a'-arder | ardev-bonad | bone-cogli | cogna-desid | desin-farve | fasce-gonza | gonzi-ispen | ispic-merca | merce-parti | parto-profi | profo-ripos | ripre-scole | scolp-spass | spaur-tirav | tisic-vicin | vida-zurlo
grassetto = Testo principale
Capitolo grigio = Testo di commento
4503 gi2| ella, gravida di lui, vuol partorire: intendendolo il dispietato
4504 gi3| è forza che la ruffiana partorisse la puttana; e tientelo per
4505 ded| ingegno, il quale ne ha partoriti cotanti degli altri, e in
4506 ded| secondo i subietti; e ho partorito ogni opera quasi in un dì:
4507 gi2| pareva da bene: come le parvero gli sciagurati i quali,
4508 gi1| con gran donne, e più si pascano di ragionamenti e di chiacchiare
4509 gi1| che ti dà cena e albergo pascerai di sguardi ghiotti e di
4510 ded| io lodo Iddio poiché mi pasco di lezioni fuora de le imitazioni
4511 gi3| robe: e queste porta le pasque quelle i di santi, altre
4512 gi3| Bene, per servirvi; io passando di qui vi ho voluto visitare:
4513 gi2| vendetta; perché tu, ferro, passandomi il petto, ucciderai quel
4514 gi3| da servirla, e perciò non passarà doman vespro che vi saperò
4515 gi2| Onde alcuni dei nimici passarono il ponte e, andato fino
4516 gi3| posta sua; e a qualunche si passasse onde stava, lo metteva in
4517 gi3| promessi, e ordinai che passassi il dì avvenire da casa sua
4518 gi1| mare, che è sì gran bestia, passatagli la stizza, fa men rimore
4519 gi3| ho mai dormito le notti passate per la fantasia che mi è
4520 gi2| le sue vesti e massarizie passavano milleducento. E spalancato
4521 gi1| comincia a dire ai tuoi passionati che hai in boto di far dire .
4522 ded| i furori de l'armi e le passioni d'amore, che io doveria
4523 gi1| corrucci fatti con la tua pasta, cioè corrucciati teco medesima
4524 gi2| sbarre del monte: e fatto pasticcio di molti che non avevano
4525 gi2| Matteo gliene basciuccava; il pastorale di papa Stoppa, volsi dir
4526 gi2| ai Padri santi, del mondo pastori.~PIPPA. Voi sète in vena,
4527 gi1| fallo in forgia che non pata tanto che si avezzi a patir
4528 gi2| una sedia di cremisi tutta patacchiata di borchie d'oro a usanza
4529 gi1| che non fanno i vescovi ai patafi, sotto i piedi dei demoni
4530 gi3| croce in fronte; e dico un pater e una ave, e vado via. Veggo
4531 gi2| questa forgia? E poi qual paterina giudea sofferirebbe che
4532 gi3| che non posso mancare a la paterna Paternità del padre, ne
4533 gi1| detto uno straccetto del paternostro, piglia la strada del Pellegrino:
4534 gi1| pata tanto che si avezzi a patir di sorte che ne faccia quello
4535 gi2| speranza se vai, che ne patirai le pene tra gli scogli,
4536 gi3| e s'è così, non doveria patirsi che ogni puttanuzza fecciosa
4537 gi3| te si passi il duolo che patisci per quella de la quale stai
4538 gi3| pietosa e compassionevole non patite che io gitti via questa
4539 gi2| legno, e pagano di gloria patri, e sono, perdonimi loro,
4540 gi3| Turchi, cardinali, vescovi, patriarchi, sofì e ogni cosa; e la
4541 gi3| favellano in segreto, a destram patribus. Attendimi pure, e poi mi
4542 gi3| brunire da non so che suo patrigno fabbro; le sue poppe parevano
4543 gi2| voglie.~NANNA. Alcuno altro pattovisce con la sua signora, sendo
4544 gi3| non ci veggano, e tutta paurosa ne la apparenza, ma tutta
4545 gi3| azzurri, con verdi e con pavonazzi violati: cotal uffizio ebbi
4546 gi3| vestitosi un saio di velluto pavonazzo tempestato di ariento battuto,
4547 gi3| lepre», «de la luna», «dal pavone», «da le due spade», «da
4548 gi3| fregagioni de la palma, e pavoneggiandosi tutto, acconcia la persona
4549 gi1| fingendo di non intendere, si pavoneggiarà tutto. E sappi che chi non
4550 gi3| il ragno sta tutto un dì paziente per tarpare una mosca, così
4551 gi2| Saviamente.~NANNA. Anzi pazzamente.~PIPPA. Perché?~NANNA. Perché
4552 gi1| fatto parer bestia da le pazzarone, come credi tu che quelle
4553 gi1| Siena, dicoti che i Senesi pazzaroni son dolci matti, ancorché
4554 gi1| porta; e non ti aprendo, pazzeggia con parole alte, maladisci.
4555 gi3| simile frascarie di donne pazzerelle.~BALIA. Ho caro di sapere
4556 gi1| mi ragionare di coteste pazziule da schiocche: i tuoi incantesimi
4557 gi1| finamente a la vita loro, peccarebbe dannatamente a non confessarlo.
4558 gi2| ammazzassi il figliuolo prima che peccasse e che nascesse?».~PIPPA.
4559 gi1| risponderanno «Noi siamo peccatori come gli altri» Pippa sorellina,
4560 gi2| le cortigiane ancora sono peccatrici come loro.~NANNA. Se eglino
4561 gi1| un che trova la moglie in peccavisti.~PIPPA. La mi è andata al
4562 gi2| Ora stimalo tu se ella peccò in vanagloria udendosi millantare.~
4563 gi2| pignatti e dei pentolini di pece che ti avventano a le finestre
4564 gi2| strappate di fune. E così la pecorella con danno <e> vergogna sua
4565 gi3| compare lupo, mentre il pecorone piombava giù ne la secchia
4566 gi2| quelli, così, essendoci la pecunia, tanto si dee aprir al re
4567 gi2| propie, le quali, da che un pedagogo me le insegnò, ho sempre
4568 gi2| và pur via e seguita le pedate dei sogni e de le visioni
4569 ded| ciò, fate riverenza a don Pedro di Toledo, marchese di Villa
4570 gi3| che non danno l'usure ai pegni d'oro e d'ariento.~BALIA.
4571 gi3| BALIA. Chi crede senza pegno non ha ingegno.~COMARE.
4572 gi2| che l'acqua bollita non pela i capponi; e senza un dente
4573 gi2| sia pur ricco in fondo e pelacane e plebeo a sua posta: perché
4574 gi1| finché ci dà: come è preso, pelagli il culo, tra morto, vivo
4575 gi1| Baionacci.~NANNA. In gran pelago si arrischia di notare chi
4576 gi1| faccino, né ti dichino: pelali secretamente, che si lasciaranno
4577 gi3| scovai e il feci levar suso, pelandomi tutta quanta, con dirgli: «
4578 gi1| secretamente, che si lasciaranno pelare.~PIPPA. Buon ricordo~NANNA.
4579 gi2| nimici, anzi di chi non sa pelargli, e da buone massaie riponendo
4580 gi2| pugna nel petto e tante pelature di capegli, che più non
4581 gi1| paternostro, piglia la strada del Pellegrino: e a ogni merciaio ti ferma,
4582 gi3| trovò; e perché il corso peloso, mordendola e basciandola,
4583 gi3| collo per gioielli e per pendenti, e ne le medaglie de le
4584 gi2| PIPPA. Me lo ha detto il penetenzieri quando mi diede con la bacchetta
4585 gi1| in mano uno scartoccio di peneti per racquetar la tossa che
4586 gi1| con alcune voce nuove e penetrative dicano «Andate, che i Cieli
4587 gi3| arrischi, d'una prosunzione che penetri, d'una faccia sfacciata,
4588 gi1| sali-sapienzia-in-bocca-al-mammolo? Che crudeltà, che penitenza è a regnare con gli arcisavi:
4589 gi1| letto, con i colori e coi pennelli, mi scolpisse un fregio
4590 gi3| spettando il giorno: che penò, a suo giudicio, un mese
4591 gi1| il tutto. A la fine tanto pensai che io la trovai: e che
4592 gi3| non ha ingegno.~COMARE. Pensalo tu, s'egli capiva ne la
4593 gi2| pensieri non si straccano nel pensamento.~PIPPA. E pure ognuno si
4594 gi3| propio una perla».~ ~Tu pòi pensar, Balia, quello che restò
4595 gi3| l'ho pensata no, ma vo' pensarla istanotte e la trovarò certo.
4596 gi2| la più bella ragia che se pensasse mai da forca e da capestro
4597 gi3| grande e utile; non l'ho pensata no, ma vo' pensarla istanotte
4598 gi3| voi sète savia, e so che pensate al vostro essere di carne
4599 gi2| da lor medesimi.~NANNA. Pènsate che ella, avvertita, consigliata
4600 gi3| sei passi masticando il «pensatici suso» col quale mi aveva
4601 gi2| letto con colui col quale si pensavano rimanere. Ma che t'ho io
4602 gi2| non fosse. E quante volte pensi tu che a l'usanza pretesca
4603 gi2| che trista.~NANNA. Vado pensiereggiando a le trafolarie che gli
4604 gi3| imbasciate, e poi se ne pente; or prega e or minaccia,
4605 gi1| e non è diferenzia dal pentimento di non se lo aver cavato
4606 gi3| andatici dico: se non, ve ne pentirete». Madonna, io vi sono schiava,
4607 gi2| dare, se non te ne vuoi pentirte. E per tornare al cortigiano
4608 gi2| gittano drieto.~PIPPA. Io mi pento de la voglia che mi è venuta
4609 gi2| ancora dei pignatti e dei pentolini di pece che ti avventano
4610 | perch'
4611 gi2| Petornella non staria salda a le percosse de la sirocchia, quando
4612 gi2| punto, anzi pareva un muro percosso da le palle a vento: a la
4613 gi3| il martorio con che amore percote gli innamorati; o Iddio,
4614 gi3| reverendo: e pur la porta si percuote, e con gridi rabbiosi me
4615 gi2| doppioni che vi son drento col percuoterle con la mano. Baie, cacabaldole,
4616 gi2| dice stridendo: «Noi non perdaremo perciò la vita senza vendetta;
4617 gi2| petto.~NANNA. Uno uccel perde-il-giorno trovò una solenne fantasia,
4618 gi3| per belico in mezzo; e mi perdei ne la vaghezza di quella
4619 gi2| brigataccia le quali si perderanno solamente a vederti e a
4620 gi1| che le donne novelle ne perderebbero: e questo anco si comporta.
4621 gi2| capegli di niello anellato, perdersi a fatto a fatto. Né si potendo
4622 gi2| giudea sofferirebbe che si perdesse una anima? Recatevi la mente
4623 gi2| vergogna che ebbe ella, e perdette il credito di sorte, che
4624 gi2| andavi a tastoni, più ti perdevi, né mai ti ci saresti imbattuta
4625 gi1| Dio mel perdoni. Ma non perdiam tempo: e impara a corrucciarti
4626 gi2| saporita e se bene ella faceva perdita d'amici col non si partir
4627 gi2| più con questo che io non perdo con quelli». Or egli accade
4628 gi1| medico e medicine, e io gli perdonai, cioè promessi di non perseguitarlo
4629 gi2| il fiorir de le zucche, perdonandole un così galante peccato.~
4630 gi3| di non se ne adirare e di perdonarmi; e fatto i giuri e gli scongiuri
4631 gi2| chi sta colassuso; deh! perdonate a la inocente, la quale
4632 gi3| rompo il parlar con quel «perdonatemi» che si usa quando altri
4633 gi3| pimpinella e messer fiorancio perdoneranno al mio non più far l'amor
4634 gi2| di gloria patri, e sono, perdonimi loro, una gabbia di pazzi,
4635 gi1| drago, mettendoci tutti per perduti, gli cadde fra il popolo,
4636 gi2| disse: «Che ti pare del peregrino giunto a noi? Vedestù mai
4637 gi1| concorrer con loro, ed è perfetta per quelle che han più caro
4638 gi2| potevano dimostrarsi ne la perfezion loro: e quello che più la
4639 gi2| si diede a conoscere al perfido e disleale, ma giacque con
4640 gi2| meglio.~NANNA. Dimandinsi i pergami, non pure i predicatori,
4641 gi1| mentre si scagliava in sul pergamo come un drago, mettendoci
4642 gi3| secchi; guarda guarda, questa pergola ha i fiori, lo agresto e
4643 gi2| ingioncava i versetti con le pergole, con le pimpinelle e con
4644 gi3| a mettermi a così strani pericoli». Il valente uomo sentendomi
4645 gi2| ritrovano gli spiriti: oh che pericolose bestie, oh che mèle-in-bocca-e-rasoio-in-manica!
4646 gi3| trama è dificilissima e pericolosissima»; e nol diceva per burla,
4647 gi3| bicchier forato stava un perno, cioè uno stiletto sottile,
4648 gi1| Né ti credere che il lor pero se le lasci tòrre per iscrollare:
4649 gi3| impiccatosi per amor mio mi perseguita: e sempre sempre, quando
4650 gi2| Dicami un poco, un di questi perseguita-puttane, che denari potria pagare
4651 gi1| il crederà, quanto più lo perseguitarai con gli sguardi; e ragionando
4652 gi1| non lasciar mai di non perseguitargli col «dammi» e «fammi»: perché
4653 gi1| perdonai, cioè promessi di non perseguitarlo col governatore, volendo
4654 gi2| e quando sarò morta ti perseguitarò con l'ombra, con l'anima
4655 gi3| baldracche a molti gran personaggi, repezzando le bruttezze
4656 gi3| pesce, se ne andò al lago di Perugia con la maggior ladroncelleria
4657 gi1| le impagliate (disse la Perugina), quando i parenti del marito
4658 gi2| tradimento usato da la mia perversità a madonna...»; e proferito
4659 gi1| volpon vecchio, il quale pesa tutti i tuoi andari; e suso
4660 gi1| chi ne ha meno. E perciò pesagli con la bilancia de la discrezione;
4661 gi2| accordando, tolse la sua che pesava ducento ducati d'oro larghi,
4662 gi3| contentarlo: e non lo andai molto pescando, che io lo trovai.~BALIA.
4663 gi3| BALIA. Possi dire come il pescasti?~COMARE. Ben sai.~BALIA.
4664 gi1| mancava questa.~NANNA. Io l'ho pescata: eccoti un .XV. dì inanzi
4665 gi2| negare che il farti dar le pesche non ti sia piaciuto»; «Cotesto
4666 gi1| nimici de la fede, poppano, pescheggiano e trapanano i buchi e le
4667 gi1| E perciò ti dico che i pesci grossi de la frataria e
4668 gi3| che io ho avuta una de le pessime sere, una de le triste notti
4669 gi3| trista a me!». Possa io fare pessimo fine se la paura che ebbe
4670 gi3| che sono, le bastonano, le pestano e le tranno giù per la scala,
4671 gi1| foggia io mi ho a lasciar pestare dal suo starmi tutta notte
4672 gi1| a un bufolaccio che la pesterà tutta quanta, e s'ella nol
4673 gi2| fare il pane di ramerino pesto con l'olio, perché tenesse
4674 gi2| vendicarsi contra colui che la pestò ben bene, non pensando a
4675 gi2| di fischi, di strida, di petate e di crocchiate, con più
4676 gi1| suora Gaudenzia è al cane? Petegole di feccia di birro, che
4677 gi2| NANNA. Colto te, ah? Santa Petornella non staria salda a le percosse
4678 gi2| fegatella la cagion del petorsello (o «prezzemolo» che lo chiamino
4679 gi1| fino in venti, e non de le petrarchescarie. E perciò, figliuola mia,
4680 gi3| una malia. Ma io entro nel pettine di sete, volendoti contare
4681 gi1| volonterosi, sperando nel pevere, nei tartufi, nei cardi
4682 gi2| suo padre: e se così è, piacciagli di ascoltarme quattro parole
4683 gi3| senno ritruova l'amicizia, piacegli i suoni, i balli e i canti:
4684 gi1| calda, e fa dolcitudine che piacendo ti solleticarà tutta, ti
4685 gi2| il più caro uomo, il più piacente, il più bello e il più liberale
4686 gi2| l'animo suo: e come gli piaceva l'aria de la fanciulla,
4687 gi2| fosse la dolcezza de la sua piacevol natura...~PIPPA Eccoci pure
4688 gi3| servito voi: la lettera è piaciuta, e tanto tanto che vi parrà
4689 gi2| dar le pesche non ti sia piaciuto»; «Cotesto no» rispose ella, «
4690 gi1| mettere nel core. E a me piacque il conversar con simili,
4691 gi3| una vedova, e si mette a piagner seco il marito che le morrì
4692 gi1| bambolina mia.~PIPPA. Io piagnerò per certo.~NANNA. Pon giuso
4693 gi2| Tevere e uno Arno. Ma non piagneva per la paura de lo avere
4694 gi2| cancaro a le gentilezze) credo piamontese o savoino (salvo il vero)
4695 gi1| di mano o in forbirti una pianella, fanno giudizio che guai
4696 gi3| vidde la calza turchina e la pianelletta di velluto nero: di modo
4697 gi2| saria a dire anelluzzi, pianellette di raso e di velluto frusto,
4698 gi2| proprio che è avanzato a le pianete di monsignore, le quali
4699 gi2| gli disse singhiozzando e piangendo. Il simulatore, il maestro
4700 gi1| NANNA. Lo schiamazzio e il pianger che tu farai gli sarà riportato
4701 gi2| Come può essere che egli piangesse il mal del papa, essendo
4702 gi1| sentore al micidiale che piangeva come un fanciul battuto.
4703 gi2| faceva a la meschina..., tu piangi, Pippa?~PIPPA. Che sia ucciso
4704 gi2| ridersi di chi il crede piangono; essi fan vista di volersi
4705 gi3| palme in alto e grido pian pianino: «Oimè, disfatta a me, trista
4706 gi1| me le proferisce?~NANNA. Piantagli un bascio con una punta
4707 gi2| poteva furare il tempo, si piantava in su la finestra con il
4708 gi2| più bello del ronfare la piantò nel letto de l'oste cortigianescamente;
4709 gi1| voglia, non dar la cassia coi piantoni a chi merita di dormir teco,
4710 gi2| qua, con le più dolci e piatose parole che si potessino
4711 gi1| ora una tazza e ora un piattello in mano, traendo e quando
4712 gi1| diede in una gota una cotal piattonata col pugnale, che me la fe'
4713 gi3| stanno smeraldi invece di piattoni. ~Insomma, s'ella avesse
4714 gi1| prevatura, e punte di spade e di picche per insalata condita ne
4715 gi3| gridi che io, spigolistra e picchia-petto, cacciava. E acquistai un
4716 gi3| di non ci aver pratica. E picchiando, volse la mia buona sorte
4717 gi3| capegli, e vado subito a picchiarle a casa. E per dirti, io
4718 gi3| ticche: il più bestiale che picchiasse mai porta di ruffiana e
4719 gi3| stessero alquanto e poi picchiassero con furore.~BALIA. Perché
4720 gi3| suso, picchio a la ruota. E picchiato che io ho così pian piano,
4721 gi3| una ora o due di notte, e picchiavagli le porte, non rispondendo
4722 gi3| terra; poi rizzatomi suso, picchio a la ruota. E picchiato
4723 gi3| mia madre mi insegnò da piccina. Egli cantò suso il liuto:~ ~
4724 gi3| angioletto di sugaro piccin piccino, e colorito benissimo; e
4725 gi2| su la finestrella de la picciola casetta che sua madre teneva
4726 gi3| le scarselle i ducati e i piccioli. Il medico vuole esser di
4727 gi1| quel rubino è di messer Picciuolo, e del Giudeo la cotal cosa»,
4728 gi2| chiediamo, tentiamo; e ogni piccola cosetta ci s'ataglia, e
4729 gi2| se non de la sua grazia pidocchiosa, si lasciò uscir di sotto
4730 gi1| scritta che ella è?~NANNA. Piegala sottilmente e infilzala
4731 gi2| cade, e se i preghi che piegano fino a Iddio hanno luogo
4732 gi2| a simili prieghi?~NANNA. Piegansi gli immetriati ai bisogni
4733 gi3| pane che vien dal forno, a piegare i panni de la bocata sciutta,
4734 gi2| vittoria di non ti esser piegata a tòrre uno di cotanti prencipi
4735 gi2| perché contaminate, perché piegate le donne puracce, le donne
4736 gi2| vincere».~PIPPA. E non si piegava a simili prieghi?~NANNA.
4737 gi1| rincastra le labbra ne le pieghe di prima; e sempre interpetrano
4738 gi3| volontà: e rizzandosigli il piei-del-trespolo, me si lascia cadere a dosso,
4739 gi1| sendo noi dal mio compar Piero, mentre con la Luchina e
4740 gi3| voi adorata, poiché voi pietosa e compassionevole non patite
4741 gi2| scompiglio ne lo raccontarlo pietosamente, che aresti tu fatto udendolo
4742 gi3| ragunò più di .XXX. persone pietose del suo duolo: talché la
4743 gi3| Brigida e di fra Giacopone da Pietrapana. ~BALIA. Che cervello.~COMARE.
4744 gi2| rinunziarei il priorato, la pieve e la badia?», ed ella: «
4745 gi1| che la musica che fanno i piferi di Castello quando i cardinali
4746 gi1| che, per aspettarti col pifero in mano, farà due chiodi
4747 gi2| le puttane non pagassero pigion di casa, né comprassero
4748 gi1| riverenzia a vostra Signoria»; e pigliandomi la mano, me la basciucchiava
4749 gi1| legname ci è un lattovaro che, pigliandone una o due imbeccate, si
4750 gi1| sassi: e senza più indugio pigliarà le merciarie e te le rimandarà
4751 gi1| di luna e lo sdegno che pigliarieno per ciò, guarda la gamba.
4752 gi3| spanna, corsero in frotta a pigliarla per guadagnar la pelle,
4753 gi3| grande amore; e quasi per pigliarsene burla, la pregò che venisse
4754 gi1| masticare, grattarsi la testa, pigliarsi la barba e far di quei volti
4755 gi1| farà seiere a lato, e nel pigliarti la mano accarezzarà me che,
4756 gi3| famiglia drieto vuol venire a pigliarvi; non vi dissi io che non
4757 gi3| paura che la madre non ci pigliasse malizia; e dubitava che
4758 gi2| disse altro lo scribo, ma pigliata la tempella in mano venne
4759 gi3| per cerimonie.~COMARE. E pigliatela, gli do licenzia con promettergli
4760 gi2| signora si levò suso, e pigliatelo per mano, con istringergliene
4761 gi1| la corte che tu arai; e pigliati piacere di quella lor favella
4762 gi1| manicare il naso (diavol pigliela): le son pur prusuntuose,
4763 gi2| frondi, altri i guai che lo piglino.~PIPPA. Che faceva la sventurata
4764 gi2| NANNA. Pàgati ancora dei pignatti e dei pentolini di pece
4765 gi2| il «zaffo» del tino, un «pignuolo» di lino, un «paniere» di
4766 gi3| la punta del dito ne la pila spruzzandosela nel viso,
4767 gi2| perché la togliate, né per piluccarvi covelle: che certo i miei
4768 gi3| madonna magiurana, madama pimpinella e messer fiorancio perdoneranno
4769 gi2| versetti con le pergole, con le pimpinelle e con le caccialepri; e
4770 gi1| di rocco e ne la ragia di pina bollita con detto allume;
4771 gi1| a rimenartelo: talché la pinca, che è in sapore, pare un
4772 gi1| rade fino al vivo; e sono pinchelloni anzi che no, e pratiche
4773 gi1| Adulazione e finzione son la pincia dei grandi: così si dice;
4774 gi2| tata, la mia putta, la mia pincina oda; e odendo impari, non
4775 gi2| tòr la borsa da canto al pinco: e posatelo su la tavola,
4776 gi1| l'urina che versa il lor pincone. Dico che son più larghi
4777 gi2| pepe sodo» «zafferano», «pinocchiati»; aprendo poi quelle e questi
4778 gi1| mare non cura né venti né piogge né stento veruno per ispacciare
4779 gi2| la spada è in aria, la piomba giuso, e la nostra Donna
4780 ded| Sansavino e fra Sebastiano piombatore risplenderebbono fin ne
4781 gi3| lupo, mentre il pecorone piombava giù ne la secchia cavando
4782 gi3| cervello che mi fa quel del Piombo, il quale è sì gran dipintore:
4783 gi2| presso a l'agosto, i dì piovaiuoli; e venuti che sono, bisogna
4784 gi3| bei crini, ~giù a migliaia piovano i rubini. ~Stilla da la
4785 gi3| verno; ~se fulmina o se piove, ~del verno siamo fore;~
4786 gi2| letto finché le burlate del piover durano: e pensa tu che fastidio
4787 gi1| vai ai versi, oltre che pioveranno i presenti, ne cavarai uno
4788 gi2| Tolta del luogo spento dal piovere, a onta di coloro che pregavano
4789 gi1| doppo venticinque gocciole piovute giuso, eccoti il sole. Sì
4790 gi3| donna è divina, ~perché piscia acqua lanfa e caca schietto ~
4791 gi2| che voi siate divina, ~non pisciando acqua lanfa per orina.~ ~
4792 gi3| gittai inginocchioni; e pispigliato un pezzetto, datomi alcune
4793 gi1| che non te ne darei un pistacchio.~PIPPA. Non dubitate.~NANNA.
4794 gi1| e preso che gli arai il pistello con mano, stringegnelo tanto
4795 gi1| trapanare per alia via (disse la pistola): e debbi tenergli per amici,
4796 gi3| dimandar un chierico s'egli è a pìstola o a vangelo. Trova un furfante,
4797 gi1| ficcati nel capo le mie pistole e i miei vangeli, i quali
4798 gi2| che pelava le ciglia, il pitignone, sotto le braccia e il capo,
4799 ded| nuova via: ecco il famoso pittore cerca di ritrare persone
4800 ded| volto; e perché i buoni pittori apprezzano molto un bel
4801 gi1| gli stormenti, entra ne le pitture e ne le sculture; e carpisce
4802 gi1| la scarsella è sotto il piumaccio: ed essendoci, non ce ne
4803 gi3| onde ella, avezza ne le piume, nei matarazzi, nei lenzuoli
4804 gi2| maschi, assaggiandoci col piuolo, nol fece sforzatamente:
4805 gi2| terrosa su per il morbido del piviale di vellutaccio che gli ha
4806 gi1| corrivi; oltra questo gli par pizzicar di gran baccalario facendosi
4807 gi2| favelli bene; ma io t'ho pizzicato il gorgozzule con lo albume
4808 gi1| dire alcuna parola che non pizzichi del chiasso. Intanto la
4809 gi1| dito, non senza qualche pizzicotto che cuoca. Usa, in passare
4810 gi2| dove colui che nol poté mai placare per via di accordo niuno,
4811 gi1| e ti darà del voi per placarti. E tu rispondi «Deh lasciami
4812 gi2| ricco in fondo e pelacane e plebeo a sua posta: perché i ducati
4813 ded| crudeltà il singulare dal plurale: non per altro che per esser
4814 gi1| aremo?~NANNA. Intertienti un pochettino con chi sarà dove te, non
4815 gi3| reti; e se bene la caccia è pochina, non importa: purché si
4816 gi1| temperata la collara e stato un pocolino sopra di sé, ti chiamarà
4817 gi2| disse: «Io non mi curo di poderi né di lascite». Onde fe'
4818 gi2| senatore o il governatore, il podestà e il capitano non gli desse
4819 ded| il folgore di verità e di poesia fa ombra, con l'ali de la
4820 gi2| credere a uno che io fosse poetessa, e basta.~PIPPA. Insegnatemegli
4821 gi3| fantasime, le negramantesse e le poetesse.~BALIA. Crédetelo.~COMARE.
4822 gi3| propio una perla».~ ~Tu pòi pensar, Balia, quello che
4823 gi3| intanto»; ed egli, vedendo la poledra domata per lo in giù e per
4824 gi2| Propio razza da non volerne poledro. Io ti vado toccando ciancette
4825 gi1| metterci né sal né olio, polisciti con una arte che paia a
4826 gi3| giovane, molto bella e molto polita, la quale ogni mattina quasi
4827 gi1| son vertuosi, gentili, politi, argutetti, saporitini:
4828 gi3| Io ho fatto dormire venti pollaiuoli, trenta acquaiuoli e cinquanta
4829 gi3| dove vogliono, appena ha di pollastri e d'un solo vino; e gridando
4830 gi3| correva a favellare a le pollastriere; e come aveva chiavato tutte
4831 gi1| Mariano, secondo che un bel pollastrone di. XX. anni tutto sua cosa
4832 gi3| ìl cotal rimedio: e santa Pollonia non ha tanti boti attaccati
4833 gi3| che io entro, e intingo la polpa del dito ne l'acqua santa,
4834 gi1| consigli, benedirai l'ossa, le polpe e la polvere di tua madre;
4835 gi3| una di quelle che hanno polso, legge la soprascritta de
4836 gi1| PIPPA. Mi piace cotesto poltreggiare con utile e con pompa.~NANNA.
4837 gi2| ragazzacci, famigliacci, poltronacci. Ascolta del cortigiano:
4838 gi2| movimento fraschetta cicaluzza e poltroncino: frappò tanto ne le orecchie
4839 gi2| squacquara rimoreggiando: «La poltroncionaccia puttanissima mi ha pur mancato
4840 gi1| saponetti, olio odorifero, polver de cipri, capelli e centomilia
4841 gi3| gitti via questa accia». E ponendognele in mano, sorrido con dire: «
4842 gi1| una accoglienza signorile: ponendoti seco a sedere, entrando
4843 gi3| che sia, e che a ogni cosa ponga mano, e prometta e sprometta,
4844 gi2| si intabaccano seco. Ma ponghinsi da un canto tutti gli uomini
4845 gi1| condotto fra male branche: e pongli inanzi la prova ch'egli
4846 gi1| Pon giuso la superbia, ponla giuso dico: perché se non
4847 gi1| togli la sua berretta e pontela in capo; poi ti vesti il
4848 gi2| imbasciate che mandano, e i Pontesisti si vergognano a correr drieto
4849 gi2| la vesta senza busti: e Pontesisto non gli daria un bascio
4850 gi2| e a quello: la seggiola pontifica dimostra gli onori che tu
4851 gi3| quando il papa cavalca in pontificale, ogni persona di dignità
4852 ded| veli, anzi nel volto dei pontifici, degli imperadori, dei re
4853 gi1| senza ungerti appena le dita póntigli in bocca; la quale non chinarai,
4854 gi3| insegna de la speziaria del Ponzetta, stitica, medicastra e tisica
4855 gi3| cittadina a la man ritta e la popolana a la man mancina. Sì che
4856 gi3| gentildonne, le cittadine e le popolane: ed essendoci nel caminar
4857 gi3| patrigno fabbro; le sue poppe parevano litighe ne le quali
4858 gi1| in mano una scodella di porcellana spezzata in tre parti, e
4859 gi1| suo spasso con quello d'un porcellin grattato; e quando si vede
4860 gi1| inginocchioni chi gli favella (porche poltrone che vi morrete
4861 gi1| di micca, di savore e di porco, benché ce ne sono degli
4862 gi2| me lo diceste.~NANNA. I porconacci ce lo mettano in bocca,...~
4863 gi1| quelli avaroni, miseroni, porconi che fin col chiavare stanno
4864 gi3| di ferro, di acciaio e di porfido, non che quelle di carne.
4865 gi2| dileggiar coloro che ci porgano l'occhio: e tosto che si
4866 ded| onorato marchese del Vasto? Porgendola al buon prencipe di Salerno,
4867 gi3| madonna» mi fa voltare; e porgendomela, dico: «Smemorata che io
4868 gi2| scatole, acciò che noi gli porgiam l'occhio al primo; e ordinato
4869 ded| stato cagione che io vi porgo i presenti ragionamenti:
4870 gi2| spruzzarle nel viso, aiutatemi a porla in sul letto». A cotal rimore
4871 gi3| sedere, la gentildonna si porrà in mezzo, la cittadina a
4872 gi1| porranno uno amor grande; e ti porrebbero altrettanto odio se tu torcessi
4873 gi2| faccende. Ma predicava ai porri, perché ella già lo guardava
4874 gi1| parendogli che la sua testa di porro e la sua barba di stoppa
4875 gi2| adattatosi lo stormento al petto, porse il viso in alto; e mentre
4876 gi3| passar oltre ghignando e porsi in luogo da poter vederlo
4877 gi2| sputa-in-cantone, un cotal porta-berretta-in-torto, un mena-culo, un va-di-portante,
4878 gi3| insieme». Balia cara, io le portai la storia, e perché arìa
4879 gi2| non sentire chi conti i portamenti loro inverso de le puttane:
4880 gi1| che gli sia suto fatto: e portando odio a questo e a quello,
4881 gi2| credette salvar chi vi fuggì, portarei pericolo di nimicarmi con
4882 gi3| mostrò a colui che mi mandò a portargnele. E perché io il credessi,
4883 gi3| perciò non vi incresca il portarlo a lei, e ordinare quella
4884 gi3| o capra, io son ivi per portarmene il grasso. Se si sotterra
4885 gi1| sì: la pace si farà col portarmi la promessa a doppio.~NANNA.
4886 gi3| vi ho a dare; e istasera portarò la lettera». Partisi, torna
4887 gi3| avete in dito, perché voi il portassi per amor suo, ma io le dissi:
4888 gi3| gli dice «Da paladino ti portasti ieri nel pigliar quel ladro»;
4889 gi2| ducati d'ottone, disse: «Portatela pure, che, la Dio grazia,
4890 gi3| che ve la voglia ridare portatemela, che ne rideremo un poco
4891 gi1| superbia che noi donne puttane portiamo da la potta che ci cacò
4892 gi2| civettino che alzasse mai portiera, o portasse piatti, o votassi
4893 gi3| Or basta, dunque. Come la portinaia udì che io voleva vendere
4894 gi3| trovò la sua lettera; e portossela seco, con dire: «Io vo'
4895 gi2| borsa da canto al pinco: e posatelo su la tavola, fa vista di
4896 gi2| che col nome di accordo posero in rovina la sua patria;
4897 gi3| ladri e ai birri, se non mi posi nel vederlo la mano a la
4898 gi3| curano degli agi i quali posseno avere dandosi altrui: e
4899 gi2| cinquantamilia ducati tra case, possessioni argenti e contanti, e non
4900 gi3| che io lo trovai.~BALIA. Possi dire come il pescasti?~COMARE.
4901 gi2| PIPPA. A la coscia che possin fiaccare sodisfanno.~NANNA.
4902 gi1| de le cattive pecche che possino aver le donne, e da bene
4903 | possono
4904 gi3| assai orrevole le faceva postema ne la gola: e si disse che
4905 gi2| ritrovandosi in ciancia con altri posti in parlamento di dame, subito
4906 gi2| mostrava una allegrezza posticcia; e dicendo «Io mi vo' governar
4907 gi2| conduce in isteccato il nipote posticcio di monsignore reverendissimo:
4908 gi3| toccasi il dente guasto; e io, postoci sopra un filo di paglia
4909 gi3| più ridicule che mai; e postole un poco giuso, le dico: «
4910 gi3| dirgli di averlo servito potendolo servire a otta, non importa».
4911 ded| camere e ne le orecchie dei potenti a onta de la adulazione
4912 gi3| pianti, di quello che se ne poterebbero tener bone le prime de la
4913 ded| Fortuna vi felicitaranno, onde poterete vivergli gloriosamente apresso.~ ~
4914 gi3| passare inanzi a lei, per poterla veder meglio si fermò alquanto:
4915 gi3| di darla, sendo certa di poterlo fare istasera, dissi meco «
4916 | potessimo
4917 gi2| e piatose parole che si potessino udire gli pregava a lasciarla
4918 gi2| de le più crudeli che si potesson sentire. E questo fu il
4919 gi2| per i bisogni dei tempi, e potevasi andare e venire senza esser
4920 gi2| vien drieto: che diavolo potiam far noi de le lor gelosie
4921 | potremo
4922 | potreste
4923 | potuta
4924 gi1| spendalo ne le contentezze del pover foruscito: tirandolo in
4925 gi1| massarizie d'incanto. Poverette poveracce, che non sanno il fine che
4926 gi2| oimè in servigio di quelle poverelline che ci son chiappate bontà
4927 gi3| spirito d'un mio amoroso poverello impiccatosi per amor mio
4928 gi3| s'alcuno lo ingannava; né poveretto né poveretta gli picchiava
4929 gi3| un disconcio al mondo. Le poverine stanno in quello «io mi
4930 gi2| ella era composta; e la povertade la quale la vestiva d'una
4931 gi2| sempre ragionava di erbe, di prati, di giardini e di primavere.
4932 gi3| forse un venti dì che io gli praticai per casa; e perché egli
4933 gi1| Ho speranza di far mio, praticandoci, fino al campanil de le
4934 gi1| alcuni; e di quanti io ho praticati uomini, mi paiano il caffo.
4935 gi1| fava sbaccellata che il praticava. Insomma cinquecento ducati
4936 gi2| col bastone, e poi con una precissione di pugni la sospinse giù
4937 gi1| restandoti schiavi, andran predicando de le tue vertù; onde sarai
4938 ded| necessario a la vita umana che le predicazioni, e che sia il vero, esse
4939 gi2| tanto la speranza e tanto la predicò, che la buonaccia, la quale
4940 gi2| tormentati raitano, i prigioni pregano, le donne si scapegliano,
4941 gi2| quanti dì ella si aveva fatto pregar di venire a lui; e perché
4942 gi2| che la invitarono non la pregàr molto, perché ella tanto
4943 gi3| viste di scongiurarla e di pregarla che venga; e si dee credere
4944 gi2| compassionevole mentre ho pregato e pianto. Ma dinanzi a chi
4945 gi2| che si potessino udire gli pregava a lasciarla ormai stare.
4946 gi2| piovere, a onta di coloro che pregavano per lei, fu messa dove si
4947 gi2| tu partendo, cade, e se i preghi che piegano fino a Iddio
4948 gi3| quei Todeschi vestiti da prelato, con la mitera in capo,
4949 gi1| discrezione che doveva avere io in premiarlo dei ducati che mi fece guadagnare,
4950 ded| Vasto? Porgendola al buon prencipe di Salerno, dispiaceva al
4951 gi3| io apro a la poltrona: e presela per mano, la meno a lui
4952 gi1| fanno con le vedove che gli presentano di camisce, di fazzoletti
4953 ded| Presentazione~ ~DIALOGO~DI MESSER PIETRO
4954 gi2| saziar l'appetito, il barone presentò la signora.~PIPPA. Che le
4955 gi2| baril di corso e cotali presentuzzi da fottiventi: e ci spese,
4956 gi2| le lusinghe, de le belle presenzie e de la mala ventura che
4957 gi3| ragnatelo quel dei mosconi presi da lui. Il ragno vegghia,
4958 gi2| giovanastri, i quali se la prestarono l'un l'altro: ma come fu
4959 gi1| una buona mancia: sì che prestatemela, che ve ne renderò cento
4960 gi1| perché l'uomo che ti ha prestato indugia, mastica e aspetta
4961 gi3| emendesi l'errore con la prestezza»; e io a lui: «Io so bene
4962 gi2| sì che la uccellessa gli presti gli occhi; e nel vagheggiarla
4963 gi1| stato cagione che te gli prestino.~PIPPA. Non mi avete per
4964 gi2| non sia dessa. E infino ai pretacchioni che benediscano l'uova tolgano
4965 gi1| grossi de la frataria e de la pretaria dormano con le cortigiane
4966 gi2| dove la mandarono pretorum pretarum.~PIPPA. Io le ho compassione.~
4967 gi2| salendo le scale con maestà pretina. E la signora, fattasigli
4968 gi2| Roma: dove la mandarono pretorum pretarum.~PIPPA. Io le ho
4969 gi1| diletti di mangiar pane e prevatura, e punte di spade e di picche
4970 gi1| fasciata la ferita con grazia e previlegio, e uscito in sala dove era
4971 gi1| sempre del tu per parer di prezzarlo poco. E ciò farai perché
4972 gi2| cagion del petorsello (o «prezzemolo» che lo chiamino le savie
4973 gi2| e mi par tuttavia esser prigiona di questo o di quello. Ma
4974 gi2| pane e vino. Ora, aperta la prigione e ritrovatasi viva, il mastino
4975 gi2| lustro dai suoi capelli, e la primavera i fiori da le sue gote,
4976 gi2| prati, di giardini e di primavere. Se cantava, non si udiva
4977 gi1| a la condennata né a la primiera, non si sente mai uno scorruccio,
4978 gi1| Ianni e per l'altre chiese principali e di solenni: onde tutti
4979 gi1| sono segni amorosi e un principiar di martello; e perché ognuno
4980 gi2| che gli rinunziarei il priorato, la pieve e la badia?»,
4981 gi1| dai preti, i generali, i priori, i ministri, i provinciali;
4982 gi1| favellare: onde son cagione dil privarti de l'amicizia de le persone
4983 ded| a nome loro, non pure a privati gentiluomini, ma a le scimie
4984 gi3| lesse il frate:~ ~L'esser prive del Cielo ~non sono oggi
4985 gi1| il giubbone, avessero i privilegi di fargli spedir gratis (
4986 gi2| formiche non procacciano come procacciamo noi: e così così ci va ella
4987 gi2| ataglia, e le formiche non procacciano come procacciamo noi: e
4988 ded| adoro, e sète mercatante nel procacciare e re nel dispensare, né
4989 gi1| hanno trovato gli Spagnuoli procaccini nel Mondo Nuovo, non pagaria
4990 ded| non è vanto, ma un modo di procedere per sostener se medesimo
4991 gi2| dormi ed eglino ti fanno la processione intorno a la casa, bandendo
4992 gi2| giorneone ad alta boce lesse il processo da malefizio: e cantò i
4993 gi3| contargli, nel modo che al suo procuratore gli dà chi ha la sentenzia
4994 gi3| uno ingrassa-avvocati o procuratori che si chiamino, io litigarei
4995 gi2| riavuto, stette a udire il proemio, la diceria, il sermone
4996 gi1| borbotta tanto che ei venga a proferirle; quando no, rinvitalo a
4997 gi2| contra al mio male: tu mi proferisti al mio nimico tu mi facesti
4998 gi2| perversità a madonna...»; e proferito tanto del suo nome che il
4999 gi2| stimarla i cinquanta ducati, la proferiva: e con simile ragia veniva
5000 gi1| cagione di accettare le proferte, verrà via di bello. Ora
5001 gi2| ma volendola tutta, fece profetizzare al proverbio del «chi tutto
5002 gi2| vinta una lettiera di noce profilata d'oro, molto bella; e come
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