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Indivisibilità del ministero dei vescovi
7. II vescovo,
con la collaborazione dei presbiteri, svolge un triplice servizio verso la
comunità dei fedeli, quello cioè di insegnare, di santificare, di
governare (cf. LG 25-27; CD 12-20; PO 4-6). Non si tratta, per altro, di tre
ministeri; ma, poiché Cristo nella nuova legge ha fuso in radice tra di
loro le tre funzioni di maestro, di liturgo e di pastore, si tratta di un
ministero unico nella sua origine. Pertanto il ministero episcopale va
esercitato in forma indivisibile nelle diverse sue funzioni. Se poi le
circostanze a volte richiedono che si ponga maggiormente in luce uno di questi
tre aspetti, non si dovranno, tuttavia, mai separare nè trascurare gli
altri due, affinché non ne venga in alcun modo infirmata l'intima
integrità di tutto il ministero. II vescovo, dunque, non solo governa, nè
solo santifica, nè solo insegna, ma, con l'assistenza dei presbiteri,
pasce il suo gregge insegnando, santificando, governando con azione unica e
indivisibile. Il vescovo, quindi, in virtù del suo stesso ministero,
è responsabile in modo particolare dell'accrescimento nella
santità di tutti i suoi fedeli, in quanto egli è "principale
dispensatore dei misteri di Dio e perfezionatore del suo gregge" secondo
la vocazione propria di ciascuno (cf. CD 15); dunque anche, e soprattutto, secondo
la vocazione dei religiosi.
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