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Cannonate laggiù in mare
verso il Capo dell'Armi! Che poesia di nomi! Ma che sgomento pensar che ogni colpo
spegne la vita a tanti, tra i quali può essere qualche amico che non vedremo
mai più. Gente che viene da Catania dice che nella notte arrivarono a Giardini
due vapori, che tutti quei di Bixio vi montarono, ma non sanno altro...
Bixio è in Calabria, Bixio!
Col Dittatore! Dunque è ricomparso improvviso un'altra volta su la spiaggia
nemica, quest'uomo che un po' pare appena vivo, un
po' si trasforma arcangelo che spiega l'ali e rota la spada come un raggio di
sole! Marsala e Melito, due nomi, due sbarchi; Garibaldi e Bixio due volte
nello stesso cielo di gloria; e noi qui che si vorrebbe tutti gettarsi in mare
e nuotando arrivar di là. Non ho mai sentito com'ora l'avidità fusa da Virgilio
nell'ombre del sesto canto:
..... Stavan pregando,
E le
mani tendean pel gran desio
Dell'altra
sponda....
E poiché tanto
romanticismo portato da Garibaldi nell'arte della guerra, non fa dimenticare la
gentilezza classica di Virgilio; io, immaginando la Corte di Napoli quale deve
essere all'annunzio del Dittatore in Calabria, al rumor d'armi crescente, odo
ancora la nota malinconica dell'Eneide che mescola di lutti diversi la reggia.
Oh quella Regina, che pianti! Si capisce come il generale Bosco bello e prode,
preso da tanto dolore si sia tutto votato ad essa dopo Milazzo. Ma Garibaldi
indovino l'ha vincolato a non tornare in campo prima di sei mesi. E Francesco
secondo perché non monta a cavallo e non viene a piantarsi ai passi di Monteleone? Eccolo! Perire là; o ricacciandoci, affogarci
tutti in questo mare, che di notte o di giorno vogliam
passare.
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