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Ieri grande dimostrazione
contro Capua, dicono per dar agio ad altri nostri di
prendere Caiazzo che è una grossa terra di là dal
Volturno. Dicono ancora che fu per conoscere una buona volta tutto il nemico,
quanto n'è rimasto fedele al Re fuggitivo. Ma si sprecò del gran sangue! Troppo
ardore negli ufficiali, troppo nei soldati.
Si cominciò dall'estrema
sinistra, poi fu l'inferno su tutta la linea. Noi d'Eber,
sulla via di Sant'Angelo, fummo i meno combattuti. Ma
abbiamo ben visto cacciatori e fanteria e artiglieria volerci venir addosso, se
una parte dei nostri, con due cannoni, non cominciava. Il loro fuoco fu così
ben diretto e nutrito che quella colonna, non osando avanzarsi, ripiegò. Allora
fu inseguita, e i cannoni furono tratti fino in faccia alla fortezza. Là,
sfidando quaranta pezzi, fecero fuoco fin che vi fu un artigliere in piedi; poi
come si vide che i cacciatori volevano venirseli a pigliare, corsero i
bersaglieri della brigata Milano e li trasportarono in salvo.
Appunto in quel momento
s'udì gridare dalla nostra destra: Egli è qui, egli viene, il Dittatore, il
Generale! - E apparve dalla parte di Sant'Angelo
Garibaldi bello e raggiante. Noi sotto i suoi occhi, fummo fatti piegar a
sinistra, per rintuzzare un nuovo assalto di borbonici usciti freschi da Capua. Piombammo sul fianco di quella colonna, una cosa che
mi parve un lampo, e quella sparì. Ma ne caddero dei nostri! Il capitano Marani di Adria giaceva là tra gli altri con un braccio
spezzato; bel biondo, chi sa come rimarrà mutilato!
Ora si dicono le glorie
dei morti. Non conobbi il colonnello Puppi, che fu
sventrato dalla mitraglia quasi sulla porta di Capua.
Mi piglia una gran tristezza, mi par quasi un torto di non averlo visto mai.
E il povero capitano Blanc da Belluno? Lasciò il suo grado d'ufficiale dei
Granatieri e se ne venne a perder qui una gamba. Ma Cozzo, Narciso Cozzo, quel
barone palermitano, che pareva un gentiluomo degli Altavilla rimasto vivo per
saggio della stirpe. Ebbene, cadde di palla tra i Carabinieri genovesi, quei
gloriosi veliti che si son fatti un obbligo di essere
sempre primi.
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