Capitolo IV
I VESCOVI E I RELIGIOSI INTENTI ALL'UNICA MISSIONE
DEL POPOLO DI DIO
La missione ecclesiale profluisce dalla "fonte
dell'amore" (AG 2)
15. Unica
è la missione del popolo di Dio, la quale in certo modo costituisce il
cuore di tutto il mistero ecclesiale. Il Padre, infatti, "ha
santificato" il Figlio "e lo ha mandato nel mondo" (Gv 10,36),
mediatore tra Dio e gli uomini (cf. AG 3); e nel giorno della pentecoste
"Cristo inviò da parte del Padre lo Spirito santo, perché
compisse dal di dentro la sua opera di salvezza e stimolasse la chiesa alla sua
crescita" (AG 4). Così la chiesa, in tutto il decorso della sua
storia, "è per sua natura missionaria" (AG 2; cf. LG 17) in
Cristo e in virtù dello Spirito. Tutti, e pastori e laici e religiosi,
ciascuno secondo la propria vocazione, sono chiamati ad un impegno apostolico
(cf. n. 4b), che sgorga dalla carità del Padre; lo Spirito santo poi lo
alimenta, "vivificando, come loro anima, le istituzioni ecclesiastiche ed
infondendo nel cuore dei fedeli quel medesimo ardore di missione, da cui era
stato spinto Gesù stesso" (AG 4). La missione dunque del popolo di
Dio non può mai consistere solo in un'attività di vita esteriore,
poiché l'impegno apostolico non si può ridurre in assoluto alla
semplice, anche se valida, promozione umana, dal momento che ogni iniziativa
pastorale e missionaria è radicalmente fondata nella partecipazione del
mistero della chiesa. La missione infatti della chiesa per sua natura altro non
è se non la missione dello stesso Cristo continuata nella storia del
mondo; essa pertanto consiste principalmente nella compartecipazione
all'obbedienza di colui (cf. Ebr 5, 8), che offrì se stesso al Padre per
la vita del mondo.
|