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Pietro Aretino
Dialogo nel quale la Nanna insegna a la Pippa

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


a'-arder | ardev-bonad | bone-cogli | cogna-desid | desin-farve | fasce-gonza | gonzi-ispen | ispic-merca | merce-parti | parto-profi | profo-ripos | ripre-scole | scolp-spass | spaur-tirav | tisic-vicin | vida-zurlo

                                                                        grassetto = Testo principale
     Capitolo                                                           grigio = Testo di commento
4503 gi2| ella, gravida di lui, vuol partorire: intendendolo il dispietato 4504 gi3| è forza che la ruffiana partorisse la puttana; e tientelo per 4505 ded| ingegno, il quale ne ha partoriti cotanti degli altri, e in 4506 ded| secondo i subietti; e ho partorito ogni opera quasi in un : 4507 gi2| pareva da bene: come le parvero gli sciagurati i quali, 4508 gi1| con gran donne, e più si pascano di ragionamenti e di chiacchiare 4509 gi1| che ti cena e albergo pascerai di sguardi ghiotti e di 4510 ded| io lodo Iddio poiché mi pasco di lezioni fuora de le imitazioni 4511 gi3| robe: e queste porta le pasque quelle i di santi, altre 4512 gi3| Bene, per servirvi; io passando di qui vi ho voluto visitare: 4513 gi2| vendetta; perché tu, ferro, passandomi il petto, ucciderai quel 4514 gi3| da servirla, e perciò non passarà doman vespro che vi saperò 4515 gi2| Onde alcuni dei nimici passarono il ponte e, andato fino 4516 gi3| posta sua; e a qualunche si passasse onde stava, lo metteva in 4517 gi3| promessi, e ordinai che passassi il avvenire da casa sua 4518 gi1| mare, che è sì gran bestia, passatagli la stizza, fa men rimore 4519 gi3| ho mai dormito le notti passate per la fantasia che mi è 4520 gi2| le sue vesti e massarizie passavano milleducento. E spalancato 4521 gi1| comincia a dire ai tuoi passionati che hai in boto di far dire . 4522 ded| i furori de l'armi e le passioni d'amore, che io doveria 4523 gi1| corrucci fatti con la tua pasta, cioè corrucciati teco medesima 4524 gi2| sbarre del monte: e fatto pasticcio di molti che non avevano 4525 gi2| Matteo gliene basciuccava; il pastorale di papa Stoppa, volsi dir 4526 gi2| ai Padri santi, del mondo pastori.~PIPPA. Voi sète in vena, 4527 gi1| fallo in forgia che non pata tanto che si avezzi a patir 4528 gi2| una sedia di cremisi tutta patacchiata di borchie d'oro a usanza 4529 gi1| che non fanno i vescovi ai patafi, sotto i piedi dei demoni 4530 gi3| croce in fronte; e dico un pater e una ave, e vado via. Veggo 4531 gi2| questa forgia? E poi qual paterina giudea sofferirebbe che 4532 gi3| che non posso mancare a la paterna Paternità del padre, ne 4533 gi1| detto uno straccetto del paternostro, piglia la strada del Pellegrino: 4534 gi1| pata tanto che si avezzi a patir di sorte che ne faccia quello 4535 gi2| speranza se vai, che ne patirai le pene tra gli scogli, 4536 gi3| e s'è così, non doveria patirsi che ogni puttanuzza fecciosa 4537 gi3| te si passi il duolo che patisci per quella de la quale stai 4538 gi3| pietosa e compassionevole non patite che io gitti via questa 4539 gi2| legno, e pagano di gloria patri, e sono, perdonimi loro, 4540 gi3| Turchi, cardinali, vescovi, patriarchi, sofì e ogni cosa; e la 4541 gi3| favellano in segreto, a destram patribus. Attendimi pure, e poi mi 4542 gi3| brunire da non so che suo patrigno fabbro; le sue poppe parevano 4543 gi2| voglie.~NANNA. Alcuno altro pattovisce con la sua signora, sendo 4544 gi3| non ci veggano, e tutta paurosa ne la apparenza, ma tutta 4545 gi3| azzurri, con verdi e con pavonazzi violati: cotal uffizio ebbi 4546 gi3| vestitosi un saio di velluto pavonazzo tempestato di ariento battuto, 4547 gi3| lepre», «de la luna», «dal pavone», «da le due spade», «da 4548 gi3| fregagioni de la palma, e pavoneggiandosi tutto, acconcia la persona 4549 gi1| fingendo di non intendere, si pavoneggiarà tutto. E sappi che chi non 4550 gi3| il ragno sta tutto un paziente per tarpare una mosca, così 4551 gi2| Saviamente.~NANNA. Anzi pazzamente.~PIPPA. Perché?~NANNA. Perché 4552 gi1| fatto parer bestia da le pazzarone, come credi tu che quelle 4553 gi1| Siena, dicoti che i Senesi pazzaroni son dolci matti, ancorché 4554 gi1| porta; e non ti aprendo, pazzeggia con parole alte, maladisci. 4555 gi3| simile frascarie di donne pazzerelle.~BALIA. Ho caro di sapere 4556 gi1| mi ragionare di coteste pazziule da schiocche: i tuoi incantesimi 4557 gi1| finamente a la vita loro, peccarebbe dannatamente a non confessarlo. 4558 gi2| ammazzassi il figliuolo prima che peccasse e che nascesse?».~PIPPA. 4559 gi1| risponderanno «Noi siamo peccatori come gli altri» Pippa sorellina, 4560 gi2| le cortigiane ancora sono peccatrici come loro.~NANNA. Se eglino 4561 gi1| un che trova la moglie in peccavisti.~PIPPA. La mi è andata al 4562 gi2| Ora stimalo tu se ella peccò in vanagloria udendosi millantare.~ 4563 gi2| pignatti e dei pentolini di pece che ti avventano a le finestre 4564 gi2| strappate di fune. E così la pecorella con danno <e> vergogna sua 4565 gi3| compare lupo, mentre il pecorone piombava giù ne la secchia 4566 gi2| quelli, così, essendoci la pecunia, tanto si dee aprir al re 4567 gi2| propie, le quali, da che un pedagogo me le insegnò, ho sempre 4568 gi2| pur via e seguita le pedate dei sogni e de le visioni 4569 ded| ciò, fate riverenza a don Pedro di Toledo, marchese di Villa 4570 gi3| che non danno l'usure ai pegni d'oro e d'ariento.~BALIA. 4571 gi3| BALIA. Chi crede senza pegno non ha ingegno.~COMARE. 4572 gi2| che l'acqua bollita non pela i capponi; e senza un dente 4573 gi2| sia pur ricco in fondo e pelacane e plebeo a sua posta: perché 4574 gi1| finché ci : come è preso, pelagli il culo, tra morto, vivo 4575 gi1| Baionacci.~NANNA. In gran pelago si arrischia di notare chi 4576 gi1| faccino, né ti dichino: pelali secretamente, che si lasciaranno 4577 gi3| scovai e il feci levar suso, pelandomi tutta quanta, con dirgli: « 4578 gi1| secretamente, che si lasciaranno pelare.~PIPPA. Buon ricordo~NANNA. 4579 gi2| nimici, anzi di chi non sa pelargli, e da buone massaie riponendo 4580 gi2| pugna nel petto e tante pelature di capegli, che più non 4581 gi1| paternostro, piglia la strada del Pellegrino: e a ogni merciaio ti ferma, 4582 gi3| trovò; e perché il corso peloso, mordendola e basciandola, 4583 gi3| collo per gioielli e per pendenti, e ne le medaglie de le 4584 gi2| PIPPA. Me lo ha detto il penetenzieri quando mi diede con la bacchetta 4585 gi1| in mano uno scartoccio di peneti per racquetar la tossa che 4586 gi1| con alcune voce nuove e penetrative dicano «Andate, che i Cieli 4587 gi3| arrischi, d'una prosunzione che penetri, d'una faccia sfacciata, 4588 gi1| sali-sapienzia-in-bocca-al-mammolo? Che crudeltà, che penitenza è a regnare con gli arcisavi: 4589 gi1| letto, con i colori e coi pennelli, mi scolpisse un fregio 4590 gi3| spettando il giorno: che penò, a suo giudicio, un mese 4591 gi1| il tutto. A la fine tanto pensai che io la trovai: e che 4592 gi3| non ha ingegno.~COMARE. Pensalo tu, s'egli capiva ne la 4593 gi2| pensieri non si straccano nel pensamento.~PIPPA. E pure ognuno si 4594 gi3| propio una perla».~ ~Tu pòi pensar, Balia, quello che restò 4595 gi3| l'ho pensata no, ma vo' pensarla istanotte e la trovarò certo. 4596 gi2| la più bella ragia che se pensasse mai da forca e da capestro 4597 gi3| grande e utile; non l'ho pensata no, ma vo' pensarla istanotte 4598 gi3| voi sète savia, e so che pensate al vostro essere di carne 4599 gi2| da lor medesimi.~NANNA. Pènsate che ella, avvertita, consigliata 4600 gi3| sei passi masticando il «pensatici suso» col quale mi aveva 4601 gi2| letto con colui col quale si pensavano rimanere. Ma che t'ho io 4602 gi2| non fosse. E quante volte pensi tu che a l'usanza pretesca 4603 gi2| che trista.~NANNA. Vado pensiereggiando a le trafolarie che gli 4604 gi3| imbasciate, e poi se ne pente; or prega e or minaccia, 4605 gi1| e non è diferenzia dal pentimento di non se lo aver cavato 4606 gi3| andatici dico: se non, ve ne pentirete». Madonna, io vi sono schiava, 4607 gi2| dare, se non te ne vuoi pentirte. E per tornare al cortigiano 4608 gi2| gittano drieto.~PIPPA. Io mi pento de la voglia che mi è venuta 4609 gi2| ancora dei pignatti e dei pentolini di pece che ti avventano 4610 | perch' 4611 gi2| Petornella non staria salda a le percosse de la sirocchia, quando 4612 gi2| punto, anzi pareva un muro percosso da le palle a vento: a la 4613 gi3| il martorio con che amore percote gli innamorati; o Iddio, 4614 gi3| reverendo: e pur la porta si percuote, e con gridi rabbiosi me 4615 gi2| doppioni che vi son drento col percuoterle con la mano. Baie, cacabaldole, 4616 gi2| dice stridendo: «Noi non perdaremo perciò la vita senza vendetta; 4617 gi2| petto.~NANNA. Uno uccel perde-il-giorno trovò una solenne fantasia, 4618 gi3| per belico in mezzo; e mi perdei ne la vaghezza di quella 4619 gi2| brigataccia le quali si perderanno solamente a vederti e a 4620 gi1| che le donne novelle ne perderebbero: e questo anco si comporta. 4621 gi2| capegli di niello anellato, perdersi a fatto a fatto. Né si potendo 4622 gi2| giudea sofferirebbe che si perdesse una anima? Recatevi la mente 4623 gi2| vergogna che ebbe ella, e perdette il credito di sorte, che 4624 gi2| andavi a tastoni, più ti perdevi, né mai ti ci saresti imbattuta 4625 gi1| Dio mel perdoni. Ma non perdiam tempo: e impara a corrucciarti 4626 gi2| saporita e se bene ella faceva perdita d'amici col non si partir 4627 gi2| più con questo che io non perdo con quelli». Or egli accade 4628 gi1| medico e medicine, e io gli perdonai, cioè promessi di non perseguitarlo 4629 gi2| il fiorir de le zucche, perdonandole un così galante peccato.~ 4630 gi3| di non se ne adirare e di perdonarmi; e fatto i giuri e gli scongiuri 4631 gi2| chi sta colassuso; deh! perdonate a la inocente, la quale 4632 gi3| rompo il parlar con quel «perdonatemi» che si usa quando altri 4633 gi3| pimpinella e messer fiorancio perdoneranno al mio non più far l'amor 4634 gi2| di gloria patri, e sono, perdonimi loro, una gabbia di pazzi, 4635 gi1| drago, mettendoci tutti per perduti, gli cadde fra il popolo, 4636 gi2| disse: «Che ti pare del peregrino giunto a noi? Vedestù mai 4637 gi1| concorrer con loro, ed è perfetta per quelle che han più caro 4638 gi2| potevano dimostrarsi ne la perfezion loro: e quello che più la 4639 gi2| si diede a conoscere al perfido e disleale, ma giacque con 4640 gi2| meglio.~NANNA. Dimandinsi i pergami, non pure i predicatori, 4641 gi1| mentre si scagliava in sul pergamo come un drago, mettendoci 4642 gi3| secchi; guarda guarda, questa pergola ha i fiori, lo agresto e 4643 gi2| ingioncava i versetti con le pergole, con le pimpinelle e con 4644 gi3| a mettermi a così strani pericoli». Il valente uomo sentendomi 4645 gi2| ritrovano gli spiriti: oh che pericolose bestie, oh che mèle-in-bocca-e-rasoio-in-manica! 4646 gi3| trama è dificilissima e pericolosissima»; e nol diceva per burla, 4647 gi3| bicchier forato stava un perno, cioè uno stiletto sottile, 4648 gi1| Né ti credere che il lor pero se le lasci tòrre per iscrollare: 4649 gi3| impiccatosi per amor mio mi perseguita: e sempre sempre, quando 4650 gi2| Dicami un poco, un di questi perseguita-puttane, che denari potria pagare 4651 gi1| il crederà, quanto più lo perseguitarai con gli sguardi; e ragionando 4652 gi1| non lasciar mai di non perseguitargli col «dammi» e «fammi»: perché 4653 gi1| perdonai, cioè promessi di non perseguitarlo col governatore, volendo 4654 gi2| e quando sarò morta ti perseguitarò con l'ombra, con l'anima 4655 gi3| baldracche a molti gran personaggi, repezzando le bruttezze 4656 gi3| pesce, se ne andò al lago di Perugia con la maggior ladroncelleria 4657 gi1| le impagliate (disse la Perugina), quando i parenti del marito 4658 gi2| tradimento usato da la mia perversità a madonna...»; e proferito 4659 gi1| volpon vecchio, il quale pesa tutti i tuoi andari; e suso 4660 gi1| chi ne ha meno. E perciò pesagli con la bilancia de la discrezione; 4661 gi2| accordando, tolse la sua che pesava ducento ducati d'oro larghi, 4662 gi3| contentarlo: e non lo andai molto pescando, che io lo trovai.~BALIA. 4663 gi3| BALIA. Possi dire come il pescasti?~COMARE. Ben sai.~BALIA. 4664 gi1| mancava questa.~NANNA. Io l'ho pescata: eccoti un .XV. inanzi 4665 gi2| negare che il farti dar le pesche non ti sia piaciuto»; «Cotesto 4666 gi1| nimici de la fede, poppano, pescheggiano e trapanano i buchi e le 4667 gi1| E perciò ti dico che i pesci grossi de la frataria e 4668 gi3| che io ho avuta una de le pessime sere, una de le triste notti 4669 gi3| trista a me!». Possa io fare pessimo fine se la paura che ebbe 4670 gi3| che sono, le bastonano, le pestano e le tranno giù per la scala, 4671 gi1| foggia io mi ho a lasciar pestare dal suo starmi tutta notte 4672 gi1| a un bufolaccio che la pesterà tutta quanta, e s'ella nol 4673 gi2| fare il pane di ramerino pesto con l'olio, perché tenesse 4674 gi2| vendicarsi contra colui che la pestò ben bene, non pensando a 4675 gi2| di fischi, di strida, di petate e di crocchiate, con più 4676 gi1| suora Gaudenzia è al cane? Petegole di feccia di birro, che 4677 gi2| NANNA. Colto te, ah? Santa Petornella non staria salda a le percosse 4678 gi2| fegatella la cagion del petorsello (o «prezzemolo» che lo chiamino 4679 gi1| fino in venti, e non de le petrarchescarie. E perciò, figliuola mia, 4680 gi3| una malia. Ma io entro nel pettine di sete, volendoti contare 4681 gi1| volonterosi, sperando nel pevere, nei tartufi, nei cardi 4682 gi2| suo padre: e se così è, piacciagli di ascoltarme quattro parole 4683 gi3| senno ritruova l'amicizia, piacegli i suoni, i balli e i canti: 4684 gi1| calda, e fa dolcitudine che piacendo ti solleticarà tutta, ti 4685 gi2| il più caro uomo, il più piacente, il più bello e il più liberale 4686 gi2| l'animo suo: e come gli piaceva l'aria de la fanciulla, 4687 gi2| fosse la dolcezza de la sua piacevol natura...~PIPPA Eccoci pure 4688 gi3| servito voi: la lettera è piaciuta, e tanto tanto che vi parrà 4689 gi2| dar le pesche non ti sia piaciuto»; «Cotesto no» rispose ella, « 4690 gi1| mettere nel core. E a me piacque il conversar con simili, 4691 gi3| una vedova, e si mette a piagner seco il marito che le morrì 4692 gi1| bambolina mia.~PIPPA. Io piagnerò per certo.~NANNA. Pon giuso 4693 gi2| Tevere e uno Arno. Ma non piagneva per la paura de lo avere 4694 gi2| cancaro a le gentilezze) credo piamontese o savoino (salvo il vero) 4695 gi1| di mano o in forbirti una pianella, fanno giudizio che guai 4696 gi3| vidde la calza turchina e la pianelletta di velluto nero: di modo 4697 gi2| saria a dire anelluzzi, pianellette di raso e di velluto frusto, 4698 gi2| proprio che è avanzato a le pianete di monsignore, le quali 4699 gi2| gli disse singhiozzando e piangendo. Il simulatore, il maestro 4700 gi1| NANNA. Lo schiamazzio e il pianger che tu farai gli sarà riportato 4701 gi2| Come può essere che egli piangesse il mal del papa, essendo 4702 gi1| sentore al micidiale che piangeva come un fanciul battuto. 4703 gi2| faceva a la meschina..., tu piangi, Pippa?~PIPPA. Che sia ucciso 4704 gi2| ridersi di chi il crede piangono; essi fan vista di volersi 4705 gi3| palme in alto e grido pian pianino: «Oimè, disfatta a me, trista 4706 gi1| me le proferisce?~NANNA. Piantagli un bascio con una punta 4707 gi2| poteva furare il tempo, si piantava in su la finestra con il 4708 gi2| più bello del ronfare la piantò nel letto de l'oste cortigianescamente; 4709 gi1| voglia, non dar la cassia coi piantoni a chi merita di dormir teco, 4710 gi2| qua, con le più dolci e piatose parole che si potessino 4711 gi1| ora una tazza e ora un piattello in mano, traendo e quando 4712 gi1| diede in una gota una cotal piattonata col pugnale, che me la fe' 4713 gi3| stanno smeraldi invece di piattoni. ~Insomma, s'ella avesse 4714 gi1| prevatura, e punte di spade e di picche per insalata condita ne 4715 gi3| gridi che io, spigolistra e picchia-petto, cacciava. E acquistai un 4716 gi3| di non ci aver pratica. E picchiando, volse la mia buona sorte 4717 gi3| capegli, e vado subito a picchiarle a casa. E per dirti, io 4718 gi3| ticche: il più bestiale che picchiasse mai porta di ruffiana e 4719 gi3| stessero alquanto e poi picchiassero con furore.~BALIA. Perché 4720 gi3| suso, picchio a la ruota. E picchiato che io ho così pian piano, 4721 gi3| una ora o due di notte, e picchiavagli le porte, non rispondendo 4722 gi3| terra; poi rizzatomi suso, picchio a la ruota. E picchiato 4723 gi3| mia madre mi insegnò da piccina. Egli cantò suso il liuto:~ ~ 4724 gi3| angioletto di sugaro piccin piccino, e colorito benissimo; e 4725 gi2| su la finestrella de la picciola casetta che sua madre teneva 4726 gi3| le scarselle i ducati e i piccioli. Il medico vuole esser di 4727 gi1| quel rubino è di messer Picciuolo, e del Giudeo la cotal cosa», 4728 gi2| chiediamo, tentiamo; e ogni piccola cosetta ci s'ataglia, e 4729 gi2| se non de la sua grazia pidocchiosa, si lasciò uscir di sotto 4730 gi1| scritta che ella è?~NANNA. Piegala sottilmente e infilzala 4731 gi2| cade, e se i preghi che piegano fino a Iddio hanno luogo 4732 gi2| a simili prieghi?~NANNA. Piegansi gli immetriati ai bisogni 4733 gi3| pane che vien dal forno, a piegare i panni de la bocata sciutta, 4734 gi2| vittoria di non ti esser piegata a tòrre uno di cotanti prencipi 4735 gi2| perché contaminate, perché piegate le donne puracce, le donne 4736 gi2| vincere».~PIPPA. E non si piegava a simili prieghi?~NANNA. 4737 gi1| rincastra le labbra ne le pieghe di prima; e sempre interpetrano 4738 gi3| volontà: e rizzandosigli il piei-del-trespolo, me si lascia cadere a dosso, 4739 gi1| sendo noi dal mio compar Piero, mentre con la Luchina e 4740 gi3| voi adorata, poiché voi pietosa e compassionevole non patite 4741 gi2| scompiglio ne lo raccontarlo pietosamente, che aresti tu fatto udendolo 4742 gi3| ragunò più di .XXX. persone pietose del suo duolo: talché la 4743 gi3| Brigida e di fra Giacopone da Pietrapana. ~BALIA. Che cervello.~COMARE. 4744 gi2| rinunziarei il priorato, la pieve e la badia?», ed ella: « 4745 gi1| che la musica che fanno i piferi di Castello quando i cardinali 4746 gi1| che, per aspettarti col pifero in mano, farà due chiodi 4747 gi2| le puttane non pagassero pigion di casa, né comprassero 4748 gi1| riverenzia a vostra Signoria»; e pigliandomi la mano, me la basciucchiava 4749 gi1| legname ci è un lattovaro che, pigliandone una o due imbeccate, si 4750 gi1| sassi: e senza più indugio pigliarà le merciarie e te le rimandarà 4751 gi1| di luna e lo sdegno che pigliarieno per ciò, guarda la gamba. 4752 gi3| spanna, corsero in frotta a pigliarla per guadagnar la pelle, 4753 gi3| grande amore; e quasi per pigliarsene burla, la pregò che venisse 4754 gi1| masticare, grattarsi la testa, pigliarsi la barba e far di quei volti 4755 gi1| farà seiere a lato, e nel pigliarti la mano accarezzarà me che, 4756 gi3| famiglia drieto vuol venire a pigliarvi; non vi dissi io che non 4757 gi3| paura che la madre non ci pigliasse malizia; e dubitava che 4758 gi2| disse altro lo scribo, ma pigliata la tempella in mano venne 4759 gi3| per cerimonie.~COMARE. E pigliatela, gli do licenzia con promettergli 4760 gi2| signora si levò suso, e pigliatelo per mano, con istringergliene 4761 gi1| la corte che tu arai; e pigliati piacere di quella lor favella 4762 gi1| manicare il naso (diavol pigliela): le son pur prusuntuose, 4763 gi2| frondi, altri i guai che lo piglino.~PIPPA. Che faceva la sventurata 4764 gi2| NANNA. Pàgati ancora dei pignatti e dei pentolini di pece 4765 gi2| il «zaffo» del tino, un «pignuolo» di lino, un «paniere» di 4766 gi3| la punta del dito ne la pila spruzzandosela nel viso, 4767 gi2| perché la togliate, né per piluccarvi covelle: che certo i miei 4768 gi3| madonna magiurana, madama pimpinella e messer fiorancio perdoneranno 4769 gi2| versetti con le pergole, con le pimpinelle e con le caccialepri; e 4770 gi1| di rocco e ne la ragia di pina bollita con detto allume; 4771 gi1| a rimenartelo: talché la pinca, che è in sapore, pare un 4772 gi1| rade fino al vivo; e sono pinchelloni anzi che no, e pratiche 4773 gi1| Adulazione e finzione son la pincia dei grandi: così si dice; 4774 gi2| tata, la mia putta, la mia pincina oda; e odendo impari, non 4775 gi2| tòr la borsa da canto al pinco: e posatelo su la tavola, 4776 gi1| l'urina che versa il lor pincone. Dico che son più larghi 4777 gi2| pepe sodo» «zafferano», «pinocchiati»; aprendo poi quelle e questi 4778 gi1| mare non curaventipioggestento veruno per ispacciare 4779 gi2| la spada è in aria, la piomba giuso, e la nostra Donna 4780 ded| Sansavino e fra Sebastiano piombatore risplenderebbono fin ne 4781 gi3| lupo, mentre il pecorone piombava giù ne la secchia cavando 4782 gi3| cervello che mi fa quel del Piombo, il quale è sì gran dipintore: 4783 gi2| presso a l'agosto, i piovaiuoli; e venuti che sono, bisogna 4784 gi3| bei crini, ~giù a migliaia piovano i rubini. ~Stilla da la 4785 gi3| verno; ~se fulmina o se piove, ~del verno siamo fore;~ 4786 gi2| letto finché le burlate del piover durano: e pensa tu che fastidio 4787 gi1| vai ai versi, oltre che pioveranno i presenti, ne cavarai uno 4788 gi2| Tolta del luogo spento dal piovere, a onta di coloro che pregavano 4789 gi1| doppo venticinque gocciole piovute giuso, eccoti il sole. Sì 4790 gi3| donna è divina, ~perché piscia acqua lanfa e caca schietto ~ 4791 gi2| che voi siate divina, ~non pisciando acqua lanfa per orina.~ ~ 4792 gi3| gittai inginocchioni; e pispigliato un pezzetto, datomi alcune 4793 gi1| che non te ne darei un pistacchio.~PIPPA. Non dubitate.~NANNA. 4794 gi1| e preso che gli arai il pistello con mano, stringegnelo tanto 4795 gi1| trapanare per alia via (disse la pistola): e debbi tenergli per amici, 4796 gi3| dimandar un chierico s'egli è a pìstola o a vangelo. Trova un furfante, 4797 gi1| ficcati nel capo le mie pistole e i miei vangeli, i quali 4798 gi2| che pelava le ciglia, il pitignone, sotto le braccia e il capo, 4799 ded| nuova via: ecco il famoso pittore cerca di ritrare persone 4800 ded| volto; e perché i buoni pittori apprezzano molto un bel 4801 gi1| gli stormenti, entra ne le pitture e ne le sculture; e carpisce 4802 gi1| la scarsella è sotto il piumaccio: ed essendoci, non ce ne 4803 gi3| onde ella, avezza ne le piume, nei matarazzi, nei lenzuoli 4804 gi2| maschi, assaggiandoci col piuolo, nol fece sforzatamente: 4805 gi2| terrosa su per il morbido del piviale di vellutaccio che gli ha 4806 gi1| corrivi; oltra questo gli par pizzicar di gran baccalario facendosi 4807 gi2| favelli bene; ma io t'ho pizzicato il gorgozzule con lo albume 4808 gi1| dire alcuna parola che non pizzichi del chiasso. Intanto la 4809 gi1| dito, non senza qualche pizzicotto che cuoca. Usa, in passare 4810 gi2| dove colui che nol poté mai placare per via di accordo niuno, 4811 gi1| e ti darà del voi per placarti. E tu rispondi «Deh lasciami 4812 gi2| ricco in fondo e pelacane e plebeo a sua posta: perché i ducati 4813 ded| crudeltà il singulare dal plurale: non per altro che per esser 4814 gi1| aremo?~NANNA. Intertienti un pochettino con chi sarà dove te, non 4815 gi3| reti; e se bene la caccia è pochina, non importa: purché si 4816 gi1| temperata la collara e stato un pocolino sopra di sé, ti chiamarà 4817 gi2| disse: «Io non mi curo di poderi né di lascite». Onde fe' 4818 gi2| senatore o il governatore, il podestà e il capitano non gli desse 4819 ded| il folgore di verità e di poesia fa ombra, con l'ali de la 4820 gi2| credere a uno che io fosse poetessa, e basta.~PIPPA. Insegnatemegli 4821 gi3| fantasime, le negramantesse e le poetesse.~BALIA. Crédetelo.~COMARE. 4822 gi3| propio una perla».~ ~Tu pòi pensar, Balia, quello che 4823 gi3| intanto»; ed egli, vedendo la poledra domata per lo in giù e per 4824 gi2| Propio razza da non volerne poledro. Io ti vado toccando ciancette 4825 gi1| metterci né sal né olio, polisciti con una arte che paia a 4826 gi3| giovane, molto bella e molto polita, la quale ogni mattina quasi 4827 gi1| son vertuosi, gentili, politi, argutetti, saporitini: 4828 gi3| Io ho fatto dormire venti pollaiuoli, trenta acquaiuoli e cinquanta 4829 gi3| dove vogliono, appena ha di pollastri e d'un solo vino; e gridando 4830 gi3| correva a favellare a le pollastriere; e come aveva chiavato tutte 4831 gi1| Mariano, secondo che un bel pollastrone di. XX. anni tutto sua cosa 4832 gi3| ìl cotal rimedio: e santa Pollonia non ha tanti boti attaccati 4833 gi3| che io entro, e intingo la polpa del dito ne l'acqua santa, 4834 gi1| consigli, benedirai l'ossa, le polpe e la polvere di tua madre; 4835 gi3| una di quelle che hanno polso, legge la soprascritta de 4836 gi1| PIPPA. Mi piace cotesto poltreggiare con utile e con pompa.~NANNA. 4837 gi2| ragazzacci, famigliacci, poltronacci. Ascolta del cortigiano: 4838 gi2| movimento fraschetta cicaluzza e poltroncino: frappò tanto ne le orecchie 4839 gi2| squacquara rimoreggiando: «La poltroncionaccia puttanissima mi ha pur mancato 4840 gi1| saponetti, olio odorifero, polver de cipri, capelli e centomilia 4841 gi3| gitti via questa accia». E ponendognele in mano, sorrido con dire: « 4842 gi1| una accoglienza signorile: ponendoti seco a sedere, entrando 4843 gi3| che sia, e che a ogni cosa ponga mano, e prometta e sprometta, 4844 gi2| si intabaccano seco. Ma ponghinsi da un canto tutti gli uomini 4845 gi1| condotto fra male branche: e pongli inanzi la prova ch'egli 4846 gi1| Pon giuso la superbia, ponla giuso dico: perché se non 4847 gi1| togli la sua berretta e pontela in capo; poi ti vesti il 4848 gi2| imbasciate che mandano, e i Pontesisti si vergognano a correr drieto 4849 gi2| la vesta senza busti: e Pontesisto non gli daria un bascio 4850 gi2| e a quello: la seggiola pontifica dimostra gli onori che tu 4851 gi3| quando il papa cavalca in pontificale, ogni persona di dignità 4852 ded| veli, anzi nel volto dei pontifici, degli imperadori, dei re 4853 gi1| senza ungerti appena le dita póntigli in bocca; la quale non chinarai, 4854 gi3| insegna de la speziaria del Ponzetta, stitica, medicastra e tisica 4855 gi3| cittadina a la man ritta e la popolana a la man mancina. Sì che 4856 gi3| gentildonne, le cittadine e le popolane: ed essendoci nel caminar 4857 gi3| patrigno fabbro; le sue poppe parevano litighe ne le quali 4858 gi1| in mano una scodella di porcellana spezzata in tre parti, e 4859 gi1| suo spasso con quello d'un porcellin grattato; e quando si vede 4860 gi1| inginocchioni chi gli favella (porche poltrone che vi morrete 4861 gi1| di micca, di savore e di porco, benché ce ne sono degli 4862 gi2| me lo diceste.~NANNA. I porconacci ce lo mettano in bocca,...~ 4863 gi1| quelli avaroni, miseroni, porconi che fin col chiavare stanno 4864 gi3| di ferro, di acciaio e di porfido, non che quelle di carne. 4865 gi2| dileggiar coloro che ci porgano l'occhio: e tosto che si 4866 ded| onorato marchese del Vasto? Porgendola al buon prencipe di Salerno, 4867 gi3| madonna» mi fa voltare; e porgendomela, dico: «Smemorata che io 4868 gi2| scatole, acciò che noi gli porgiam l'occhio al primo; e ordinato 4869 ded| stato cagione che io vi porgo i presenti ragionamenti: 4870 gi2| spruzzarle nel viso, aiutatemi a porla in sul letto». A cotal rimore 4871 gi3| sedere, la gentildonna si porrà in mezzo, la cittadina a 4872 gi1| porranno uno amor grande; e ti porrebbero altrettanto odio se tu torcessi 4873 gi2| faccende. Ma predicava ai porri, perché ella già lo guardava 4874 gi1| parendogli che la sua testa di porro e la sua barba di stoppa 4875 gi2| adattatosi lo stormento al petto, porse il viso in alto; e mentre 4876 gi3| passar oltre ghignando e porsi in luogo da poter vederlo 4877 gi2| sputa-in-cantone, un cotal porta-berretta-in-torto, un mena-culo, un va-di-portante, 4878 gi3| insieme». Balia cara, io le portai la storia, e perché arìa 4879 gi2| non sentire chi conti i portamenti loro inverso de le puttane: 4880 gi1| che gli sia suto fatto: e portando odio a questo e a quello, 4881 gi2| credette salvar chi vi fuggì, portarei pericolo di nimicarmi con 4882 gi3| mostrò a colui che mi mandò a portargnele. E perché io il credessi, 4883 gi3| perciò non vi incresca il portarlo a lei, e ordinare quella 4884 gi3| o capra, io son ivi per portarmene il grasso. Se si sotterra 4885 gi1| sì: la pace si farà col portarmi la promessa a doppio.~NANNA. 4886 gi3| vi ho a dare; e istasera portarò la lettera». Partisi, torna 4887 gi3| avete in dito, perché voi il portassi per amor suo, ma io le dissi: 4888 gi3| gli dice «Da paladino ti portasti ieri nel pigliar quel ladro»; 4889 gi2| ducati d'ottone, disse: «Portatela pure, che, la Dio grazia, 4890 gi3| che ve la voglia ridare portatemela, che ne rideremo un poco 4891 gi1| superbia che noi donne puttane portiamo da la potta che ci cacò 4892 gi2| civettino che alzasse mai portiera, o portasse piatti, o votassi 4893 gi3| Or basta, dunque. Come la portinaia udì che io voleva vendere 4894 gi3| trovò la sua lettera; e portossela seco, con dire: «Io vo' 4895 gi2| borsa da canto al pinco: e posatelo su la tavola, fa vista di 4896 gi2| che col nome di accordo posero in rovina la sua patria; 4897 gi3| ladri e ai birri, se non mi posi nel vederlo la mano a la 4898 gi3| curano degli agi i quali posseno avere dandosi altrui: e 4899 gi2| cinquantamilia ducati tra case, possessioni argenti e contanti, e non 4900 gi3| che io lo trovai.~BALIA. Possi dire come il pescasti?~COMARE. 4901 gi2| PIPPA. A la coscia che possin fiaccare sodisfanno.~NANNA. 4902 gi1| de le cattive pecche che possino aver le donne, e da bene 4903 | possono 4904 gi3| assai orrevole le faceva postema ne la gola: e si disse che 4905 gi2| ritrovandosi in ciancia con altri posti in parlamento di dame, subito 4906 gi2| mostrava una allegrezza posticcia; e dicendo «Io mi vo' governar 4907 gi2| conduce in isteccato il nipote posticcio di monsignore reverendissimo: 4908 gi3| toccasi il dente guasto; e io, postoci sopra un filo di paglia 4909 gi3| più ridicule che mai; e postole un poco giuso, le dico: « 4910 gi3| dirgli di averlo servito potendolo servire a otta, non importa». 4911 ded| camere e ne le orecchie dei potenti a onta de la adulazione 4912 gi3| pianti, di quello che se ne poterebbero tener bone le prime de la 4913 ded| Fortuna vi felicitaranno, onde poterete vivergli gloriosamente apresso.~ ~ 4914 gi3| passare inanzi a lei, per poterla veder meglio si fermò alquanto: 4915 gi3| di darla, sendo certa di poterlo fare istasera, dissi meco « 4916 | potessimo 4917 gi2| e piatose parole che si potessino udire gli pregava a lasciarla 4918 gi2| de le più crudeli che si potesson sentire. E questo fu il 4919 gi2| per i bisogni dei tempi, e potevasi andare e venire senza esser 4920 gi2| vien drieto: che diavolo potiam far noi de le lor gelosie 4921 | potremo 4922 | potreste 4923 | potuta 4924 gi1| spendalo ne le contentezze del pover foruscito: tirandolo in 4925 gi1| massarizie d'incanto. Poverette poveracce, che non sanno il fine che 4926 gi2| oimè in servigio di quelle poverelline che ci son chiappate bontà 4927 gi3| spirito d'un mio amoroso poverello impiccatosi per amor mio 4928 gi3| s'alcuno lo ingannava; né poverettopoveretta gli picchiava 4929 gi3| un disconcio al mondo. Le poverine stanno in quello «io mi 4930 gi2| ella era composta; e la povertade la quale la vestiva d'una 4931 gi2| sempre ragionava di erbe, di prati, di giardini e di primavere. 4932 gi3| forse un venti che io gli praticai per casa; e perché egli 4933 gi1| Ho speranza di far mio, praticandoci, fino al campanil de le 4934 gi1| alcuni; e di quanti io ho praticati uomini, mi paiano il caffo. 4935 gi1| fava sbaccellata che il praticava. Insomma cinquecento ducati 4936 gi2| col bastone, e poi con una precissione di pugni la sospinse giù 4937 gi1| restandoti schiavi, andran predicando de le tue vertù; onde sarai 4938 ded| necessario a la vita umana che le predicazioni, e che sia il vero, esse 4939 gi2| tanto la speranza e tanto la predicò, che la buonaccia, la quale 4940 gi2| tormentati raitano, i prigioni pregano, le donne si scapegliano, 4941 gi2| quanti ella si aveva fatto pregar di venire a lui; e perché 4942 gi2| che la invitarono non la pregàr molto, perché ella tanto 4943 gi3| viste di scongiurarla e di pregarla che venga; e si dee credere 4944 gi2| compassionevole mentre ho pregato e pianto. Ma dinanzi a chi 4945 gi2| che si potessino udire gli pregava a lasciarla ormai stare. 4946 gi2| piovere, a onta di coloro che pregavano per lei, fu messa dove si 4947 gi2| tu partendo, cade, e se i preghi che piegano fino a Iddio 4948 gi3| quei Todeschi vestiti da prelato, con la mitera in capo, 4949 gi1| discrezione che doveva avere io in premiarlo dei ducati che mi fece guadagnare, 4950 ded| Vasto? Porgendola al buon prencipe di Salerno, dispiaceva al 4951 gi3| io apro a la poltrona: e presela per mano, la meno a lui 4952 gi1| fanno con le vedove che gli presentano di camisce, di fazzoletti 4953 ded| Presentazione~ ~DIALOGO~DI MESSER PIETRO 4954 gi2| saziar l'appetito, il barone presentò la signora.~PIPPA. Che le 4955 gi2| baril di corso e cotali presentuzzi da fottiventi: e ci spese, 4956 gi2| le lusinghe, de le belle presenzie e de la mala ventura che 4957 gi3| ragnatelo quel dei mosconi presi da lui. Il ragno vegghia, 4958 gi2| giovanastri, i quali se la prestarono l'un l'altro: ma come fu 4959 gi1| una buona mancia: sì che prestatemela, che ve ne renderò cento 4960 gi1| perché l'uomo che ti ha prestato indugia, mastica e aspetta 4961 gi3| emendesi l'errore con la prestezza»; e io a lui: «Io so bene 4962 gi2| sì che la uccellessa gli presti gli occhi; e nel vagheggiarla 4963 gi1| stato cagione che te gli prestino.~PIPPA. Non mi avete per 4964 gi2| non sia dessa. E infino ai pretacchioni che benediscano l'uova tolgano 4965 gi1| grossi de la frataria e de la pretaria dormano con le cortigiane 4966 gi2| dove la mandarono pretorum pretarum.~PIPPA. Io le ho compassione.~ 4967 gi2| salendo le scale con maestà pretina. E la signora, fattasigli 4968 gi2| Roma: dove la mandarono pretorum pretarum.~PIPPA. Io le ho 4969 gi1| diletti di mangiar pane e prevatura, e punte di spade e di picche 4970 gi1| fasciata la ferita con grazia e previlegio, e uscito in sala dove era 4971 gi1| sempre del tu per parer di prezzarlo poco. E ciò farai perché 4972 gi2| cagion del petorsello (o «prezzemolo» che lo chiamino le savie 4973 gi2| e mi par tuttavia esser prigiona di questo o di quello. Ma 4974 gi2| pane e vino. Ora, aperta la prigione e ritrovatasi viva, il mastino 4975 gi2| lustro dai suoi capelli, e la primavera i fiori da le sue gote, 4976 gi2| prati, di giardini e di primavere. Se cantava, non si udiva 4977 gi1| a la condennata né a la primiera, non si sente mai uno scorruccio, 4978 gi1| Ianni e per l'altre chiese principali e di solenni: onde tutti 4979 gi1| sono segni amorosi e un principiar di martello; e perché ognuno 4980 gi2| che gli rinunziarei il priorato, la pieve e la badia?», 4981 gi1| dai preti, i generali, i priori, i ministri, i provinciali; 4982 gi1| favellare: onde son cagione dil privarti de l'amicizia de le persone 4983 ded| a nome loro, non pure a privati gentiluomini, ma a le scimie 4984 gi3| lesse il frate:~ ~L'esser prive del Cielo ~non sono oggi 4985 gi1| il giubbone, avessero i privilegi di fargli spedir gratis ( 4986 gi2| formiche non procacciano come procacciamo noi: e così così ci va ella 4987 gi2| ataglia, e le formiche non procacciano come procacciamo noi: e 4988 ded| adoro, e sète mercatante nel procacciare e re nel dispensare, né 4989 gi1| hanno trovato gli Spagnuoli procaccini nel Mondo Nuovo, non pagaria 4990 ded| non è vanto, ma un modo di procedere per sostener se medesimo 4991 gi2| dormi ed eglino ti fanno la processione intorno a la casa, bandendo 4992 gi2| giorneone ad alta boce lesse il processo da malefizio: e cantò i 4993 gi3| contargli, nel modo che al suo procuratore gli chi ha la sentenzia 4994 gi3| uno ingrassa-avvocati o procuratori che si chiamino, io litigarei 4995 gi2| riavuto, stette a udire il proemio, la diceria, il sermone 4996 gi1| borbotta tanto che ei venga a proferirle; quando no, rinvitalo a 4997 gi2| contra al mio male: tu mi proferisti al mio nimico tu mi facesti 4998 gi2| perversità a madonna...»; e proferito tanto del suo nome che il 4999 gi2| stimarla i cinquanta ducati, la proferiva: e con simile ragia veniva 5000 gi1| cagione di accettare le proferte, verrà via di bello. Ora 5001 gi2| ma volendola tutta, fece profetizzare al proverbio del «chi tutto 5002 gi2| vinta una lettiera di noce profilata d'oro, molto bella; e come


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