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Torquato Accetto
Della dissimulazione onesta

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


1-erump | es-ottim | ozio-tacer | taces-zephy

                                                grassetto = Testo principale
     Capitolo                                   grigio = Testo di commento
1 | 1 2 | 10 3 11 | 11. Del dissimulare con li 4 | 12 5 | 13 6 | 14 7 | 15 8 | 16 9 | 17 10 | 18 11 | 19 12 | 2 13 | 20 14 | 21 15 | 22 16 | 23 17 | 24 18 | 25 19 | 3 20 | 4 21 | 5 22 | 6 23 | 7 24 | 8 25 | 9 26 | ab 27 25 | quando sei stata posta in abbandono e s'è dato luogo a manifesti 28 | abbian 29 6 | indisposto a dissimulare. Dove abbonda il sangue, concorre l'allegrezza, 30 6 | temperato dunque è molto abile a questo effetto di prudenza, 31 19 | sospetto d'ogni capo dove abita la sapienzia; e però spesso 32 12 | sue, ma piena notizia, ed abitar non nella superficie dell' 33 24 | ed in eterno sicuri, gli abitatori del Paradiso, si vede come 34 15 | precipitar le parole, quasi con aborto de' concetti che, di forma 35 23 | sagaci intelletti, che hanno abusato il proprio lume, si accorgeranno 36 5 | suo bene, di che quella è abuso; onde nasce ch'è impossibile 37 14 | si mostra per altra via, accende quella febre amorosa della 38 14 | stanza ne' petti umani, accendendogli da dovero, perché i sospiri, 39 19 | capital nelle spese, suol accender gran fuoco nella propria 40 15 | iratum in ultionem iniuriae acceptae erumpere videam, sed ut 41 15 | essendo un baleno che, acceso nel cuore, porta le fiamme 42 22 | e quando succede qualche accidente che perturbi tanto sereno, 43 6 | que' che non vi si sanno accommodare; ma più è certo che gli 44 25 | potrebbe vivere se tu non accommodass'i sensi a così duri oggetti? 45 20 | onesta tolleranzia, in che si accordano tutt'i filosofi, che per 46 18 | quiete, se insieme non s'accorge che la medesima fortuna, 47 5 | viderentur», ecc.; ecco che si accorgeano chiaramente della sua intenzion 48 23 | abusato il proprio lume, si accorgeranno come allora non gioverà 49 10 | e ciascun, che vuol ben accorgersene per gl'interessi suoi, vegga 50 Ded| uscir da se medesimi, non si accorgono della strada ch'è verso 51 14 | fisico gentil, che ben s'accorse,~l'età sua in sul fiorir 52 22 | che, dopo l'avversità, si accresca splendor agli animi che 53 7 | tant'altezza di spirito si accresce per mezzo della vita occupata 54 8 | versi l'arte di nasconder l'acerbità della fortuna, e prima fu 55 15 | venit - inquit - a caelo, Achilles, ut te iratum in ultionem 56 13 | bisognava minor quantità d'acqua per temperarlo; e qui son 57 18 | non ha che pretender per l'acquisto di quella gloria, che solamente 58 5 | bisogna, perché scoperti ed additati per fallaci, non è chi loro 59 20 | eam foederantur, illi in adfect<at>ione virtutis unanimiter 60 2 | forte, e sincera, mentre l'adorna di ogni abito gentile, o ( 61 13 | cohibere Joseph multis coram adstantibus». In questo ebbe fine quella 62 5 | occuleret, seu natura seu adsuetudine, suspensa semper et obscura 63 8 | refert curisque ingentibus aeger.» Si vede in questi versi 64 13 | cum fletu, quam audierunt Aegyptii, omnisque domus Pharaonis, 65 20 | libidinibus et sententiarum aemulationibus discordent, solius tamen 66 Ded| Custodi innocentiam et vide aequitatem,~quoniam sunt reliquiae 67 22 | esempio in tutt'i secoli per affermare che i servi di Dio, in ogni 68 25 | Conclusione del trattato.~ ~Avendo affermato che in questa vita non sempre 69 5 | mestiero, ancorché da molti si affermi; e ciò considero perché, 70 Ded| opera io l'abbia detto: affermo dunque che 'l mio fine è 71 25 | par bene di conchiuder con affettuoso rivolgimento alla dissimulazione 72 15 | in questa passione contra Agamennone, quando «truculento intuens 73 10 | sed relicta;~non ingratus ager, focus perennis;~lis nunquam, 74 2 | occasione di amarlo quando vi s'aggiunge la salute della republica 75 4 | più distrugger se stessa, aggiungendo il falso delle operationi 76 Ded| mio trattato io pensava di aggiunger alcune altre mie prose, 77 | agl' 78 13 | nullus interesset alienus agnitioni mutuae. Elevavitque vocem 79 14 | se non fosse la discreta aita~del fisico gentil, che ben 80 | alia 81 13 | quando dal lor fratello, già alienato da ogni legge di umanità, 82 13 | foras, et nullus interesset alienus agnitioni mutuae. Elevavitque 83 | alii 84 | alios 85 14 | iamdudum saucia cura~vulnus alit venis at caeco carpitur 86 19 | di dover pigliare abito allegro nella presenza de' tiranni, 87 | allo 88 | almen 89 | almeno 90 15 | rinchiuder così gagliarda alterazione; e di chi è trascorso a 91 8 | sicut autem nix liquefit in altis montibus,~quam Eurus liquefecit, 92 15 | ritirato ogni pensiero nell'altissima parte della mente, potrà 93 21 | grandezza degli uomini di alto stato, lo starsi ne' termini 94 2 | non è variabile e non cava altronde la verità, ma il tutto conosce 95 | altrove 96 8 | Spem vultu simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo 97 2 | essendo egli filalhthz, ama il vero non per ragion di 98 14 | quasi a morte corse;~e l'amar forza, e 'l tacer fu virtute;~ 99 2 | ed ha più occasione di amarlo quando vi s'aggiunge la 100 15 | da così fatto misto di amaro e di dolce, dee guardarsi 101 Ded| homini pacifico.~ ~Così è amator di pace chi dissimula con 102 14 | loro affetti, si muta in ambizione amorosa di dimostrarli; 103 10 | prudens simplicitas, pares amici,~convictus facilis, sine 104 2 | non con altra mente che di amicizia e di amore. Alla verità 105 25 | ordinar le republiche, nell'amministrar la guerra, e nel conservar 106 21 | del mondo può saziarlo. Si ammira, come grandezza degli uomini 107 | ancor 108 14 | donisque movetur.~ ~Ed ancorché andasse velando gli stimoli della 109 2 | se la verità non fosse andata per le bocche di quella 110 6 | parer turbato il viso, come anderà richiedendo l'occasione; 111 2 | rispetti furo onorati quegli anni con sì glorioso nome, ed 112 Ded| anche di poche parole. Ha un anno ch'era questo trattato tre 113 17 | son invenzioni de' poeti antichi o moderni, ma delle vere 114 14 | Torquato Tasso:~ ~Picciola è l'ape, e fa col picciol morso~ 115 1 | Da che 'l primo uomo aperse gli occhi, e conobbe ch' 116 6 | facilmente celare, essendo troppo aperta per sua propria qualità. 117 11 | chiusi e stanno in se stessi aperti.~ ~ ~ 118 17 | per dissimular le sinistre apparenze, soggiungerò più distinto 119 2 | disvii nel cercar l'ombre che appartengono all'arte del fingere, come 120 | appena 121 15 | dal piacere, perché ella è appetito, con dolore, di far vendetta 122 4 | simulazione, e spiegherei appieno l'arte del fingere in cose 123 18 | per poco tempo, si faccia applauso, essendo un salto di fortuna 124 21 | palantes quaerere vitae.~ ~Applicando io però questi versi al 125 11 | simulatori.~ ~Quelli che si applicano al piacer della parte ch' 126 17 | eterna legge, che tutto sa applicar ad ottimo fine; e 'l premio 127 3 | della prudenza che, tutta appoggiata al vero, nondimeno a luogo 128 7 | contrade, o che da' libri non apprende il lungo e 'l lato del mondo, 129 4 | dissimulazione, in modo che sia appresa nel suo sincero significato, 130 23 | quando la verità stessa aprirà le finestre del cielo e, 131 12 | propria fortuna, per meglio aprirli dopo così breve ristoro: 132 6 | voi fora distrutto~libero arbitrio, e non fora giustizia~per 133 14 | negai, ma un mio sospiro ardente~fu più verace testimon del 134 14 | futurae~expleri mentem nequit, ardescitque tuendo~Phenissa et puero 135 14 | Erminia - mi dicesti - ardi d'amore. -~Io te 'l negai, 136 20 | la forteza dal temerario ardire, son pronti ad ogni qualità 137 14 | manifestava il foco onde tutt'ardo.~ ~Il medesimo dolor che 138 18 | vestigio, come il fumo nell'aria.~ ~ ~ 139 10 | soave, e come disse Ludovico Ariosto,~ ~Fu il vincer sempre mai 140 15 | atto di vendetta: e però Aristotele soggiunse: «recte illud 141 2 | la qual con dolcissima armonia metta tutte le parole sotto 142 19 | dimostrazioni di soverchi arnesi e di oziosi ornamenti, oltre 143 23 | pelle della volpe dove non arriva quella del leone, che fu 144 5 | intenzion in quelli continui artifici. In sostanza il dissimular 145 12 | par che l'ordine di questo artificio metta prima la mano nella 146 14 | mentre Amor in figura di Ascanio trattava con lei; ma niuna 147 8 | Ulisse, tenendo il ciglio asciutto, ed a questo par che corrisponda 148 14 | breve spazio entra, e s'asconde?.~ ~Nondimeno è pur tanto 149 15 | quando «truculento intuens aspectu: - O vir - inquit - ex dolo 150 Ded| dico, tollerando, tacendo, aspettando, e mentre si va rendendo 151 15 | diletto vincer se stesso, in aspettar che passi la procella degli 152 17 | non sempre vien pronta, si aspetti come decreto inseparabile 153 19 | miseriarum pars erat videre et aspici, cum suspiria nostra subscriberentur, 154 24 | è travaglio; onde si dee aspirar al termine di questa necessità, 155 19 | tempo, vince se stessa, assicurando le sue ricchezze, poiché 156 22 | mutazione nelle cose sue, ben assicurate dalla prudenzia, che in 157 8 | lachrymantis~flentis suum virum assidentem. At Ulysses~animo quidem 158 19 | mezzo di rimediar, che l'astenersi dalla pompa nella prosperità, 159 10 | curis;~non tristis torus, attamen pudicus;~somnus qui faciat 160 12 | maraviglia che ogni uno attend'a saper il prezzo della 161 13 | a coprire, tanto quello attende a scoprire; l'altra della 162 18 | altra occupazione, che di attender a star disoccupati, e senza 163 9 | disiderii, che son cagion di atti noiosi, come il mostrar 164 14 | Illa, graves oculos conata attollere, rursus~deficit: infixum 165 6 | opinione di que' che sogliono attribuir a certi popoli la disposizione 166 8 | disse:~ ~Hac autem <iam> audiente fluebant lacrymae, liquefiebat 167 13 | Elevavitque vocem cum fletu, quam audierunt Aegyptii, omnisque domus 168 2 | così si rappresentava l'auqecastoz, ch'è il verace ne' detti, 169 23 | come disse Giob. Quell'aurora porterà un giorno tutt'occupato 170 Ded| L’autor a chi legge.~ ~«A questo 171 7 | altri nasce quella piena autorità che l'uomo ha sopra se stesso 172 | avanti 173 | avean 174 | avendosi 175 23 | di numero e di peso. Non averà che far la dissimulazione 176 1 | mi ricordo il danno che averebbe potuto farmi lo sfrenato 177 Ded| volentieri per mezzo di quelli mi averei fatto intendere, per far 178 | averlo 179 | avesse 180 7 | poter far giudicio dell'avvenire. Stando la mente così sodisfatta, 181 2 | di quella pur troppo bene avventurata gente, se non fosse stata 182 22 | vuol il cielo che, dopo l'avversità, si accresca splendor agli 183 15 | più manifesto, essendo un baleno che, acceso nel cuore, porta 184 14 | tormenta gli amanti, se non bast'a far che dicano i loro 185 4 | essenzia di ciò ch'è corporeo. Basterà dunque il discorrer della 186 6 | che, se fatica~ne le prime battaglie del ciel dura,~poi vince 187 10 | parla a se stesso della vita beata, che nominando a questo 188 10 | dicendo:~ ~Vitam quae faciunt beatiorem,~iucundissime Martialis, 189 24 | chiara vista, ch'è l'ultima beatitudine dell'uomo, essendo la più 190 1 | porta questo velo, e che nel bel sereno della vita non si 191 2 | che nelle tenebre fa i più belli lavori, si consideri il 192 23 | sarà arte da far vedere il bianco per lo nero. S'udirà il 193 2 | non fosse andata per le bocche di quella pur troppo bene 194 2 | veste, seppe trovar ne' boschi stanza civile, non bramando 195 2 | boschi stanza civile, non bramando più caro tetto che 'l cielo, 196 10 | pudicus;~somnus qui faciat breves tenebras;~quod sis esse 197 Ded| tra poco tempo,~ ~Edita ne brevibus pereat mihi charta libellis,~ ~ 198 9 | lasciarsi vedere, o perché son brutte o perché portan pericolo 199 9 | portan pericolo di produrre brutti accidenti. Ed oltre a quanto 200 7 | domane per avventura saranno buone, ed oggi sono perniziose. 201 9 | già non è altro che un cadavero dissimulato dal favor dell' 202 22 | quiete. Ma se con tutto ciò cadde in miseria, fu voler di 203 9 | dissimula di esser cosa tanto caduca, e quasi con una semplice 204 22 | sua perché non gli fosse caduta dalle mani, disse:~ ~Nonne 205 14 | cura~vulnus alit venis at caeco carpitur igni,~ ~pur, quello 206 15 | Non venit - inquit - a caelo, Achilles, ut te iratum 207 21 | de' palagi, ed ivi nelle camere segrete, cinte di ferro 208 2 | fosse stata scritta nel candore di que' magnanimi petti 209 15 | disse Platone: «tanquam canis a pastore, ita denique revocatus 210 21 | ch'essendo breve giro, è capace d'ogni cosa; anz'il mondo 211 19 | oltre al distrugger il capital nelle spese, suol accender 212 Ded| fatica, ancorché nel primo capitolo della medesima opera io 213 2 | que' magnanimi petti con caratteri (benché invisibili) di buona 214 13 | vengon da persone tanto care quanto son i fratelli.~ ~ ~ 215 16 | mentali (già che non posso dir carnali) del concetto che l'uomo 216 11 | melius <etiam> quiddam habes carne; quare, misso illo et neglecto, 217 14 | vulnus alit venis at caeco carpitur igni,~ ~pur, quello che 218 22 | della pazienzia, che nel carro della vera gloria si menò 219 Ded| avessi potuto metter nelle carte i semplici cenni, volentieri 220 11 | contra l'arte, ed in tal caso riuscirà più accorto chi 221 8 | conchiude:~ ~Per varios casus, per tot discrimina rerum~ 222 22 | gloria si menò appresso come catenati tutt'i mali, fin ch'egli 223 2 | intelletto non è variabile e non cava altronde la verità, ma il 224 9 | colori che han da dividersi e cedere alla forza del tempo e della 225 Ded| vide innalzato simile a' cedri di assai famoso monte; da 226 6 | la qual non sa facilmente celare, essendo troppo aperta per 227 24 | non occorre che alcuno si celi. Ivi tutto è manifesto, 228 Ded| metter nelle carte i semplici cenni, volentieri per mezzo di 229 20 | qualità di vendetta, e per un cenno che non sia fatto a lor 230 2 | che la vista si disvii nel cercar l'ombre che appartengono 231 12 | della sua disavventura, e cerchi di viver con qualche imagine 232 | Certe 233 17 | qua giù, non manca però la certezza dell'eterna legge, che tutto 234 | certi 235 Ded| ne brevibus pereat mihi charta libellis,~ ~come disse Marziale. 236 4 | cose che non han corpo, chiamando imaginaria l'essenzia di 237 23 | abissi fin alle stelle, chiamerà tutti; e ciascuno dee saper 238 5 | ecco che si accorgeano chiaramente della sua intenzion in quelli 239 2 | lasciando il discorrer per que' chiari abissi del primo vero, toccherò 240 14 | A te sovente~desiosa i' chiedea del mio signore.~Vedendo 241 3 | faccia di menzogna~dee l'uom chiuder le labbra quant'ei puote,~ 242 21 | vivere: perché nello star chiuso, per l'ordine naturale si 243 Ded| emendarlo. Si conosceranno le cicatrici da ogni buon giudizio, e 244 8 | degli scogli ed i sassi de' Ciclopi, se ne valse come per sepellir 245 Ded| dell'animo, ed è più che cieco chi pensa che per prender 246 8 | animo di Ulisse, tenendo il ciglio asciutto, ed a questo par 247 21 | ivi nelle camere segrete, cinte di ferro e di uomini a guardia 248 | cioè 249 3 | della dissimulazione alla circonferenza di quelli che ci stanno 250 23 | ciascuno dee saper e dire «circumdabor pelle mea», come disse Giob. 251 7 | ed a guisa di ubbidienti cittadini, si contentino ad accommodarsi 252 2 | trovar ne' boschi stanza civile, non bramando più caro tetto 253 3 | falsum est, et orationi et cogitationi contingens», dice Platone. 254 12 | poco chiusi gli occhi della cognizion della propria fortuna, per 255 Ded| precipizio. Quelli che hanno vera cognizione dell'istorie potranno ricordarsi 256 13 | benignità, «non se poterat ultra cohibere Joseph multis coram adstantibus». 257 6 | manifesta tolleranzia; e la collera, che è fuor di misura, è 258 6 | malinconia o la flemma o l'umor collerico, è molto indisposto a dissimulare. 259 21 | cuore, in poter del quale è collocata, non solo la vita, ma la 260 1 | rappresentar il serpente e la colomba insieme, con intenzion di 261 20 | diventar grandi; ed a tutti color che son potenti, molto più 262 9 | di quelle parti e di que' colori che han da dividersi e cedere 263 3 | ei puote,~però che senza colpa fa vergogna.~ ~Bisogna dunque 264 1 | serpentes, et simplices sicut columbae»), importando a ciascuno 265 20 | solius tamen patientiae in com<m>une memores, huic uni 266 | com' 267 1 | importando a ciascuno che comandi o che ubbidisca il valersi 268 17 | si rappresentano ogni dì comedie e tragedie; ed or non dico 269 9 | dissimulazione ne' termini morali, comincio dalle cose che più bisognano, 270 16 | di ragion conviene, non commette alla lingua maggior giuridizzione 271 20 | huic uni studiorum suorum commiserint pacem: in eam conspirant, 272 8 | affanni: ricordava però a' compagni l'aver sofferti più gravi 273 8 | tempo di nasconderle; e la comparazion di liquefarsi Penelope, 274 16 | error che si può far nel compasso, il qual si gira nell'opinion 275 15 | sed ut ira<cundia>m tuam compescam-». Sì che Omero, in questa 276 22 | fu voler di Dio, che si compiacque di far vedere nella persona 277 4 | dissimulare, che un velo composto di tenebre oneste e di rispetti 278 14 | Virgilio:~ ~Illa, graves oculos conata attollere, rursus~deficit: 279 14 | stessa disperata si fe', conchiudendo Virgilio:~ ~Illa, graves 280 25 | trasparente, mi par bene di conchiuder con affettuoso rivolgimento 281 8 | dissimulazione.~ ~Da poi che ho conchiuso quanto conviene il dissimulare, 282 25 | 25. Conclusione del trattato.~ ~Avendo affermato 283 6 | Dove abbonda il sangue, concorre l'allegrezza, la qual non 284 Ded| del termine a che si son condotti gli uomini alli quali piacque 285 2 | tanto son vere in quanto son conformi al divino intelletto; ma 286 24 | lume della gloria che lo conforta; perch'essendo la divina 287 1 | uomo aperse gli occhi, e conobbe ch'era ignudo, procurò di 288 25 | fuori che in casa. Io non ti conobbi per tempo, ed a poco a poco 289 10 | altrui falli, e così ben conosca che tanto è nostro quanto 290 Ded| distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno le cicatrici da ogni buon 291 24 | dell'altro, così può meglio conoscerla, ancorché sia impossibile 292 13 | fratelli, mostrò poi di non conoscerli, a fine di più riconoscerli 293 11 | tra noi molte e non sempre conosciute, e quando si conoscono, 294 11 | conosciute, e quando si conoscono, è pur malagevole usar l' 295 22 | facendo il conto con la sua conscienzia, dicea: «Nonne dissimulavi? 296 14 | vene e ne' polsi. Non avea consentito di chiamarsi amante Didone, 297 25 | amministrar la guerra, e nel conservar la pace; e dall'altra parte 298 3 | permetter che della menzogna (considerata secondo se stessa) appena 299 12 | sia scarsa e pericolosa consolazione, pur non se ne può far di 300 17 | ricever per giusto quanto consòna alla volontà di Dio. E se 301 20 | commiserint pacem: in eam conspirant, in eam foederantur, illi 302 24 | a theáome, ch'è mirare e contemplare. Veggono i beati colui che 303 2 | nella virtù o nell'onore, i contemplativi mettono il loro sommo bene 304 14 | e se gli animi onesti si contentano di non manifestarsi, con 305 7 | ubbidienti cittadini, si contentino ad accommodarsi alla necessità, 306 23 | giustizia, e nel mostrar i conti, non vi sarà arte da far 307 8 | quod suo ipsius termino contineri non potest; facile autem 308 8 | potest; facile autem termino continetur alieno. Siccum est quod 309 3 | orationi et cogitationi contingens», dice Platone. Non si può 310 Ded| ridurlo in nulla, per le continue ferite da distruggerlo più 311 5 | sua intenzion in quelli continui artifici. In sostanza il 312 5 | ogni altra cosa giova l'uso continuo, nella dissimulazione si 313 7 | ultra le porte delle natie contrade, o che da' libri non apprende 314 1 | industria tanto potente tra le contradizzioni che spesse volte s'incontrano; 315 9 | errori altrui, acciò che la conversazione riesca di buon gusto.~ ~ ~ 316 10 | simplicitas, pares amici,~convictus facilis, sine arte mensa;~ 317 14 | intiero il manto che ha da coprir tanti affanni.~ ~ ~ 318 13 | quanto questa s'impiega a coprire, tanto quello attende a 319 | coram 320 8 | vultu simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo verso 321 14 | più verace testimon del core;~e 'n vece forse della lingua, 322 5 | considero perché, dicendo Cornelio Tacito: «Tiberioque etiam 323 8 | dolore, alla fermezza del corno e del ferro, quando que' 324 8 | uxorem.~Oculi autem tanquam cornua stabant vel ferrum.~Tacite 325 9 | dissimulazione. Dico il bello de' corpi che stanno soggetti alla 326 4 | è delle cose che non han corpo, chiamando imaginaria l' 327 4 | imaginaria l'essenzia di ciò ch'è corporeo. Basterà dunque il discorrer 328 20 | risentirsi, sente stimolo di correr a precipizio, e molti di 329 7 | levius fit patientia~quicquid corrigere est nefas.~ ~Sì che tant' 330 8 | asciutto, ed a questo par che corrisponda quella sentenza di Eraclito: « 331 13 | condizione. Così ciascuno dee corrisponder a scusar i disordini, ed 332 24 | qui, dove siamo vestiti di corruzzione, si procura con ogni sforzo 333 14 | Tacendo, amando, quasi a morte corse;~e l'amar forza, e 'l tacer 334 22 | di quel santo una invitta costanza e 'l trionfo della pazienzia, 335 7 | del mondo, e' suoi vari costumi, con difficultà si viene 336 9 | dico dall'arte della buona creanza, la qual si riduce nella 337 2 | stesso, così nella mente creata è mutabile, potendo questa 338 21 | riempie, poiché solo il Creator del mondo può saziarlo. 339 15 | vendetta, per dispregio che crediamo fatto di noi, o d'alcuno 340 17 | simigliante a Dio, che lo creò e lo serba col dono della 341 6 | liberi soggiacete; <e> quella cria~la mente in voi, che 'l 342 23 | allora non gioverà l'arte del cucir la pelle della volpe dove 343 13 | praecepit ut egrederentur cuncti foras, et nullus interesset 344 15 | erumpere videam, sed ut ira<cundia>m tuam compescam-». Sì che 345 15 | sprezzar molte cose, o non curar di vederle.~ ~ ~ 346 10 | nox non ebria, sed soluta curis;~non tristis torus, attamen 347 8 | perché «Talia voce refert curisque ingentibus aeger.» Si vede 348 Ded| monte; da che conchiude:~ ~Custodi innocentiam et vide aequitatem,~ 349 1 | raddolcir il veleno dell'uno e custodir il candor dell'altra (come 350 24 | può succedere occasion di custodire interesse alcuno. Ma qui, 351 13 | sacchi ne riportavano i danari a casa; finché, fatto venir 352 23 | l'ultimo delle leggi, e darà legge eterna alle stelle 353 Ded| voluto più differire il darlo alla stampa, sarebbe stata 354 19 | benignità della natura son date a' miseri come propria dote, 355 8 | quando in altra figura dava di se stesso nuova alla 356 8 | rie venture che lor già davan noia; e col dolcissimo « 357 Ded| durare, come spiegò il re David dell'empio ch'egli vide 358 17 | si vieta nondimeno alla debolezza de' nostri pensieri il passar 359 11 | deditus? Ob huius societatem declinantes a meliore natura quidam, 360 11 | neglecto, carni duntaxat es deditus? Ob huius societatem declinantes 361 14 | conata attollere, rursus~deficit: infixum stridet sub pectore 362 15 | de ira dictum est quod, defluente melle dulcior, in virorum 363 8 | liquefecit, postquam Zephyrus defusus est~liquefacta autem igitur 364 18 | scherniti que' che non son degni della sua grazia; e di più 365 25 | quando un indegno ha qualche degnità, e quando un vile si tiene 366 10 | sia veramente amico; ed è degno di gran considerazione, 367 15 | degli affetti, e per non deliberare nella confusione della propria 368 1 | convien che resti esclusa, ho deliberato di rappresentar il serpente 369 7 | riserba pur a tempo, quelle deliberazioni che domane per avventura 370 | delli 371 | dello 372 17 | regola sopra il merito o demerito delle opere umane, si vieta 373 | denique 374 19 | nostra subscriberentur, cum denotandis tot hominum palloribus sufficeret 375 | dentro 376 14 | si nasconde. A te sovente~desiosa i' chiedea del mio signore.~ 377 21 | sapientium templa serena,~despicere unde queas alios passimque 378 19 | fuoco nella propria casa, destando gli occhi degl'ingordi a 379 2 | auqecastoz, ch'è il verace ne' detti, e ne' fatti, in considerar 380 14 | Praecipue infelix pesti devota futurae~expleri mentem nequit, 381 17 | qual si rappresentano ogni comedie e tragedie; ed or 382 11 | grand'intelligenza che si dia a veder di non vedere, quando 383 6 | tutti, ma, posto che 'l dica,~lume v'è dato a bene e 384 22 | con la sua conscienzia, dicea: «Nonne dissimulavi? nonne 385 3 | favella e del pensiero: «dicere enim et opinari non entia, 386 14 | che il Petrarca fe' che dicesse Seleuco:~ ~E se non fosse 387 14 | inferma mente:~- Erminia - mi dicesti - ardi d'amore. -~Io te ' 388 10 | nominando a questo fine dicisette cose, fa che stia nel mezzo « 389 15 | soggiunse: «recte illud de ira dictum est quod, defluente melle 390 14 | consentito di chiamarsi amante Didone, mentre Amor in figura di 391 10 | malis,~summum nec metuas diem nec optes.~ ~Il prudente 392 | dietro 393 Ded| e s'io avessi voluto più differire il darlo alla stampa, sarebbe 394 5 | Questo è per avventura il più difficile in tal industria; perché, 395 6 | fa tante impressioni, che difficilmente le nasconde. Il soverchio 396 8 | Siccum est quod facile suo, difficulter autem termino terminatur 397 21 | Euripide:~ ~<...> Sapienti diffidentia~non alia res utilior est 398 12 | del suo talento e la vera diffinizione di ciò ch'egli vale, essendo 399 5 | plus in oratione tali dignitatis quam fidei erat», ma conchiude: « 400 13 | vino fu trovato dopo il diluvio, conosco che non bisognava 401 3 | luogo e tempo va ritenendo o dimostrando il suo splendore.~ ~ ~ 402 6 | troppo chiara fiamma, da dimostrar i proprii sensi. Il temperato 403 14 | in ambizione amorosa di dimostrarli; e se gli animi onesti si 404 4 | qualche riposo al vero, per dimostrarlo a tempo; e come la natura 405 19 | velo del vizio, ma in non dimostrarne tutt'i raggi, per non offender 406 19 | palesarsi, già che, passando a dimostrazioni di soverchi arnesi e di 407 15 | di far vendetta che si dimostri vendetta, per dispregio 408 22 | della semplice natura si dimostrò al mondo, sarà esempio in 409 2 | quella sol quanto di là dipende. Ma questo è più luogo da 410 7 | rappresentando, ed in conseguenza dipenderà da lei, e non dal precipizio 411 2 | nelle cose; né può la mente dirizzarsi altrove per trovar il suo 412 9 | bellezza mortale sia solito dirsi di non parer cosa terrena, 413 19 | sia in pericolo di tanta disaventura, non ha miglior mezzo di 414 12 | misero si scordi della sua disavventura, e cerchi di viver con qualche 415 20 | sententiarum aemulationibus discordent, solius tamen patientiae 416 2 | fuor de' petti, in ogni discorso si sentivano impressi. È 417 14 | Seleuco:~ ~E se non fosse la discreta aita~del fisico gentil, 418 8 | Per varios casus, per tot discrimina rerum~tendimus in Latium, 419 9 | Tasso:~ ~quella non par che disiata avanti~fu da mille donzelle 420 10 | rivolger il pensiero chi disidera di viver con riposo; e ciascun, 421 9 | di ristringer i soverchi disiderii, che son cagion di atti 422 18 | che di attender a star disoccupati, e senza saper che cosa 423 14 | della piaga ch'ella stessa disperata si fe', conchiudendo Virgilio:~ ~ 424 17 | le cose che in altri ci dispiacciono.~ ~Convien di trattar di 425 15 | parole nell'ira, cioè dal dispiacere e dal piacere, perché ella 426 17 | con prospero viaggio; e disponendo la medesima regola sopra 427 2 | riscontravano negli animi ben disposti all'intelligenza del piacer 428 15 | si dimostri vendetta, per dispregio che crediamo fatto di noi, 429 23 | quando Iddio, che oggi «est dissimulans peccata hominum», non dissimulerà 430 Ded| dissimulazione ha ricercato ch'io dissimulassi, e però si scemasse molto 431 5 | tutti; ma degli eccellenti dissimulatori, che sono stati e sono, 432 9 | Giova dunque una certa dissimulazion della natura, per quanto 433 23 | dissimulans peccata hominum», non dissimulerà più; ma poste le mani al 434 13 | tenendo conto dell'offese, dissimulò d'esser fratello, per dimostrarsi 435 20 | praeferunt». Alcuni, non distinguendo la forteza dal temerario 436 Ded| per le continue ferite da distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno 437 6 | così fosse, in voi fora distrutto~libero arbitrio, e non fora 438 2 | Prima che la vista si disvii nel cercar l'ombre che appartengono 439 25 | infortunii che tante volte han diturpate le provincie intiere. Quando 440 20 | qualche destrezza, sogliono diventar grandi; ed a tutti color 441 7 | Chiaro è che 'l viaggio per diversi paesi, come Omero cantò 442 9 | di que' colori che han da dividersi e cedere alla forza del 443 1 | come sta espresso in quelle divine parole: «Estote prudentes 444 17 | negli abissi de' consigli divini, alli quali si dee infinita 445 19 | mostri son que' potenti, che divorano la sostanza di chi lor soggiace; 446 13 | omnisque domus Pharaonis, et dixit fratribus suis: - Ego sum 447 21 | quam <munita> tenere~edita doctrina sapientium templa serena,~ 448 15 | fatto misto di amaro e di dolce, dee guardarsi chi non si 449 13 | qual si può apprender la dolcezza del perdono e del dissimular 450 2 | per la verità, la qual con dolcissima armonia metta tutte le parole 451 8 | lor già davan noia; e col dolcissimo «meminisse iuvabit», conchiude:~ ~ 452 8 | animo era ferito, e troppo dolente, perché «Talia voce refert 453 21 | L'esperienza, che si suol doler degl'inganni, potrà far 454 20 | negli altrui pensieri e dolersene come di offese publiche. 455 8 | simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo verso contiene 456 7 | quelle deliberazioni che domane per avventura saranno buone, 457 19 | disse Tacito: «Praecipua sub Domitiano miseriarum pars erat videre 458 19 | altrui sospiri, come di Domiziano disse Tacito: «Praecipua 459 13 | audierunt Aegyptii, omnisque domus Pharaonis, et dixit fratribus 460 14 | Phenissa et puero pariter donisque movetur.~ ~Ed ancorché andasse 461 9 | disiata avanti~fu da mille donzelle e mille amanti;~ ~perché 462 19 | date a' miseri come propria dote, per formar l'onda che in 463 25 | un ignorante è riputato dotto da chi sa meno di lui, quando 464 9 | tutta quella nobilissima dottrina insegna così di ristringer 465 19 | più dura è la fatica di dover pigliare abito allegro nella 466 25 | intiere. Quando un, che doverebbe perire di fame, ha fortuna 467 13 | materia da ridere chi loro doverebber'esser oggetto d'amore e 468 15 | est quod, defluente melle dulcior, in virorum pectoribus gliscit». 469 21 | cantò Lucrezio:~ ~sed nihil dulcius est, bene quam <munita> 470 | dum 471 11 | illo et neglecto, carni duntaxat es deditus? Ob huius societatem 472 22 | la prìstina felicità con duplicate sodisfazzioni; e quella 473 8 | regna resurgere Troiae.~Durate, et vosmet rebus servate 474 7 | della quale disse Orazio:~ ~Durum, sed levius fit patientia~ 475 | ea 476 10 | sine arte mensa;~nox non ebria, sed soluta curis;~non tristis 477 | ecc. 478 5 | curiosità di tutti; ma degli eccellenti dissimulatori, che sono 479 24 | Gregorio Nisseno, dimostra efficacia di vedere, perché theós 480 11 | natura quidam, lupis similes efficimur, dum sumus perfidi et insidiosi 481 13 | sum Joseph». Era egli nell'Egitto con suprema gloria, e già 482 | Ego 483 13 | pietà: «unde praecepit ut egrederentur cuncti foras, et nullus 484 | ei 485 5 | rispetto, in modo che si elegga per minor male, anzi con 486 21 | per l'incertezza del ben eleggere; e però ogni ingegno accorto 487 13 | alienus agnitioni mutuae. Elevavitque vocem cum fletu, quam audierunt 488 9 | quando, non riuscendo di emendarli, non si ricorre allo spediente 489 Ded| ferite da distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno le cicatrici 490 Ded| spiegò il re David dell'empio ch'egli vide innalzato simile 491 | enim 492 3 | dicere enim et opinari non entia, hoc ipsum falsum est, et 493 14 | se in ogni breve spazio entra, e s'asconde?.~ ~Nondimeno 494 10 | considerazione, in quell'epigramma di Marziale, dove parla 495 3 | certo spazio da chiamarsi equivoco, non già inteso come semplice 496 8 | corrisponda quella sentenza di Eraclito: «Lux sicca, anima sapientissima».~ ~ ~ 497 21 | queas alios passimque videre~errare atque viam palantes quaerere 498 16 | difficultà di dissimulare.~ ~L'error che si può far nel compasso, 499 9 | mostrar di non veder gli errori altrui, acciò che la conversazione 500 15 | ultionem iniuriae acceptae erumpere videam, sed ut ira<cundia>


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