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Un pensiero a casa, poiché tutto e
pronto. I nostri cannoni sono laggiù, piantati sulla strada consolare a
sinistra. Eccolo là il nemico. La montagna rimpetto a noi ne è gremita; saranno
circa 5000 uomini. Noi siamo scaglionati per compagnie. Il Generale da quella
punta osserva le mosse dei nemici. Fra le nostre posizioni e le loro, e una
pianura non vasta ed incolta. La bandiera sventola sul poggio più alto, in
mezzo a noi. Il sottotenente che la porta, mandò me dal Generale, e il Generale
mi mandò a lui comandando: «Ditegli che si porti sul poggio più alto, colla
bandiera, e che la faccia sventolare!». Dio, con qual voce me lo disse!
Al colonnello Carini si è impennato il
cavallo. Egli è caduto. Non fa nulla. Rieccolo in sella. Dianzi vidi cadere
anche il La Masa, che si deve essere fatto male. Mi sentii, come se avessi
battuto del capo io stesso, contro quelle pietre.
I cacciatori napoletani discendono dalle
alture. Che calma!... Che sicurezza nel loro movimenti! Fra poco... Ma le loro
trombe, che suoni lugubri!
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