|
Gran diligenza ha posta la natura
per nasconder il cuore, in poter del quale è collocata, non solo la vita, ma la
tranquillità del vivere: perché nello star chiuso, per l'ordine naturale si
mantiene; e quando gli occorre di star nascosto, conforme alla condizion
morale, serba la salute delle operazioni esterne. E pur in questo modo, non a
tutti si dee nasconder; onde, nell'elezzione, si consideri quello che fu detto
da Euripide:
<...> Sapienti diffidentia
non alia res utilior est mortalibus.
L'esperienza, che si suol doler
degl'inganni, potrà far luce in questa materia, ch'è una selva oscura per
l'incertezza del ben eleggere; e però ogni ingegno accorto vagliasi degli
abissi del cuore, ch'essendo breve giro, è capace d'ogni cosa; anz'il mondo
intiero non lo riempie, poiché solo il Creator del mondo può saziarlo. Si
ammira, come grandezza degli uomini di alto stato, lo starsi ne' termini de'
palagi, ed ivi nelle camere segrete, cinte di ferro e di uomini a guardia delle
loro persone e de' loro interessi; e nondimeno è chiaro che, senza tanta spesa,
può ogni uomo, ancorch'esposto alla vista di tutti, nasconder i suoi affari
nella vasta ed insieme segreta casa del suo cuore, perché ivi soglion esser
quei templi sereni, de' quali cantò Lucrezio:
sed nihil dulcius est, bene quam <munita> tenere
edita doctrina sapientium templa serena,
despicere unde queas alios passimque videre
errare atque viam palantes quaerere vitae.
Applicando io però questi versi
al senso che conviene a significar un'altezza d'animo, ed una quiete, che
conduce al piacer ed alla gloria immortale, e non al diletto fallace.
|