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Pietro Aretino
Angelica

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  • ANGELICA
    • AL GRAN MARCHESE DEL VASTO
      • CANTO SECONDO
        • 27.
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27.

 

Tosto ch'io fui del suo bel viso accesa,
cieca mi fece Amor, come far sole
desiosa alma, ad amar sempre intesa
quel che più la consuma e più le dole.
Io obliai ogni danno, ogni offesa
che ne facea con le sue forze sole,
e tanto amava lui quanto che il rio
odiava il buono e real padre mio.

 




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