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Pettorano, Carpinone,
Isernia, meritereste che su voi non venisse più né
pioggia né rugiada, fin che durerà la memoria dei nostri, ingannati e messi in
caccia e uccisi pel vostri campi e pei vostri boschi!
Tornano gli avanzi della
colonna di Nullo; non si regge ai loro racconti; non sanno dire che morti,
morti, morti! Par loro d'avere ancora intorno l'orgia di villani, di soldati,
di frati che uccidevano al grido di Viva Francesco secondo e Viva Maria.
Povero Bettoni! La sua Soresina non lo
vedrà più. Se ne veniva indietro ferito su d'una carrozza; cavalcavano a' suoi lati Lavagnolo e Moro,
pensando di poterlo porre in salvo a Boiano, e tornar
poi a spron battuto dove Nullo combatteva, e i nostri
morivano qua, là, a gruppi, da soli, sbigottiti dalle grida selvaggie.
Poveri cavalieri! Il giorno appresso il tenente Candiani
li trovò morti sulla via. Ah! quel Sannio, quel Sannio! Mi sento passar sul viso un soffio gelato come quel
giorno che la spedizione partì: sin d'allora mi suonò nella memoria il nome
delle Forche Caudine.
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