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Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica; Congregazione per i Vescovi
Mutuae relationes

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  • Parte prima ALCUNI ELEMENTI DOTTRINALI
    • Capitolo II IL MINISTERO DEI VESCOVI NELL'ORGANICA COMUNIONE ECCLESIALE
      • Alcune conseguenze
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Alcune conseguenze

9. Le brevi considerazioni fin qui condotte circa la comunione gerarchica nella chiesa non poca luce recano sui rapporti da coltivare tra i vescovi e i religiosi:

a) Capo del corpo ecclesiale è Cristo, pastore eterno, che ha proposto Pietro e gli apostoli e i loro successori, cioè il romano pontefice e i vescovi, costituendoli sacramentalmente come suoi vicari( cf. LG 18, 22, 27) e colmandoli di appropriati carismi; e nessun altro ha il potere di esercitare alcuna funzione sia di magistero sia di santificazione sia di governo, se non in partecipazione e in comunione con essi.

b) Anima del corpo ecclesiale è detto lo Spirito santo: nessun membro del popolo di Dio, qualunque sia il ministero a cui dedica l'opera sua, riassume personalmente in , nella loro totalità, doni, uffici e compiti, ma deve entrare in comunione con gli altri. Le differenze nel popolo di Dio, sia di doni che di funzioni, convergono insieme tra loro e si completano a vicenda per l'unica comunione e missione.

c) I vescovi, in unione col romano pontefice, ricevono da Cristo-capo il compito (cf. LC 21) di discernere i doni e le competenze, di coordinare le molteplici energie e di guidare tutto il popolo a vivere nel mondo come segno e strumento di salvezza. Ad essi quindi è pure affidato l'ufficio di prendersi cura dei carismi religiosi, tanto più perché la stessa indivisibilità del ministero pastorale li fa perfezionatori di tutto il gregge. In tal modo, promuovendo la vita religiosa e proteggendola in conformità delle sue proprie definite caratteristiche, i vescovi adempiono un genuino dovere pastorale.

d) I pastori tutti, non dimentichi del monito apostolico di non essere "come padroni tra i fedeli loro affidati, ma come divenuti sincero modello del gregge" (1 Pt 5,3), saranno giustamente consapevoli del primato della vita nello Spirito, che esige che siano insieme guide e membri; veramente padri, ma anche fratelli; maestri della fede, ma principalmente condiscepoli davanti al Cristo; perfezionatori, sì, dei fratelli, ma anche veri testimoni della loro personale santificazione.




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