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Il compito della sacra gerarchia circa la vita
religiosa
8. Un'attenta
riflessione sulle funzioni e sui doveri del romano pontefice e dei vescovi
circa la vita pratica dei religiosi conduce a scoprire con particolare
concretezza e chiarezza la sua dimensione ecclesiale, cioè l'indubbio
legame della vita religiosa con la vita e la santità della chiesa (cf.
LG 44). Dio, infatti, attraverso l'azione della sacra gerarchia, consacra i
religiosi ad un suo più alto servizio nel popolo di Dio (cf. LG 44);
parimenti la chiesa, attraverso il ministero dei suoi pastori, "non solo
erige con la sua sanzione la professione religiosa alla dignità dello
stato canonico, ma con la sua azione liturgica la presenta pure come stato
consacrato a Dio" (LG 45; cf. SC 80, 2). Inoltre i vescovi, come membri
del collegio episcopale, in armonia con la volontà del sommo pontefice
sono solidali in questo: cioè nel regolare sapientemente la pratica dei
consigli evangelici (cf. LG 45); nell'approvare autenticamente le regole proposte
(cf. LG 45), in modo che sia riconosciuta e conferita agli istituti una
missione tipicamente propria, venga in loro promosso l'impegno per la
fondazione di nuove chiese (AG 18,27) e siano loro affidati, secondo le
circostanze, compiti e mandati specifici; nel garantire con la loro
sollecitudine che gl'istituti "abbiano a crescere e fiorire secondo lo
spirito dei fondatori, sostenuti dalla loro autorità vigile e
protettrice" (LG 45); nel determinare l'esenzione di non pochi istituti "dalla
giurisdizione degli ordinari del luogo, in vista della comune
utilità" (LG 45) della chiesa universale "e per meglio
provvedere all'incremento e al perfezionamento della vita religiosa" (CD
35,3).
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