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Il significato pastorale dell'esenzione
22. Il sommo
pontefice, in vista dell'utilità della stessa chiesa (cf. LG 45; CD 35,
3), a non poche famiglie religiose concede l'esenzione, affinché
gl'istituti possano più adeguatamente esprimere la propria
identità e dedicarsi al bene comune con particolare generosità e
a raggio più vasto (cf. n. 8).
L'esenzione, in
verità, non adduce per sè alcun ostacolo nè al
coordinamento pastorale nè agli scambievoli e buoni rapporti tra i
membri del popolo di Dio. Essa infatti "riguarda principalmente l'ordine
interno degli istituti, perché in essi tutte le cose siano meglio tra
loro unite; ordinate e concorrano all'incremento e al perfezionamento della
vita religiosa; e possa, inoltre, disporre di essi il sommo pontefice per il
bene della chiesa universale, ed altra competente autorità per il bene
delle chiese della propria giurisdizione" (CD 35, 3; cf. CD 35,4; ES 1,
25-40; EN 69).
Pertanto
gl'istituti religiosi esenti, fedeli alla "particolare loro fisionomia e
alla propria loro funzione" (PC 2b), devono innanzi tutto coltivare una
speciale adesione al romano pontefice ai vescovi, rendendo effettivamente e con
animo volenteroso, disponibile la propria libertà e alacrità
apostolica in conformità dell'obbedienza religiosa; similmente con piena
coscienza e zelo s'impegneranno a incarnare e manifestare nella famiglia
diocesana anche la specifica testimonianza e la genuina missione del loro
istituto; infine stimoleranno sempre quella sensibilità e intraprendenza
di apostolato, che sono caratteristiche della loro consacrazione.
I vescovi
sapranno certamente riconoscere e apprezzeranno grandemente il contributo
specifico, col quale verranno in aiuto delle chiese particolari quei religiosi,
nella cui esenzione essi trovano in certo modo anche un'espressione di quella
pastorale sollecitudine, che strettamente li unisce al romano pontefice per
l'universale solerte cura verso tutti i popoli (cf. n. 8).
Questa
rinnovata coscienza dell'esenzione, se davvero è condivisa in accordo
con i vari collaboratori dell'impegno pastorale, potrà non poco giovare
all'incremento dell'inventiva apostolica e dello zelo missionario in ogni
chiesa particolare.
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