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| Giuseppe Cesare Abba Da Quarto al Volturno IntraText CT - Lettura del testo |
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10. 28 settembre.
Da cinque giorni, ogni mattina, ci si mette sotto l'armi, e ci stiamo dell'ore. Così s'esercita il cuore. Perché è una gran prova quella di prepararsi a morire, e poi no, sentir dire che non è ancor tempo, tornarsene e pensare: sarà per domani. Ma qualcosa di tragico si avvicina. C'è nell'aria un gran gonfiore di tempesta. L'ordine del giorno di alcune sere sono, parlava vagamente di assalti serii, e diceva dei se mai che facevano tremar le viscere. Non di paura, no, di sgomento patriottico. Se mai concentrarsi tutti a Maddaloni. E poi? Poi, verrebbe a dire che tutto sarebbe perduto, e che là si dovrebbe finir tutti.
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