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Cristo-capo è presente nel ministero
episcopale
6. Il Signore
stesso "ha istituto nella sua chiesa vari ministeri, che tendono al bene
di tutto il corpo" (LG 18). Tra questi ministeri quello episcopale
è fondamento di tutti gli altri. I vescovi, poi, in comunione gerarchica
con il romano pontefice, costituiscono il collegio episcopale, così che
esprimono nel loro insieme ed effettuano, nella chiesa-sacramento, la funzione
di Cristo-capo: "nella persona dei vescovi", infatti, "con i
sacerdoti accanto a loro, è presente in mezzo ai credenti il signore
Gesù Cristo, pontefice sommo... (I vescovi) sostengono le parti dello
stesso Cristo, maestro, pastore e pontefice, e nella persona di lui
agiscono" (LG 21; cf 27 28 PO 1; CD 2; PO 2). Nessun altro, all'infuori
del vescovo, svolge nella chiesa una funzione organica di fecondità (cf.
LG 18, 19), di unità (cf. LG 23) e di spirituale potestà (cf. LG
22) così fondamentale, che influisca su tutta l'attività ecclesiale.
Sebbene infatti nel popolo di Dio venga variamente ripartita la esplicazione di
molteplici altri compiti e iniziative, tuttavia al romano pontefice e ai
vescovi compete il ministero di discernere e di armonizzare (cf. LG 21), che
comporta l'abbondanza di speciali doni dello Spirito e il peculiare carisma
dell'ordinamento dei vari ruoli in intima docilità d'animo verso l'unico
Spirito vivificante (cf. LG 12,24, ecc.).
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