5| Innocenzio si lasciava in tutto governare a lui. Nelle controversie
334 1, 4| medesimo el signore Lodovico governatore del ducato di Milano, quale
335 1, 1| ebbe tanta autorità nel governo della republica fiorentina,
336 1, 1| grandissima indole; dove lui si governò sempre con tanta prudenzia
337 3, 6| tempi molti uomini tenuti grandi e generosi si sono spontaneamente
338 1, 7| tutte le scienzie, dove con grandissimi salari invitò tutti li uomini
339 1, 5| si deliberava cosa alcuna grave sanza sua voluntà. Papa
340 1, 3| partito tale liberato da gravi periculi, e lo amore che
341 1, 2| autori, ne seguitò una guerra gravissima, perché Sisto ed el re Ferrando,
342 1, 4| quello re si ridusse in gravissimo periculo. Parve a Lorenzo
343 3, 6| e di tanta prudenzia e gravità che era chiamato ornamento
344 1, 7| interpretare le lettere greche, prima Demetrio, di poi
345 1, 8| Italia fussino molti libri greci, mandò in Grecia Constantino
346 1, 8| molti libri greci, mandò in Grecia Constantino Lascari con
347 3, 1| basterà che io ne parli grossamente e solo con quelle ragioni
348 1, 8| della architettura, dando guadagno ed emolumento a tutti li
349 1, 8| notabili poteva avere sanza guardare a spesa alcuna. Dilettossi
350 2, 2| certo non si può dire che guardi le legge quello che per
351 2, 1| vivere e le legge comincia a guastarle. Non può essere ancora cosa
352 3, 2| sanza senso, che sentire e gustare quel male che si presuppone
353 | I
354 | II
355 | III
356 2, 4| vera, e che e' sieno da imitare e' buoni medici che, quando
357 1, 1| sanza lacrime della sua immatura morte, perché a' tempi sua
358 1, 7| gloria fu uno amore ed ardore immenso che gli ebbe alle lettere
359 1, 4| conosciuto lo appetito loro immodico del dominare, lui per resisterli
360 1, 3| Serezzana, terre di grande importanzia al dominio fiorentino; acquistossi
361 1, 4| e' viniziani feciono la impresa di pigliare Ferrara, parendoli
362 3, 6| patria, seguire speranze incerte.~
363 3, 7| a ragione a umiliarsi ed inclinarsi a altri. Né debbe nascere
364 1, 10| fulminata; e' lioni che sono inclusi in Firenze combatterono
365 3, 2| servitù sia male e teme delli incommodi di quella, e con tanta poca
366 1, 7| perdonando a spesa né a fatica o incommodità alcuna, si ingegnò con premi
367 3, 3| terribile che la sia, e chi incorre in questo defetto manca
368 3, 2| amore della libertà che lo induca a fare, perché questo amore
369 1, 9| voleva collo esemplo suo indurre li altri cittadini in uno
370 3, 8| vivere in servitù, non arte o industria di sapersi umiliare ai tiranni;
371 3, 8| prevenire, né erano tanto inesperti delle cose umane, massime
372 2, 1| alcuna di più vituperio ed infamia a una città libera che lo
373 3, 6| moltitudine, le repulse ed altre infamie civili, e prese per utilità
374 1, 9| Cristianità, ma eziandio alli infedeli si sparse la gloria sua,
375 1, 3| Questa fu quanta infelicità ebbe Lorenzo, la quale nondimeno
376 1, 10| che e' non avessi a essere inferiore al padre, ed una espettazione
377 2, 1| medico che volessi sanare uno infermo e li dessi una medicina
378 3, 3| santo che e' dannati nello inferno, dove non è speranza alcuna
379 1, 2| non facevano la guerra per inimicizia che avessino con la republica,
380 3, 6| utilità della città molte inimicizie, per non vivere nella patria
381 1, 2| lo essere suo amico che inimico, o non potendo persuaderli
382 3, 8| servire e stare sudditi, per iniquità della fortuna, a chi secondo
383 1, 7| alli studi. Fece in Pisa instituire uno Studio publico di tutte
384 2, 1| una città libera che lo intendersi che la sia forzata e violentata,
385 1, 2| Aiutò Dio la sua buona intenzione, in maniera che innanzi
386 1, 7| Stettonvi molti anni a interpretare le lettere greche, prima
387 1, 6| alcuni di loro tra li amici intimi, e fu operatore che fussino
388 2, 3| cosa pensare se e' lo possi introdurre colle persuasioni e co'
389 2, 1| beneficio alla città, che si introdurrebbe uno esemplo pessimo; e si
390 1, 7| dove con grandissimi salari invitò tutti li uomini dotti di
391 1, 7| platonica Marsilio Ficino! Ioanni Pico conte della Mirandula,
392 2, 2| salute publica che lasciarla ire in perdizione. Le legge
393 1, 7| Constantino Lascari, uomini a iudicio di tutti singolarissimi;
394 1, 1| si è mai ricordata sanza lacrime della sua immatura morte,
395 1, 7| dottissimi; massime Cristoforo Landino, del quale sendo publico
396 2, 2| non contravenire loro le lasci rovinare, né si può dire
397 2, 2| perché la non sia violata, la lascia perdere. Denominansi tutti
398 2, 3| debbe più tosto usarla che lasciare perdere el tutto, e fare
399 2, 2| alla salute publica che lasciarla ire in perdizione. Le legge
400 1, 3| parte comperata, parte lasciata da alcuni de' signori di
401 2, 3| fine destinato, allora, lasciati e' modi ordinari, viene
402 1, 5| voluntà. Papa Innocenzio si lasciava in tutto governare a lui.
403 3 | animo o da viltà, e se è laudabile o no.~ ~
404 1, 6| sua in tutte le altre cose laudabili. Fu di natura clementissimo:
405 3, 9| terribile, tanto più è da laudare ed ammirare la constanzia
406 2 | II. Se sia lecito condurre el populo alle
407 1, 4| fiorentina vivessino in unione e lega particulare, di che seguì
408 2, 2| della natura è più forte e legata con più vinculi che la congiunzione
409 1, 7| uomo eccellente che non vi leggessi, e fu sanza dubio el primo
410 2, 1| forza. Non sono tutte le leggi fatte ad altro effetto che
411 | lei
412 3, 1| filosofia, della quale io non lessi mai libro; ma faccendosi
413 2, 2| quella che si fa a fine di levare la forza. Nessuna legge
414 1, 9| supremo, come quello che di liberalità e di appetito di gloria
415 2, 1| città libera e deliberare liberamente, presuppone che la determini
416 1, 2| potendo persuaderli questo, liberare col suo sangue proprio la
417 1, 10| e la testudine di Santa Liberata fu fulminata; e' lioni che
418 1, 3| sendosi con uno partito tale liberato da gravi periculi, e lo
419 3, 7| essendo loro assueti a vivere liberi e con onore, li movessi
420 1, 8| monasterio; fece una bellissima libreria empiendola di quanti libri
421 3, 1| della quale io non lessi mai libro; ma faccendosi questo discorso
422 2, 3| alla ragione, lo esemplo di Licurgo, el quale non con altro
423 1, 10| Liberata fu fulminata; e' lioni che sono inclusi in Firenze
424 3, 5| alcuno aiutare; né come possa lodarsi questo amazzare, procedendo
425 3, 1| dotti, e tra li altri molto lucidamente da Cicerone e Cesare; approvata
426 3, 7| vita breve con onore, alla lunga con ignominia; e chi è uso
427 1, 3| Fivizzano ed una grande parte di Lunigiana, parte comperata, parte
428 1, 10| giovane. Rimase in tanto lutto una sola consolazione, e
429 3, 7| fugge, ma per non volere maculare la gloria e generosità con
430 3, 9| la gloria loro non fussi maculata, la quale non tornava colla
431 3, 3| incorre in questo defetto manca di animo, ed è necessario
432 3, 7| volere vivere in servitù e mancare di quella gloria e libertà
433 3, 8| Non mancava a Catone, Bruto e molti
434 3, 9| questo, forse disputare se e' mancò loro giudicio a stimare
435 1, 6| alcuni cittadini nobili di mandarlo in esilio; a' quali tutti
436 1, 2| fraude ed arti occulte, mandorono uno potente esercito sotto
437 1, 2| sua buona intenzione, in maniera che innanzi partissi da
438 3, 8| perché stimorono più el mantenersi per sempre la gloria e lo
439 1, 8| amò singularmente messer Mariano da Ghinazzano, uno de' primi
440 1, 7| nella dottrina platonica Marsilio Ficino! Ioanni Pico conte
441 | me
442 | medesime
443 1, 5| signore Lodovico, lui era mediatore e compositore, e la fede
444 2, 1| uno infermo e li dessi una medicina che lo offendessi. Aggiugnesi,
445 2, 4| la piaga con unguenti e medicine dolci, vengono al ferro
446 2, 1| lo onore: ed è come uno medico che volessi sanare uno infermo
447 2, 2| constrignerli), che gli è pure meglio provedere con modo estraordinario
448 2, 3| principio a quelle legge memorabile che colla forza e colle
449 1, 3| perché quella stessi in pace, messa la vita propria in mano
450 2, 1| princìpi buoni. Chi adunche mette mano alla forza perverte
451 3, 9| non si può al parere mio mettere in dubio se e' mancassi
452 3, 1| amazzandosi, altri reservandosi a migliori tempi, hanno fatto questa
453 [Titolo] | SCRITTI MINORI~ ~
454 2, 3| conduce a perfezione con miracoli e con termini sopranaturali.
455 1, 7| Pico conte della Mirandula, miraculo della età nostra, allettato
456 1, 7| Ioanni Pico conte della Mirandula, miraculo della età nostra,
457 3, 2| quella, e con tanta poca misura che el timore lo strigne
458 3, 10| tale generosità era bene moderata o no.~
459 3, 6| stimato poco el giudicio della moltitudine, le repulse ed altre infamie
460 1, 8| alle mura uno bellissimo monasterio; fece una bellissima libreria
461 3, 7| di necessità ciascuno a morire, è da essere preposta la
462 1, 3| di quella provincia, che morirono sanza eredi.~
463 2, 3| questa opinione sia vera, lo mostra oltre alla ragione, lo esemplo
464 1, 10| causa parse che e' cieli mostrassino molti prodigi della morte
465 3, 7| vivere liberi e con onore, li movessi sì veementemente che si
466 3, 7| soportarli; ma che più tosto si movessino da una certa grandezza e
467 1, 8| chi, edificò allato alle mura uno bellissimo monasterio;
468 1, 8| queste arte; così della musica, e fece in Firenze ordinare
469 3, 8| età loro tante e sì spesse mutazione nella republica sua, che
470 3, 3| perpetuo di redenzione, non muterebbono la condizione loro al non
471 3, 4| ragionevole, bisogna che nasca da essere troppo timido
472 3, 7| inclinarsi a altri. Né debbe nascere questo appetito per paura
473 1, 5| Nelle controversie che nascevano tra el re Ferrando e signore
474 2, 3| secondo lo ordine delle cose naturali, el quale quando non basta
475 1, 9| Italia ma eziandio apresso le nazione esterne, che fu cosa mirabile;
476 1, 3| portava alla patria, ave[ndo], perché quella stessi in
477 2, 3| quando non servono ed è necessaria la forza, debbe più tosto
478 3, 2| quella. Di questo séguita necessariamente che chi si amazza per fuggire
479 3, 6| Seguitollo Marco Bruto suo nipote, uomo eruditissimo nelli
480 1, 1| famiglia potente nella città e nobile, e messer Francesco Salviati
481 1, 6| Firenze alcuni cittadini nobili di mandarlo in esilio; a'
482 3, 5| sia la morte, e faccendo nocumento a sé con danno di altri;
483 | nonostante
484 1, 8| comperassi tutti e' libri notabili poteva avere sanza guardare
485 3, 6| qualche speranza di rifare nuovi eserciti, o almeno salvarsi
486 3, 7| nella quale erano nati e nutriti. La vita in sé è da essere
487 3, 6| Decii, del quale caso non occorre parlare perché è diverso
488 1, 2| loro con fraude ed arti occulte, mandorono uno potente esercito
489 1, 1| fatta una coniurazione con occulto favore di papa Sisto e del
490 3, 2| paura di quello che l'uomo odia, e consequentemente bisogna
491 2, 1| dessi una medicina che lo offendessi. Aggiugnesi, il che non
492 1, 2| parse a Lorenzo che fussi oficio di buono cittadino provedere
493 | ognuno
494 2, 3| colla forza e colle arme; omo certo santissimo ed ammirabile,
495 1, 7| quale fece eleggere con onorato stipendio per primo secretario
496 1, 6| tra li amici intimi, e fu operatore che fussino esaltati alle
497 1, 5| declinassi a una delle parte, operava che, benché tra loro fussi
498 1, 8| musica, e fece in Firenze ordinare una capella di cantori che
499 2, 3| allora, lasciati e' modi ordinari, viene alli estraordinari,
500 2, 3| procedere di Dio è secondo lo ordine delle cose naturali, el