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Giuseppe Cesare Abba
Da Quarto al Volturno

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    • 7. DA MILAZZO A MESSINA.
      • 8. Fiumara della Guardia, 10 agosto.
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8. Fiumara della Guardia, 10 agosto.

 

Fra noi e i trecento nostri, il mare, le navi, e i borbonici dell'altra sponda!

Sono in faccia, su quella costa di monte in quel verde pallido, sopra Villa San Giovanni, ma lontani, in alto. Vediamo del fumo che cresce, si allarga, si fa fitto; si sentono le schioppettate sorde. S'indovina col cuore che i nostri assaliti si difendono, superbi di combattere, trecento al cospetto di tutti i reggimenti accampati di qua, da Messina al Faro!

 

* * *

 

Ebbi un lampo nell'anima. Il desiderio di questa Sicilia che mi tirava a sé da tanto tempo, empiendomi la fantasia di delizie e il core di pene misteriose; quella certezza che aveva di trovare nell'isola, non sapeva chi, ma qualcuno conosciuto, caro, un amico; tutto mi veniva dall'aver letto, anni sono, il Dottor Antonio di Giovanni Ruffini. Me ne sono avveduto dianzi udendo rammentare questo libro, che mi tenne sull'ali tanti giorni dopo che l'ebbi letto. E fui per inginocchiarmi sull'arena, a ringraziare a mani giunte lo scrittore che dall'Inghilterra rivelò all'Italia questa parte delle sue terre, questo popolo qual è, o qual sarà, non importa.

 

 




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