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| Francesco Guicciardini Ricordi IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Capitolo, Capoverso grigio = Testo di commento
1001 se1, 113| non gli fermi; anzi, gli inciti a domandare più e con maggiore
1002 se2, 95| pericoli, vi entra drento inconsideratamente; animoso quello che gli
1003 se2, 130| coloro che sono di natura incontentabili; perché non possono beneficargli
1004 se1, 157| Genova, nessuno ci si fa incontro per intrattenerci; in modo
1005 se2, 213| fare così, ma pesati gli inconvenienti di ciascuna parte, resolversi
1006 se2, 136| fortuna hanno tal volta fini incredibili. E' savi di Firenze arebbono
1007 se2, 176| infinite cose delle quali è inculpabilissimo.~ ~177.
1008 se2, 125| bujo delle cose, e questa indagazione ha servito e serve più a
1009 se2, 157| procede con tante arte sì indirette, sì profonde, è tanto cupido
1010 se2, 147| la causa giusta può per indiretto giovare, ma è falso che
1011 se2, 21| si regga con fine certo indirizzato da uno o da pochi, ma faccendo
1012 se2, 2| suoi sì particulari che l'indirizzino in tutti e' particulari,
1013 se2, 192| dare loro el principio, lo indirizzo, el moto, ma bisogna seguitarle
1014 se2, 186| procedere sempre con una regola indistinta e ferma. Se è molte volte
1015 se1, 47| bene non persuada a chi ha indizi o creda el contrario, gli
1016 se2, 28| per liberarmi dalle legge indotte dalla religione cristiana
1017 se2, 8| necessità o lo sdegno vi induce a dire ingiuria a altri,
1018 se2, 178| Allora sono ottime le industrie e le arte de' guadagni,
1019 se1, 144| se sono estravaganti o inespettate; perché manco soccorre agli
1020 se2, 133| non sia con tuo danno ed infamia; perché accade spesso che
1021 se2, 3| è pericolo non siano più infedeli e manco affezionati al servizio
1022 se2, 85| della persona, negli altri infelice: con difficultà ho avuto
1023 se2, 206| due terzane, ma come la infermità ha niente di estraordinario,
1024 se2, 33| questo nasce per essere cosa infetta, pare che molto manco ne
1025 se1, 53| già ritirare coloro che infiammati dallo amore della patria
1026 se2, 65| benissimo; perché è cosa quasi infinita accozzare in uno campo tante
1027 se2, 161| accidenti e pericoli di infirmità, di caso, di violenzia ed
1028 se2, 189| che aveva a essere tale infortunio.~ ~190.
1029 se2, 71| non si immaginano, e lo ingannarti in questo ti può fare grandissimo
1030 se1, 42| grati; però se non volete ingannarvi, fate e calculi con questa
1031 agg, 172| hai presupposti, e resti ingannato perché manca el fondamento
1032 se2, 105| nome di simulatore o di ingannatore, si vede che pure qualche
1033 se2, 105| che pure qualche volta gli inganni suoi truovano fede. Pare
1034 se1, 13| ma più utile in chi si ingegna quanto può di non parere
1035 se2, 21| nel fare e' parentadi, e ingegnandosi mostrare equalità verso
1036 se1, 52| alla prudenzia e virtù si ingegnano escludere la fortuna non
1037 se1, 87| e però l'uomo si debbe ingegnare di intrattenersi quanto
1038 se1, 1| di usurpazione, ma con lo ingegnarsi di essere tenuti buoni e
1039 se1, 134| adoperato da lui in faccende, ingegnati di stargli al continuo innanzi
1040 se2, 137| per cosa, chi non sa, o si ingegnerebbe di imparare, o volontariamente
1041 se2, 195| favori per sé o per amici, ingegnisi quanto può di non avere
1042 agg, 181| O ingenia magis acria quam matura,
1043 se2, 219| È ingenuità, chi è stato autore di una
1044 se2, 197| e questo ricordo di fare inghiottire le vivande amare, quando
1045 se2, 8| offendere uno uomo solo, ingiurarne molti.~ ~9.
1046 se2, 8| verbigrazia, se volete ingiuriare una persona propria, non
1047 se2, 150| fidare o rimettere in uomini ingiuriati da voi el cognoscere che
1048 se2, 173| sanza tôrre a molti, è più ingiurioso a' sudditi el tôrre che
1049 se1, 157| capo di stato, è pazzo a ingolfarsi tanto in uno stato, che
1050 se1, 52| a un altro tempo saranno ingrate.~ ~53.
1051 se2, 11| che ricompensa tutte le ingratitudini degli altri.~ ~12.
1052 se1, 127| questo merita essere chiamato ingrato.~ ~128.
1053 se1, 126| l'uno e l'altro nasce l'inimicizia ed el sospetto.~ ~127.
1054 se2, 152| Accade questo massime nelle inimicizie, nelle parzialità, nelle
1055 se2, 174| perché ancora che siate innocenti, abbiate condizioni quiete
1056 se2, 64| cacciandosi a difesa di Milano, insegnò frustrare gli impeti degli
1057 se2, 157| uomo è tanto fallace, tanto insidioso; procede con tante arte
1058 se1, 110| de' futuri pontefici lo insignirorsi di Toscana? perché el regno
1059 se2, 1| lunghezza del tempo aiuto insperato a chi ha perseverato nella
1060 se1, 113| domandare più e con maggiore instanzia che non facevano da principio;
1061 se1, 116| procedere dalla diversità delle instituzione, ma de' gusti, de' cibi
1062 se2, 2| quasi possibile dare le instruzione agli imbasciadori suoi sì
1063 se2, 2| imbasciadori prudenti ed integri, e che siano affezionati
1064 se2, 3| sia di grandissima fede e integrità, e questa è forse più rara
1065 se2, 35| Ed a chi fa così, questa intelligenzia è inutile; perché è come
1066 se2, 9| facile a cognoscergli e intendergli che osservargli; e questo
1067 se1, 81| andamenti tuoi, con cercare di intenderlo da chi conversa teco, e
1068 se1, 73| Lo intendersi bene co' fratelli e co'
1069 se2, 103| intendere quanta usa lui a intenderti.~ ~104.
1070 se1, 51| modo che innanzi che si intendessi quello lui aveva in animo,
1071 se1, 11| gli sciocchi da Firenze intendessino bene questa parte!~ ~12.
1072 se2, 193| lettere, perché spesso sono intercette e fanno testimonio che non
1073 se1, 55| sicuri; perché per questo si interpone più tempo, implicansi più
1074 se2, 202| sappia donde nasca; e si può interpretare lo faccia non tanto per
1075 se2, 28| cristiana nel modo che è interpretata e intesa communemente, ma
1076 se1, 61| chiamo io animo grande e interrito quello che regge e non si
1077 se1, 48| possono essere prevenuti o interrotti, ma etiam lo ignorarsi e'
1078 se2, 170| perché pare che quasi sempre intervenga che gli errori e le offese
1079 se1, 126| Suole communemente intervenire nella nostra città, che
1080 se1, 15| nostra, e a quello che gli intervenne dello stare neutrale nella
1081 se2, 133| satisfatto di lui. Ed a me è intervenuto molte volte che io ho avuto
1082 se2, 28| modo che è interpretata e intesa communemente, ma per vedere
1083 se1, 171| medesimo giudicare peggio, intesi che ha e' particulari; perché
1084 se1, 81| come tu parli etiam cogli intimi tuoi, e seco ragionando
1085 se2, 5| procedere con larghezza, intrattenendogli più con la speranza che
1086 se1, 157| nessuno ci si fa incontro per intrattenerci; in modo che restiamo fuora
1087 se2, 174| Fate ogni cosa per intrattenervi bene co' principi e con
1088 se2, 179| lo abondare di tutti gli intrattenimenti apre la via a' favori de'
1089 se2, 181| con più degnità che ogni intrattenimento, amicizia e industria che
1090 se1, 109| soggiogarla; perché uno savio si intratterrà sempre volentieri con noi,
1091 se2, 5| che più gli conforta e intrattiene lo esemplo di uno che veggono
1092 se2, 1| e procede al cammino suo intrepido e resoluto, sprezzando le
1093 se2, 103| altri che per ordine suo si intrinsecano teco, dalle quali rete tutte
1094 se2, 100| partecipare degli ultimi intrinsechi suoi; perché così, se sei
1095 se2, 2| potrebbe usare se sapessi lo intrinseco. E non essendo quasi possibile
1096 se1, 136| e non usurpatore, tamen intrinsicandosi in Firenze con uno stato
1097 se1, 136| beni che ti darebbe questo intrinsicarsi; perché ogni volta che tu
1098 se2, 43| simili, innanzi che io mi vi introduca lasciole bene dibattere
1099 se2, 195| occasione di proporle e introdurle con qualche destrezza, le
1100 se2, 64| e' franzesi in Italia e introdussono nelle guerre tanta vivezza,
1101 se1, 134| piccolo, perde spesso la introduzione e adito a cose grande.~ ~
1102 se1, 94| peccherebbono e' popoli verso lui, intromettendosi in quello che è officio
1103 se1, 161| sulla equalità ed è piena di invidia, bisogna per forza che sia
1104 se2, 127| buono non facilmente si invilisce o esalta.~ ~128.
1105 agg, 179| di San Marco, o è spesso ipocrisia, o, quando pure non sia
1106 se2, 33| che non lascia alcuno bene irremunerato, né alcuno male impunito,
1107 se2, 68| non per giudicio, ma per irresoluzione; cioè quando non si risolvendo
1108 se2, 170| attribuiti a consiglio o istigazione di chi è loro apresso. Credo
1109 se2, 143| è proprio el fine della istoria.~ ~144.
1110 se2, 143| Parmi che tutti gli istorici abbino, non eccettuando
1111 se1, 15| neutrale nella guerra che papa Iulio e el re cattolico d'Aragona
1112 se2, 111| E' vulgari riprendono e' iurisconsulti per la varietà delle opinione
1113 se1, 143| republiche è ministra della iustizia, perché non è ordinata a
1114 se2, 136| proverbio: Audaces fortuna iuvat.~ ~137.
1115 se1, 159| di natura diversissima, Julio e Clemente: l'uno di animo
1116 se2, 24| Non è la più labile cosa che la memoria de'
1117 se2, 93| principe e committe crimen laesae maiestatis, volendo fare
1118 se2, 93| principe e commette crimen laesi populi, faccendo quello
1119 agg, 180| verbigrazia nel fare gli squittini larghi, in dare parte a ognuno,
1120 se2, 137| imparare, o volontariamente lascerebbe governarsi a chi sapessi
1121 se1, 109| in Toscana venga guerra, lasciandosi più governare dalla ragione
1122 se2, 221| o pure stando a vedere, lasciargli combattere tra loro.~ ~
1123 se2, 17| tornare alla vita di prima, lasciata la tanto lodata quiete,
1124 se2, 43| innanzi che io mi vi introduca lasciole bene dibattere ed andare
1125 se1, 129| castigliano: el filo si rompe dal lato più debole. Sempre quando
1126 se2, 185| chi poi allo stretto non lauda in altri quello che non
1127 se1, 1| gloria nella città sono laudabili e utili, pure che non la
1128 se2, 216| uomo ha a vivere; però a laudare o riprendere gli uomini
1129 se1, 62| molte cose sono biasimate e laudate dagli uomini che si cognoscerebbe
1130 se1, 143| antichi savi e filosofi non laudorono più che gli altri e' governi
1131 se1, 150| molti casi ne' quali così si legano gli stati col sangue, come
1132 se2, 13| e' pensieri de' tiranni, legga Cornelio Tacito, quando
1133 se1, 101| de' nostri cittadini chi leggerà in Cornelio Tacito che e'
1134 se2, 208| speculare, si consuma in leggere libri con stracchezza di
1135 se2, 90| a non si lasciare levare leggermente da loro a cavallo, né si
1136 se2, 9| Leggete spesso e considerate bene
1137 se1, 78| e' pensieri de' tiranni, leggi Cornelio Tacito, dove fa
1138 se2, 179| ballare, cantare e simili leggiadrie: dello scrivere ancora bene,
1139 se2, 26| e gratitudine di parole leghi communemente ognuno; il
1140 se2, 111| di giudicio che sia tra' legisti.~ ~112.
1141 se1, 95| né ci è potestà che sia legittima, dalle repubbliche in fuora,
1142 se2, 41| chi è preposto a altri legittimamente arebbe a usare più la dolcezza
1143 | lei
1144 se2, 138| ha a essere; però io non lessi mai cosa che mi paressi
1145 se1, 11| sia in facultà del popolo levargliene a sua posta; anzi, sanza
1146 se2, 178| sono più sì buone; però el levarsi a buon'ora è vantaggio grande
1147 se1, 147| da chi può pretendere di levarti dal possesso.~ ~148.
1148 se1, 136| mutato che sia poi lo stato e levatosi el popolo d'addosso quella
1149 se1, 112| privati cittadini; perché si levavano e fuoriusciti, che non può
1150 se1, 120| molti altri; e se bene ti levi quello inimico e quello
1151 se2, 219| segno sentenzia, confessarlo liberamente; pure quando non è in sua
1152 se2, 28| quanto me medesimo, non per liberarmi dalle legge indotte dalla
1153 se1, 14| nella città nostra, Italia liberata da tutti e' Barbari, e liberato
1154 se1, 14| liberata da tutti e' Barbari, e liberato el mondo dalla tirannide
1155 se2, 63| anche molti più crudeli, più libidinosi, se non di atto, di desiderio,
1156 se2, 126| errore lo occuparsi troppo in limbiccarle, perché spesso le occasione
1157 se2, 144| Castiglia è uno proverbio che in lingua nostra significa, che el
1158 se2, 75| Referiva papa Lione, Lorenzo de' Medici suo
1159 se2, 177| insolenti, ma da fare diventare lioni gli agnelli.~ ~178.
1160 se2, 209| disturbi che si danno a' litiganti, che non nuoce forse manco
1161 se1, 149| Siracusani, di che fa menzione Livio, che insino alle donne nate
1162 se2, 45| El medesimo, lodando la parsimonia, usava dire,
1163 se2, 185| Sempre gli uomini lodano in altri lo spendere largamente,
1164 se2, 215| quante pel contrario sono lodate che si biasimerebbono! Però
1165 se2, 104| È lodato assai negli uomini, ed è
1166 se2, 215| se non fussino fatte, si loderebbono! quante pel contrario sono
1167 se2, 104| che la non sia bella, io loderei chi ordinariamente avessi
1168 se2, 171| Diceva el duca Lodovico Sforza che una medesima
1169 se2, 143| occhi chi nasce in una età lontana, come coloro che sono stati
1170 se2, 141| nelle provincie o luoghi lontani; perché se considerate bene,
1171 se1, 105| vi succeda bene: expertus loquor.~ ~106.
1172 se2, 75| Referiva papa Lione, Lorenzo de' Medici suo padre essere
1173 se1, 15| cattolico d'Aragona ebbono con Luigi re di Francia.~ ~16.
1174 se2, 64| al 1494 erano le guerre lunghe, le giornate non sanguinose,
1175 se2, 191| biasimare gli uomini che siano lunghi nel risolversi, perché se
1176 se1, 63| continuo, cioè in molti, la lussuria, dico lo appetito, non le
1177 se2, 205| lento passo per una strada maestra; in modo che non fuora di
1178 se1, 159| ragione è, che ne' gran maestri è atta a partorire cose
1179 agg, 181| O ingenia magis acria quam matura, disse
1180 se2, 143| autorità e diversità de' magistrati, degli ordini del governo,
1181 se2, 175| governatore di popoli, cioè magistrato, debbe guardarsi quanto
1182 se2, 185| sue co' modi generosi e magnifichi, e nondimeno i più osservano
1183 se2, 73| Né Alessandro Magno, né Cesare, né gli altri
1184 se2, 93| e committe crimen laesae maiestatis, volendo fare quello che
1185 se2, 131| a avergli disperati. El malcontento se bene desidera di nuocerti,
1186 se2, 129| se si facessi, sarebbe maleficio o ingiuria, se non si fa
1187 se2, 201| Parrà forse parola maligna o sospettosa, ma Dio volessi
1188 se1, 37| sorte, che sanza scoprirsi maligno o passionato, potrà o in
1189 se2, 133| persone, contro alle quali ero malissimo disposto; e loro credendo
1190 se1, 103| fame, per incommodità, per mancamento di danari e modi simili,
1191 se1, 149| tutto sanza ragione; perché mancato el tiranno, quelli che vivevano
1192 se2, 105| ne' suoi maneggi non gli mancava mai chi gli credessi più
1193 se2, 171| dalla qualità degli uomini mandano fuora. Dunche si può arguire
1194 se2, 2| altro principe al quale sono mandati. Altri giudicano essere
1195 se2, 216| che sono, ma come vi si maneggiano drento, perché la laude
1196 se2, 64| in uso le artiglierie, si maneggiavano con sì poca attitudine che
1197 se2, 55| mai, ma sempre camminano e mangiano.~ ~56.
1198 se1, 132| buoni; e le ragione sono manifeste. Così concludono, che quello
1199 se2, 124| fare el medesimo; segno manifesto che la grazia di Dio soccorre
1200 se2, 21| Consiglio Grande, che nessuna mansuetudine, nessuna dolcezza, nessuno
1201 se2, 161| non è cosa di che io mi maravigli più, che vedere uno uomo
1202 se2, 49| altro, non ti debbi punto maravigliare se colui, a chi importa
1203 se2, 3| premiare; ma pare bene da maravigliarsene ne' principi che mancano
1204 se2, 141| Non vi maravigliate che non si sappino le cose
1205 se2, 1| vincessino, nessuno più se ne maraviglierebbe, dove prima da tutti erano
1206 se2, 3| Nondimeno non debbe parere sì maraviglioso a chi considera la cosa
1207 agg, 179| superflua de' nostri di San Marco, o è spesso ipocrisia, o,
1208 se2, 124| effetti: a Firenze Santa Maria Impruneta fa piova e bel
1209 se2, 124| luoghi, ho visto Vergene Marie o Santi fare el medesimo;
1210 se2, 106| abbia più difficultà che el maritare convenientemente le sue
1211 se1, 149| tiranni. Dicolo in quanto a' maschi assolutamente, ma in quanto
1212 se2, 31| porre lo esemplo di Fabio Massimo, al quale lo essere di natura
1213 agg, 181| ingenia magis acria quam matura, disse el Petrarca, e veramente,
1214 se2, 168| procede furiosamente e dà mazzate da ciechi.~ ~169.
1215 se2, 93| mercantanzie, monopoli e altre cose meccaniche che aspettano a fare a'
1216 | meco
1217 se1, 118| stato pregato di esserne mediatore.~ ~119.
1218 se2, 206| de' tempi nostri non sanno medicare altro che e' mali ordinari,
1219 agg, 176| altra cosa che ci dispiace, medicarvi col fare o ordinare tutto
1220 se2, 38| ogni mutazione, gli uomini mediocri e più bassi acquistavano
1221 se2, 47| cervelli deboli, o non gli megliora o gli guasta; ma quando
1222 se2, 143| le città, e si perdono le memorie delle cose, e che non per
1223 se1, 156| populi sono tanto fallace, e menate più spesso dal caso che
1224 se2, 206| niente di estraordinario, mendicano al buio e a caso; sanza
1225 se1, 157| sanza roba, e ci bisogna mendicare la vita. Esempio abundante
1226 se1, 94| el duca di Ferrara che fa mercantanzia non solo fa cosa vergognosa,
1227 se2, 93| duca di Ferrara faccendo mercantanzie, monopoli e altre cose meccaniche
1228 se2, 111| ne' filosofi, ne' giudici mercantili, ne' discorsi di quelli
1229 se1, 103| medici e gli astanti; e uno mercatante innanzi fallisca per essere
1230 se1, 138| l'ho avuto simile nelle mercatanzie, né anche negli onori che
1231 se2, 196| di te, e ne fanno buono mercato; perché in loro communemente
1232 se1, 128| quali se omettessi o facessi meriterebbe biasimo.~ ~129.
1233 se2, 196| che non può la ragione, e' meriti tuoi, o le obligazione che
1234 se2, 186| amici, dico di cose che meritino essere tenute segrete, da
1235 se1, 146| sempre laude etiam sanza suo merito.~ ~147.
1236 se1, 55| implicansi più uomini e mescolansi più cose, che è causa di
1237 se2, 148| perde spesso più di uno mese; sanza che questo può essere
1238 se2, 65| poteva dire meglio; chi messe in proverbio «gli è più
1239 se1, 92| perché nessuno si sarebbe messo in servitù gratis; ma per
1240 se1, 167| impressione, che pure alcuna volta mettendo insieme la gratitudine che
1241 se2, 1| difficultà e pericoli, e mettendosi a sopportare ogni estremità.
1242 se1, 53| dallo amore della patria si metteriano in pericolo per ridurcela
1243 se2, 35| si ricordano o non sanno metterle in atto! Ed a chi fa così,
1244 se2, 3| assuefacessino alle faccende e si mettessino nella servitù sua; perché
1245 se1, 49| necessità vi strigne a dirgli, metteteli in altri per manco tempo
1246 se2, 112| da Venafra, e dice bene: metti sei o otto savi insieme,
1247 | mie
1248 se2, 152| sarebbono alienati mille miglia; ma come sono imbarcati,
1249 se2, 153| è; la quale ragione non militando nel suo principe che parimente
1250 se2, 40| fare o no quello di che tu minacci.~ ~41.
1251 se2, 50| entrerrà ser Bernardo da San Miniato, uomo della medesima qualità
1252 se1, 143| libertà delle republiche è ministra della iustizia, perché non
1253 se2, 151| Abbiate sempre la mira, come è anche detto sopra
1254 se2, 145| risoluto gli comparisce mirabilmente el fare.~ ~146.
1255 se2, 123| altra è debole pruova el miracolo. Mostrano bene forse e'
1256 se1, 38| e delitti, ma può usare misericordia nella qualità delle pene;
1257 se2, 185| medesimi el contrario; però misurate le cose vostre con la possibilità,
1258 se1, 58| avete fallato, pensatela e misuratela bene innanzi che entriate
1259 se1, 140| opinione nostra; perché noi le misuriamo seconda la vita nostra che
1260 se2, 55| potersi valere di quello mobile a fare maggiori guadagni,
1261 se2, 30| sollecitudine degli uomini possa moderare molte cose, nondimeno sola
1262 se1, 159| forse timido, pazientissimo, moderato, simulatore. E pure gli
1263 se2, 3| abbino dua? Questa difficultà modererebbe assai uno principe prudente,
1264 se2, 205| ombra. Non hanno e' capitani moderni virtù, non hanno industria;
1265 se2, 217| ragione, con tempo, con modestia e per cagione e con modi
1266 se2, 71| hanno, per essere maggiore mole, el moto suo più lento,
1267 se2, 79| difficili, o in cose che ti sono moleste, allunga e aspetta tempo
1268 se2, 191| per ignavia, o per fuggire molestia, o per altra cagione.~ ~
1269 se2, 16| nella superficie; ma le molestie, le fatiche, e' fastidi
1270 se2, 28| ambizione, la avarizia e le mollizie de' preti; sì perché ognuno
1271 se2, 55| contrario le spese sempre moltiplicano; e questo è lo inganno che
1272 se2, 21| faccendo ogni dì per la moltitudine e ignoranzia di quelli che
1273 se1, 25| minima dipendono spesso momenti di cose importantissime;
1274 se2, 160| ordine di questa machina mondana, la quale non volendo resti
1275 se2, 93| Ferrara faccendo mercantanzie, monopoli e altre cose meccaniche
1276 se2, 1| ha fede può comandare a' monti ecc., procede perché la
1277 se2, 13| ragionamenti che Augusto morendo ebbe con Tiberio.~ ~14.
1278 se2, 160| quale non volendo resti come morta e sanza senso, ci ha dato
1279 se2, 139| È vero che le città sono mortale come gli uomini; ma è differenzia,
1280 se2, 189| stati, tutti e' regni sono mortali; ogni cosa o per natura
1281 se2, 217| inimico. Bisogna o essere morto in questo mondo, o fare
1282 se2, 142| interesse proprio, siano stati mossi per causa di pubblico bene.
1283 se1, 160| contentarsi più di essersi mosso con buono consiglio, ancora
1284 se2, 199| inclinazione, affaticatevi a mostrargli con più potente e efficace
1285 se2, 180| perché ancora che le si mostrino facillime e sicurissime,
1286 se2, 116| spaventi per e' pericoli che si mostrono, ancora che paino grandi,
1287 | multa
1288 se1, 150| capi, perché più presto multiplicano gli inimici, come si dice
1289 se2, 29| vicina, che è potente e non muore mai, in modo che, se qualche
1290 se2, 160| ragione di questo perché ci muova più quello che è innanzi
1291 se1, 140| natura che, ancora che si muovino, non ci accorgiamo spesso
1292 se2, 1| hanno sostenuto in sulle mura già sette mesi gli eserciti,
1293 se1, 20| La calcina con che si murano gli stati de' tiranni è
1294 se1, 20| città sua non s'avessino a murare tali palazzi.~ ~21.
1295 se2, 141| una nebbia sì folta, o uno muro sì grosso, che non vi penetrando
1296 se1, 158| piacessino, se potessi sperare mutargli da me solo; ma quando mi
1297 se1, 21| qualche difetto, non cerchino mutarlo per averne uno migliore,
1298 se1, 110| Toscana? perché el regno di Napoli ha troppa difficultà essendo
1299 se2, 202| che ognuno sappia donde nasca; e si può interpretare lo
1300 se2, 21| giustizia e equalità; donde nascendo la sicurtà di tutti, ne
1301 se1, 170| uomo savio gli effetti che nasceranno, e scrivessi el giudicio
1302 se1, 141| Lo appetito della roba nascerebbe da animo basso o male composto,
1303 se2, 170| che loro fanno, ancora che naschino da loro propri, siano attribuiti
1304 se2, 16| fastidi ed e' pericoli sono nascosti e non si veggono; e' quali
1305 se1, 149| Livio, che insino alle donne nate de' tiranni fussino ammazzate,
1306 se1, 101| tirannico e superbo, aveva nausea di tanta dapocaggine.~ ~
1307 se1, 29| è el fallire, quello de' naviganti annegare, così spesso di
1308 se2, 141| palazzo e la piazza è una nebbia sì folta, o uno muro sì
1309 se2, 37| Nega pure sempre quello che tu
1310 se1, 47| è sempre in proposito el negarla; perché la negazione efficace,
1311 se2, 36| quale se da principio avessi negato, restava in ogni caso mal
1312 se1, 47| proposito el negarla; perché la negazione efficace, quando bene non
1313 se2, 165| contrario, perché con ogni altro negociano più apertamente, ma con
1314 se2, 192| conducerle a perfezione. Ma chi negozia altrimenti le presuppone
1315 se2, 2| considerazione a proposito del negozio, quali potrebbe usare se
1316 se1, 72| adunche a mio giudicio è che nelli uomini può più la speranza
1317 se1, 67| troppo spesso del bianco nero.~ ~68.
1318 | nessun
1319 se2, 204| non rubino: io sono stato nettissimo, ed ho avuto governatori
1320 se1, 87| communemente ognuno a chi tu nieghi, benché giustamente, resta
1321 se1, 65| conservarla; ma e' figliuoli poi e nipoti che sono allevati da ricchi
1322 se1, 91| col buono accidentale fa nobilissima composizione.~ ~92.
1323 se1, 167| che si sente di tutti, è notabile.~ ~168.
1324 se1, 164| hai spesi; parola molto da notare, non per diventare sordido,
1325 se2, 23| savi se ne ingannano; e chi notassi e' giudìci loro, massime
1326 se2, 143| tempi di chi scrisse erano notissime, e però pretermesse da loro.
1327 se2, 153| principe che parimente ha noto el tutto, scuopre con facilità
1328 se2, 206| el compagno, fa ogni dì notomia de' corpi nostri.~ ~207.
1329 se2, 149| tempo in tempo, se non ha numerato grosso; perché è el modo
1330 se2, 191| la quale si può dire che nuoca sempre e non giovi mai se
1331 se2, 131| malcontento se bene desidera di nuocerti, non si mette leggiermente
1332 se1, 149| quello. Però una città che nuovamente esca della tirannide, non
1333 se2, 3| molto tempo a fare uomini nuovi; non concorrono le ragione
1334 se2, 149| a finire la guerra, ma a nutrirla.~ ~150.
1335 se2, 179| troppo tempo e però forse nutrirvi e' giovani, perché non vi
1336 se2, 35| uno tesoro in una arca con obbligo di non potere mai trarlo
1337 se1, 117| accompagnate dal tempo o dalle occasioni sono facillime: e a chi
1338 se1, 136| tutti e' casi che possono occorrere. Ma dico, che per questo
1339 se2, 83| rapresentava in un tratto, non occorressi anche poi; pensandovi, ho
1340 se1, 65| già a mio padre, che a me occorreva una altra ragione; perché
1341 se2, 166| allo attore che è perito, occorrono e' rimedi ordinari che farà
1342 se2, 114| alcuni che sopra le cose che occorsono fanno in scriptis discorsi
1343 se2, 211| per furore, sono potenzie occulte della natura, overo di quella
1344 se1, 60| fuora, el male sta drento occulto; el quale chi vedessi non
1345 se2, 126| in modo che è errore lo occuparsi troppo in limbiccarle, perché
1346 se1, 45| nature degli altri, ma è odiata, e ha del brutto; donde
1347 se2, 104| biasimata da altro canto ed è odiosa la simulazione, ma è molto
1348 se2, 64| poca attitudine che non offendevano molto; in modo che chi aveva
1349 se1, 136| nome di rapace, o che non offendi qualche particulare di importanza
1350 se2, 17| quasi tutti, come se gli offerisce uno spiraglio di potere
1351 se1, 153| quella che si fa doppo la offesa ricevuta. È vero che bisogna
1352 se2, 170| intervenga che gli errori e le offese che loro fanno, ancora che
1353 se1, 18| le ricchezze; ma perché oggidì sanza quelle male si ha
1354 se2, 205| comparazione di quella è una ombra. Non hanno e' capitani moderni
1355 se2, 163| eccellenti che adoperati riescono ombre!~ ~164.
1356 se1, 128| quelle cose, le quali se omettessi o facessi meriterebbe biasimo.~ ~
1357 | omnibus
1358 se2, 185| con la utilità che sia onesta e ragionevole; ma non vi
1359 se2, 21| sperando che se si governavano onestamente potersi salvare in sullo
1360 se1, 17| tenersi le voglie [non] oneste che nel cavarsele, perché
1361 se2, 32| d'avere gloria co' mezzi onesti e onorevoli; anzi sono questi
1362 se1, 39| discreti o grati, sarebbe onesto e debito che el padrone
1363 se2, 16| quanto più gli uomini sono onorati, reveriti e adorati, tanto
1364 se2, 32| anzi sono questi tali che operano cose grande ed eccelse,
1365 se1, 127| usare lui la autorità che ha operato che sia data a quell'altro;
1366 se2, 197| può accadere che quelli si opponghino all'una, non contradichino
1367 se2, 20| uomini, più tempo e più opportunità, le quali sono tutte la
1368 se1, 72| quelli che temono di essere oppressi.~ ~73.
1369 se1, 143| defensione che l'uno non sia oppresso dall'altro; però chi potessi
1370 se2, 221| sulla occasione di potergli opprimere separatamente è spesso causa
1371 se2, 159| Non biasimo e' digiuni, le orazione e simili opere pie che ci
1372 agg, 176| dispiace, medicarvi col fare o ordinare tutto el contrario; dove
1373 se2, 172| Furono ordinati e' principi non per interesse
1374 se1, 144| aspetta o si crede. Più orecchi vi presto, se sono estravaganti
1375 se2, 179| per esperienza che questi ornamenti ed el sapere fare bene ogni
1376 se2, 179| diano agli uomini più presto ornamento che sustanzia; ma arei poi
1377 se1, 67| de' giudici, e ancora la oscurità delle legge, si fa anche
1378 se2, 185| magnifichi, e nondimeno i più osservano in sé medesimi el contrario;
1379 se2, 109| atto e lo merita; ma la osservanzia delle buone legge e buoni
1380 se2, 9| cognoscergli e intendergli che osservargli; e questo si facilita col
1381 se1, 143| stato di uno o di pochi si osservassi la giustizia, non arebbe
1382 se2, 206| fussino diligentissimi e osservassino bene ogni minimo accidente
1383 se2, 133| prudenzia e da molti poca osservata, sapere dissimulare le male
1384 se1, 129| succumbe el più debole, non ostante che la ragione o l'onestà
1385 se1, 103| perché gli uomini, quando si ostinano a patire, fanno e sopportano
1386 se1, 131| un altro, che gli faccino ostinata o perpetua resistenzia.
1387 se2, 147| quale fa gli uomini arditi e ostinati, dalle quali due condizione
1388 se2, 1| adunque ha fede diventa ostinato in quello che crede, e procede
1389 se2, 152| n'avessino immaginato la ottava parte, se ne sarebbono alienati
1390 se2, 195| apresso a' principi e desidera ottenere grazie o favori per sé o
1391 se2, 195| fresco e più libero potere ottenerne un'altra.~ ~196.
1392 se2, 212| in Firenze quello degli ottimati sarebbe el peggiore di tutti,
1393 se2, 178| Allora sono ottime le industrie e le arte de'
1394 | otto
1395 se2, 43| ho voluto condurre, come pace, accordi civili e cose simili,
1396 se1, 166| io ho veduto molte volte padri savi recusare nel principio
1397 se2, 3| ministri uomini di diversi paesi, non dependenti dal pontificato;
1398 se1, 43| e anche di sorte che ne paga molti; ed è credibile che
1399 se2, 116| si mostrono, ancora che paino grandi, propinqui e quasi
1400 se2, 141| medesima città; e spesso tra il palazzo e la piazza è una nebbia
1401 se2, 211| superiore che muove tutto; palesi a lui, segreti a noi, e
1402 se2, 165| diligenzia, ogni arte per palliare la natura e le fantasie
1403 se2, 163| sanno fare! Quanti in sulle panche e sulle piazze paiono uomini
1404 se1, 151| stati messi in dosso e' panni del re; in effetto ognuno
1405 se2, 156| non parevano quando erano paragonate con l'altre; donde seguita
1406 se1, 126| ne può aggiugnere: perché parendo loro avere meritato molto,
1407 se2, 8| patria, della famiglia o parentado suo; perché è pazzia grande
1408 agg, 173| mancate di fare e' rimedi, per parervi che non possono essere a
1409 se2, 138| non lessi mai cosa che mi paressi meglio detta che quella
1410 se1, 51| fare quello che già prima pareva a ognuno giusto e necessario,
1411 se2, 156| paiono maggiore che non parevano quando erano paragonate
1412 se2, 153| militando nel suo principe che parimente ha noto el tutto, scuopre
1413 se2, 211| aerei che dimesticamente parlano con le persone, perché n'
1414 se1, 118| desiderio di accordarla, non ho parlato di accordo, ma col mettere
1415 se2, 3| ministro di uno principe, io parlo di chi ha a servire di cose
1416 se2, 143| Parmi che tutti gli istorici abbino,
1417 se2, 201| Parrà forse parola maligna o sospettosa,
1418 se2, 100| a uno certo termine, che partecipare degli ultimi intrinsechi
1419 se1, 115| cruciato di chi l'ha; ma l'uno participa più di animale bruto che
1420 se2, 153| principe dove sono, e non così particularmente le altre, paia loro da tenerne
1421 se1, 3| al male sono infinite, si partono facilmente per interesse
1422 se1, 159| ne' gran maestri è atta a partorire cose grande e la pazienzia
1423 se2, 115| ma questa materia innanzi partorissi el disordine, ha avuto più
1424 se1, 138| quelli che ho cercati, è paruto che si discostino.~ ~139.
1425 se2, 142| sicurtà o grandezza sua, parvono spesso fatte o per augumento
1426 se2, 152| nelle inimicizie, nelle parzialità, nelle guerre; nelle quali
1427 se1, 136| la mala grazia alla fine passa, né resti in quella ruina
1428 se2, 195| subito e non le lasciare passare. Chi fa così, conduce le
1429 se1, 163| dura non ti sei acconcio, passata che la è ti truovi povero
1430 se1, 140| è lungo; e però sono e' passi suoi più tardi che non sono
1431 se2, 220| ancora che gli ignoranti e passionati di Firenze l'abbino sempre
1432 se1, 37| sanza scoprirsi maligno o passionato, potrà o in tutto o in parte
1433 se1, 72| nessuno; più sono quelli che patiscono dalle gravezze del prodigo,
1434 se1, 117| però sono tenuti e' savi pazienti.~ ~118.
1435 se1, 159| mediocre animo, e forse timido, pazientissimo, moderato, simulatore. E
1436 se2, 125| si veggono, dicono mille pazzie; perché in effetto gli uomini
1437 se1, 68| assolve d'averne a dare conto pe' palazzi; perché non avendo
1438 se1, 94| de' privati e non suo; e pecca tanto verso e' populi, quanto
1439 se2, 122| ciascuno reputa brutti e' peccati che lui non fa, leggieri
1440 se2, 123| anche non sarebbe forse peccato dire, che questi, così come
1441 se1, 94| verso e' populi, quanto peccherebbono e' popoli verso lui, intromettendosi
1442 se2, 66| l'obietto agli interessi peculiari, e la esperienzia mostra
1443 se2, 218| consista in qualche commodo pecuniario più che nell'onore, nel
1444 se2, 96| presuppone sempre el peggio de' peggi; l'animoso che ancora lui
1445 se1, 21| perché quasi sempre si peggiora; non essendo in potestà
1446 se2, 169| trovate avere quasi sempre peggiorato le vostre condizione.~ ~
1447 se2, 141| muro sì grosso, che non vi penetrando l'occhio degli uomini, tanto
1448 se2, 2| leggerezza o malignità fare penetrare la mente del suo principe;
1449 se2, 156| accade spesso una certa quasi penitenzia del partito che ho preso;
1450 se1, 49| tempo assai nascono mille pensamenti cattivi.~ ~50.
1451 se2, 83| non occorressi anche poi; pensandovi, ho visto in fatti in me
1452 se2, 160| alla morte, alla quale se pensassimo sarebbe pieno el mondo di
1453 se1, 58| Se avete fallato, pensatela e misuratela bene innanzi
1454 se2, 103| vuoi che non ti intenda, pensavi diligentemente, e guardati
1455 se1, 44| luoghi e casi che tu non penseresti; questo ricordo è vulgato,
1456 se1, 37| vivere sia tale che non pensiate avergli a capitare alle
1457 se2, 3| bisogna; ma anticipando col pensiere, scegliessi ministri non
1458 se2, 21| che dubitavo che el popolo perderebbe la libertà per governarla
1459 se2, 183| e troppo importante el perderle.~ ~184.
1460 se2, 21| altre volte, che e' Medici perderono lo stato nel '27 per averlo
1461 se2, 179| se bene è inconveniente perdervi troppo tempo e però forse
1462 se2, 64| era quasi impossibile lo perdessi. Vennono e' franzesi in
1463 se2, 14| però, quando potete, non perdete la occasione del farne;
1464 se1, 167| la occasione di farlo la perdiate, perché se ne viene in buono
1465 se1, 34| cioè essere clemente e perdonare; cosa propria degli animi
1466 se2, 47| naturale buono, fa gli uomini perfetti e quasi divini.~ ~48.
1467 se1, 71| può benché con naturale perfettissimo intendere bene, e aggiungere
1468 se2, 192| anche poco a conducerle a perfezione. Ma chi negozia altrimenti
1469 se2, 20| quanto le congiure sono pericolose, poi che le cose che arrecano
1470 se2, 19| compagnia di altri, e però sono pericolosissime; perché essendo la più parte
1471 se2, 70| quando viene loro addosso uno periculo improvviso; chi regge a
1472 se2, 79| Sarebbe periculoso proverbio, se non fussi
1473 se2, 1| parte la fede di non potere perire secondo le predizioni di
1474 se2, 166| natura allo attore che è perito, occorrono e' rimedi ordinari
1475 se1, 65| Augustino dice, che Dio permette che chi l'ha acquistate
1476 se1, 1| di questa ambizione. Ma perniziosi sono quelli che appetiscono
1477 se2, 137| da chi non sa governare, perseverano nello errore, o di fare
1478 se2, 1| aiuto insperato a chi ha perseverato nella ostinazione; la quale
1479 se2, 117| sono piccole, vuole buono e perspicace occhio.~ ~118.
1480 se2, 133| contrario, o almeno non si persuadendo questo, m'hanno servito
1481 se1, 41| minore che in fatto non fu, persuadendosi meritare più che non meritano;
1482 se1, 144| uomini el fare invenzione o persuadersi quello che non è in alcuna
1483 se1, 112| perché e' principi che si persuadevano che avessino drento grande
1484 se2, 2| cosa e altri sia el fare persuasione del medesimo nel proprio
1485 se2, 2| el principe suo desideri pervenire a quello fine, non usa molta
1486 se2, 82| grandissima prudenzia avvertire e pesare bene ogni cosa benché minima. ~ ~
1487 se2, 194| bisogna procedere alle cose pesatamente, non si vuole però proporsi
1488 se2, 213| Non bisogna fare così, ma pesati gli inconvenienti di ciascuna
1489 se2, 215| giudicio vostro sia vero e pesato.~ ~216.
1490 se2, 96| quello che cognosce quanto pesi el pericolo e lo teme appunto
1491 se2, 206| tra loro, è uno animale pessimo, sanza conscienzia e sanza
1492 se2, 101| eccetto quella che si dà alla peste: fuggire da lui el più discosto,
1493 se2, 220| si accorgerebbono quanto pestifero sarebbe el governo de' Medici,
1494 agg, 181| acria quam matura, disse el Petrarca, e veramente, degli ingegni
1495 se1, 43| potestà che è sopra gli uomini piaccino le azione nobile, e però
1496 se2, 21| eradicarlo. E gli amici, se bene piacessi loro quello stato, non vi
1497 se1, 158| mutazione degli stati che non mi piacessino, se potessi sperare mutargli
1498 se1, 96| avere lasciato quello che ti piaceva; e però è savio proverbio:
1499 se2, 21| stato de' Medici; e se bene piacevano allo universale, questo
1500 se2, 46| Non mi piacque mai ne' miei governi la