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da 456
dà 55
dabenaggini 1
dadeggiare 1
dadi 4
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57 tutta
56 disse
56 tosto
55 dà
55 signora
54 degli
54 qui
Pietro Aretino
Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa

IntraText - Concordanze


   Capitolo
1 gi1| solamente lo amico che ti cena e albergo pascerai 2 gi1| per la tentazione che gli l'odore de l'arosto, prova 3 gi1| amica che si ama, mentre ti la linguina per cantone, 4 gi1| ritto che te lo ha, gli una menatina, e poi il lascia 5 gi1| vecchio pazzo. Ma se me ne alcuno ne l'unghie, voglio 6 gi1| si misura l'acqua che si a chi fa astinenzia, capi 7 gi1| non me ne curo; e non mi noia se «covelle» è più 8 gi1| è dubbio che tal pratica la fuga a chi ha paura di 9 gi1| ti vesti il suo saio, e due spasseggiatine per camera: 10 gi1| gliene dia, s'egli non ti la berretta e il saio per 11 gi1| bascia, bacialo e s'ei ti , togli; e usa una arte sì 12 gi1| né dagli occhi se non ti qualche cosa; e dandotela, 13 gi1| a libbre e a chi più ne : e son pur carni, e non 14 gi1| il suono de la mano che de le sculacciatine nel 15 gi1| animo che è fitto a un solo, licenzia a tutti quelli 16 gi1| piacere d'una balia che il latte, governa e alleva 17 gi1| merita; e se chi più ne più ne doveria avere, facciasi 18 gi1| tutti i venardì di marzo; e nome che in così sante notti 19 gi1| nascosamente a chi più ne , guardandoti che i tuoi 20 gi1| si celino, quello che ne uno il faccia e nol dica, 21 gi1| nol dica, quello che ne dieci trombeggiasi: e in 22 gi1| ritiene il fiato finché ci : come è preso, pelagli il 23 gi1| pazzie, ma togli quei che ti impastoiato che egli è, 24 gi2| colui che n'è mezzano, e gli due zecchini, con dire « 25 gi2| rispetto: ella gli chiude e la chiave a lui, pensando 26 gi2| diletta anche egli: e perciò miglior sapore ai quarti 27 gi2| scusarsi di lei, che non ci si udienza.~PIPPA. La mia secchia 28 gi2| di nastro e s'altro gli ne le dita che vaglia meno.~ 29 gi2| NANNA. La colpa che ci si quando si ferisce o ammazza 30 gi2| amore e dal mondo che il , con un pezzo di fune datale 31 gi2| lo spigne, al domine che le candele, sdrucciola e 32 gi2| giulio»; e il famiglio gliene .~PIPPA. Perché non un quattrino?~ 33 gi2| fregarla a la fede che si per via di due mani insensate? 34 gi2| papa perché la morte gli la sua boce.~PIPPA Voi favellate 35 gi2| dar più lalde che non si al laudamus, si rintenerì 36 gi3| Tagliale destramente», di petto in una monica, 37 gi3| fermatasi seco, la prima cosa le del «Voi sète più bella 38 gi3| che al suo procuratore gli chi ha la sentenzia in favore.~ 39 gi3| come de la sua volontà, mi un ducato, anzi due, e fa 40 gi3| appresso di cinque in sei; la fuor de lo alloggiamento 41 gi3| presto»; e così dicendo due altre volte in su e 42 gi3| briglia del rispetto, si drento, e con minaccia e 43 gi3| troppo poco, me lo dice, mi , mi promette; e bravando 44 gi3| si> stringe ne le spalle, ragione altrui, patisce: 45 gi3| del «poltrone» che se gli di prima giunta. Come ancora 46 gi3| calcati di gente, e poi l'assalto. Ma ciò che io 47 gi3| val più lo spasso che vi l'orto e la vigna vostra, 48 gi3| basciata che l'ebbe, me la : e io la ribascio e la piglio.~ 49 gi3| ringrazia e proferisce; e uno altro ducatetto, e partisi. 50 gi3| ragno, ad ogni pelo che ne le maglie, corre; e la 51 gi3| simili baie; ed egli mi lettere, mi dà sonetti appresso: 52 gi3| ed egli mi dà lettere, mi sonetti appresso: e io il 53 gi3| tempo de la vita sua, mi .XX. ducati; e io mi faccio 54 gi3| Vinegia, e ci è chi gli fede come i Luterani a fra 55 gi3| sotto il capezzale: e così martello a colui, ed ella


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