1-erump | es-ottim | ozio-tacer | taces-zephy
grassetto = Testo principale
Capitolo grigio = Testo di commento
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3 11 | 11. Del dissimulare con li
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26 | ab
27 25 | quando sei stata posta in abbandono e s'è dato luogo a manifesti
28 | abbian
29 6 | indisposto a dissimulare. Dove abbonda il sangue, concorre l'allegrezza,
30 6 | temperato dunque è molto abile a questo effetto di prudenza,
31 19 | sospetto d'ogni capo dove abita la sapienzia; e però spesso
32 12 | sue, ma piena notizia, ed abitar non nella superficie dell'
33 24 | ed in eterno sicuri, gli abitatori del Paradiso, si vede come
34 15 | precipitar le parole, quasi con aborto de' concetti che, di forma
35 23 | sagaci intelletti, che hanno abusato il proprio lume, si accorgeranno
36 5 | suo bene, di che quella è abuso; onde nasce ch'è impossibile
37 14 | si mostra per altra via, accende quella febre amorosa della
38 14 | stanza ne' petti umani, accendendogli da dovero, perché i sospiri,
39 19 | capital nelle spese, suol accender gran fuoco nella propria
40 15 | iratum in ultionem iniuriae acceptae erumpere videam, sed ut
41 15 | essendo un baleno che, acceso nel cuore, porta le fiamme
42 22 | e quando succede qualche accidente che perturbi tanto sereno,
43 6 | que' che non vi si sanno accommodare; ma più è certo che gli
44 25 | potrebbe vivere se tu non accommodass'i sensi a così duri oggetti?
45 20 | onesta tolleranzia, in che si accordano tutt'i filosofi, che per
46 18 | quiete, se insieme non s'accorge che la medesima fortuna,
47 5 | viderentur», ecc.; ecco che si accorgeano chiaramente della sua intenzion
48 23 | abusato il proprio lume, si accorgeranno come allora non gioverà
49 10 | e ciascun, che vuol ben accorgersene per gl'interessi suoi, vegga
50 Ded| uscir da se medesimi, non si accorgono della strada ch'è verso
51 14 | fisico gentil, che ben s'accorse,~l'età sua in sul fiorir
52 22 | che, dopo l'avversità, si accresca splendor agli animi che
53 7 | tant'altezza di spirito si accresce per mezzo della vita occupata
54 8 | versi l'arte di nasconder l'acerbità della fortuna, e prima fu
55 15 | venit - inquit - a caelo, Achilles, ut te iratum in ultionem
56 13 | bisognava minor quantità d'acqua per temperarlo; e qui son
57 18 | non ha che pretender per l'acquisto di quella gloria, che solamente
58 5 | bisogna, perché scoperti ed additati per fallaci, non è chi loro
59 20 | eam foederantur, illi in adfect<at>ione virtutis unanimiter
60 2 | forte, e sincera, mentre l'adorna di ogni abito gentile, o (
61 13 | cohibere Joseph multis coram adstantibus». In questo ebbe fine quella
62 5 | occuleret, seu natura seu adsuetudine, suspensa semper et obscura
63 8 | refert curisque ingentibus aeger.» Si vede in questi versi
64 13 | cum fletu, quam audierunt Aegyptii, omnisque domus Pharaonis,
65 20 | libidinibus et sententiarum aemulationibus discordent, solius tamen
66 Ded| Custodi innocentiam et vide aequitatem,~quoniam sunt reliquiae
67 22 | esempio in tutt'i secoli per affermare che i servi di Dio, in ogni
68 25 | Conclusione del trattato.~ ~Avendo affermato che in questa vita non sempre
69 5 | mestiero, ancorché da molti si affermi; e ciò considero perché,
70 Ded| opera io l'abbia detto: affermo dunque che 'l mio fine è
71 25 | par bene di conchiuder con affettuoso rivolgimento alla dissimulazione
72 15 | in questa passione contra Agamennone, quando «truculento intuens
73 10 | sed relicta;~non ingratus ager, focus perennis;~lis nunquam,
74 2 | occasione di amarlo quando vi s'aggiunge la salute della republica
75 4 | più distrugger se stessa, aggiungendo il falso delle operationi
76 Ded| mio trattato io pensava di aggiunger alcune altre mie prose,
77 | agl'
78 13 | nullus interesset alienus agnitioni mutuae. Elevavitque vocem
79 14 | se non fosse la discreta aita~del fisico gentil, che ben
80 | alia
81 13 | quando dal lor fratello, già alienato da ogni legge di umanità,
82 13 | foras, et nullus interesset alienus agnitioni mutuae. Elevavitque
83 | alii
84 | alios
85 14 | iamdudum saucia cura~vulnus alit venis at caeco carpitur
86 19 | di dover pigliare abito allegro nella presenza de' tiranni,
87 | allo
88 | almen
89 | almeno
90 15 | rinchiuder così gagliarda alterazione; e di chi è trascorso a
91 8 | sicut autem nix liquefit in altis montibus,~quam Eurus liquefecit,
92 15 | ritirato ogni pensiero nell'altissima parte della mente, potrà
93 21 | grandezza degli uomini di alto stato, lo starsi ne' termini
94 2 | non è variabile e non cava altronde la verità, ma il tutto conosce
95 | altrove
96 8 | Spem vultu simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo
97 2 | essendo egli filalhthz, ama il vero non per ragion di
98 14 | quasi a morte corse;~e l'amar forza, e 'l tacer fu virtute;~
99 2 | ed ha più occasione di amarlo quando vi s'aggiunge la
100 15 | da così fatto misto di amaro e di dolce, dee guardarsi
101 Ded| homini pacifico.~ ~Così è amator di pace chi dissimula con
102 14 | loro affetti, si muta in ambizione amorosa di dimostrarli;
103 10 | prudens simplicitas, pares amici,~convictus facilis, sine
104 2 | non con altra mente che di amicizia e di amore. Alla verità
105 25 | ordinar le republiche, nell'amministrar la guerra, e nel conservar
106 21 | del mondo può saziarlo. Si ammira, come grandezza degli uomini
107 | ancor
108 14 | donisque movetur.~ ~Ed ancorché andasse velando gli stimoli della
109 2 | se la verità non fosse andata per le bocche di quella
110 6 | parer turbato il viso, come anderà richiedendo l'occasione;
111 2 | rispetti furo onorati quegli anni con sì glorioso nome, ed
112 Ded| anche di poche parole. Ha un anno ch'era questo trattato tre
113 17 | son invenzioni de' poeti antichi o moderni, ma delle vere
114 14 | Torquato Tasso:~ ~Picciola è l'ape, e fa col picciol morso~
115 1 | Da che 'l primo uomo aperse gli occhi, e conobbe ch'
116 6 | facilmente celare, essendo troppo aperta per sua propria qualità.
117 11 | chiusi e stanno in se stessi aperti.~ ~ ~
118 17 | per dissimular le sinistre apparenze, soggiungerò più distinto
119 2 | disvii nel cercar l'ombre che appartengono all'arte del fingere, come
120 | appena
121 15 | dal piacere, perché ella è appetito, con dolore, di far vendetta
122 4 | simulazione, e spiegherei appieno l'arte del fingere in cose
123 18 | per poco tempo, si faccia applauso, essendo un salto di fortuna
124 21 | palantes quaerere vitae.~ ~Applicando io però questi versi al
125 11 | simulatori.~ ~Quelli che si applicano al piacer della parte ch'
126 17 | eterna legge, che tutto sa applicar ad ottimo fine; e 'l premio
127 3 | della prudenza che, tutta appoggiata al vero, nondimeno a luogo
128 7 | contrade, o che da' libri non apprende il lungo e 'l lato del mondo,
129 4 | dissimulazione, in modo che sia appresa nel suo sincero significato,
130 23 | quando la verità stessa aprirà le finestre del cielo e,
131 12 | propria fortuna, per meglio aprirli dopo così breve ristoro:
132 6 | voi fora distrutto~libero arbitrio, e non fora giustizia~per
133 14 | negai, ma un mio sospiro ardente~fu più verace testimon del
134 14 | futurae~expleri mentem nequit, ardescitque tuendo~Phenissa et puero
135 14 | Erminia - mi dicesti - ardi d'amore. -~Io te 'l negai,
136 20 | la forteza dal temerario ardire, son pronti ad ogni qualità
137 14 | manifestava il foco onde tutt'ardo.~ ~Il medesimo dolor che
138 18 | vestigio, come il fumo nell'aria.~ ~ ~
139 10 | soave, e come disse Ludovico Ariosto,~ ~Fu il vincer sempre mai
140 15 | atto di vendetta: e però Aristotele soggiunse: «recte illud
141 2 | la qual con dolcissima armonia metta tutte le parole sotto
142 19 | dimostrazioni di soverchi arnesi e di oziosi ornamenti, oltre
143 23 | pelle della volpe dove non arriva quella del leone, che fu
144 5 | intenzion in quelli continui artifici. In sostanza il dissimular
145 12 | par che l'ordine di questo artificio metta prima la mano nella
146 14 | mentre Amor in figura di Ascanio trattava con lei; ma niuna
147 8 | Ulisse, tenendo il ciglio asciutto, ed a questo par che corrisponda
148 14 | breve spazio entra, e s'asconde?.~ ~Nondimeno è pur tanto
149 15 | quando «truculento intuens aspectu: - O vir - inquit - ex dolo
150 Ded| dico, tollerando, tacendo, aspettando, e mentre si va rendendo
151 15 | diletto vincer se stesso, in aspettar che passi la procella degli
152 17 | non sempre vien pronta, si aspetti come decreto inseparabile
153 19 | miseriarum pars erat videre et aspici, cum suspiria nostra subscriberentur,
154 24 | è travaglio; onde si dee aspirar al termine di questa necessità,
155 19 | tempo, vince se stessa, assicurando le sue ricchezze, poiché
156 22 | mutazione nelle cose sue, ben assicurate dalla prudenzia, che in
157 8 | lachrymantis~flentis suum virum assidentem. At Ulysses~animo quidem
158 19 | mezzo di rimediar, che l'astenersi dalla pompa nella prosperità,
159 10 | curis;~non tristis torus, attamen pudicus;~somnus qui faciat
160 12 | maraviglia che ogni uno attend'a saper il prezzo della
161 13 | a coprire, tanto quello attende a scoprire; l'altra della
162 18 | altra occupazione, che di attender a star disoccupati, e senza
163 9 | disiderii, che son cagion di atti noiosi, come il mostrar
164 14 | Illa, graves oculos conata attollere, rursus~deficit: infixum
165 6 | opinione di que' che sogliono attribuir a certi popoli la disposizione
166 8 | disse:~ ~Hac autem <iam> audiente fluebant lacrymae, liquefiebat
167 13 | Elevavitque vocem cum fletu, quam audierunt Aegyptii, omnisque domus
168 2 | così si rappresentava l'auqecastoz, ch'è il verace ne' detti,
169 23 | come disse Giob. Quell'aurora porterà un giorno tutt'occupato
170 Ded| L’autor a chi legge.~ ~«A questo
171 7 | altri nasce quella piena autorità che l'uomo ha sopra se stesso
172 | avanti
173 | avean
174 | avendosi
175 23 | di numero e di peso. Non averà che far la dissimulazione
176 1 | mi ricordo il danno che averebbe potuto farmi lo sfrenato
177 Ded| volentieri per mezzo di quelli mi averei fatto intendere, per far
178 | averlo
179 | avesse
180 7 | poter far giudicio dell'avvenire. Stando la mente così sodisfatta,
181 2 | di quella pur troppo bene avventurata gente, se non fosse stata
182 22 | vuol il cielo che, dopo l'avversità, si accresca splendor agli
183 15 | più manifesto, essendo un baleno che, acceso nel cuore, porta
184 14 | tormenta gli amanti, se non bast'a far che dicano i loro
185 4 | essenzia di ciò ch'è corporeo. Basterà dunque il discorrer della
186 6 | che, se fatica~ne le prime battaglie del ciel dura,~poi vince
187 10 | parla a se stesso della vita beata, che nominando a questo
188 10 | dicendo:~ ~Vitam quae faciunt beatiorem,~iucundissime Martialis,
189 24 | chiara vista, ch'è l'ultima beatitudine dell'uomo, essendo la più
190 1 | porta questo velo, e che nel bel sereno della vita non si
191 2 | che nelle tenebre fa i più belli lavori, si consideri il
192 23 | sarà arte da far vedere il bianco per lo nero. S'udirà il
193 2 | non fosse andata per le bocche di quella pur troppo bene
194 2 | veste, seppe trovar ne' boschi stanza civile, non bramando
195 2 | boschi stanza civile, non bramando più caro tetto che 'l cielo,
196 10 | pudicus;~somnus qui faciat breves tenebras;~quod sis esse
197 Ded| tra poco tempo,~ ~Edita ne brevibus pereat mihi charta libellis,~ ~
198 9 | lasciarsi vedere, o perché son brutte o perché portan pericolo
199 9 | portan pericolo di produrre brutti accidenti. Ed oltre a quanto
200 7 | domane per avventura saranno buone, ed oggi sono perniziose.
201 9 | già non è altro che un cadavero dissimulato dal favor dell'
202 22 | quiete. Ma se con tutto ciò cadde in miseria, fu voler di
203 9 | dissimula di esser cosa tanto caduca, e quasi con una semplice
204 22 | sua perché non gli fosse caduta dalle mani, disse:~ ~Nonne
205 14 | cura~vulnus alit venis at caeco carpitur igni,~ ~pur, quello
206 15 | Non venit - inquit - a caelo, Achilles, ut te iratum
207 21 | de' palagi, ed ivi nelle camere segrete, cinte di ferro
208 2 | fosse stata scritta nel candore di que' magnanimi petti
209 15 | disse Platone: «tanquam canis a pastore, ita denique revocatus
210 21 | ch'essendo breve giro, è capace d'ogni cosa; anz'il mondo
211 19 | oltre al distrugger il capital nelle spese, suol accender
212 Ded| fatica, ancorché nel primo capitolo della medesima opera io
213 2 | que' magnanimi petti con caratteri (benché invisibili) di buona
214 13 | vengon da persone tanto care quanto son i fratelli.~ ~ ~
215 16 | mentali (già che non posso dir carnali) del concetto che l'uomo
216 11 | melius <etiam> quiddam habes carne; quare, misso illo et neglecto,
217 14 | vulnus alit venis at caeco carpitur igni,~ ~pur, quello che
218 22 | della pazienzia, che nel carro della vera gloria si menò
219 Ded| avessi potuto metter nelle carte i semplici cenni, volentieri
220 11 | contra l'arte, ed in tal caso riuscirà più accorto chi
221 8 | conchiude:~ ~Per varios casus, per tot discrimina rerum~
222 22 | gloria si menò appresso come catenati tutt'i mali, fin ch'egli
223 2 | intelletto non è variabile e non cava altronde la verità, ma il
224 9 | colori che han da dividersi e cedere alla forza del tempo e della
225 Ded| vide innalzato simile a' cedri di assai famoso monte; da
226 6 | la qual non sa facilmente celare, essendo troppo aperta per
227 24 | non occorre che alcuno si celi. Ivi tutto è manifesto,
228 Ded| metter nelle carte i semplici cenni, volentieri per mezzo di
229 20 | qualità di vendetta, e per un cenno che non sia fatto a lor
230 2 | che la vista si disvii nel cercar l'ombre che appartengono
231 12 | della sua disavventura, e cerchi di viver con qualche imagine
232 | Certe
233 17 | qua giù, non manca però la certezza dell'eterna legge, che tutto
234 | certi
235 Ded| ne brevibus pereat mihi charta libellis,~ ~come disse Marziale.
236 4 | cose che non han corpo, chiamando imaginaria l'essenzia di
237 23 | abissi fin alle stelle, chiamerà tutti; e ciascuno dee saper
238 5 | ecco che si accorgeano chiaramente della sua intenzion in quelli
239 2 | lasciando il discorrer per que' chiari abissi del primo vero, toccherò
240 14 | A te sovente~desiosa i' chiedea del mio signore.~Vedendo
241 3 | faccia di menzogna~dee l'uom chiuder le labbra quant'ei puote,~
242 21 | vivere: perché nello star chiuso, per l'ordine naturale si
243 Ded| emendarlo. Si conosceranno le cicatrici da ogni buon giudizio, e
244 8 | degli scogli ed i sassi de' Ciclopi, se ne valse come per sepellir
245 Ded| dell'animo, ed è più che cieco chi pensa che per prender
246 8 | animo di Ulisse, tenendo il ciglio asciutto, ed a questo par
247 21 | ivi nelle camere segrete, cinte di ferro e di uomini a guardia
248 | cioè
249 3 | della dissimulazione alla circonferenza di quelli che ci stanno
250 23 | ciascuno dee saper e dire «circumdabor pelle mea», come disse Giob.
251 7 | ed a guisa di ubbidienti cittadini, si contentino ad accommodarsi
252 2 | trovar ne' boschi stanza civile, non bramando più caro tetto
253 3 | falsum est, et orationi et cogitationi contingens», dice Platone.
254 12 | poco chiusi gli occhi della cognizion della propria fortuna, per
255 Ded| precipizio. Quelli che hanno vera cognizione dell'istorie potranno ricordarsi
256 13 | benignità, «non se poterat ultra cohibere Joseph multis coram adstantibus».
257 6 | manifesta tolleranzia; e la collera, che è fuor di misura, è
258 6 | malinconia o la flemma o l'umor collerico, è molto indisposto a dissimulare.
259 21 | cuore, in poter del quale è collocata, non solo la vita, ma la
260 1 | rappresentar il serpente e la colomba insieme, con intenzion di
261 20 | diventar grandi; ed a tutti color che son potenti, molto più
262 9 | di quelle parti e di que' colori che han da dividersi e cedere
263 3 | ei puote,~però che senza colpa fa vergogna.~ ~Bisogna dunque
264 1 | serpentes, et simplices sicut columbae»), importando a ciascuno
265 20 | solius tamen patientiae in com<m>une memores, huic uni
266 | com'
267 1 | importando a ciascuno che comandi o che ubbidisca il valersi
268 17 | si rappresentano ogni dì comedie e tragedie; ed or non dico
269 9 | dissimulazione ne' termini morali, comincio dalle cose che più bisognano,
270 16 | di ragion conviene, non commette alla lingua maggior giuridizzione
271 20 | huic uni studiorum suorum commiserint pacem: in eam conspirant,
272 8 | affanni: ricordava però a' compagni l'aver sofferti più gravi
273 8 | tempo di nasconderle; e la comparazion di liquefarsi Penelope,
274 16 | error che si può far nel compasso, il qual si gira nell'opinion
275 15 | sed ut ira<cundia>m tuam compescam-». Sì che Omero, in questa
276 22 | fu voler di Dio, che si compiacque di far vedere nella persona
277 4 | dissimulare, che un velo composto di tenebre oneste e di rispetti
278 14 | Virgilio:~ ~Illa, graves oculos conata attollere, rursus~deficit:
279 14 | stessa disperata si fe', conchiudendo Virgilio:~ ~Illa, graves
280 25 | trasparente, mi par bene di conchiuder con affettuoso rivolgimento
281 8 | dissimulazione.~ ~Da poi che ho conchiuso quanto conviene il dissimulare,
282 25 | 25. Conclusione del trattato.~ ~Avendo affermato
283 6 | Dove abbonda il sangue, concorre l'allegrezza, la qual non
284 Ded| del termine a che si son condotti gli uomini alli quali piacque
285 2 | tanto son vere in quanto son conformi al divino intelletto; ma
286 24 | lume della gloria che lo conforta; perch'essendo la divina
287 1 | uomo aperse gli occhi, e conobbe ch'era ignudo, procurò di
288 25 | fuori che in casa. Io non ti conobbi per tempo, ed a poco a poco
289 10 | altrui falli, e così ben conosca che tanto è nostro quanto
290 Ded| distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno le cicatrici da ogni buon
291 24 | dell'altro, così può meglio conoscerla, ancorché sia impossibile
292 13 | fratelli, mostrò poi di non conoscerli, a fine di più riconoscerli
293 11 | tra noi molte e non sempre conosciute, e quando si conoscono,
294 11 | conosciute, e quando si conoscono, è pur malagevole usar l'
295 22 | facendo il conto con la sua conscienzia, dicea: «Nonne dissimulavi?
296 14 | vene e ne' polsi. Non avea consentito di chiamarsi amante Didone,
297 25 | amministrar la guerra, e nel conservar la pace; e dall'altra parte
298 3 | permetter che della menzogna (considerata secondo se stessa) appena
299 12 | sia scarsa e pericolosa consolazione, pur non se ne può far di
300 17 | ricever per giusto quanto consòna alla volontà di Dio. E se
301 20 | commiserint pacem: in eam conspirant, in eam foederantur, illi
302 24 | a theáome, ch'è mirare e contemplare. Veggono i beati colui che
303 2 | nella virtù o nell'onore, i contemplativi mettono il loro sommo bene
304 14 | e se gli animi onesti si contentano di non manifestarsi, con
305 7 | ubbidienti cittadini, si contentino ad accommodarsi alla necessità,
306 23 | giustizia, e nel mostrar i conti, non vi sarà arte da far
307 8 | quod suo ipsius termino contineri non potest; facile autem
308 8 | potest; facile autem termino continetur alieno. Siccum est quod
309 3 | orationi et cogitationi contingens», dice Platone. Non si può
310 Ded| ridurlo in nulla, per le continue ferite da distruggerlo più
311 5 | sua intenzion in quelli continui artifici. In sostanza il
312 5 | ogni altra cosa giova l'uso continuo, nella dissimulazione si
313 7 | ultra le porte delle natie contrade, o che da' libri non apprende
314 1 | industria tanto potente tra le contradizzioni che spesse volte s'incontrano;
315 9 | errori altrui, acciò che la conversazione riesca di buon gusto.~ ~ ~
316 10 | simplicitas, pares amici,~convictus facilis, sine arte mensa;~
317 14 | intiero il manto che ha da coprir tanti affanni.~ ~ ~
318 13 | quanto questa s'impiega a coprire, tanto quello attende a
319 | coram
320 8 | vultu simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo verso
321 14 | più verace testimon del core;~e 'n vece forse della lingua,
322 5 | considero perché, dicendo Cornelio Tacito: «Tiberioque etiam
323 8 | dolore, alla fermezza del corno e del ferro, quando que'
324 8 | uxorem.~Oculi autem tanquam cornua stabant vel ferrum.~Tacite
325 9 | dissimulazione. Dico il bello de' corpi che stanno soggetti alla
326 4 | è delle cose che non han corpo, chiamando imaginaria l'
327 4 | imaginaria l'essenzia di ciò ch'è corporeo. Basterà dunque il discorrer
328 20 | risentirsi, sente stimolo di correr a precipizio, e molti di
329 7 | levius fit patientia~quicquid corrigere est nefas.~ ~Sì che tant'
330 8 | asciutto, ed a questo par che corrisponda quella sentenza di Eraclito: «
331 13 | condizione. Così ciascuno dee corrisponder a scusar i disordini, ed
332 24 | qui, dove siamo vestiti di corruzzione, si procura con ogni sforzo
333 14 | Tacendo, amando, quasi a morte corse;~e l'amar forza, e 'l tacer
334 22 | di quel santo una invitta costanza e 'l trionfo della pazienzia,
335 7 | del mondo, e' suoi vari costumi, con difficultà si viene
336 9 | dico dall'arte della buona creanza, la qual si riduce nella
337 2 | stesso, così nella mente creata è mutabile, potendo questa
338 21 | riempie, poiché solo il Creator del mondo può saziarlo.
339 15 | vendetta, per dispregio che crediamo fatto di noi, o d'alcuno
340 17 | simigliante a Dio, che lo creò e lo serba col dono della
341 6 | liberi soggiacete; <e> quella cria~la mente in voi, che 'l
342 23 | allora non gioverà l'arte del cucir la pelle della volpe dove
343 13 | praecepit ut egrederentur cuncti foras, et nullus interesset
344 15 | erumpere videam, sed ut ira<cundia>m tuam compescam-». Sì che
345 15 | sprezzar molte cose, o non curar di vederle.~ ~ ~
346 10 | nox non ebria, sed soluta curis;~non tristis torus, attamen
347 8 | perché «Talia voce refert curisque ingentibus aeger.» Si vede
348 Ded| monte; da che conchiude:~ ~Custodi innocentiam et vide aequitatem,~
349 1 | raddolcir il veleno dell'uno e custodir il candor dell'altra (come
350 24 | può succedere occasion di custodire interesse alcuno. Ma qui,
351 13 | sacchi ne riportavano i danari a casa; finché, fatto venir
352 23 | l'ultimo delle leggi, e darà legge eterna alle stelle
353 Ded| voluto più differire il darlo alla stampa, sarebbe stata
354 19 | benignità della natura son date a' miseri come propria dote,
355 8 | quando in altra figura dava di se stesso nuova alla
356 8 | rie venture che lor già davan noia; e col dolcissimo «
357 Ded| durare, come spiegò il re David dell'empio ch'egli vide
358 17 | si vieta nondimeno alla debolezza de' nostri pensieri il passar
359 11 | deditus? Ob huius societatem declinantes a meliore natura quidam,
360 11 | neglecto, carni duntaxat es deditus? Ob huius societatem declinantes
361 14 | conata attollere, rursus~deficit: infixum stridet sub pectore
362 15 | de ira dictum est quod, defluente melle dulcior, in virorum
363 8 | liquefecit, postquam Zephyrus defusus est~liquefacta autem igitur
364 18 | scherniti que' che non son degni della sua grazia; e di più
365 25 | quando un indegno ha qualche degnità, e quando un vile si tiene
366 10 | sia veramente amico; ed è degno di gran considerazione,
367 15 | degli affetti, e per non deliberare nella confusione della propria
368 1 | convien che resti esclusa, ho deliberato di rappresentar il serpente
369 7 | riserba pur a tempo, quelle deliberazioni che domane per avventura
370 | delli
371 | dello
372 17 | regola sopra il merito o demerito delle opere umane, si vieta
373 | denique
374 19 | nostra subscriberentur, cum denotandis tot hominum palloribus sufficeret
375 | dentro
376 14 | si nasconde. A te sovente~desiosa i' chiedea del mio signore.~
377 21 | sapientium templa serena,~despicere unde queas alios passimque
378 19 | fuoco nella propria casa, destando gli occhi degl'ingordi a
379 2 | auqecastoz, ch'è il verace ne' detti, e ne' fatti, in considerar
380 14 | Praecipue infelix pesti devota futurae~expleri mentem nequit,
381 17 | qual si rappresentano ogni dì comedie e tragedie; ed or
382 11 | grand'intelligenza che si dia a veder di non vedere, quando
383 6 | tutti, ma, posto che 'l dica,~lume v'è dato a bene e
384 22 | con la sua conscienzia, dicea: «Nonne dissimulavi? nonne
385 3 | favella e del pensiero: «dicere enim et opinari non entia,
386 14 | che il Petrarca fe' che dicesse Seleuco:~ ~E se non fosse
387 14 | inferma mente:~- Erminia - mi dicesti - ardi d'amore. -~Io te '
388 10 | nominando a questo fine dicisette cose, fa che stia nel mezzo «
389 15 | soggiunse: «recte illud de ira dictum est quod, defluente melle
390 14 | consentito di chiamarsi amante Didone, mentre Amor in figura di
391 10 | malis,~summum nec metuas diem nec optes.~ ~Il prudente
392 | dietro
393 Ded| e s'io avessi voluto più differire il darlo alla stampa, sarebbe
394 5 | Questo è per avventura il più difficile in tal industria; perché,
395 6 | fa tante impressioni, che difficilmente le nasconde. Il soverchio
396 8 | Siccum est quod facile suo, difficulter autem termino terminatur
397 21 | Euripide:~ ~<...> Sapienti diffidentia~non alia res utilior est
398 12 | del suo talento e la vera diffinizione di ciò ch'egli vale, essendo
399 5 | plus in oratione tali dignitatis quam fidei erat», ma conchiude: «
400 13 | vino fu trovato dopo il diluvio, conosco che non bisognava
401 3 | luogo e tempo va ritenendo o dimostrando il suo splendore.~ ~ ~
402 6 | troppo chiara fiamma, da dimostrar i proprii sensi. Il temperato
403 14 | in ambizione amorosa di dimostrarli; e se gli animi onesti si
404 4 | qualche riposo al vero, per dimostrarlo a tempo; e come la natura
405 19 | velo del vizio, ma in non dimostrarne tutt'i raggi, per non offender
406 19 | palesarsi, già che, passando a dimostrazioni di soverchi arnesi e di
407 15 | di far vendetta che si dimostri vendetta, per dispregio
408 22 | della semplice natura si dimostrò al mondo, sarà esempio in
409 2 | quella sol quanto di là dipende. Ma questo è più luogo da
410 7 | rappresentando, ed in conseguenza dipenderà da lei, e non dal precipizio
411 2 | nelle cose; né può la mente dirizzarsi altrove per trovar il suo
412 9 | bellezza mortale sia solito dirsi di non parer cosa terrena,
413 19 | sia in pericolo di tanta disaventura, non ha miglior mezzo di
414 12 | misero si scordi della sua disavventura, e cerchi di viver con qualche
415 20 | sententiarum aemulationibus discordent, solius tamen patientiae
416 2 | fuor de' petti, in ogni discorso si sentivano impressi. È
417 14 | Seleuco:~ ~E se non fosse la discreta aita~del fisico gentil,
418 8 | Per varios casus, per tot discrimina rerum~tendimus in Latium,
419 9 | Tasso:~ ~quella non par che disiata avanti~fu da mille donzelle
420 10 | rivolger il pensiero chi disidera di viver con riposo; e ciascun,
421 9 | di ristringer i soverchi disiderii, che son cagion di atti
422 18 | che di attender a star disoccupati, e senza saper che cosa
423 14 | della piaga ch'ella stessa disperata si fe', conchiudendo Virgilio:~ ~
424 17 | le cose che in altri ci dispiacciono.~ ~Convien di trattar di
425 15 | parole nell'ira, cioè dal dispiacere e dal piacere, perché ella
426 17 | con prospero viaggio; e disponendo la medesima regola sopra
427 2 | riscontravano negli animi ben disposti all'intelligenza del piacer
428 15 | si dimostri vendetta, per dispregio che crediamo fatto di noi,
429 23 | quando Iddio, che oggi «est dissimulans peccata hominum», non dissimulerà
430 Ded| dissimulazione ha ricercato ch'io dissimulassi, e però si scemasse molto
431 5 | tutti; ma degli eccellenti dissimulatori, che sono stati e sono,
432 9 | Giova dunque una certa dissimulazion della natura, per quanto
433 23 | dissimulans peccata hominum», non dissimulerà più; ma poste le mani al
434 13 | tenendo conto dell'offese, dissimulò d'esser fratello, per dimostrarsi
435 20 | praeferunt». Alcuni, non distinguendo la forteza dal temerario
436 Ded| per le continue ferite da distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno
437 6 | così fosse, in voi fora distrutto~libero arbitrio, e non fora
438 2 | Prima che la vista si disvii nel cercar l'ombre che appartengono
439 25 | infortunii che tante volte han diturpate le provincie intiere. Quando
440 20 | qualche destrezza, sogliono diventar grandi; ed a tutti color
441 7 | Chiaro è che 'l viaggio per diversi paesi, come Omero cantò
442 9 | di que' colori che han da dividersi e cedere alla forza del
443 1 | come sta espresso in quelle divine parole: «Estote prudentes
444 17 | negli abissi de' consigli divini, alli quali si dee infinita
445 19 | mostri son que' potenti, che divorano la sostanza di chi lor soggiace;
446 13 | omnisque domus Pharaonis, et dixit fratribus suis: - Ego sum
447 21 | quam <munita> tenere~edita doctrina sapientium templa serena,~
448 15 | fatto misto di amaro e di dolce, dee guardarsi chi non si
449 13 | qual si può apprender la dolcezza del perdono e del dissimular
450 2 | per la verità, la qual con dolcissima armonia metta tutte le parole
451 8 | lor già davan noia; e col dolcissimo «meminisse iuvabit», conchiude:~ ~
452 8 | animo era ferito, e troppo dolente, perché «Talia voce refert
453 21 | L'esperienza, che si suol doler degl'inganni, potrà far
454 20 | negli altrui pensieri e dolersene come di offese publiche.
455 8 | simulat, premit altum corde dolorem.~ ~Questo verso contiene
456 7 | quelle deliberazioni che domane per avventura saranno buone,
457 19 | disse Tacito: «Praecipua sub Domitiano miseriarum pars erat videre
458 19 | altrui sospiri, come di Domiziano disse Tacito: «Praecipua
459 13 | audierunt Aegyptii, omnisque domus Pharaonis, et dixit fratribus
460 14 | Phenissa et puero pariter donisque movetur.~ ~Ed ancorché andasse
461 9 | disiata avanti~fu da mille donzelle e mille amanti;~ ~perché
462 19 | date a' miseri come propria dote, per formar l'onda che in
463 25 | un ignorante è riputato dotto da chi sa meno di lui, quando
464 9 | tutta quella nobilissima dottrina insegna così di ristringer
465 19 | più dura è la fatica di dover pigliare abito allegro nella
466 25 | intiere. Quando un, che doverebbe perire di fame, ha fortuna
467 13 | materia da ridere chi loro doverebber'esser oggetto d'amore e
468 15 | est quod, defluente melle dulcior, in virorum pectoribus gliscit».
469 21 | cantò Lucrezio:~ ~sed nihil dulcius est, bene quam <munita>
470 | dum
471 11 | illo et neglecto, carni duntaxat es deditus? Ob huius societatem
472 22 | la prìstina felicità con duplicate sodisfazzioni; e quella
473 8 | regna resurgere Troiae.~Durate, et vosmet rebus servate
474 7 | della quale disse Orazio:~ ~Durum, sed levius fit patientia~
475 | ea
476 10 | sine arte mensa;~nox non ebria, sed soluta curis;~non tristis
477 | ecc.
478 5 | curiosità di tutti; ma degli eccellenti dissimulatori, che sono
479 24 | Gregorio Nisseno, dimostra efficacia di vedere, perché theós
480 11 | natura quidam, lupis similes efficimur, dum sumus perfidi et insidiosi
481 13 | sum Joseph». Era egli nell'Egitto con suprema gloria, e già
482 | Ego
483 13 | pietà: «unde praecepit ut egrederentur cuncti foras, et nullus
484 | ei
485 5 | rispetto, in modo che si elegga per minor male, anzi con
486 21 | per l'incertezza del ben eleggere; e però ogni ingegno accorto
487 13 | alienus agnitioni mutuae. Elevavitque vocem cum fletu, quam audierunt
488 9 | quando, non riuscendo di emendarli, non si ricorre allo spediente
489 Ded| ferite da distruggerlo più ch'emendarlo. Si conosceranno le cicatrici
490 Ded| spiegò il re David dell'empio ch'egli vide innalzato simile
491 | enim
492 3 | dicere enim et opinari non entia, hoc ipsum falsum est, et
493 14 | se in ogni breve spazio entra, e s'asconde?.~ ~Nondimeno
494 10 | considerazione, in quell'epigramma di Marziale, dove parla
495 3 | certo spazio da chiamarsi equivoco, non già inteso come semplice
496 8 | corrisponda quella sentenza di Eraclito: «Lux sicca, anima sapientissima».~ ~ ~
497 21 | queas alios passimque videre~errare atque viam palantes quaerere
498 16 | difficultà di dissimulare.~ ~L'error che si può far nel compasso,
499 9 | mostrar di non veder gli errori altrui, acciò che la conversazione
500 15 | ultionem iniuriae acceptae erumpere videam, sed ut ira<cundia>
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