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Alfabetica    [«  »]
devé 1
devi 1
di 1666
dì 92
di' 1
dia 10
diabolicamente 1
Frequenza    [«  »]
96 cosa
96 onde
96 ora
92 dì
92 dove
92 via
91 fare
Pietro Aretino
Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa

IntraText - Concordanze


   Capitolo
1 ded| partorito ogni opera quasi in un : e perché si fornisca di 2 gi1| mastico tuttavia, che fra .XV. a la più lunga ti metto 3 gi1| assassinarie che si veggano fare di e di notte, doppo un sopportare 4 gi1| squinternane un altro e : «Vostra Signoria mi ha 5 gi1| sospira a la infoiata e : «Se io faccio, farete?»; 6 gi1| stare parecchi e parecchi a dargli orecchie. A la 7 gi1| formicaio: e scoppiano se un non gli facciamo le fica 8 gi1| senza maestro, in otto sa molto più che non si 9 gi1| spettando la promessa un o due senza fargliene motto; 10 gi1| pezzo; e levandoti suso, con voce fioca: «Io non 11 gi1| un pezzo, o allotta o il che viene, fagli risponder 12 gi1| rimenate per tutti i versi e di e di notte, e chi non consente 13 gi1| signora che ne tornò l'altro non ci ha saputo stare: 14 gi1| torne una scorpacciata un del mese, quando tu hai 15 gi1| la bizzarria nacque il che egli venne al mondo; 16 gi1| servirmi, non usci di casa il de la festa che io voleva 17 gi1| colonnese. Passati otto , faccio dar nome che io 18 gi1| che Iddio gli dia: e ogni sia anno e pasqua per loro.~ 19 gi1| luogo che ti si mostra; e «Eccomi qui, tale quale 20 gi1| puttanissima; ma o taci, o con reverenzia o bella o 21 gi1| chi ha da vivacchiare di in dì; e quando non fosse 22 gi1| da vivacchiare di dì in ; e quando non fosse mai 23 gi1| quale non piagne mai né notte Volgiti poi ai 24 gi1| loro: e perciò il primo che gli conosci, seco 25 gi1| Saranno anche peggio un , non dubitare; e le loro 26 gi1| muine; e stata così un tre , soffia, morditi le dita, 27 gi1| sbrascia; anzi riprendalo e : «Voi avete torto ' adirarvi 28 gi1| che egli che de l'altro ritornarà a la mangiatoia, 29 gi1| essere, ti insegnarò io il inanzi che entri in campo: 30 gi1| muffa: che chi ne bee tre si scorda del tufo. Ma odi 31 gi1| vestimenti, mostrane allegrezza e : «Veramente la lor vertù 32 gi1| e statti in letto un due tra vestita e spogliata: 33 gi1| licenzia di usar le truffe il de la loro stagione e con 34 gi1| pescata: eccoti un .XV. inanzi a San Martino e tu 35 gi1| bel sogno in sul far del , lo squinternò a la madre: 36 gi2| Santità portava in capo il de la Cenere; un paio di 37 gi2| cantò perché la state ha i lunghi e il verno corti; 38 gi2| conto.~NANNA. Io lo farò un a ogni modo.~PIPPA. Fatelo, 39 gi2| guasto del sonno. Già il seguente con i colori di 40 gi2| statoci sopiattoni tanti che gli bastarono a informarsi 41 gi2| ci capita; passa tutto il , e non se ne ode novella; 42 gi2| simigliano ai cortigiani dal d'oggi che per la divizia 43 gi2| lo teneva in collo ogni due volte, né mangiava cosa 44 gi2| essi dicano: «Io fui due fa a toccar la tale: oh 45 gi2| Montefiascone, in su l'alba del urtai con la spalla nel 46 gi2| col non si partir mai né notte da lui, non se 47 gi2| capitano dee partirsi il seguente a bonissima otta, 48 gi2| forza che ne domandiamo un messer san Giobbe, altrimenti 49 gi2| la cosa è che in .XXII. ella gli venne a noia; e 50 gi2| mazzate, e ivi a un otto la lasciò di secco in secco, 51 gi2| dei vestimenti che ogni si mutava: le quali mutazioni 52 gi2| di me; e domattina inanzi consumaremo il matrimonio, 53 gi2| impresto o tolta a tanto il una veste, una gorghiera, 54 gi2| cervelline, e che in due dicesse: «Io me ne voglio 55 gi2| uno, due, tre e quattro , le sbrigò da sé con dire: « 56 gi2| presso a l'agosto, i piovaiuoli; e venuti che 57 gi2| stare fra i lenzuoli un e due, mangiando e beendo 58 gi2| la sua sanità in quattro . Onde le disse: «Andiamo 59 gi2| tante vincastrate quanti ella si aveva fatto pregar 60 gi2| ordinato il suo venire il terzo , perché in quella ora il 61 gi2| dileguarsi del marito: ma il seguente se ne fuggì con 62 gi2| e la fece stare ivi otto senza voler che niuno le 63 gi3| sanare chi si more de l'altro , e la ruffiana pone in isperanza 64 gi3| cosettine che la ruffiana fa di : a quelle di notte mo'.~ 65 gi3| a una la quale vidde due fa nel tal luogo, chi vuol 66 gi3| altra si fosse, in otto ve la colcava a canto». 67 gi3| ordinai che passassi il avvenire da casa sua doppo 68 gi3| bugie?~COMARE. Non fu il doppo, il mio ridere, anzi 69 gi3| COMARE. Io andai, ivi a due , a trovar colei, infrascando 70 gi3| Chi mi avesse detto, due fa, «Egli morirà la più 71 gi3| ne ho beccate su ai miei per cotal via: insomma tutti 72 gi3| si leva, essendo già il alto. Vien l'ora del mangiare, 73 gi3| vegghia.~COMARE. In .X. o .XII., se tu lo avesse 74 gi3| se ne vedessi trarre un uno di cotali sciagurati 75 gi3| ella, «Io gli feci l'altro ritrarre una, non bella, 76 gi3| quando io, una ora inanzi <>, lo scovai e il feci levar 77 gi3| poter servire non pure il de la promessione, ma né 78 gi3| guarire ogni fistola in otto , prometto di andar a parlarle; 79 gi3| Ah! ah!~COMARE. In due imbertonai tutte le moniche 80 gi3| il quale si spettava di in dì), con la corona in 81 gi3| quale si spettava di dì in ), con la corona in mano, 82 gi3| mi intervenne mai ai miei ».~BALIA. L'arte de l'arte 83 gi3| senza altri mezzi: e un , doppo desinare, mi fece 84 gi3| come il ragno sta tutto un paziente per tarpare una 85 gi3| Ah! eh! oh!~COMARE. Ogni ci coglieva gente, e chi 86 gi3| assassinati e scornati ai miei !~BALIA. L'anima scontarà 87 gi3| iscritto il conoscere il di San Pavolo converso, 88 gi3| questa, e non più.~BALIA. .~COMARE. Io ebbi tempo e 89 gi3| avere in forse un venti che io gli praticai per 90 gi3| Comare, ah? Non ne nasce ogni , non per la fede mia; e 91 gi3| boto di non dirla in questo che noi siamo; e ti insegnarò 92 ded| le mette insieme in .X. egli, che gli impressori


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