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Dell'indole propria di ogni istituto
11. Molti sono
nella chiesa gl'istituti religiosi e diversi l'uno dall'altro, secondo l'indole
propria di ciascuno (cf. PC 7, 8, 9, 10); ma ognuno apporta la sua propria
vocazione qual dono suscitato dallo Spirito, mediante l'opera di "uomini e
donne insigni" (cf. LC 45; PC 1, 2), e autenticamente approvato dalla
sacra gerarchia.
Lo stesso
"carisma dei fondatori" (ET 11) si rivela come un'esperienza dello
Spirito trasmessa ai propri discepoli per essere da questi vissuta, custodita,
approfondita e costantemente sviluppata in sintonia con il corpo di Cristo in
perenne crescita. Per questo "la chiesa difende e sostiene l'indole
propria dei vari istituti religiosi" (LG 44; cf. CD 33, 35, 1, 35,2,
ecc.). Tale indole propria, poi, comporta anche uno stile particolare di
santificazione e di apostolato, che stabilisce una sua determinata tradizione
in modo tale, che se ne possano convenientemente cogliere gli elementi
oggettivi.
Pertanto, in
quest'epoca di evoluzione culturale e di rinnovamento ecclesiale, è necessario
che l'identità di ogni istituto sia conservata con tale sicurezza, che
si possa evitare il pericolo di una situazione non sufficientemente definita,
per cui i religiosi, senza la dovuta considerazione del particolare stile di
azione proprio della loro indole, vengano inseriti nella vita della chiesa in
modo vago e ambiguo.
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