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Francesco Algarotti
Saggio sopra la necessità di scrivere nella propria lingua

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1750-maneg | mani-zerbi

                                               grassetto = Testo principale
    Capitolo                                   grigio = Testo di commento
1 ded| stranieri.~ ~Posdammo, 8 novemb. 1750.~ ~_____~ ~ 2 | 8 3 sag| scrivere in italiano quanto all'abate Regnier, il quale all'Accademia 4 ded| Parigini, io l'ho provato abbastanza; ed ho potuto conoscere 5 sag| conoscere, a coltivare, ad abbellire la propria lingua, che è 6 | abbiamo 7 sag| abate Regnier, il quale all'Accademia della Crusca seppe ordire 8 sag| espressioni. E così, dovendo noi accomodare le immagini ai colori e 9 sag| altri fosse atto a scrivere acconciamente in uno idioma non suo, converrebbe 10 sag| Anzi bene spesso si può accorgere come le espressioni che 11 sag| piedi nelle pedate altrui, accrescere la greggia degl'imitatori.~ 12 sag| corrispondenti e per niente adattabili alle nostre istituzioni 13 sag| simili antiche leggende, adattare alla picciolezza delle cose 14 sag| la espressione penetrando addentro nell'animo non sia, come 15 sag| Francese, e a tutte le autorità addotte in suo favore dal poeta 16 sag| parecchi altri esempi che addurre se ne potrebbono, le vite 17 sag| moderne imprese col Regna adsignata, coll'Orbis Restitutori, 18 sag| linguaggio, in quello cioè che si affaceva unicamente a' loro modi 19 sag| nostra lingua, sono piene di affettazione, di parole insolite e diciamo 20 sag| cagione del poema latino dell'Affrica fu coronato il Petrarca 21 sag| letterati, i quali si persuadono agevolmente, scrivendo nelle lingue 22 sag| arricchire la nostra lingua, ad aggiugnervi nuovi modi di dire e nuove 23 sag| latino le voci proprie, si aggiunge anche quello non punto minore, 24 sag| quell'estro che ha invaso ed agita il poeta. Le quali cose 25 sag| Oltreché di un grandissimo aiuto ti può essere la viva voce 26 sag| da Vinci e di Leonbatista Alberti scritte da Raffaello Dufresne, 27 sag| quale annunziatrice degli albori~l'aura di maggio movesi 28 | alcuna 29 | alcuno 30 sag| latina vadano predicando gli Aldi, i Romoli Amasei ed altri 31 | allo 32 sag| il voler porre su' nostri altari la statua di Venere anadiomene 33 sag| per niente latino. Unus et alter assuitur pannus; e il risultato 34 sag| solo mezzo di giugnere alle altezze più sublimi dell'arte. ~ 35 sag| liberalità degli ingegni di alto sapere forniti e di purgato 36 sag| Scio, generoso insieme ed amabile. La nostra favella è maneggevole, 37 sag| predicando gli Aldi, i Romoli Amasei ed altri simili invasati 38 sag| mondo una più gran vampa di ammirazione del proprio ingegno, sono 39 sag| dalle sue proprie armi, ammutolisce, e colle trombe nel sacco 40 sag| uno non fa il zerbino in amore, che l'altro dopo un lungo 41 sag| placent, non sum desultor Amoris~ ~spectatum satis et donatum 42 sag| incoraggisce il Caro a voler ampliare, arricchire la nostra lingua, 43 sag| Toscana di una versione di Anacreonte, che sopra quelle medesimamente 44 sag| altari la statua di Venere anadiomene o di Marte vendicatore.~ ~ 45 sag| abbia molta proporzione ed analogia. Oltreché di un grandissimo 46 | ancora 47 sag| grammatica, quasi direi tra l'ancudine e il martello? Sarà pur 48 sag| beatitudine dell'Eliso.~Ma senza andar dietro agli apologhi e alle 49 sag| ricchezza. Per vie maggiormente animare i loro concetti hanno inventato 50 sag| nostro poeta:~ ~E quale annunziatrice degli albori~l'aura di maggio 51 sag| abbiam perduto l'arte dell'antica cavallerizza, non sono intese 52 sag| clusit, e con altre simili antiche leggende, adattare alla 53 sag| altri simili invasati nell'antichità, è la usanza che si va di 54 sag| quaeris,~Maecenas, iterum antiquo me includere ludo~ ~erano 55 sag| come interpolato, falso ed apocrifo.~Finalmente, per quanto 56 sag| senza andar dietro agli apologhi e alle finzioni, di tale 57 sag| esprimere tante nuove cose apparite nel mondo, per quanto si 58 sag| lingua francese, da esso lui appresa nell'ozio degli Elisi per 59 sag| pensare; e potrà con ragione appropriarsi di quelle memorabili parole 60 sag| messa dei morti, interdicere aqua et igni per fulminar la 61 sag| leggesse la storia delle aquile. Qual nuova disconvenevolezza 62 sag| delle lingue,~ ~quem penes arbitrium est, et ius, et norma loquendi.~ ~ 63 sag| come la greca, ma è più ardimentosa e concisa. Orazio paragonò 64 sag| non è loro permesso niuno ardire, anzi hanno da temere del 65 sag| braccialetti altrui, ma ha l'armatura fatta al suo dosso. In tal 66 sag| sconfitto dalle sue proprie armi, ammutolisce, e colle trombe 67 sag| maneggevole, immaginosa, armonica; disinvolta e gentile la 68 sag| se fosse del Petrarca, ed arricchì la Toscana di una versione 69 sag| il Caro a voler ampliare, arricchire la nostra lingua, ad aggiugnervi 70 sag| Cesare, udire un pedante arringare i suoi ragazzi con quella 71 sag| per quanto si spetta alle arti, alle scienze, ai traffici, 72 sag| quasi scordarsi tra gli Asiatici di esser nato in Europa, 73 sag| troppo male ne riescono. Assecondare il proprio naturale, trovare 74 sag| noi, che non siamo soliti assistere allo spettacolo de' gladiatori 75 sag| niente latino. Unus et alter assuitur pannus; e il risultato non 76 sag| Greco il quale poteva cogli Ateniesi gareggiare di finezza d' 77 | Atque 78 sag| ellenismi come di più pronti atteggiamenti, e brillano a ogni verso 79 sag| e di stile, e non potere attingere al perenne fonte della città, 80 sag| la scomunica, Collegium augurum per il Concistoro dei cardinali, 81 sag| quando sotto al dominio di Augusto pervenuta era al colmo della 82 sag| annunziatrice degli albori~l'aura di maggio movesi ed olezza~ 83 sag| di finezza d'ingegno, di austerità di maniere cogli Spartani, 84 sag| Falerno, vino gagliardo ed austero; l'altra al vino di Scio, 85 | avanti 86 | avendo 87 | avessero 88 | aveva 89 | avrebbe 90 sag| conviene considerare che ciò avvenne in tempi che il raccozzare 91 sag| cose de' Romani, gli era avviso che un passerotto leggesse 92 sag| italiani i quali, senza voler badare a quella favella che è nelle 93 sag| costruire dodici mila sale per banchettare il popolo, trionfare ad 94 sag| consigliava di lasciar da banda le muse italiane e darsi 95 sag| e cade in simili altri barbarismi, dando di che ridere a un 96 sag| cui tu scrivi. Anzi non basta quello che dagli altri fu 97 sag| concetti: e molto meno dovrà bastare a noi, i quali dovremmo 98 sag| picciol numero di autori, non basterebbe già ella a' Romani stessi 99 sag| raggiungere i suoi compagni nella beatitudine dell'Eliso.~Ma senza andar 100 sag| giudiziosi suoi capricci quel bell'umore del Gelli: «Facciano 101 sag| centonisti, facendo soltanto bella comparsa quando si mostrano 102 sag| antichi autori trovansi belle e fatte, guidano esse e 103 sag| nuovi modi di dire e nuove bellezze. La qual cosa non avrebbe 104 sag| geniti potuere.~Non pochi belli ingegni francesi tentarono 105 | bensì 106 sag| lingue nascono povere, dice Bernardo Tasso; e siccome i principi 107 ded| reverendo Padre Saverio Bettinelli della Compagnia di Gesù.~ ~« 108 | bisogna 109 sag| serve della corazza e de' braccialetti altrui, ma ha l'armatura 110 sag| italiane e darsi tutto in braccio a quelle del Lazio. Né già 111 sag| meno che qualunque altra la briglia dei fastidiosi grammatici.~ 112 sag| pronti atteggiamenti, e brillano a ogni verso metafore da 113 sag| di noi. Donde si rende in buona parte ragione della eccellenza 114 sag| va detto le pont neuf; e cade in simili altri barbarismi, 115 sag| contermina mundo.~ ~Che se a cagione del poema latino dell'Affrica 116 sag| anche una delle principali cagioni del loro sapere. Invitati 117 sag| metaforeggiare, starei per dire, così caldo quanto è il cielo che sotto 118 sag| trovano esser sempre tra il Calepino e la grammatica, quasi direi 119 sag| vanno più soggette a verun cambiamento, e sono in certo modo divenute 120 sag| principio:~ ~Infera regna canam supero contermina mundo.~ ~ 121 sag| mai ne' loro scritti quel candore, né quello stile che è ne' 122 sag| inganno contrafacendo una canzone come se fosse del Petrarca, 123 sag| dire ne' giudiziosi suoi capricci quel bell'umore del Gelli: « 124 sag| augurum per il Concistoro dei cardinali, sono sconvenevolezze tali, 125 ded| pare che faccia le sue più care delizie. Se non che quanto 126 sag| solamente dipinta in sulle morte carte de' libri. Perché in fine 127 sag| dire che sieno il nostro caso in una lingua da tanti secoli 128 sag| Chiabrera, il Guarino, il Castiglione e il Bembo, tuttoché nati 129 sag| lingua italiana è poeta casto e platonico, diviene licenzioso 130 sag| come a forza dalle frasi di Catullo e di Ovidio, suoi maestri 131 sag| come si è detto, per tante cause variato le cose, non vi 132 sag| perduto l'arte dell'antica cavallerizza, non sono intese che per 133 sag| di traffici, che non la cedono l'una all'altra né per ingegno, 134 sag| come disse il Bembo, per celebrare la messa dei morti, interdicere 135 sag| altro titolo che quello di centonisti, facendo soltanto bella 136 | certa 137 sag| di Tito Livio e di Giulio Cesare, udire un pedante arringare 138 | ché 139 sag| Firenze l'Ariosto, il Caro, il Chiabrera, il Guarino, il Castiglione 140 sag| secoli. In tal maniera quel chiaro ingegno incoraggisce il 141 | chiunque 142 | ciascun 143 sag| così caldo quanto è il cielo che sotto al quale son nati. 144 | cioè 145 cit| Citazione.~ ~Atque ego cum Graecos 146 cit| Graecos facerem natus mare citra~versiculos, vetuit me tali 147 sag| attingere al perenne fonte della città, ne viene in conseguenza 148 sag| Europa, che sapeva divenir cittadino di ogni paese. Ennio per 149 sag| propri concittadini avere per clienti dei re, che gli vedeva far 150 sag| terra marique parta Ianum clusit, e con altre simili antiche 151 sag| avea gran dimestichezza co' nostri autori. Venne fatto 152 | coll' 153 | colle 154 sag| per fulminar la scomunica, Collegium augurum per il Concistoro 155 sag| dietro alle parole poteano collocarlo nelle cose, o almeno darlo 156 sag| Augusto pervenuta era al colmo della ricchezza. Per vie 157 sag| dalla nautica tanto da essi coltivata. E quella loro lingua egualmente 158 | colui 159 sag| sono intese che per via di comento; sarebbono immagini disconvenienti, 160 sag| forme di dire tolte dal commercio, dal bel mezzo delle scienze, 161 sag| ingegno e il suo studio commette in parlando di non piccioli 162 sag| torna a raggiungere i suoi compagni nella beatitudine dell'Eliso.~ 163 ded| Saverio Bettinelli della Compagnia di Gesù.~ ~«Dovrebbe farmi 164 sag| facendo soltanto bella comparsa quando si mostrano rivestiti 165 sag| discrezione di giudizio in chi compone, ch'egli venga a schivare 166 sag| di in facendo più comune, che ogni scrittore, 167 sag| cui si suole dai dotti più comunemente scrivere, la educazione 168 sag| nazioni che hanno tra loro comunione di trattati, di letteratura, 169 sag| privilegi, che già le furono conceduti dalla munificenza degli 170 sag| In esso solamente gli è conceduto di esercitare tutte le sue 171 sag| ma è più ardimentosa e concisa. Orazio paragonò l'una al 172 sag| Collegium augurum per il Concistoro dei cardinali, sono sconvenevolezze 173 sag| che vedea i loro propri concittadini avere per clienti dei re, 174 sag| e grandiose, che male si confanno con le cose di oggidì. Doveano 175 sag| con la loro autorità li confermano per tutti i secoli. In tal 176 sag| lingua ristretta dentro a' confini che vi han posto gli antichi 177 sag| magniloquenza, che è quasi connaturale ai latini scrittori, dov' 178 sag| della città, ne viene in conseguenza che si va riducendo insieme 179 sag| vantaggi forse non è il meno considerabile quello, che dissipati non 180 sag| Invitati a legger poco potevano considerar molto; e quel tempo che 181 sag| in Campidoglio, conviene considerare che ciò avvenne in tempi 182 ded| materia ho distese alcune considerazioni che a lei trasmetto. Non 183 sag| sono pure in effetto i mal consigliati coloro che si mettono a 184 sag| orecchio al Bembo, il quale lo consigliava di lasciar da banda le muse 185 sag| con quella gravità che un consolo parlava in Senato, voler 186 sag| dell'imperio, di ciò che constituisce il genio e l'indole di una 187 sag| che risulta dalla presente constituzione del mondo.~Molte varietà 188 sag| che non erano obbligati a consumar dietro alle parole poteano 189 sag| Infera regna canam supero contermina mundo.~ ~Che se a cagione 190 sag| anzi hanno da temere del continuo di non mettere piede in 191 sag| quell'illustre suo inganno contrafacendo una canzone come se fosse 192 sag| dal poeta latino egli va contrapponendo le leggi sovrane dell'uso 193 sag| della poesia.~Ai Romani convenne, egli è vero, se e' vollero 194 sag| acconciamente in uno idioma non suo, converrebbe egli fosse un altro Proteo, 195 sag| soldato che non si serve della corazza e de' braccialetti altrui, 196 sag| de' Toscani meritò palma e corona. Se non che, a parlar giustamente, 197 sag| poema latino dell'Affrica fu coronato il Petrarca in Campidoglio, 198 sag| intrattiene. Si mette costui a correggerlo; Orazio a difendersi. Replica 199 sag| le leggi sovrane dell'uso corrente, che è il vero padron delle 200 sag| espressioni ad essi modi corrispondenti e per niente adattabili 201 sag| Doveano quelle maniere corrispondere a' concetti di una gente 202 sag| all'incontro, si trovano costretti di apprendere le varie lingue 203 sag| dei re, che gli vedeva far costruire dodici mila sale per banchettare 204 | costui 205 sag| religione, instituzioni, studi, costumanze e modi in tutto diversi 206 sag| isfinimento di cuore? E già credettero dover fare, per bene scrivere 207 sag| il Bembo, tuttoché nati e cresciuti nel bel mezzo d'Italia.~ 208 | cum 209 sag| gusto uno isfinimento di cuore? E già credettero dover 210 sag| lingue diceva di avere tre cuori. Diis geniti potuere.~Non 211 | dagli 212 | dallo 213 sag| simili altri barbarismi, dando di che ridere a un Francese 214 sag| inventato di nuove parole, per dare alla espressione più vivacità 215 sag| collocarlo nelle cose, o almeno darlo tutto a ben conoscere, a 216 ded| scrittura in francese e darmi animo sopra tutto a vieppiù 217 sag| banda le muse italiane e darsi tutto in braccio a quelle 218 sag| Guai al divino Ariosto se dava orecchio al Bembo, il quale 219 sag| dalle grondaie, dice il Davanzati, tutti differenti di genere 220 sag| lingua, alcuni de' nostri debbano preferire di comporre in 221 sag| sedere a scranna e farsi a decidere della Crusca latina? Sicché 222 | degl' 223 sag| titolo di letterati, non degnano depositare i loro pensamenti 224 ded| che faccia le sue più care delizie. Se non che quanto sia difficile 225 | dello 226 sag| di letterati, non degnano depositare i loro pensamenti che dentro 227 sag| de' Giovanni e de' Mattei descritti con le frasi di Tito Livio 228 sag| mihi mille placent, non sum desultor Amoris~ ~spectatum satis 229 sag| noto et a quel modo~che detta dentro, vo significando;~ ~ 230 sag| sovrana che dal Campidoglio dettava leggi all'universo.~I moderni, 231 sag| superficiale, perché si dia sfogo a quell'estro che 232 sag| introduce in certo suo dialogo Orazio a parlare la lingua 233 sag| linguaggio di quel popolo re?~Ma diamo che tale e tanta sia la 234 sag| serve della parola cité, dicendo la cité de Rome, dove conviene 235 sag| per possedere tre lingue diceva di avere tre cuori. Diis 236 sag| affettazione, di parole insolite e diciamo anche d'improprietà, sono 237 sag| le quali hanno il vanto, dicono essi, di essere intese in 238 sag| de' migliori libri che ne dieno le regole. Con tutto il 239 sag| a correggerlo; Orazio a difendersi. Replica il Francese, e 240 sag| come noi, in vari studi di differente natura, e sopra tutto che 241 sag| per quanto grandi sieno le difficoltà che incontrano coloro i 242 sag| somma gagliardia o di somma dilicatezza, e in ogni cosa il fiore 243 sag| dotto chi non avea gran dimestichezza co' nostri autori. Venne 244 sag| Satirico francese, volendo dimostrare e mordere a un tratto la 245 | dinanzi 246 sag| qualunque più strana forma dipendente da un governo, da un clima, 247 sag| che si rimane solamente dipinta in sulle morte carte de' 248 sag| dotta; non sapevano che dir si volesse una morta favella 249 sag| Calepino e la grammatica, quasi direi tra l'ancudine e il martello? 250 sag| appartiene, ragione alcuna né diritto. In essa, come in ogni altra 251 sag| certa necessità letteraria, dirò così, e politica, che risulta 252 sag| delle aquile. Qual nuova disconvenevolezza adunque il vedere i fatti 253 sag| comento; sarebbono immagini disconvenienti, se da un moderno poeta 254 sag| che tale e tanta sia la discrezione di giudizio in chi compone, 255 sag| differenti, né sono così diseguali gl'imperi, che tra esse 256 sag| maneggevole, immaginosa, armonica; disinvolta e gentile la francese; così 257 sag| spiegarle con franchezza e disinvoltura; come a quel soldato che 258 sag| dovesse apprendere; e il dispregio in cui tenevano tutte le 259 sag| nazione. A segno che una dissimilitudine grandissima conviene che 260 sag| considerabile quello, che dissipati non venivano, come noi, 261 ded| Sopra di tal materia ho distese alcune considerazioni che 262 sag| medesime, s'egli avesse disteso il suo poema in latino. 263 ded| lei trasmetto. Non già per distorla dallo scrivere in francese 264 sag| nato in Europa, che sapeva divenir cittadino di ogni paese. 265 sag| cambiamento, e sono in certo modo divenute il linguaggio dell'universo 266 sag| linguaggio, riesce specificamente diversa da tutti gli altri, come 267 sag| poeta casto e platonico, diviene licenzioso ed epicureo in 268 sag| languido e fosco.~Guai al divino Ariosto se dava orecchio 269 sag| rivestiti delle spoglie o delle divise altrui. Assai facilmente 270 sag| gli vedeva far costruire dodici mila sale per banchettare 271 sag| altro dopo un lungo servigio domanda il riposo. Appresso di noi, 272 sag| favella, ma quando sotto al dominio di Augusto pervenuta era 273 sag| Amoris~ ~spectatum satis et donatum iam rude quaeris,~Maecenas, 274 sag| l'armatura fatta al suo dosso. In tal modo solamente potrà 275 sag| era la lingua volgare e la dotta; non sapevano che dir si 276 sag| scrivendo nelle lingue dotte, di salire in fama a paro 277 sag| delle nostre maniere, non dotto chi non avea gran dimestichezza 278 sag| indosso a uno de' nostri dottori la toga romana, il voler 279 | dov' 280 sag| confanno con le cose di oggidì. Doveano quelle maniere corrispondere 281 sag| le espressioni. E così, dovendo noi accomodare le immagini 282 sag| quasi prima della materna si dovesse apprendere; e il dispregio 283 sag| loro concetti: e molto meno dovrà bastare a noi, i quali dovremmo 284 ded| della Compagnia di Gesù.~ ~«Dovrebbe farmi levare in superbia 285 sag| dovrà bastare a noi, i quali dovremmo in essa esprimere tante 286 sag| potrebbe dire di lui~ ~che la dritta via era smarrita,~ ~quando 287 sag| greca era effetto, non è dubbio, del loro orgoglio, ma era 288 sag| Ovidio, suoi maestri e suoi duci.~Che se pure vogliono alcuni 289 sag| Alberti scritte da Raffaello Dufresne, e alcune cose singolarmente 290 | ebbe 291 sag| buona parte ragione della eccellenza a cui da essi recate furono 292 sag| dell'uditore si viene ad eccitare quella precisa idea che 293 ded| ritenuti gli eroi, ma per eccitarla più che mai a nobilitare 294 sag| comunemente scrivere, la educazione dei Romani avea per fondamento 295 | ego 296 sag| coltivata. E quella loro lingua egualmente libera, che coloro che in 297 sag| nascevano maniere di esprimersi elevate e grandiose, che male si 298 sag| appresa nell'ozio degli Elisi per via della lettura degli 299 sag| compagni nella beatitudine dell'Eliso.~Ma senza andar dietro agli 300 sag| mossa sonosi serviti di ellenismi come di più pronti atteggiamenti, 301 sag| nutrire fondata speranza di emulare quei Greci e quei Latini 302 sag| cittadino di ogni paese. Ennio per possedere tre lingue 303 sag| forza rintuzzare il proprio entusiasmo, porre i piedi nelle pedate 304 sag| platonico, diviene licenzioso ed epicureo in lingua latina, trattovi 305 sag| conviene, e non altra, ed equivale alla intonazione perfetta, 306 sag| greca, le quali sono come l'erario di ogni nostro sapere. Tanto 307 sag| olezza~tutta impregnata dall'erba e da' fiori.~ ~Dalla grandezza 308 ded| hanno da essere ritenuti gli eroi, ma per eccitarla più che 309 sag| parlando di non piccioli errori; per esempio si serve della 310 sag| altra lingua morta, conviene esaminare quali sieno le donazioni 311 sag| sono tra parecchi altri esempi che addurre se ne potrebbono, 312 sag| avessero per le mani gli esemplari di quelli, e in quelli ponessero 313 sag| solamente gli è conceduto di esercitare tutte le sue forze, di spiegarle 314 sag| nostro sapere. Tanto da noi esige una certa necessità letteraria, 315 sag| le cose, di ordinarle, di esprimerle. Onde il genio, o vogliam 316 sag| presente, nascevano maniere di esprimersi elevate e grandiose, che 317 sag| delle nazioni che in esse si esprimono. Gli Spagnuoli, signori 318 | essendo 319 | est 320 sag| religione, del governo, della estensione dei traffici, della grandezza 321 sag| perché si dia sfogo a quell'estro che ha invaso ed agita il 322 sag| Onde de' latinanti della età sua ebbe a dire ne' giudiziosi 323 sag| linguaggio dell'universo e della eternità.~Per quanto speciose parer 324 | eziandio 325 | fa 326 sag| scrivere.~Dove altrimenti va la faccenda in una lingua morta. E pigliando 327 | Facciano 328 cit| Atque ego cum Graecos facerem natus mare citra~versiculos, 329 sag| delle divise altrui. Assai facilmente le riconosce chiunque è 330 sag| essi recate furono quelle facoltà. Tra i quali vantaggi forse 331 sag| Orazio paragonò l'una al Falerno, vino gagliardo ed austero; 332 sag| di non mettere piede in fallo e si trovano esser sempre 333 sag| ragione come interpolato, falso ed apocrifo.~Finalmente, 334 sag| lingue dotte, di salire in fama a paro degli antichi maestri 335 sag| Petrarca non per altro è famoso, letto e studiato, che per 336 sag| una morta favella che da fanciulli, quasi prima della materna 337 sag| pensamenti, i concetti, le fantasie; diversi i modi di apprendere 338 | far 339 sag| così poca impressione, che farieno a un Samoiedo o a un Lappone 340 | farmi 341 | farsi 342 sag| qualunque altra la briglia dei fastidiosi grammatici.~Ora perché altri 343 | fatta 344 sag| disconvenevolezza adunque il vedere i fatti de' Pieri, de' Giovanni 345 | fece 346 sag| delle locuzioni, delle figure e degli altri ornamenti 347 | Finalmente 348 sag| carte de' libri. Perché in fine né i principi del pensare, 349 sag| cogli Ateniesi gareggiare di finezza d'ingegno, di austerità 350 sag| dietro agli apologhi e alle finzioni, di tale verità ne siamo 351 sag| dilicatezza, e in ogni cosa il fiore ultimo della espressione. 352 sag| impregnata dall'erba e da' fiori.~ ~Dalla grandezza similmente 353 sag| italiano, qualche dimora in Firenze l'Ariosto, il Caro, il Chiabrera, 354 sag| non pochi vantaggi, parte fisici parte morali, vogliono i 355 sag| tutti i paesi, si trovano fissate dall'autorità degli scrittori, 356 sag| solamente potrà nutrire fondata speranza di emulare quei 357 sag| potere attingere al perenne fonte della città, ne viene in 358 sag| preferire di comporre in qualche forestiero linguaggio, come pur fanno, 359 sag| e fatte, guidano esse e formano il sentimento del poeta, 360 sag| altri fu detto: è necessario formarsi talvolta come una nuova 361 sag| verso metafore da esso loro formate quasi nuovi lampi d'ingegno. 362 sag| inglesi hanno moltissime forme di dire tolte dal commercio, 363 sag| degli ingegni di alto sapere forniti e di purgato giudizio fanno 364 sag| esercitare tutte le sue forze, di spiegarle con franchezza 365 sag| ogni cosa riesce languido e fosco.~Guai al divino Ariosto 366 sag| forze, di spiegarle con franchezza e disinvoltura; come a quel 367 sag| coloro che si piccavano in Francia di scrivere latinamente, 368 sag| interdicere aqua et igni per fulminar la scomunica, Collegium 369 | fuori 370 sag| ricercano modi di dire di somma gagliardia o di somma dilicatezza, 371 sag| paragonò l'una al Falerno, vino gagliardo ed austero; l'altra al vino 372 sag| quale poteva cogli Ateniesi gareggiare di finezza d'ingegno, di 373 sag| capricci quel bell'umore del Gelli: «Facciano quanto fanno; 374 sag| più gentile o perché è più generalmente inteso del proprio. E coloro 375 sag| Davanzati, tutti differenti di genere e di stile, e non potere 376 sag| l'altra al vino di Scio, generoso insieme ed amabile. La nostra 377 sag| di avere tre cuori. Diis geniti potuere.~Non pochi belli 378 sag| corrispondere a' concetti di una gente che vedea i loro propri 379 ded| Bettinelli della Compagnia di Gesù.~ ~«Dovrebbe farmi levare 380 sag| scrittore, dove specialmente gioca la fantasia, scriva nel 381 sag| vedere i fatti de' Pieri, de' Giovanni e de' Mattei descritti con 382 ded| il piacere a così superbi giudici, come sono le sue orecchie 383 sag| età sua ebbe a dire ne' giudiziosi suoi capricci quel bell' 384 sag| che è il solo mezzo di giugnere alle altezze più sublimi 385 sag| frasi di Tito Livio e di Giulio Cesare, udire un pedante 386 sag| quando egli avesse proseguito giusta quel suo principio:~ ~Infera 387 sag| corona. Se non che, a parlar giustamente, fu il Regnier nella poesia 388 sag| intonazione perfetta, al toccar giusto nella musica. A ciò fare 389 sag| assistere allo spettacolo de' gladiatori e abbiam perduto l'arte 390 sag| e morti scrittori quasi gocciole dalle grondaie, dice il 391 sag| eloquenza e alla poesia, godessero gli antichi sopra di noi. 392 sag| scienze, ai traffici, ai governi, alle religioni, dopo che 393 cit| Citazione.~ ~Atque ego cum Graecos facerem natus mare citra~ 394 sag| sempre tra il Calepino e la grammatica, quasi direi tra l'ancudine 395 sag| la briglia dei fastidiosi grammatici.~Ora perché altri fosse 396 sag| Finalmente, per quanto grandi sieno le difficoltà che 397 sag| di esprimersi elevate e grandiose, che male si confanno con 398 sag| che una dissimilitudine grandissima conviene che da tutto ciò 399 sag| analogia. Oltreché di un grandissimo aiuto ti può essere la viva 400 sag| si parla tuttavia di quel Greco il quale poteva cogli Ateniesi 401 sag| pedate altrui, accrescere la greggia degl'imitatori.~La moderna 402 sag| eziandio che hanno il maggior grido tra noi, non meritano forse 403 sag| scrittori quasi gocciole dalle grondaie, dice il Davanzati, tutti 404 sag| riesce languido e fosco.~Guai al divino Ariosto se dava 405 sag| il Caro, il Chiabrera, il Guarino, il Castiglione e il Bembo, 406 sag| moltitudine è una miglior guida, che esser nol possono gli 407 sag| trovansi belle e fatte, guidano esse e formano il sentimento 408 sag| improprietà, sono alle persone di gusto uno isfinimento di cuore? 409 | hai 410 | han 411 cit| vetuit me tali voce Quirinus.~Horat., Sat. X, Lib. I~_____~ 412 | iam 413 sag| Pace terra marique parta Ianum clusit, e con altre simili 414 sag| eccitare quella precisa idea che conviene, e non altra, 415 sag| morti, interdicere aqua et igni per fulminar la scomunica, 416 sag| Crusca seppe ordire quell'illustre suo inganno contrafacendo 417 sag| unicamente i loro studi a imitare gli antichi autori di nostra 418 sag| accrescere la greggia degl'imitatori.~La moderna schiera in effetto 419 sag| di raccozzare a forza d'imitazione un qualche componimento 420 sag| nostra favella è maneggevole, immaginosa, armonica; disinvolta e 421 sag| è pur nello scrivere la importantissima cosa di tutte, onde nella 422 sag| da tanti secoli morta, è impossibile. Perché avendo, come si 423 sag| maggio movesi ed olezza~tutta impregnata dall'erba e da' fiori.~ ~ 424 ded| che quanto sia difficile impresa il piacere a così superbi 425 sag| voler suggellare le moderne imprese col Regna adsignata, coll' 426 sag| nostra fantasia così poca impressione, che farieno a un Samoiedo 427 sag| esprimere le particolari loro impressioni, rappresentar nettamente 428 sag| come quella prende quasi l'impronta delle nazioni che in esse 429 sag| insolite e diciamo anche d'improprietà, sono alle persone di gusto 430 sag| Maecenas, iterum antiquo me includere ludo~ ~erano immagini vivissime 431 sag| universo.~I moderni, all'incontro, si trovano costretti di 432 sag| egli venga a schivare lo inconveniente della magniloquenza, che 433 sag| maniera quel chiaro ingegno incoraggisce il Caro a voler ampliare, 434 sag| constituisce il genio e l'indole di una nazione. A segno 435 sag| maggior non sarebbe il mettere indosso a uno de' nostri dottori 436 sag| giusta quel suo principio:~ ~Infera regna canam supero contermina 437 sag| ordire quell'illustre suo inganno contrafacendo una canzone 438 sag| sostenutezza e gravità. Gl'inglesi hanno moltissime forme di 439 sag| imperio; ed hanno da studiare inoltre la lingua latina e la greca, 440 sag| affettazione, di parole insolite e diciamo anche d'improprietà, 441 sag| fondamento principi di religione, instituzioni, studi, costumanze e modi 442 sag| delle tre parti del mondo; intantoché fu detto da un bello ingegno 443 sag| celebrare la messa dei morti, interdicere aqua et igni per fulminar 444 sag| rigettato a ragione come interpolato, falso ed apocrifo.~Finalmente, 445 sag| perché è più generalmente inteso del proprio. E coloro che 446 sag| altra, ed equivale alla intonazione perfetta, al toccar giusto 447 sag| un Francese col quale s'intrattiene. Si mette costui a correggerlo; 448 sag| di scrivere latinamente, introduce in certo suo dialogo Orazio 449 sag| Romoli Amasei ed altri simili invasati nell'antichità, è la usanza 450 sag| sfogo a quell'estro che ha invaso ed agita il poeta. Le quali 451 sag| animare i loro concetti hanno inventato di nuove parole, per dare 452 sag| cagioni del loro sapere. Invitati a legger poco potevano considerar 453 | io 454 sag| alle persone di gusto uno isfinimento di cuore? E già credettero 455 sag| lingue oltre alla propria non ispendevano l'opera ed il tempo.~Appresso 456 sag| vuol pur vincere ad ogni istante, per quanto un faccia, e 457 sag| niente adattabili alle nostre istituzioni ed usanze. Litare Diis manibus, 458 sag| tale autore che in lingua italiana è poeta casto e platonico, 459 sag| scritture di quei nostri italiani i quali, senza voler badare 460 | iterum 461 sag| penes arbitrium est, et ius, et norma loquendi.~ ~E 462 | ivi 463 sag| loro formate quasi nuovi lampi d'ingegno. Ma qual cosa 464 sag| immagini, ogni cosa riesce languido e fosco.~Guai al divino 465 sag| farieno a un Samoiedo o a un Lappone quei versi del nostro poeta:~ ~ 466 sag| quale lo consigliava di lasciar da banda le muse italiane 467 sag| piccavano in Francia di scrivere latinamente, introduce in certo suo 468 sag| e non di vena. Onde de' latinanti della età sua ebbe a dire 469 sag| un componimento di frasi latine bensì, ma che non è per 470 sag| in braccio a quelle del Lazio. Né già lo stile di Dante 471 sag| spenta quella lingua. Né lecito è a noi, essendo ella pur 472 sag| con altre simili antiche leggende, adattare alla picciolezza 473 sag| loro sapere. Invitati a legger poco potevano considerar 474 sag| avviso che un passerotto leggesse la storia delle aquile. 475 sag| bello ingegno che quando leggeva le cose de' Romani, gli 476 sag| di Lionardo da Vinci e di Leonbatista Alberti scritte da Raffaello 477 sag| esige una certa necessità letteraria, dirò così, e politica, 478 sag| comunione di trattati, di letteratura, di traffici, che non la 479 sag| non per altro è famoso, letto e studiato, che per le sue 480 sag| degli Elisi per via della lettura degli scrittori e de' migliori 481 | li 482 cit| Quirinus.~Horat., Sat. X, Lib. I~_____~ 483 sag| quella loro lingua egualmente libera, che coloro che in essa 484 sag| casto e platonico, diviene licenzioso ed epicureo in lingua latina, 485 sag| ne potrebbono, le vite di Lionardo da Vinci e di Leonbatista 486 sag| nostre istituzioni ed usanze. Litare Diis manibus, come disse 487 sag| descritti con le frasi di Tito Livio e di Giulio Cesare, udire 488 sag| Degna adunque di somma lode, per quanto in favore della 489 sag| arbitrium est, et ius, et norma loquendi.~ ~E Orazio, sconfitto dalle 490 sag| iterum antiquo me includere ludo~ ~erano immagini vivissime 491 | lungo 492 sag| donatum iam rude quaeris,~Maecenas, iterum antiquo me includere 493 sag| picciolezza delle cose nostre la maestà del linguaggio di quel popolo 494 sag| annunziatrice degli albori~l'aura di maggio movesi ed olezza~tutta impregnata 495 | maggiori 496 sag| della ricchezza. Per vie maggiormente animare i loro concetti 497 sag| schivare lo inconveniente della magniloquenza, che è quasi connaturale 498 sag| sono pure in effetto i mal consigliati coloro che si 499 sag| amabile. La nostra favella è maneggevole, immaginosa, armonica; disinvolta 500 sag| gli antichi scrittori, che maneggiare non posson a lor talento,


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