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A livello di nazione, regione e rito
60. Nelle
conferenze episcopali di una nazione o di un territorio (cf. CD 37) gli stessi
vescovi "esercitano congiuntamente il loro ministero pastorale per far
maggiormente progredire il bene che la chiesa offre agli uomini" (CD 38).
Nello stesso modo esercitano il loro ministero, per il proprio rito, i sinodi
patriarcali (cf. OE 9), e per i rapporti tra i diversi riti, nell'ambito della
loro particolare composizione, le assemblee interrituali degli ordinari (cf. CD
38).
61. In molte
nazioni o territori, per cura della Congregazione per i religiosi e gl'istituti
secolari - e nei territori dipendenti dalle congregazioni per
l'evangelizzazione dei popoli e per le chiese orientali col consenso del
rispettivo sacro dicastero - la santa sede ha istituito i consigli o conferenze
dei superiori maggiori (sia di religiosi che di religiose o misti). Tali
consigli devono essere attentamente sensibili alle diversità degli
istituti, incrementare la comune consacrazione e convogliare le forze di tutti,
impegnate nel lavoro apostolico, verso la coordinazione pastorale dei vescovi
(cf. n. 21).
Pertanto,
affinché i consigli dei superiori maggiori possano con la dovuta
efficienza esplicare il loro compito, si dimostra sommamente utile che in
determinati periodi si faccia un'opportuna revisione della loro attività
e in modo più adeguato si organizzi, in concordanza con la diversa
missione degli istituti, una congrua ripartizione di distinti commissioni o di
altri consimili organismi, debitamente collegati con gli stessi consigli dei
superiori maggiori.
62. Le
relazioni tra i consigli dei superiori maggiori e i sinodi patriarcali, e
similmente le relazioni fra i medesimi consigli dei superiori maggiori e le
conferenze episcopali nonché le assemblee interrituali, siano regolate
secondo i criteri, che determinano i rapporti tra i singoli istituti e
l'ordinario del luogo (cf. ES I, 23-25, 40); quindi si stabiliscano anche le norme
aggiuntive secondo le diverse esigenze regionali.
63.
Poiché è di somma importanza che i consigli dei superiori
maggiori collaborino fiduciosamente e diligentemente con le conferenze
episcopali cf. CD 35,5; AG 33), "è auspicabile che le questioni
concernenti l'una e l'altra parte siano trattate in commissioni miste,
costituite di vescovi e di superiori o superiore maggiori" (Es I, 43), o
in altre forme da adattarsi alle situazioni dei continenti, delle nazioni o
delle regioni.
Una commissione
mista di tal genere dovrà essere strutturata in modo che possa
conseguire efficientemente le sue finalità, quale organismo di reciproco
consiglio, di collegamento, di mutua comunicazione, di studio e di riflessione,
anche se il diritto di decidere in definitiva sia da lasciarsi sempre ai
consigli o conferenze, secondo le rispettive competenze.
Spetta dunque
ai sacri pastori promuovere il coordinamento di tutte le opere e
attività apostoliche le loro singole diocesi; così pure ai sinodi
patriarcali e alle conferenze episcopali nel proprio territorio( cf. CD 36,5).
Per le
questioni riguardanti i religiosi e le religiose, i vescovi, se la
necessità o l'utilità lo richieda - come di fatto in più
luoghi è avvenuto -, istituiranno un'apposita commissione in seno alla
conferenza episcopale. Tuttavia la presenza di tale commissione non solo non
ostacola la funzionalità della commissione mista, ma piuttosto la
richiede.
64. La
partecipazione dei superiori maggiori, o, secondo gli statuti, dei loro
delegati, anche in altre varie commissioni delle conferenze episcopali e delle
assemblee interrituali degli ordinari locali (come, ad esempio, nella
commissione per l'educazione, per la salute, per la giustizia e pace, per le
comunicazioni sociali, ecc.), può risultare di grande opportunità
ai fini dell'azione pastorale.
65. La
reciproca presenza per mezzo di delegati sia delle conferenze dei vescovi sia
delle conferenze o consigli dei superiori maggiori nelle singole unioni o
assemblee degli uni e degli altri, è raccomandabile, prestabilendo evidentemente
opportune norme quanto alla necessità, per cui ciascuna conferenza possa
trattare da sola argomenti di sua competenza.
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