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Pietro Aretino
Astolfeida

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  • ASTOLFEIDA
      • CANTO TERZO
        • 26.
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26.

 

Così dicev'a Carlo, al re Carlone,
col fianco alzato, or che non ha più fame;
il vin l‹i› bolle in capo e nel polmone
come bolle a Viterbo il bollicame,
e giura a Carlo d'ammazzar Macone
e tutti i suoi, questo campion[i] di dame,
et Ulivier il suo detto fa buono
per ch'in amor fratel giurati sono.

 




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